Nadal sul dominio di Sinner e Alcaraz: “Oggi sembra che non ci siano aspiranti”
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Rafael Nadal resta una delle voci più autorevoli del tennis mondiale. L’ex numero uno del mondo, durante la presentazione del suo nuovo documentario Netflix, in uscita il prossimo 29 maggio durante il Roland Garros, ha parlato del momento attuale del circuito e del dominio sempre più evidente di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Secondo Nadal, il tennis sta vivendo una fase particolare. Da una parte ci sono due campioni già pienamente affermati, capaci di dividersi i grandi tornei e di creare un distacco netto rispetto al resto del gruppo. Dall’altra, però, manca ancora una generazione di rivali in grado di metterli davvero sotto pressione con continuità.
Il paragone con l’epoca del Big Three viene naturale. Federer, Nadal e Djokovic hanno dominato per anni, ma hanno trovato sulla loro strada avversari capaci di rendergli la vita durissima: da Andy Murray a Juan Martín del Potro, da Stan Wawrinka a Dominic Thiem. Giocatori che, in un’epoca quasi proibitiva, sono comunque riusciti a conquistare Slam e a ritagliarsi spazio nella storia.
Oggi, invece, la sensazione è diversa. Sinner e Alcaraz sembrano avere un margine importante sugli altri, anche se Nadal invita a non giudicare troppo in fretta il livello dell’epoca attuale.
“Non mi piace dire che c’è meno competitività rispetto a prima, ogni epoca è diversa”, ha spiegato Nadal. “Ora ci sono due giocatori che stanno facendo troppa differenza rispetto agli altri e questo sembra togliere un po’ di valore, ma è il momento che stanno vivendo”.
Il maiorchino, però, spera che presto arrivino nuovi protagonisti capaci di sfidare davvero Sinner e Alcaraz: “Io confido che arriveranno giocatori giovani, con entusiasmo, che daranno loro battaglia. Nel tennis è positivo avere campioni consolidati, come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, ma è anche positivo che abbiano degli aspiranti. E oggi sembra che non ci siano aspiranti”.
Parole importanti, soprattutto in un momento in cui Sinner sta dominando il circuito e Alcaraz deve fare i conti con il problema al polso. Il rischio, secondo Nadal, è che il duello tra i due diventi troppo isolato se il resto del gruppo non riuscirà ad alzare il livello.
Nadal ha poi parlato anche della sua carriera e del modo in cui ha vissuto il ritiro, arrivato nel 2024 dopo anni di battaglie, trionfi e sofferenze fisiche. L’ex campione spagnolo ha spiegato di essere in pace con sé stesso, consapevole di aver dato tutto.
“Mi sono sforzato abbastanza per arrivare a questo punto della mia vita in pace, sapendo di aver fatto le cose impegnandomi nel modo giusto. E se non si è fatto di più è perché non ce n’era di più. Questo oggi mi rende felice”, ha raccontato.
Ora Nadal guarda alla nuova fase della sua vita con serenità: “Essere in pace, lavorare su altre cose della vita, imparare da altre persone e affrontare questa parte della mia vita con entusiasmo”.
C’è però un piccolo rimpianto: non aver potuto viaggiare più a lungo nel circuito con la famiglia, soprattutto dopo la nascita del figlio.
“Mi sarebbe piaciuto viaggiare di più con loro. Siccome mia moglie e mio figlio erano felici, a me dava entusiasmo provare a continuare, e ci ho provato finché ho visto davvero che non potevo”, ha spiegato Nadal.
L’ex numero uno del mondo ha raccontato di essersi dato il tempo necessario, seguendo le indicazioni dei medici, per capire se dopo l’operazione avrebbe potuto tornare al cento per cento. Quando ha compreso che non era possibile, ha scelto di fermarsi.
“Mi sarebbe piaciuto viaggiare un po’ più a lungo e dare a mio figlio la possibilità di vivere esperienze e conoscere altri luoghi del mondo? Sì, ma non succede nulla”, ha aggiunto.
Nadal resta comunque vicino al tennis, anche se non più da protagonista in campo. Le sue parole sul presente del circuito hanno un peso particolare proprio perché arrivano da chi ha vissuto dall’interno una delle epoche più competitive di sempre.
