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Indian Wells 2026, Alcaraz tra api, smorzate e rituali: “Il costume? Ho dovuto farlo per loro”. Medvedev tra polemiche e fiducia: “Non mi sento bene per quella chiamata, ma non ho barato” (Video)

13/03/2026 08:10 10 commenti
Daniil Medvedev nella foto - Foto Getty Images
Daniil Medvedev nella foto - Foto Getty Images

Carlos Alcaraz continua a vincere a Indian Wells 2026, ma in conferenza stampa dopo il successo contro Cameron Norrie ha regalato anche un lato più leggero e divertente del suo torneo. Tra il legame ormai speciale con le api del deserto californiano, i complimenti alle migliori smorzate del circuito e i piccoli rituali del pre-match, lo spagnolo ha raccontato un po’ di sé con il solito sorriso.

Il costume da ape: “Me l’hanno portato loro”
Uno dei momenti più curiosi della giornata è stato quello che ha visto Alcaraz indossare un costume da ape, un’immagine diventata subito virale e destinata a rimanere legata per sempre al suo percorso a Indian Wells.
Lo spagnolo ha spiegato come tutto sia nato da un episodio ormai diventato parte della sua storia nel torneo: “È una storia divertente, perché soprattutto qui a Indian Wells, quello che è successo… era la prima volta che vedevo una cosa del genere, sinceramente, su un campo da tennis.”
Da quel momento, il tema delle api è rimasto con lui anche nelle edizioni successive: “Dopo quell’episodio, proprio in questo torneo, sono venute tante persone vestite da ape. È divertente vederle sugli spalti che tifano con quel costume.”
E poi ha raccontato il siparietto che lo ha portato a indossarlo a sua volta: “L’altro giorno ero con loro un po’ alla fine del match. Oggi mi hanno portato un costume da ape e hanno iniziato a dirmi: ‘Indossalo, indossalo’. Quindi ho dovuto farlo per loro.”
La spiegazione finale dice tutto sul rapporto creatosi con questo gruppo di tifosi: “Hanno tifato dal primo all’ultimo punto. Quindi ho pensato: va bene, devo farlo. Ma sì, è divertente.”

Le migliori smorzate del circuito? “Moutet, Djokovic e Dimitrov”
Nel corso della conferenza, ad Alcaraz è stato chiesto anche di parlare di una delle sue armi più spettacolari e riconoscibili: la smorzata. E quando gli è stato chiesto chi abbia secondo lui la migliore del circuito, lo spagnolo ha risposto indicando tre nomi in particolare.
“La migliore smorzata… me ne vengono in mente alcuni. Ovviamente Moutet è uno dei migliori, o comunque ha una delle migliori smorzate e uno dei migliori tocchi in generale.”
Poi ha aggiunto un altro nome pesantissimo: “Ma adoro la smorzata di Djokovic. La smorzata di rovescio di Djokovic penso sia davvero molto buona. Quando la fa, è veramente bellissima.”
Infine, il terzo nome scelto è stato quello di Grigor Dimitrov: “Oltre a loro, probabilmente Dimitrov ha una buona smorzata. Anche lui ha un grande tocco. Sono i primi giocatori che mi vengono in mente.”

Il palleggio nel riscaldamento: “Me lo ha detto il fisioterapista”
Un altro piccolo dettaglio curioso emerso in conferenza riguarda il suo riscaldamento prima delle partite. Alcaraz è stato infatti interrogato sul fatto che, durante il warm-up, faccia spesso giochi di coordinazione e palleggi con le palline.
La sua risposta è stata molto diretta e anche piuttosto divertente: “Onestamente è perché me lo ha detto il mio fisioterapista. E io semplicemente gli obbedisco.”
Poi ha aggiunto: “Non so se aiuti davvero oppure no, ma l’ho presa come routine. Da quando ho iniziato a farlo, tutto è andato bene, quindi perché cambiare?”
Alla domanda su quando abbia iniziato questo rituale, Alcaraz ha risposto: “Un paio di anni fa. Sì, da un paio d’anni ormai.”

Il drink “Dropshot”: “Per ora scelgo quello in campo”
Tra i momenti più leggeri della conferenza c’è stato anche quello legato a una curiosità su Indian Wells: il drink ufficiale del torneo si chiama proprio “Dropshot”. Quando gli è stato chiesto se lo avesse mai provato, Alcaraz ha ammesso di no: “Non l’ho ancora provato, sinceramente. Non l’ho provato.”
Ma ha anche lasciato aperta la porta a un assaggio, magari a torneo concluso: “Quando il torneo sarà finito, magari lo assaggerò un po’, e vedremo che sapore ha. Ma non ancora.”
E alla domanda finale su quale “dropshot” preferisca, se quello in campo o quello fuori dal campo, la risposta è stata perfettamente in stile Alcaraz: “Per ora scelgo la smorzata in campo. Per ora. Per ora.”

