Zverev: “Giocare senza dolore mi rende felice. Sto ritrovando il mio tennis” (Video)
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Alexander Zverev continua con autorità il suo percorso all’Australian Open 2026. Il numero tre del mondo ha superato Learner Tien in quattro set, conquistando l’accesso alle semifinali del primo Slam stagionale, dove affronterà il vincente della sfida tra Carlos Alcaraz e Alex De Minaur.
Dopo la qualificazione, il tedesco ha parlato in conferenza stampa delle proprie sensazioni, soffermandosi soprattutto sull’aspetto fisico, sulla gestione della stagione e sulla sua continua ricerca del primo titolo Slam.
“Da tempo non giocavo senza dolore”
Zverev ha sottolineato quanto sia stato determinante ritrovare continuità fisica nelle ultime settimane.
«Negli ultimi dieci giorni mi sono sentito bene, e soprattutto senza dolore. È una sensazione che non provavo da molto tempo, probabilmente da circa dodici mesi. È un ottimo punto di partenza. Mi sento bene, sento di star giocando bene».
Il tedesco ha spiegato come l’assenza di problemi fisici abbia inciso anche sul suo approccio mentale.
«Sono felice in campo perché gioco senza dolore e a un buon livello. Vincere ovviamente aiuta: quando vinci sei automaticamente più felice come sportivo».
Pur soddisfatto del momento attuale, Zverev ha indicato un periodo preciso come riferimento per il suo miglior tennis.
«Il mio miglior livello, probabilmente, è stato al Roland Garros 2022, quando poi mi sono infortunato. Quello è stato probabilmente il miglior tennis che abbia mai espresso».
La lotta continua con il fisico
Il tedesco ha raccontato quanto sia complicato convivere a lungo con problemi fisici.
«È una lotta costante. Quando hai a che fare con infortuni, dolori e fastidi, e senti di non poterti muovere liberamente, ti stanchi anche mentalmente. In quei momenti magari non cerchi certi colpi, non ti fidi completamente del tuo corpo».
Zverev ha però sottolineato di aver lavorato anche sul proprio gioco.
«Ho lavorato molto sul mio tennis aggressivo. Se queste cose funzionano, credo che anche i risultati arriveranno».
Il calendario e il confronto con Alcaraz e Sinner
Interrogato sulla possibilità di alleggerire il calendario, come fatto da Alcaraz e Sinner in alcune fasi della stagione, Zverev ha risposto con franchezza.
«Loro guadagnano 50 milioni di dollari all’anno. Non tutti siamo Carlos e Jannik. Non mi lamento della mia vita, sono molto contento anche del mio conto in banca, ma è una situazione diversa».
Il tedesco ha poi ampliato il discorso.
«Roger, alla fine della carriera, giocava circa dieci tornei all’anno. Novak ora gioca più o meno dieci tornei all’anno. È molto diverso. Devo adattarmi. Devo migliorare la gestione del mio calendario».
Zverev ha ammesso che anche l’età inizia a farsi sentire.
«Forse il corpo sta invecchiando un po’, forse si affatica di più dopo le partite. È un processo di apprendimento. Per ora voglio concentrarmi su questo torneo e giocare il mio miglior tennis nelle prossime due partite».
La caccia al primo Slam
Infine, Zverev ha parlato della pressione e delle ambizioni in vista delle semifinali.
«Forse i migliori sentono più pressione all’inizio per non uscire troppo presto. Chiunque vinca tra Carlos e Alex sarà un grande avversario. L’unica cosa che desideri è giocare una grande partita».
Il tedesco non nasconde il suo obiettivo.
«Continuo a inseguire quel Grand Slam. Certo che voglio ancora vincerlo, ma voglio anche divertirmi giocando a tennis. In questo momento lo sto facendo, ed è la cosa più importante per me».
Zverev resta così pienamente in corsa a Melbourne, con la fiducia di chi sente di aver ritrovato il proprio tennis nel momento decisivo del torneo.
TAG: Alexander Zverev, Australian Open, Australian Open 2026

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Sascione sempre euforico quando vince, ma se dopodomani dovesse prendere un’altra mazzata da Carletto ricomincerà con le lamentele.
Si tifa per Sinner, per Carlos, io sono d’altra parrocchia e so che Musetti o Shelton sono come se l’Irlanda vincesse i mondiali di rugby e quindi sto coi piedi per terra e mi auguro una signora prestazione di entrambi ma credo che,al di là del tifo,se uno Slam andasse finalmente anche a Sasha sarebbe più accettabile,anzi,sarebbe ben accetto.
Non ebbero questa gioia Mecir o Leconte,pure Ferrer l’avrebbe meritato (ma se giochi bene sulla superficie di Rafa figlio mio…) e Zverev in fondo è un po’ come quelli lì,bravo,a volte bravissimo ma cui manca non tanto il tennis ma l’atteggiamento da “carogna”,quello che ti fa capire che oggi non sarà la tua giornata e invece,sul più bello,sembra sempre che che non sarà la sua.
Dai se vince Sasha è come se vincesse lo scudetto la Samp,s’incazzano solo i grifoni.
Sorry Walden.