Alcaraz supera Fonseca a Miami: esperienza e freddezza fanno la differenza “Sarà utile per lui” (Video della partita e conferenza stampa dello spagnolo). “Può tirare vincenti da qualsiasi parte, ma deve imparare a scegliere il colpo giusto”
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Il rumore dei colpi di Carlos Alcaraz e Joao Fonseca è di quelli che si fanno sentire. Dritti esplosivi, accelerazioni improvvise, impatti pieni e violenti. Ma venerdì sera, sul Centrale del Miami Open presented by Itau, perfino la potenza dei loro colpi è stata superata dal boato del pubblico.
In un’atmosfera elettrica, trascinata soprattutto dal calorosissimo tifo brasiliano, Carlos Alcaraz ha saputo mantenere il controllo e ha battuto Joao Fonseca per 6-4 6-4 nel primo confronto ufficiale tra i due. Una sfida intensa, spettacolare e per larghi tratti anche molto equilibrata, in cui il talento e la forza del 19enne brasiliano si sono visti chiaramente, ma in cui alla fine hanno fatto la differenza l’esperienza, la lucidità e la solidità dello spagnolo nei momenti decisivi.
Alcaraz impeccabile nei punti che contano
A fare la differenza è stata soprattutto la gestione delle fasi delicate del match. Fonseca ha avuto le sue occasioni, ha spinto, ha provato a reggere il ritmo da fondo e a sfidare a viso aperto il numero 1 del mondo, ma Alcaraz non ha concesso nulla quando serviva davvero.
Lo spagnolo ha salvato tutte e tre le palle break affrontate e, nel dopo partita, ha sottolineato proprio questo aspetto: “Penso di essere stato davvero molto bravo nei momenti cruciali. Sono stato molto bravo dall’inizio fino all’ultima palla. So quanto è forte Joao, ed è per questo che sono rimasto molto concentrato, su ogni punto, su ogni colpo”.
Alcaraz ha poi evidenziato anche l’importanza del servizio, fondamentale per tenere lontano il brasiliano nei momenti più pericolosi: “Sono solo felice di essere rimasto calmo, di essere rimasto positivo in quei momenti. Nella maggior parte dei game ho servito molto bene, e oggi questa è stata davvero una grande arma per me”.
Ed effettivamente il servizio ha funzionato alla perfezione: lo spagnolo ha vinto l’80% dei punti con la prima (35 su 44), confermando ancora una volta la sua capacità di alzare il livello nei frangenti chiave.
Fonseca lotta, ma non basta
Per Fonseca si tratta della seconda sconfitta consecutiva contro uno dei due dominatori del circuito nei Masters 1000 americani, dopo il ko contro Jannik Sinner a Indian Wells. E anche stavolta il brasiliano ha mostrato perché in tanti lo considerano uno dei possibili protagonisti del tennis del futuro.
Il 19enne ha retto il confronto sul piano del coraggio, della potenza e dell’intensità emotiva, ma contro un Alcaraz così disciplinato non è bastato. Lo spagnolo è riuscito a spegnere gran parte dell’aggressività del suo avversario, controllando il centro del campo e muovendosi con una velocità che ha spesso ridotto gli spazi a disposizione del brasiliano.
Il dato più emblematico riguarda il primo set: Fonseca non ha messo a segno nemmeno un vincente di diritto, a conferma di quanto Alcaraz sia riuscito a limitare una delle armi principali del suo avversario.
Un match gestito con autorità
Dopo aver preso il primo set, Alcaraz ha indirizzato subito anche il secondo, trovando il break in apertura. In quel game ha fatto vedere tutta la sua varietà, alternando un lob vincente di rovescio, un rovescio lungolinea e poi una smorzata con cui ha completato il break alla terza occasione.
Fonseca ha comunque avuto le sue chance per rientrare, procurandosi palle break in due dei tre game successivi in risposta. Ma anche lì Alcaraz ha confermato tutta la sua freddezza, non lasciando spiragli.
