È il campione in carica del 250 di Buenos Aires Copertina, Generica

Fonseca, lucida ambizione: “Nella mia vita tutto è successo sempre in fretta. Sono giovane, ma non posso avere una mentalità da giovane”

11/02/2026 08:00 1 commento
Joao Fonseca in allenamento a Buenos Aires (foto Argentina Open)
Joao Fonseca in allenamento a Buenos Aires (foto Argentina Open)

“Non sfoggia più i capelli lunghi e ricci di un anno fa, né il volto glabro. Ora porta i capelli molto corti e un baffo curato che gli disegna il volto. Forse cerca un’immagine più adulta, ma Joao Fonseca, il tennista brasiliano che nel febbraio 2025 ha scosso il Buenos Aires Lawn Tennis Club (BALTC) mandando in delirio il pubblico con la vittoria dell’ATP di Buenos Aires, non perde il suo tratto giovanile né la freschezza”. Così il bravo collega Sebastian Torok inizia una interessante intervista a Joao Fonseca per il media argentino La Nacion, appena prima dell’esordio del talento di Rio nell’edizione 2026 del torneo albiceleste. Sarà una prima volta per il 19enne brasiliano, mai finora è stato chiamato a difendere un torneo nel quale è campione in carica. Una piccola responsabilità, ma Fonseca non si tira affatto indietro, anzi parla con la calma e la lucidità dei forti, coloro che pur tenendo i piedi per terra non nascondono lecite ambizioni e la voglia di diventare uno dei grandi del suo sport, quello che ha scelto fin da piccolo e a cui dedica ogni energia e risorsa. Ambizione ma anche la necessità di restare in una dimensione corretta, visto che la sua popolarità in Brasile è diventata enorme, al pari dei migliori calciatori o sportivi nazionali.

Non facile la gestione della crescita, con tanto da imparare a livello tecnico-tattico e un fisico da formare e plasmare, con qualche intoppo strutturale (problema alla schiena) che richiedono una attenzione assoluta per non mandare in crisi la “macchina”. Proprio la schiena l’ha tradito all’esordio agli Australian Open contro Spizzirri (già, proprio lui…). Da Melbourne è volato a Rio de Janeiro per ricaricarsi e tornare ad allenarsi sulla terra battuta. Sbarcato in Argentina, durante la conferenza stampa pre torneo al BALTC, ha dichiarato di sentirsi “al 100% recuperato e fiducioso per affrontare una nuova situazione”, ossia quella di difendere un trofeo. “Credo che in Brasile sia molto naturale che, quando emerge una promessa o un atleta in qualsiasi sport, arrivino pressione ed aspettative, e ci sia anche chi parla male” racconta Fonseca. “Molti parlano bene, ma c’è sempre qualcuno che critica. Ovviamente arrivano aspettative e pressione, e io penso che…non devo niente a nessuno. Penso a me stesso, al mio lavoro, alla mia vita. Ovviamente voglio vincere, mi alleno ogni giorno al cento per cento per vincere sempre più partite, ma non posso vincerle tutte. Devi saper gestire la pressione in campo. Però è bellissimo vedere come i ragazzi mi considerino un punto di riferimento, e questo mi motiva a continuare a lavorare e a crescere”.

“In quest’ultimo anno sono successe tantissime cose” continua Joao, “credo che l’esplosione sia iniziata un po’ alle Next Gen del 2024, poi nel 2025 ho vinto un Challenger (a Canberra), quindi l’esperienza agli Australian Open dove ho giocato il mio primo main draw di uno Slam”. Quella la vera esplosione mediatica: ha superato le qualificazioni e battuto a sorpresa Andrey Rublev, perdendo al secondo turno. “Dopo l’Australia sono venuto qui a Buenos Aires molto fiducioso. E, beh, molte cose sono cambiate: il ranking, più gente che mi conosce, più esperienza giocando solo tornei ATP. Credo di essere più maturo. Nella mia vita è sempre successo tutto molto in fretta e sta succedendo di nuovo: una cosa dopo l’altra, senza riuscire a fermarmi a pensare a quello che è successo. Guardate dove sono. Questa pre-season è stata buona per guardarmi indietro e capire tutto ciò che è accaduto. È stato bellissimo, ma devo continuare a lavorare e puntare a fare ancora di più”.