Daniil Medvedev ha conquistato la semifinale di Indian Wells 2026 battendo Jack Draper per 6-1 7-5, ma la sua conferenza stampa è stata dominata soprattutto dall’episodio controverso avvenuto sul 5-5 del secondo set, quando una revisione video ha portato all’assegnazione di un punto al russo per hindrance.
Il numero 11 del mondo ha affrontato il tema con grande franchezza, spiegando nel dettaglio come ha vissuto il momento e cosa abbia pensato subito dopo l’azione.

Il caso sul 5-5: “Un po’ distratto sì, ma non so se abbastanza per vincere il punto”
Medvedev ha raccontato di aver avuto più chiara la situazione solo dopo aver rivisto meglio quanto accaduto: “Adesso posso parlarne anche meglio, perché ho più informazioni. Penso che avrei dovuto farlo nel momento in cui è successo, cioè non avrei dovuto aspettare la fine del punto. Così forse sarebbe stato tutto più chiaro.”

Il caso del 5 pari
Non c’è praticamente partita di Daniil Medvedev senza qualche episodio destinato a far discutere, e anche il quarto di finale di Indian Wells 2026 contro Jack Draper non ha fatto eccezione. Stavolta la polemica è esplosa in un momento chiave del secondo set, in una fase delicatissima del match poi vinto dal russo con il punteggio di 6-1 7-5.
Il momento incriminato è arrivato sul 5-5 del secondo parziale, con Draper al servizio sotto 0-15. Durante lo scambio, una palla di Medvedev è atterrata molto vicina alla riga, sorprendendo il britannico, che ha allargato le braccia in modo evidente. Il punto però è proseguito regolarmente, fino a quando il russo ha mandato la palla in rete.

A quel punto Medvedev si è immediatamente rivolto alla giudice di sedia, chiedendo che venisse rivisto il punto o che fosse chiamato il disturbo, sostenendo che il gesto di Draper lo avesse distratto durante lo scambio. Il russo ha quindi chiesto l’intervento del video.
Dopo la revisione, la giudice arbitro ha deciso di chiamare effettivamente disturbo contro Draper, assegnando così il punto a Medvedev. Una decisione che ha lasciato il britannico incredulo: secondo lui, quel movimento delle braccia era stato assolutamente naturale e non tale da giustificare una sanzione.
Da lì è nata una discussione, prima con l’arbitro e poi anche con lo stesso Medvedev, che ha continuato a sostenere di essere stato disturbato da quel gesto. Il confronto tra i due è poi proseguito anche a fine partita, al momento della stretta di mano a rete, comunque con toni civili e modi corretti, nonostante la tensione evidente.
L’episodio ha avuto anche un peso importante sull’inerzia del finale di match. Dopo quella chiamata, infatti, Draper ha vinto appena tre punti fino alla conclusione dell’incontro, finendo per cedere 7-5 nel secondo set dopo aver già perso nettamente il primo.

Il russo ha spiegato di essersi sentito leggermente disturbato durante lo scambio, pur senza voler ingigantire troppo l’episodio: “Se guardate il mio primo dritto dopo quello che è successo, credo che avrei potuto fare qualcosa di meglio. Ero un pochino distratto. Quindi ho chiesto all’arbitro: cosa dovrei fare? La prossima volta devo fermarmi subito? E lei mi ha detto che, se volevo, potevamo fare la video review.”
Da lì la decisione è passata interamente alla giudice di sedia: “Ho detto: okay, video review. E qualsiasi decisione avesse preso, l’avrei accettata. Lei ha deciso che il punto era per me, e io l’ho preso.”
Medvedev ha poi sintetizzato così la sua sensazione: “Sono stato distratto tanto? No. Sono stato distratto un po’? Sì. È abbastanza per vincere il punto? Non lo so.”

“Non mi sento bene per questa cosa, ma non credo di aver imbrogliato”
Alla domanda se si sentisse moralmente a posto rispetto all’episodio, Medvedev ha risposto con onestà, senza nascondere un certo disagio ma rifiutando anche qualsiasi idea di scorrettezza.
“Come ho detto, se guardate il primo dritto che faccio dopo che succede, penso che avrei potuto tirare un colpo migliore se non ci fosse stato quel gesto di Jack.”
Poi ha aggiunto: “Quindi, ripeto, sono stato distratto tanto? No. Mi sento bene per questa cosa? Non proprio. Però non sento nemmeno di aver barato o qualcosa del genere.”
Il russo ha spiegato di aver lasciato deliberatamente la decisione all’arbitro, anche alla luce di tante chiamate subite contro in passato: “Mi sono sentito un po’ distratto, ho lasciato decidere all’arbitro. Ho avuto tante chiamate contro di me nella mia carriera e di solito non le gestisco bene. Riceverne una dalla mia parte, immagino, fa anche piacere.”