“Da quando abbiamo iniziato nel 2003 fino al mio ritiro nel 2024 c’era già stato un cambiamento. Il mondo evolve e lo sport non è estraneo al mondo”, ha concluso.
Il messaggio è chiaro: Sinner e Alcaraz sono oggi il centro del tennis mondiale, ma per il bene del circuito servono nuovi avversari, nuove rivalità, nuove sfide. Nadal conosce bene il valore della competizione: senza rivali veri, anche i campioni più grandi rischiano di brillare in modo diverso.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Rafael Nadal

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Beh quello che dice nadal e’ quello che diciamo tutti, tranne gli invasati accecati di sinner …..ribadisco x l ennesima volta che anche io tifo sinner e sono contento che l urlatore in canotta sia fuori per un paio di slam,ma non ho le fette di salame negli occhi e,data l età, vedo tennis dalla fina anni 70,e non si può non dire che tolti i 2 fenomeni, c è veramente il nulla dietro loro….forse l unico all altezza è medvdev….ricordo che i vari murray, wawrinka hanno vinto 3 slam a testa nel periodo dei big3 ….è vero che federer quando è esploso djokovic nel 2011 aveva 30 anni ( non piu giovanissimo ma neanche vecchio) ma dopo è riuscito comunque a vincere altri 4 slam ….se pensiamo che djokovic dal 2021 in poi è riuscito a vincere 7 slam ( senza aver potuto giocare 4 slam in cui era strafavorito: i 2 saltati x covid,quello x espulsione e quello non disputato proprio per covid cioè wimbledon) dai 34 ai 36 anni ,significa che c era proprio il niente, che sono poi quelli che ci sono ancora adesso, piu o meno….i tsitsipas, medvdev, zverev, fritz,rublev….questo non significa sminuire sinner ,ma significa essere obiettivi….è sicuramente un periodo del tennis dominato dai 2 fenomeni, ma come è sempre successo e come sempre sarà, stanno uscendo nuovi campioncini come jodar ,fonseca…..quello che conta è il nome del vincitore nell albo d oro dei tornei ed è meglio e bene che sinner vinca adesso il piu possibile….conta solamente vincere .
Guarda che Nole nel 2008 vinse AO e Finals, RG era 27enne (anzi 26enne a gennaio 2008)e nel top della sua forma. Ripassati un po’ di storia prima di dire agli altri di accendersi il cervello…non mi risulta che RF fosse un giocatore finito all’eta’ di 27-28 anni. Si parla sempre di big 3 e tu vieni fuori con la storiella dei big 2, non ti sembra strano?
A me viene da ridere quando il tifoso ,non l’appassionato,il tifoso giunge a conclusioni fregandosene dei dati.
Se si valuta la situazione non significa voler sminuire ma dare un’idea di come vanno le cose.
A Parigi mancherà Alcaraz:se Sinner non vincesse sarebbe o no clamoroso viste le premesse? Credo di sì a meno che qualcuno non veda Zverev ad un livello simile o…boh,Nole peraltro in disarmo.
Qualche anno fa ipotizziamo un’assenza di Nadal: Federer,Nole,Murray, Wawrinka Delpo,Thiem e non torno indietro.
E sarebbero stati meno forti i big3? Siamo sicuri?
Io non credo che Sinner sia inferiore ai 3 fenomeni, è nato 20 anni dopo Roger, background tecnico diverso ed ha con pieno merito elevato il livello ma sono gli altri che non sono cresciuti.Zverev non è nel suo prime ,Medvedev prende 60 60 da Berrettini ed è inconcepibile per non dire altro.
Ma i tifosi sono così, più che compiacersi del gioco si soddisfano coi trofei senza pensare,e qui qualcuno avrà da ridire,che la sfida è battere un grande giocare più che asfaltare l’ennesimo rassegnato.
Uno qui ha scritto “e che deve fare Sinner? Limitarsi?” ,domande piuttosto sciocche direi. Jannik deve fare il suo ma quando dice “il mio obiettivo è migliorarmi” sa, perché è assai intelligente,che nel tennis ti migliori soprattutto grazie agli avversari che ti mettono alle strette.