Il match è così scivolato verso la conclusione con lo spagnolo sempre in controllo, pur dentro un’atmosfera rumorosa e carica di tensione.
Alcaraz promuove Fonseca: “Per lui sarà molto utile”
Nel dopo partita, Alcaraz ha voluto spendere parole molto significative per il giovane brasiliano, riconoscendone il talento e il valore dell’esperienza accumulata affrontando consecutivamente il numero 1 e il numero 2 del mondo.
“Per lui, giocare alla pari con noi, penso che darà a lui e al suo team indicazioni molto utili per capire cosa deve migliorare in futuro”.
Lo spagnolo ha poi fatto un paragone con la sua crescita personale, ricordando la lezione ricevuta nel suo primo match contro Rafael Nadal a Madrid nel 2021: “Penso che abbia tutto: grandi colpi, tante cose da migliorare, ma sicuramente lo farà. Giocare in due tornei consecutivi contro il numero 1 e il numero 2 del mondo credo che sarà davvero molto utile per lui”.
Parole che raccontano rispetto, ma anche la sensazione diffusa nel circuito: Fonseca ha ancora strada da fare, ma il materiale è quello giusto.
Alcaraz riparte dopo Indian Wells
Per Alcaraz questa vittoria ha anche un significato particolare perché lo riporta subito al successo dopo la sconfitta subita contro Daniil Medvedev nella semifinale di Indian Wells, la prima battuta d’arresto della sua stagione.
Con questo successo lo spagnolo sale a 17 vittorie e 1 sconfitta nel 2026 e continua a confermare una continuità impressionante: dalla sorprendente eliminazione all’esordio a Miami lo scorso anno contro David Goffin, Alcaraz ha raggiunto almeno la semifinale in 13 degli ultimi 14 tornei disputati.
Inoltre, con questo risultato, ha portato a 13-0 il bilancio contro avversari più giovani di lui a livello ATP, un altro dato che fotografa bene la sua capacità di reggere il ruolo di riferimento anche contro le nuove generazioni.
Ora Korda al terzo turno
Nel prossimo turno Alcaraz affronterà Sebastian Korda, testa di serie numero 32, che ha aperto il suo torneo con una netta vittoria per 6-0 6-3 contro Camilo Ugo Carabelli.
Per lo spagnolo sarà un altro test interessante, in un torneo che lo vede ancora una volta tra i principali protagonisti. Per Fonseca, invece, resta una sconfitta che fa male ma che lascia anche segnali chiari: il livello per competere con i migliori si sta avvicinando, anche se per il colpo grosso serve ancora qualcosa in più.
A Miami, intanto, il presente ha detto ancora Carlos Alcaraz. Ma il futuro, guardando Joao Fonseca, sembra già bussare con forza.
Alcaraz in conferenza stampa applaude Fonseca dopo Miami: “Può tirare vincenti da qualsiasi parte, ma deve imparare a scegliere il colpo giusto”
Carlos Alcaraz non si è limitato a vincere una partita di altissimo profilo al Miami Open 2026. Dopo aver battuto Joao Fonseca in un Centrale infuocato e quasi completamente trascinato dal tifo brasiliano, lo spagnolo ha offerto anche una lettura molto lucida del match e, soprattutto, del momento che sta vivendo il giovane talento carioca.
In conferenza stampa, Alcaraz ha parlato con grande equilibrio dell’atmosfera vissuta in campo, ha spiegato cosa lo abbia colpito di più del tennis di Fonseca e ha persino indicato quale, a suo avviso, sia l’aspetto principale su cui il brasiliano deve crescere per fare il salto definitivo.
“La folla non era contro di me, stava solo sostenendo lui”
Uno dei temi più caldi del match era inevitabilmente il pubblico. Il Centrale di Miami ha spinto Fonseca con entusiasmo costante, creando un’atmosfera rumorosa e molto particolare. Eppure Alcaraz ha respinto l’idea di aver giocato davvero “contro” la folla.