Il rapporto con Draper: “Penso sia tutto okay”
Nonostante l’episodio, Medvedev ha lasciato intendere di non credere che il rapporto con Draper possa risentirne: “Penso di sì, cioè credo che vada tutto bene. Forse bisognerebbe chiederlo più a lui che a me, perché io starei tranquillo dopo una cosa del genere.”
Il russo ha sottolineato di avere un buon rapporto con il britannico: “Credo che abbiamo un ottimo rapporto, quindi non penso che un singolo episodio del genere possa cambiare le cose.”
E ha ricordato anche cosa gli abbia detto subito in campo: “Gli ho detto immediatamente che, se per l’arbitro non era abbastanza, allora si ripartiva dal 15 pari. Se invece per lei era sufficiente, allora diventava 0-30, e questo è quello che è successo.”

Il nuovo staff: “Avevo bisogno di una prospettiva diversa”
Nel corso della conferenza, Medvedev ha parlato anche del lavoro con il nuovo team, spiegando che il cambiamento non ha modificato radicalmente la sua idea di tennis, ma gli ha dato nuovi stimoli.
“In generale, sul tennis in sé, non direi molto. So cosa devo fare per giocare un buon tennis.”
La vera novità, secondo lui, è stata soprattutto umana e di prospettiva: “Con il vecchio team stavamo insieme da tanto tempo, quindi avere una persona nuova accanto è stata una prospettiva diversa.”
Medvedev ha spiegato che il confronto con chi ha vissuto esperienze diverse può essere utile anche nei dettagli emotivi del circuito: “È una persona diversa, di un altro Paese. È stato anche un giocatore, quindi a volte possiamo discutere, anche dopo una partita, di come si sentiva lui quando giocava questi match in queste fasi del torneo.”
La conclusione è stata molto chiara: “In quel momento dell’anno scorso, quando ho deciso di fare questo cambiamento, avevo bisogno di qualcosa di diverso. E sta funzionando molto bene.”

L’eventuale (poi certa) semifinale con Alcaraz: “Con lui e Sinner il livello è il più duro possibile”
Medvedev ha parlato anche della possibile semifinale contro Carlos Alcaraz, pur senza voler dare nulla per scontato troppo presto. Quando gli è stato chiesto del confronto con lo spagnolo, il russo ha ribadito prima di tutto di sentirsi in grande forma.
“Sento di stare giocando un tennis molto buono. Non voglio saltare alle conclusioni dicendo che sia il miglior tennis della mia vita o altro, ma sto giocando molto bene.”

Secondo Medvedev, rispetto ai precedenti recenti con Alcaraz a Indian Wells, alcune condizioni potrebbero offrire qualcosa di diverso: “Sento che il campo sia un po’ più veloce rispetto alle due volte in cui l’ho affrontato qui. Le palline sono diverse. Quindi penso che sia una buona opportunità per provare a mostrare il mio miglior tennis contro di lui.”
Ma il giudizio sullo spagnolo resta chiarissimo: “È l’avversario più duro che ci sia adesso, lui e Jannik. Forse si può discutere su chi sia il più duro dei due, ma resta un avversario durissimo. Se sarà lui, dovrò mostrare il mio livello assolutamente migliore e provare a batterlo.”

E se ci fosse stato Norrie?
Medvedev ha riservato parole di rispetto anche per Cameron Norrie, l’altra possibile opzione in semifinale al momento della conferenza.
“Cam è un avversario molto duro anche lui. Penso di aver avuto successo contro di lui sul cemento, mentre ho perso sulla terra.”
Il russo ha anche evidenziato quanto il britannico sia sempre pericoloso a Indian Wells: “Qui sta giocando molto bene. È un avversario tosto, insidioso. Ho visto il primo set della sua partita e credo fosse molto più equilibrato di quanto dica il punteggio.”

