Rune: “È fantastico essere tornato a colpire sulle due gambe. La pausa mi ha permesso di guardare indietro e riflettere”
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La grinta è quella di sempre vedendolo colpire la palla finalmente con i due piedi per terra. Semmai è la prospettiva ad essere un po’ cambiata: spingere al massimo sì, ma ascoltando quello che dice il corpo e un filo più rilassato nell’anima. Così Holger Rune sta proseguendo la sua intensa fase di riabilitazione dopo il gravissimo infortunio al tendine d’Achille patito a Stoccolma lo scorso ottobre. Il danese ha rilasciato diverse interviste in questo periodo per lui difficile, ma nell’ultima al sito ATP traspare una grande voglia di rivalsa per così dire più “consapevole”: quegli atteggiamenti – e dichiarazioni – un po’ da “sbruffone” hanno lasciato spazio a parole ferme, se vogliamo morbide. Il tutto animano dalla la certezza di essere giovane e forte, con la voglia di prendersi tutto quello che ha sempre sognato di vincere e realizzare in carriera, tornando più forte di prima.
“Le mie giornate scorrono via piene di impegni, e questo è positivo”, racconta Rune ad ATP.com. “Ho avuto un programma davvero serrato perché nella riabilitazione ci sono tantissime cose da fare. Mi tiene occupato durante questo periodo lontano dalle competizioni. Subito dopo l’infortunio avevo comunque bisogno di un po’ riposo. Ero alla fine della stagione e pronto per una vacanza… solo che non la volevo davvero in questo modo. Le prime due settimane con il gesso sono volate via. Mi rilassavo, andavo un po’ in palestra ed è stato piacevole avere del tempo libero. Poi il lavoro è diventato più intenso. Non ho mai pensato che sarebbe durato per sempre. Sono molto giovane e sto guarendo velocemente, il che è una cosa positiva”.
Uno dei segnali più incoraggianti è stato il recente ritorno di Rune a colpire la palla in campo. Dopo aver iniziato palleggiando inizialmente su una sola gamba, l’ex numero 4 del ranking PIF ATP ora è in grado di allenarsi con entrambi i piedi ben piantati a terra. “È fantastico, soprattutto ora che colpisco con due gambe”, continua Holger. “Le sensazioni stanno diventando davvero buone. Anche prima non era male, ma non è la stessa cosa quando sai di cosa sei capace. Adesso è più divertente perché posso davvero spingere la palla. C’è ancora molto lavoro di riabilitazione da fare, ma il solo fatto di essere di nuovo in campo è bellissimo. Penso che mi aiuterà molto al rientro aver mantenuto il gesto tecnico e il timing, perché non vogliamo altri infortuni dovuti all’esser stato troppo tempo fermo. Finora credo che abbiamo gestito il tempo nel modo giusto”.
13 weeks since my Achilles rupture and surgery and rehab is going really well. Hard work seems to be rewarded step by step #comebackloading #happy pic.twitter.com/U3sGdB4CPX
— Holger Rune (@holgerrune2003) January 26, 2026
Lontano dal lettino del fisioterapista e dal campo di allenamento, Rune ha vissuto una pausa lunga, inconsueta in una carriera normalmente frenetica. È stata l’occasione per rallentare e riconnettersi con una vita oltre il Tour. A casa, in Danimarca, il tempo passato con famiglia e amici più stretti gli ha dato conforto e nuove prospettive, mentre film, calcio e altri sport hanno riempito le ore più tranquille. Anche così, però, lo spirito competitivo non è mai troppo lontano: riemerge nei giochi di carte, nelle sfide in palestra e in qualsiasi situazione gli permetta di tenere affilata quella fame agonistica. “È bello stare di più con la famiglia e con gli amici più cari. Normalmente non ne abbiamo la possibilità. Ho guardato tantissimi film, soprattutto all’inizio dopo l’operazione. Ero sul divano con la gamba sollevata a guardare Netflix e anche qualche James Bond. Poi sono andato a una partita di calcio, ho seguito altri sport e ho cercato di tenere la mente occupata con cose diverse dal tennis. Ho guardato anche la Formula 1 quando ero in Qatar. Sono sempre stato competitivo fin da quando ero piccolo. Sempre con la voglia di vincere e di lottare. In campo avevo quel “drago” dentro di me. Ce l’ho ancora. Questo infortunio è un momento per dimostrare a me stesso quanta forza ho e quanto sono disposto a investire. Mi manca l’adrenalina e la competizione, anche a casa facendo esercizi in palestra o piccoli giochi, solo per risentirla. È così che sto sfogando la mia competitività”.
La stessa determinazione ha guidato anche la pianificazione del recupero. Rune e il suo team hanno fatto molte ricerche e parlato con altri atleti che hanno affrontato infortuni simili, cercando certezze e chiarezza in una situazione nuova. “Abbiamo fatto molte ricerche. Sulle lesioni al tendine d’Achille, la maggior parte degli studi riguarda persone più anziane, e molti non vengono operati: in quei casi il recupero può durare anche un anno”, racconta Rune. “Ma per gli atleti è diverso e più rapido, perché si interviene chirurgicamente. L’operazione era la scelta più naturale per accelerare il processo in modo sano. Un calciatore mi ha contattato: aveva lo stesso infortunio ed è tornato dopo quattro mesi e mezzo. Ci sono linee guida molto rigide e non puoi saltare i passaggi. Sono forte e giovane, quindi credo di recuperare in fretta, ma servono tanto lavoro e lavoro intelligente”.
Questa pausa gli ha dato lo spazio per riflettere sul percorso fatto finora e riconsiderare il modo in cui affronta la pressione e i duri impegni della vita sul Tour. “Quando giochi ogni settimana, non ti fermi mai davvero a valutare le cose”, spiega Rune. “Penso che si tratti di gestire meglio i tornei e ascoltare di più il mio corpo. A volte spingi troppo, e questa volta per il mio fisico è stato troppo. In futuro cercherò di guardare il quadro generale, non solo il prossimo obiettivo, ma anche come sto fisicamente e mentalmente. È fondamentale per i miei obiettivi a lungo termine. Questa pausa mi ha permesso di guardarmi indietro. Vincere Barcellona ha significato tantissimo. Parigi resta la mia vittoria più memorabile, ma ogni titolo è speciale. La scorsa stagione quella è stata la settimana perfetta, e anche Indian Wells (dove raggiunse la finale, ndr) è stata una grande settimana”.
Mentre Rune continua a costruire il rientro, l’entusiasmo è evidente e cresce a ogni sessione di allenamento in campo. “Non vedo l’ora di tornare. Ora in allenamento riesco di nuovo a mettere energia sulla palla e la sensazione è incredibile. Non vedo l’ora e penso che tornerò più forte, con la speranza di vivere ancora tante settimane perfette nella mia carriera” conclude il danese.
È ancora troppo presto per fissare una data di rientro, ci vorranno ancora settimane di lavoro e molto dipenderà anche da come il suo tendine reagirà alle sollecitazioni via via crescenti degli allenamenti. Dalle sue parole sembra non aver fretta: l’obiettivo è tornare al 100% e ancora più forte di prima.
Marco Mazzoni
TAG: Holger Rune, Marco Mazzoni

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Forza e coraggio rune.