“Mi piacerebbe dire che non è che la folla fosse contro di me: semplicemente sosteneva lui. Credo che questa sia una grande differenza”.
Lo spagnolo ha voluto sottolineare anche il comportamento corretto del pubblico per gran parte della partita: “Sono stati piuttosto rispettosi per la maggior parte del match, semplicemente hanno sostenuto Joao quando dovevano farlo. È stato fantastico, mi sono goduto l’atmosfera, un’atmosfera così in un secondo turno di un Masters 1000. Credo che l’ambiente sia stato incredibile, davvero”.
Alcaraz ha poi chiarito di non essere mai entrato in campo con l’idea di zittire nessuno, ma solo con quella di esprimere il proprio miglior tennis: “Non volevo zittire nessuno. Volevo fare il mio gioco, il mio lavoro, e mostrare il mio miglior livello, perché so di cosa è capace Joao su un campo da tennis. Ho cercato di restare concentrato, di non sentire il rumore della folla, di andare avanti tutto il tempo. Sono orgoglioso di esserci riuscito; allo stesso tempo, mi sono divertito molto con un’atmosfera così bella”.
“Può trovare un vincente dal nulla”
Tra i passaggi più interessanti della conferenza c’è stata l’analisi molto diretta del tennis di Fonseca. Alcaraz, che lo aveva già affrontato in una esibizione, ha spiegato cosa lo abbia sorpreso di più nel primo confronto ufficiale.
“In alcune occasioni è stato capace di trovare un colpo vincente da fondo campo partendo da una palla non molto potente, o per esempio da una palla appena giocata in slice, e da lì tirare fuori un winner dal nulla”.
È proprio questa capacità di generare potenza e soluzioni improvvise ad aver colpito maggiormente lo spagnolo: “A volte questo mi ha sorpreso, davvero, perché contro altri giocatori sono capace di ributtare una palla in più e di rientrare nello scambio. Contro di lui la storia è molto diversa. Hai la sensazione che possa tirare un vincente da qualsiasi parte, ed è impressionante”.
Poi la sintesi finale: “Questo è ciò che mi ha sorpreso di più. Allo stesso tempo, so di cosa è capace. Grandi colpi, tantissima potenza. Però, parlando del nostro primo confronto, è questa la cosa che mi ha colpito maggiormente”.
Il consiglio più importante: “Deve scegliere meglio il colpo”
Alcaraz non si è sottratto nemmeno alla domanda più delicata: cosa può imparare Fonseca da partite come quelle giocate prima contro Sinner a Indian Wells e poi contro di lui a Miami?
Lo spagnolo ha risposto partendo da se stesso, ricordando l’impatto avuto dal suo primo confronto con Rafael Nadal a Madrid.
“Ricordo quando io ho affrontato il miglior giocatore del pianeta, Nadal, a Madrid, quando ero appena arrivato nel circuito. Quell’esperienza mi ha aiutato tantissimo: ha dato al mio team il feedback necessario per capire su cosa concentrarci e cosa migliorare negli allenamenti”.
Secondo Alcaraz, lo stesso sta accadendo ora a Fonseca: “Sono convinto che il suo team e lui stesso abbiano raccolto quei dati di cui parleranno adesso, che applicheranno negli allenamenti: guarderanno a cosa deve migliorare, a come gestire certe situazioni”.
Poi il punto centrale del suo ragionamento, espresso in modo molto netto: “Mi ricorda tantissimo come ero io quando avevo la sua età e stavo emergendo nel circuito. Direi che deve imparare a scegliere l’opzione giusta”.
E ancora, in maniera ancora più precisa: “A volte sbaglia alcuni colpi, o anche molte palle facili, perché non sceglie il colpo corretto, la palla giusta da giocare in certe situazioni”.
