Da Miami ATP, Copertina

Fonseca assapora la sfida con Alcaraz: “Sarà un grande indicatore per capire dove sono in questo momento”. Alcaraz difende la tournée sudamericana sulla terra: “È una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto”

20/03/2026 08:56 17 commenti
Joao Fonseca BRA, 21.08.2006 - Foto Getty Images
Joao Fonseca BRA, 21.08.2006 - Foto Getty Images

Il torneo di Miami si prepara a vivere uno dei match più attesi di questo avvio di torneo: Joao Fonseca contro Carlos Alcaraz. Una sfida che accende la fantasia degli appassionati, ma che per il giovane brasiliano rappresenta anche qualcosa di molto più profondo: un test di altissimo livello per capire quanto sia già vicino ai dominatori del circuito.
Dopo la vittoria convincente contro Fabian Marozsan, Fonseca si è guadagnato il diritto di affrontare il numero uno del mondo in quello che sarà il loro primo incrocio ufficiale. E parlando a Tennis Channel, il talento brasiliano ha mostrato lucidità, ambizione e grande fame competitiva.

Il riscatto contro Marozsan
La vittoria all’esordio non era affatto scontata. Marozsan era un avversario complicato, anche perché Fonseca portava ancora dentro di sé il ricordo della sconfitta subita contro di lui a Roma lo scorso anno. Proprio per questo, il successo a Miami ha avuto un valore speciale.
“Sì, è stata una grande partita. Il primo turno è sempre complicato, ancora di più contro qualcuno da cui avevo perso l’anno scorso. So che le condizioni e la superficie erano diverse, ma è una sconfitta che mi era rimasta un po’ nella testa. Volevo vincere, davvero”.
Fonseca ha raccontato di essere partito molto bene, trovando subito solidità e un break iniziale che gli ha permesso di liberarsi di un po’ di pressione. Nel secondo set, però, il match è cambiato.
“Ho iniziato molto, molto bene, sono rimasto solido, con un break iniziale che mi ha aiutato a togliermi un po’ di pressione. Nel secondo set è stato lui a ottenere quel break iniziale e ha iniziato a giocare più aggressivo, a cercare i suoi colpi. Questo mi ha un po’ irrigidito”.
Nel terzo set, però, il brasiliano ha ritrovato ordine e qualità, aiutato anche dall’energia trasmessa dal pubblico.
“Nel terzo parziale il sostegno del pubblico mi ha aiutato tantissimo. Lui si è un po’ irrigidito al servizio e io ho cominciato a servire molto bene. Sono felice di essere rimasto mentalmente solido per tutta la partita”.

Il pubblico brasiliano tra spinta ed equilibrio
A Miami, Fonseca si sente quasi a casa. Il sostegno dei tifosi brasiliani è stato impressionante già nel primo match e lo stesso giocatore ha ammesso quanto questo fattore possa incidere sulle sue sensazioni in campo.
“Sì, a volte è un po’ difficile non lasciarsi trascinare dall’adrenalina. Miami è un posto molto speciale per me. So che qui il supporto dei brasiliani è enorme, un po’ vicino a quello che sento a Rio, anche se lì è ancora un altro livello”.
Fonseca ha raccontato di aver visto tantissime maglie del Brasile e molte bandiere sugli spalti, un contesto che gli trasmette energia ma che porta con sé anche una certa pressione.
“In un certo senso c’è un po’ di pressione extra, ma quando entro in campo so di avere il loro sostegno. Non importa se sto vincendo o perdendo, loro sono lì a sostenermi. Questo mi ha dato una bellissima energia”.
Allo stesso tempo, il brasiliano ha riconosciuto che un ambiente così carico può diventare impegnativo da gestire anche per lui, non soltanto per l’avversario.
“A volte il rumore è assordante, non solo per il mio avversario, anche per me, ma mi piace tantissimo. Mi piace giocare in atmosfere così, anche se trovare l’equilibrio non è sempre facile”.

