Cobolli, Roma e il sogno Top 10: “Quest’anno sento meno pressione. Voglio divertirmi ed essere spensierato”
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Flavio Cobolli arriva agli Internazionali d’Italia 2026 con una consapevolezza diversa. Non più soltanto il ragazzo romano chiamato a gestire emozioni enormi davanti al proprio pubblico, ma una testa di serie, un giocatore ormai stabilmente tra i migliori del circuito e reduce da mesi di grande crescita. L’azzurro, numero 10 del seeding al Foro Italico, ha parlato in conferenza stampa nella giornata di apertura del tabellone principale maschile, raccontando sensazioni, ambizioni e il rapporto speciale con Roma.
“Sono contento di essere qui e desidero di poter fare meglio degli anni scorsi. Non ho mai vissuto questo torneo come avrei voluto e vorrei vivermelo come vorrei. Quest’anno sento meno pressione e mi sento bene. Vengo da tanti tornei fatti come si deve e c’è tanta autostima”, ha spiegato Cobolli.
Il romano esordirà direttamente al secondo turno contro il vincente della sfida tra Zizou Bergs e Terence Atmane. Un debutto che arriva in un contesto particolare: giocare al Foro per un tennista romano è un privilegio, ma anche un carico emotivo enorme.
“Credo che solo noi possiamo capire quello che proviamo quando giochiamo qui, con questo pubblico. C’è molta pressione ma perché ce la mettiamo noi da soli. È l’errore più grande, ma è anche l’inconscio di voler dimostrare qualcosa in più a sé stessi e al pubblico. Siamo leggermente più influenzati di quanto vorremmo e questo ci porta a giocare a un livello che non ci si addice. Ma quest’anno sento molta meno pressione, mi sento bene. Vengo a Roma con tanta autostima e spero mi possa aiutare”.
La stagione di Cobolli parla chiaro. Il titolo nell’ATP 500 di Acapulco e la finale nel 500 di Monaco hanno dato ulteriore spessore a un percorso che ora lo avvicina anche alla Top 10. Ma Flavio non vuole trasformare quel traguardo in un’ossessione.
“Alla Top 10 non ci penso molto, è una conseguenza che spero possa arrivare con il tempo. Sto facendo di tutto ma non sono ossessionato. Cerco sempre di pensare di essere il numero 500 al mondo a un torneo. Voglio che sia sempre così per il momento, mi aiuta a trovare energie, a migliorarmi ogni giorno, rendere ogni giorno di più”.
Poi, con la sua consueta spontaneità, Cobolli ha spiegato quale deve restare la sua identità: “Voglio divertirmi ed essere spensierato. Perché chi si mette pressione da solo non rende come vorrebbe. Voglio divertirmi, non commettere questo errore, ed essere il Flavio del ‘faccio le cose un po’ alla c*o’. Ho fatto un percorso di crescita importante per arrivare qui, sia come allenamento che come alimentazione. Sto seguendo una routine dura, già è uno step, e può permettermi di ambire a qualcosa di più”.
Un altro tema centrale è stato il rapporto con Luciano Darderi, amico e compagno di crescita fin dai tornei minori. Una foto del 2020, con i due protagonisti in una finale alla Roma Tennis Academy con in palio un prosciutto crudo, ha riportato Cobolli indietro nel tempo.
“Luciano fa parte della mia crescita, siamo cresciuti insieme come con Musetti. Averlo mi aiuta tanto, posso confrontarmi con un italiano tutte le settimane. Andiamo d’accordo, scherziamo molto. Lo stimo, mi fa stare bene nel circuito e ci sproniamo a vicenda per raggiungere i nostri obiettivi. Abbiamo aspettative molto più alte rispetto a prima. Non pensavo di poter arrivare qui, ma ora ogni giorno penso a cosa fare per crescere ancora”.
Cobolli ha poi sottolineato l’importanza dell’unità del gruppo azzurro, testimoniata anche dalle recenti serate trascorse insieme dai tennisti italiani prima del torneo.
“È il nostro modo per staccare la spina. Farlo insieme è la cosa più bella. Anche mandare un segnale che siamo uniti è una cosa che può aiutare il movimento a crescere. Capire che siamo un bel team dentro e fuori: abbiamo mangiato e scherzato. Quante volte avremmo voluto passare serate insieme senza potere. Averlo fatto per una sera è stato bello e spero che possa proseguire questa routine. La cena prima del torneo fa stare bene, mi piace farla”.
Spazio anche al calcio e all’amicizia con Riccardo Calafiori, al quale Cobolli ha mandato un messaggio in vista della finale. “Vedere Calafiori in quella posizione è una cosa stupenda, spero che possa realizzare sia il sogno Champions che l’altro, è molto scaramantico quindi non lo dico”, ha scherzato.
Roma, però, resta il centro di tutto. Dopo anni vissuti con troppe aspettative e qualche rimpianto, Cobolli vuole finalmente godersi il suo torneo. La pressione ci sarà, inevitabilmente, ma questa volta l’azzurro sembra pronto ad affrontarla con un bagaglio diverso: più esperienza, più autostima e una maturità costruita giorno dopo giorno.
Il Foro Italico aspetta il suo romano. Cobolli, questa volta, vuole viverlo davvero.
Marco Rossi
TAG: Flavio Cobolli, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026

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8 commenti
” . . . pestano ” ???
😆
Postano=postano, Sorry
Umile non so, non credo. Bravissimo ragazzo penso proprio di sì. Deve smettere di fare quella cosa che fa molto troppo spesso: un giorno entra in campo come se dovesse essere l ultimo difensore di qualche minaccia brutta. E stravince!!! Minaccia sventata. Poi però il giorno dopo lo postano (quasi) tutti
Daje Flaviè !
Divertiti che … ci divertiamo pure noi !!
🙂
Ha un buon tabellone, potenzialmente può spingersi abbastanza avanti nel torneo
Veramente sembra un antico romano…Direi il busto di massenzio…
Mi piace come gioca a tennis! e non lavora a tennis…
Oggi è il COMPLEANNO di Flavio e gli voglio mandare i miei più cari AUGURI…
…dajè lupetto!!!
ragazzo umile e grande lavoratore che rispecchia perfettamente i valori della nostra tradizione merita il meglio