Alcaraz, però, si è detto convinto che questo aspetto arriverà presto: “Sono convinto che ce l’avrà in un futuro non molto lontano. Giocare contro il numero uno e il numero due del mondo in tornei consecutivi gli darà il feedback di cui ha bisogno, e lo vedremo molto migliore presto”.
Luka Doncic, i Lakers e “un po’ di magia”
Nel corso della conferenza, Alcaraz ha parlato anche della sua serata vissuta a vedere il Miami Heat-Los Angeles Lakers, partita segnata da una prestazione straordinaria di Luka Doncic. Lo spagnolo ha raccontato la cosa con il suo solito tono leggero.
“Suppongo di aver approfittato della sua magia ieri”.
Poi ha allargato il discorso all’ispirazione che può arrivare osservando campioni di altri sport: “Non direi che mi ispiro a queste cose quando arrivo in un torneo, ma ammiro il fatto di avere la fortuna di assistere a cose come quelle che ha fatto ieri, facendo la storia con i Lakers. Praticamente fa la storia in ogni partita che gioca”.
Infine, anche un piccolo riferimento al contatto avuto con lo sloveno: “Ammiro tantissimo questi giocatori, e per fortuna ho potuto chiacchierare un po’ con lui. Spero di aver preso un po’ di quella magia e di mostrarla per tutto il torneo”.
Un gesto semplice che racconta molto di lui
Tra le domande più curiose, ad Alcaraz è stato chiesto anche perché lasci spesso passare per primi gli avversari durante i cambi di lato. La risposta è stata forse la più spontanea dell’intera conferenza.
“Non è qualcosa che mi abbiano insegnato, sinceramente non ci penso. Non so, si tratta di essere gentili, immagino, di lasciare passare prima le persone”.
E poi ha aggiunto: “Lo faccio in campo, lo faccio fuori dal campo, con la mia gente, le persone passano prima in qualsiasi posto io vada. Si tratta di essere gentili, tutto qui, non è qualcosa a cui penso”.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Joao Fonseca, Masters 1000 Miami, Masters 1000 Miami 2026

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Ormai sono diventati tutti coach di Fonseca. Perbenismo ridicolo.
Carlos pensi a parlare del suo tennis…fossi nel brasiliano mi sentirei quasi offeso da questo atteggiamento finto paternalista.
@ Pier no guest (#4577621)
La tua domanda (sugli Slam per il brasiliano) è davvero intrigante…
… personalmente credo che quest’anno non ne vincerà NESSUNO e non lo vedo tra i favoriti neppure per il 2027.
Ci sono altri “giovani” (come se gli attuali top-2 avessero 40 anni) che sono già fisicamente e tennisticamente più maturi: Tien e Mensik, per restare sui 20enni, poi Fils (21 anni) e Rune (22).
Per il 2028 è davvero difficile prevedere, ma voglio ricordare che è possibile (anzi probabile!) che gli attuali Monster-2 riescano a migliorare ancora…
…pertanto il GAP per gli inseguitori diventerà sempre più difficile da restringere!
Ho guardato solo il primo tempo Alcaraz-Fonseca, non vedendo una bella partita sono andato a letto, ho visto un Alcaraz in pieno controllo della partita, ma con qualche errore di troppo e il solito Fonseca stavolta non al 100% che puntava tutto sul servizio e dritto, ne riparliamo tra uno/due anni e poi valuteremo meglio Fonseca, intanto vedo solo un talento che fa fatica ad emergere
Commento molto banale.Fingiamo di avere i social nel febbraio 1985? Proviamo? “Becker ha un gran servizio ma è lento e pesante”,”Edberg? Con quel drittino? E quell’espressione da bravo ragazzo ma senza la cattiveria di Mac,Ivan e Jimmy?”.
La verità è che si spera che i ragazzi falliscano,che se non vincono ora non lo faranno dopo.
Sai tu quanti slam vincerà (e se li vincerà) Fonseca?
Come avevo scritto ieri: per fortuna che tra poco di Fonseca se ne parlerà sempre di meno.