Il siparietto sul soprannome brasiliano
Tra i momenti più curiosi della conferenza c’è stato anche quello legato a un giornalista brasiliano, che ha rivelato a Medvedev il suo soprannome in Brasile: “Malvadao”.
La risposta del russo, inizialmente, è stata ironica: “Spero significhi qualcosa di carino.”
Quando gli è stato spiegato che il senso era quello di un “cattivo” in versione più simpatica, quasi un antieroe, Medvedev ha sorriso e ha ammesso: “In campo forse sì. Nella vita no, per niente. Però in campo credo di poter essere un antieroe molte volte.”
Poi ha anche aperto alla possibilità di giocare in Sud America in futuro: “Mi piacerebbe davvero giocare di più in Sud America. Ho giocato due volte in Messico ed è stato bello. Tanti tifosi e tutto il resto.”
E ha concluso lasciando aperta una porta per più avanti nella carriera: “Magari una volta nella vita, forse nel mio ultimo anno nel Tour… o magari anche prima, per venire lì o fare qualche esibizione. Mi piacerebbe sicuramente visitare e vivere il tennis da quelle parti.”

Un Medvedev sempre più protagonista
La conferenza stampa di Medvedev ha mostrato ancora una volta tutte le sfumature del suo personaggio: diretto, ironico, molto lucido e capace di affrontare anche i temi più delicati senza nascondersi. Da una parte la consapevolezza che l’episodio contro Draper resti discutibile, dall’altra la convinzione di non aver oltrepassato il limite. In mezzo, un momento di forma molto alto e la sensazione di sentirsi di nuovo pronto a giocarsi un torneo importante fino in fondo.



Marco Rossi


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10 commenti. Lasciane uno!

marcusmin 13-03-2026 09:53

Comunque molto apprezzabili le dichiarazioni di Daniel, e’ l’unico che riesce ad essere non banale.

10
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Scaino 13-03-2026 09:32

Aurelie Tourte è quella che ha fregato Jannik a Montecarlo (e probabilmente gli ha fregato “il” Montecarlo.
A questa una volta Fognini ha gridato “Tu non capisci un c*zzo”.
Tre indizi fanno una prova.

9
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robi (Guest) 13-03-2026 09:04

Medvedev come al solito scorretto e la Tourte nuovamente scandalosa ne combina almeno due o tre all’nno ! Io non so da chi è protetta e perchè la lascino ancora salire li sopra! Mah.

8
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Dr Ivo (Guest) 13-03-2026 08:58

Meno male che qui qualcuno aveva previsto nei quarti tutte partite combattute fino al terzo set…

7
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FabioR (Guest) 13-03-2026 08:57

La Tourt è di un incompetenza imbarazzante, dovrebbero metterla a riposo come succede con gli arbitri che sbagliano, è veramente di una pochezza imbarazzante.

6
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tinapica 13-03-2026 08:46

Io adoro Dimitrov e penso che chiaramente sappia smorzare molto bene, ma non al punto di essere indicato tra i primi tre (o quattro, dato che ovviamente AlcarazGarfia non poteva citarsi addosso).
Sono invece d’accordo sugli altri due nomi.
Per il terzo…io ci metterei Gaston che, quasi letteralmente, “vive” di palle corte.
Possibilmente il Murciano non voleva mettere la Francia su due gradini del podio ma il tennis transalpino, unitamente al nostro, è sempre stato fucina delle migliori smorzate.
Poi, comunque prima di Dimitrov, ci avrei messo Bublich, Sciupovalov…
Giusto invece non metterci Musetti che con questa specialità ha un rapporto amore/odio.
Già tra i Nostri, secondo me, meglio del Carrarino ci sono, sicuramente (almeno lo fu), Berrettini, Gigante (con avversari forse meno eclatanti), Sonego e, oso scrivere, persino Sinner.

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+1: MarcoP
Giovanni Battista (Guest) 13-03-2026 08:46

Se non fermi subito il gioco, t’attacchi.
Credo abbia disturbato di più il prosieguo del gioco, povero Draper…
Djokovic, allora….sarebbe sempre sanzionato….

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+1: MarcoP
Cogi53 13-03-2026 08:45

Decisione dell’arbitro di sedia, a mio parere, scandalosa 😡

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+1: MarcoP
Bagel 13-03-2026 08:40

Trovo abbastanza assurdo decidere l’hindrance col replay video. Il disturbo, e se questo sia determinante per il punto, é qulcosa che l’arbitro deve percepire ed elaborare in diretta. Se non lo fa, allora poi finisce per essere condizionato dal rallenty col primo piano del giocatore che allarga le braccia, ma quella sequenza é solo una parte della storia.

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+1: MarcoP
walden 13-03-2026 08:30

Francamente gesti come quello di Draper se ne vedono sempre. Medvedev ha abusato della regola e la Tourte si dimostra, una volta di più, priva di carattere.

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+1: Bagel, MarcoP, Navaioh69