Medvedev ritrova sé stesso: “Nuovo inizio a Melbourne, pronto a sfidare Sinner e Alcaraz” (Video)
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Daniil Medvedev sembra aver voltato pagina. Senza cancellare completamente quanto vissuto nella scorsa stagione, il tennista russo si presenta all’Open d’Australia 2026 con uno spirito nuovo, fatto di maggiore serenità, ottimismo e consapevolezza. L’esordio vincente a Melbourne ha confermato sensazioni positive, frutto di una lunga e intensa preparazione invernale.
Dopo il match, Medvedev ha analizzato con lucidità il momento che sta attraversando, spiegando cosa sente di aver ritrovato nel suo tennis:
«In generale ho giocato piuttosto bene, anche se ci sono stati momenti in cui avrei potuto fare meglio, soprattutto al servizio. Mi sono sentito bene in campo, né lento né troppo veloce. La cosa più importante era vincere in tre set e cercare di alzare il livello. Ho avuto una buona pretemporada, ho lavorato tanto sia fisicamente sia mentalmente».
Il russo ha poi commentato anche il tema caldo del dialogo tra giocatori e tornei dello Slam, soffermandosi sugli aspetti economici:
«L’aumento dei premi è stato importante ed è una buona cosa. Ma ciò che conta davvero è la percentuale dei ricavi. Sono cifre enormi e dovrebbero essere paragonabili a quelle di altri sport. Lascio che i nostri team se ne occupino, ma spero che tutto questo porti maggiore trasparenza tra Slam e giocatori, a beneficio di tutti».
Medvedev ha quindi approfondito il suo stile di gioco, spesso etichettato in passato come eccessivamente difensivo:
«Quando giocavo al mio massimo livello, venivo considerato un giocatore difensivo perché riuscivo a tenere scambi lunghissimi. Ma poi affrontavo grandi picchiatori e uscivo dal campo pensando di aver fatto 40 vincenti contro i loro 20. Allora mi chiedevo: chi è davvero quello che difende? Quando gioco bene, io sono aggressivo, soprattutto con il servizio. In risposta è più difficile, per via della posizione, ma appena trovo un buon punto cerco di spingere. L’anno scorso non mi sentivo bene e questo mi portava a essere troppo difensivo, cosa che non voglio».
Alla base del suo calo nel 2025, secondo Medvedev, c’è stato soprattutto un fattore mentale:
«È stato più un problema mentale che tecnico. A volte non mi sentivo bene nel mio tennis e iniziavo a chiedermi perché certi colpi non funzionassero. Questo porta tensione, e la tensione mentale poi si riflette anche fisicamente. È stato un anno difficile. Non ero felice di aver chiuso fuori da Torino per la prima volta dopo tanti anni, ma alla fine ho concluso intorno al numero 12 o 13 del mondo, che non è affatto male. Il finale di stagione è stato migliore dell’anno in generale».
Impossibile, infine, non parlare dei due dominatori del momento, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner:
«È difficile. Giocano semplicemente meglio degli altri. Se giocassi 20 partite contro di loro, probabilmente ne perderei molte, ma darei tutto ogni volta per vincere. Di dieci partite, qualcuna si può vincere. Possono avere anche loro una giornata storta. Li ho battuti entrambi negli Slam in passato».
Il vero obiettivo, però, resta la continuità: «L’anno scorso non arrivavo nemmeno a incontrarli, perché uscivo prima e loro erano sempre in fondo ai tornei. Per me è fondamentale essere costante, giocare bene e arrivare alle fasi finali. Se poi li trovo nei quarti o in semifinale, sarò felice di accettare la sfida. Sono i due migliori giocatori del mondo, forse nessuno può batterli con regolarità, ma in una partita singola chiunque può farcela».
TAG: Australian Open, Australian Open 2026, Daniil Medvedev

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