Il passaggio di Fonseca dal tennis giovanile a quello Pro è stato repentino, non privo di difficoltà… “Sono ancora molto giovane, sono passato quasi direttamente da junior ai professionisti, giocando pochi Futures e Challenger. Il cambiamento di livello è stato rapidissimo e la mentalità in campo è molto diversa da una categoria all’altra. Sono partito bene, ma è stato difficile adattarsi, non solo mentalmente ma anche fisicamente. Dopo l’Australian Open 2025 più persone mi riconoscevano per strada in Brasile: è cambiata un po’ la privacy, sono aumentate le aspettative. Ma non è stata la cosa più difficile. Penso che l’aspetto fisico del gioco e la gestione di quello siano le cose più complicate da assimilare”.

Chiedono a Joao se la vita serrata del tennista professionista l’ha catapultato in un istante dalla vita di un ragazzo a quello di un adulto. Lui sorride e afferma “So di essere ancora giovane, ma non posso avere una mentalità da giovane. È così. Questo richiede la mia professione”. Una risposta di poche parole ma che racchiude un universo di consapevolezza e impegno. Un lavoro che continua con lo stesso coach, Guilherme Teixeira, da quando Joao aveva solo 12 anni. Nella scorsa stagione nel team sono entrati Franco Davin, vecchia gloria del tennis argentino, e Marcelo Albamonte, uno specialista dell’analisi di dati applicati allo sport. Un team coeso che lavora bene: “Sono persone molto intelligenti. È importante sapere che nel mio team c’è grande fiducia. Guilherme avrebbe potuto fare tutto da solo, ma non ha avuto problemi a chiedere aiuto. È la prima volta che allena un giocatore nei grandi tornei e ha voluto un supporto. Franco, che ha vinto tutto con Del Potro e ha due Slam come coach, ha portato la sua esperienza. È fondamentale avere questa fiducia. Franco è una persona impeccabile, calma, sa quando parlare. Marcelo mi conosce da quando ero piccolo, dai tornei Cosat, lavora molto con il tablet e le statistiche: è davvero molto bravo. Non sono con me tutte le settimane, ma siamo sempre in contatto. Franco è quasi il “coach del mio coach”. Ho imparato tantissimo e tutto sta funzionando molto bene”.

Un momento indelebile per Fonseca è stato l’incontro con Federer, alla Laver Cup. Il suo idolo: “È stato una follia… È stata una delle poche volte in cui sono rimasto bloccato dall’emozione, con le mani sudate. Quando mi hanno detto che l’avrei incontrato ero nervosissimo. È una persona molto tranquilla. Quando stai per conoscere qualcuno così ti chiedi: è umano? È davvero così sereno? Abbiamo parlato con molta naturalezza, mi ha chiesto del circuito e di altre cose. Abbiamo chiacchierato per dieci minuti ed è stato come incontrare un’ispirazione, un idolo. Un momento enorme per me”.

Federer è l’idolo, quello del poster appeso in camera, ma Juan Martín del Potro invece è una ispirazione più pratica, oltre che conoscenza più diretta, anche grazie al coach Davis.”Abbiamo visto tantissimi suoi video, come spingeva di diritto senza sforzo. E si siamo parlati al Rio Open l’anno scorso, dove abbiamo fatto qualche attivazione insieme, e anche allo US Open. Franco (Davin) mi racconta spesso le storie di Delpo, le esperienze vissute e come ha dovuto adattarsi giovanissimo al grande circuito, un po’ come me. Io osservo molto: per me è importante conoscere sia i lati positivi sia quelli negativi del tennis, per poi costruire il mio percorso” conclude Fonseca.

Dopo le due vittorie nel 2025 (Buenos Aires e Basilea) e la scalata in classifica all’attuale n.33 (ma con un Best di 24 toccato lo scorso novembre), Fonseca è ovviamente la Star del 250 di Baires e immaginiamo quanto sarà difficile contenere la torcida del pubblico a Rio la prossima settimana. Tutti si aspettano una vittoria in casa, ma in realtà il vero grande obiettivo di Joao nel 2026 deve essere rafforzare e cesellare il fisico, mettendo “in sicurezza” i problemi alla schiena, oltre a completare schemi di gioco difensivi ed esperienza nella gestione del match, in particolare quando è messo sotto in difesa. Più di un torneo da vincere o un numero nel ranking, a 19 anni il passaggio decisivo per Fonseca sarà crescere di esperienza e nel lato atletico della performance. Solo con radici robuste un albero sfida il cielo…

Marco Mazzoni


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1 commento

italo (Guest) 11-02-2026 08:29

sono un pò scettico riguardo a Fonseca ai piani altissimi..
Per un semplice motivo: nel 2025 non ha battuto nessun top player.
( rublev ormai non lo considero più top)
i picchi ci sono , senza dubbio. Ora vediamo se farà lo step come costanza di rendimento ed acume tattico che ancora gli manca

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