La storia del tennis lo insegna,chi non ama la storia resta un tifoso senza la capacità (più che la voglia) di capire davvero questo meraviglioso sport.
Questo intendevo dire.
Prima di dare del cervello spento a qualcuno ,pensaci bene.
Grazie
In ogni caso anche se Nole è arrivato successivamente,come vincitore,ha formato una linea continua con gli altri 2 senza interruzione.
… anche accendere l’educazione e la moderazione dei toni , sarebbe meglio !
Per quanto riguarda Jodar … leggo troppa ” sicurezza ” nel tuo , comunque legittimo , pensiero .
Una curiosità … ma sii sincero : quando Sinner e Alcaraz iniziavano a ” farsi notare ” , un pò come adesso Jodar , tu li avevi già battezzati ” prossimi dominatori ” ?
Se si … bravissimo , altrimenti … e dentro di te sai la verità … cautela nel sentenziare !
Accendilo tu il cervello
ma quando parlate siete consapevoli di quel che dite? Per 5-6 anni erano Nadal e Federer, e Nole era l’eterno terzo .. qui tendete ad appiattire tutto, quando in realtà i big-3 non sono mai esistiti, perché quando Nole è esploso, Roger aveva superato i 30 anni ed era solo un lontano parente del fenomeno che era nel decennio prima… accendete il cervello prima di parlare a vanvera, che è meglio
Quante storie, adesso ci sono due alieni, fra un po’ di anni ce ne saranno altri che si inseriranno nella lotta al vertice. Fra 15 si tireranno le somme e vedremo plurivincitori slam… Io cmq non ho fretta di vedere nuovo talenti…
sopravvalutato… sarà un top-10, ma non ce lo vedo proprio a impensierire i due fenomeni, come Fonseca che sicuramente è più forte, ma è debole di testa
Per ora parlerei dell’epoca dei big 2, dei 5-6 anni in cui Nadal e Federer si giocavano gli slam… Nole ci mise 3-4 anni per arrivare ai loro livelli, magari fra 3-4 anni ci sarà il prossimo big-3, al momento manco l’ombra
Strano che non nomina il loro Jodar
E comunque se questi 2 di adesso sono fortissimi e molto distanti dagli altri , ciò vuole significare che questi 2 sono ,alla fine, più forti di quei 3 di prima.
” Exactly , you nailed it ! ” 😉
Non sono d’accordo, perché quando c’erano loro 3 ,vincevano quasi sempre loro e agli altri lasciavano solo le briciole.
Io direi quello che non ha voluto dire Nadal, semplicemente oggi dietro a Sinner alcaraz ci sono giocatori molto piu deboli dei vari : del potrò, wawrinka, Murray ecc
Tifosi e campioni fanno lo stesso errore: si dimenticano il fattore tempo: Elencano 4 giocatori che gli hanno dato filo da torcere? Quindi in totale 7. Ma in 20 anni!.Non tutti insieme per tutti gli anni.
Il 3 su 5 degli slam rende più che mai difficoltoso il ruolo dei comprimari, stupisce ancor più che anche i mille, salvo loro assenze, siano esclusiva dei due dominatori.
Sicuramente i Monster-2 sono più forti di tutti, ma c’è ancora un Djokovic competitivo (chiedere a Jannik), anche se saltuariamente, uno Zverev sempre nelle fasi finali (Alcaraz ha rischiato di perderci in AO) e pure un Medvedev che pare in netta ripresa (con lui Sinner ha faticato sia a IW sia a Roma).
Purtroppo è venuto a mancare un emergente come Draper mentre è calato Fritz e continua a deludere FAA (che avrebbe un notevole potenziale).
Io non sono d’accordo sulla conclusione del Signor Villarico, ma ormai lo sport del momento è sminuire la carriera di Jannik
El Campeon sempre da ascoltare
Insomma Rafa 1 non crede a Rafa 2 😀
Here’s my takeaway! 😈
Giocarsi in 3 i grandi Slam è più sfavorevole che giocarseli in 2.
A volte le statistiche dovrebbero tenere conto di quanti avversari di livello ci sono in quel periodo.