Sinner sorprende ancora: nuove variazioni nel gioco e gli elogi di Henman e Courier
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Il tempo trascorso in campo è stato poco, pochissimo. Ma è bastato. Il debutto di Jannik Sinner agli Australian Open 2026, concluso con il ritiro di Hugo Gaston sul punteggio di 6-2 6-1, ha offerto indicazioni chiarissime: il numero due del mondo non solo è solido come sempre, ma sta aggiungendo nuove soluzioni al proprio tennis.
Chi si aspettava il solito Sinner dominante da fondo campo ha trovato conferme. Chi invece cercava segnali di evoluzione, ne ha avuti ancora di più.
Più lift, più altezza, più variazioni
Nel breve tempo trascorso sulla Rod Laver Arena, l’azzurro ha mostrato palle più cariche di rotazione, traiettorie più alte e colpi più pesanti, elementi che ampliano ulteriormente il suo repertorio offensivo. Un tennis meno lineare, più completo, pensato per adattarsi a ogni tipo di avversario e situazione.
Una crescita che non è passata inosservata agli occhi degli addetti ai lavori.
Henman: “Fa paura che abbia anche queste opzioni”
A sottolineare l’evoluzione di Sinner è stato Tim Henman, intervenuto ai microfoni di Eurosport dopo il match:
“Jannik ha già tantissime armi, ma ora sta aggiungendo elementi extra. È stato molto chiaro su quanto voglia introdurre più variazioni nel suo gioco”.
L’ex numero uno britannico ha poi spiegato il punto chiave: “Sa perfettamente quali sono i suoi punti di forza: spingere con diritto e rovescio, aprire il campo con il cross e poi chiudere. Ma quando lo vedi giocare con così tanto tocco, quando lo vedi sempre più a suo agio a rete, capisci che diventa davvero spaventoso avere tutte queste opzioni a disposizione”.
Un Sinner meno prevedibile, dunque, e proprio per questo ancora più pericoloso.
Courier: “Ha automatizzato tutto. Sarebbe una sorpresa non vederlo in finale”
Sulla stessa linea anche Jim Courier, due volte campione agli Australian Open, che si è letteralmente sbilanciato nel suo giudizio:
“È difficile immaginare Sinner in difficoltà, vista la sua continuità nelle ultime stagioni”.
L’americano ha poi analizzato nel dettaglio il suo tennis: “Ha automatizzato tutti i colpi. Sceglie sempre la soluzione giusta, è incredibile in difesa e ha una grande varietà di colpi offensivi da ogni zona del campo”.
Particolare attenzione al servizio: “Da quando ha modificato il lancio di palla dopo un brutto giorno al servizio allo US Open, è diventato un giocatore completamente diverso. Ora serve con molta più continuità e questo gli dà un enorme vantaggio negli scambi”.
Il verdetto finale è netto: “Sarebbe una sorpresa assoluta se non arrivasse in finale”.
Sinner e la risposta più divertente del torneo
Oltre al campo, Jannik ha regalato anche uno dei momenti più leggeri di questo avvio di Australian Open. Ospite del podcast AO Now, gli è stata posta una domanda decisamente fuori dagli schemi:
meglio giocare un doppio con Nick Kyrgios o con Kim Jong-un?
La risposta è arrivata immediata: “Per giocare a tennis scelgo Nick, senza dubbio. Non voglio perdere”.
Ma a far sorridere è stata la chiusura: “Per passare il tempo… la verità è che non lo so”, ha detto ridendo.
Un siparietto che racconta bene anche il lato più spontaneo e rilassato di un Sinner sempre più maturo, dentro e fuori dal campo.
TAG: Australian Open, Australian Open 2026, Jannik Sinner

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La risposta di Jannik : SCACCO MATTO nick
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