Alcaraz al cambio di campo dice di lasciar passare prima l’altro x gentilezza
mi ricorda Nadal che in certe occasioni pur di lasciar passare l’altro faceva il giro lungo per me un atteggiamento simile era quasi irritante
Quando colpisce di diritto da fermo tira delle bordate non indifferenti, su una c’é rimasto malissimo anche Alcaraz.
Poi per me come tennista, per ora finisce li. É andato diverse volte 0-30 sul servizio avversario ma lo Spagnolo ha quasi sempre trovato la prima e quando non l’ha trovata il Brasiliano ha tirato la risposta troppo a tutto braccio, troppo a cercare l’incrocio delle righe, sbagliandola sempre.
Per me deve fare davvero tantissima strada per sperare di arrivare non al livello dei due, ma anche per dire di uno Shelton. Sicuramente non entra in top ten nel 2026
Premetto di avere visto la partita: Alcaraz ha comandato dall’inizio alla fine e c’era la differenza di almeno 1 categoria e mezzo.
Fonseca (complessivamente) non sembra valere la top-20 pur avendo dei colpi che lo potrebbero portare più in alto…
…ma se vogliamo parlare di top-10 (o addirittura top-3) credo ci sia ancora MOLTO da lavorare e potrebbe non bastare neppure 1 anno.
Tutto dipende dal suo impegno e dalla sua dedizione, dovrà giocare, pensare e sognare tennis per 24 ore al giorno!
Il confronto di stanotte era tra un FENOMENO (come ne nascono ogni 20 ad nni) ed un PROSPETTO interessante ma non parliamo di “pari livello”, per favore 😉
@ Pier no guest (#4577579)
L’unica cosa che Fonseca ha in comune con Becker è l’attività con la quale si guadagna da vivere.
Quanto al resto…
Veramente ho sempre sentito dire che le condizioni notturne non sono molto adatte a Alcaraz, che si trova meglio di giorno e senza troppa umidità…
Comunque, che Fonseca dovesse giocare un primo turno non l’hanno deciso gli organizzatori di Miami, è la formula del torneo… Poi Fonseca poteva aiutarsi da solo vincendo in due set senza andare al terzo.
Infine, gli organizzatori lo hanno messo di sera proprio per consentirgli più ore di recupero dal giorno precedente
1985 indoor Milano
“Quando questo ragazzo imparerà a gestire la forza ed inizierà a tenerle dentro saranno dolori per tutti”.
McEnroe-Becker 64 63
Poi Boris segnò un’epoca,non vinse decine di slam ma nella memoria di noi adolescenti d’allora resta tanto quanto gli ultimi fenomeni.
Per chi ironizza sulla tenuta atletica di un 18enne direi che di sport professionistico abbia ancora margini di apprendimento.
@ Pippoanzighi (#4577564)
Poverino Fonseca…era stanco (ha 18 anni)
Sono leggermente in disaccordo sul fatto che Alcaraz abbia giocato bene nei momenti cruciali. Delle tre palle break concesse, se non sbaglio due sono state malamente buttate al vento da Fonseca con risposte in rete sulla seconda di servizio, particolarmente l’ultima palla break era ghiotta, con una seconda lenta, centrale che Fonseca ha sparato in rete. La partita poteva benissino girare, perche’ Carlitos non stava dominando. Il diritto di Fonseca e’ letale, quello di Carlitos e’ chirurgico.
Alcaraz a 22 anni dispensa consigli a un 19enne come un nonno farebbe al nipote….
L’Atp clonasse i due alieni, che sotto di loro il livello è paragonabile alla serie C di calcio.
Fonseca ha avuto solo un giorno di riposo dal primo turno comunque impegnativo contro Maroszan, inoltre hanno giocato di sera quando le condizioni sono più favorevoli ad Alcaraz. Evidentemente gli organizzatori, per motivi economici, non potevano permettersi di perdere la testa di serie n. 1…. Match comunque falsato.