Centrale, attenzione e responsabilità
Anche il direttore del torneo, James Blake, ha sottolineato l’effetto che Fonseca sta avendo sul pubblico, al punto da volerlo spesso collocare sul campo principale. Un aspetto che il brasiliano vive ancora come qualcosa di nuovo, ma estremamente positivo.
“Giocare così spesso sui campi centrali è qualcosa a cui mi sto ancora abituando, ma mi aiuta molto più di quanto mi danneggi, naturalmente. Amo questi ambienti”.
Fonseca è perfettamente consapevole del motivo per cui stia attirando così tanta attenzione: “Sono ancora il numero 40 del mondo, quindi so che se mi mettono nello stadio principale è perché arrivano tanti brasiliani a tifare, ci sono tanti bambini, ed è fantastico… questo è anche un bene per il tennis, vedere così tante persone sostenere in questo modo”.

Dove sta lavorando per crescere ancora
Uno dei passaggi più interessanti delle sue parole riguarda il lavoro che sta facendo per salire ancora di livello. Fonseca ha spiegato con grande chiarezza quali siano gli aspetti del suo tennis su cui si sta concentrando di più.
“Sto lavorando per diventare un tennista più solido, per mettere più pressione all’avversario nei game di risposta. Sto anche imparando a giocare contro i migliori in modo costante, senza avere così tanti alti e bassi”.
Il brasiliano ha individuato con precisione la zona in cui sente di dover crescere: “A volte gioco game molto buoni e poi altri molto cattivi, quindi devo essere più regolare. La differenza, almeno in questo momento, per me è il servizio più uno e la risposta più uno. Ci stiamo concentrando tantissimo su questo aspetto”.
Anche il servizio resta un cantiere aperto, pur con segnali incoraggianti.
“Nelle ultime partite ho messo molto enfasi sul servizio. Sento che sta evolvendo, ma che ha ancora tantissimo margine di miglioramento”.

Alcaraz come esame di maturità
E poi c’è naturalmente il tema centrale: la sfida con Carlos Alcaraz. Dopo aver affrontato Jannik Sinner a Indian Wells, Fonseca si prepara ora a incrociare anche l’altro grande riferimento del tennis attuale. Per lui non è solo una partita di cartello, ma un vero esame di maturità.
“Sono molto motivato, ho tanta voglia, sarà una partita speciale. Essendo solo il mio secondo anno nel circuito, poter affrontare il numero due del mondo, Jannik, e ora il numero uno, Carlos, è speciale”.
La frase che meglio riassume il suo approccio, però, è forse questa: “È un modo per capire in che posto mi trovo in questo momento. Quanto posso essergli vicino?”.
Fonseca non nasconde di vedere questi match come occasioni preziose di apprendimento, oltre che di competizione.
“Mi piace giocare contro i migliori e imparare da come giocano, da come gestiscono la pressione. Sarà un momento speciale per me, senza dubbio, e una grande opportunità”.
Ma il finale delle sue dichiarazioni chiarisce perfettamente lo spirito con cui entrerà in campo: “Scenderò in campo, cercherò di godermi tutto il più possibile e, naturalmente, proverò a vincere”.

Un test che può dire molto
La sfida con Alcaraz arriva dunque nel momento perfetto per capire quanto Fonseca sia già vicino ai grandi nomi del circuito. Il brasiliano sembra avere le idee chiare, una forte identità, un pubblico pronto a trascinarlo e soprattutto l’attitudine giusta per vivere questi appuntamenti senza paura.
Alcaraz resta ovviamente il favorito, ma la sensazione è che per Fonseca questa partita abbia un valore che va oltre il risultato. È il tipo di match che misura il presente e allo stesso tempo anticipa il futuro.
E se davvero sarà “un grande indicatore” del suo livello attuale, allora Miami potrebbe regalarci molto più di un semplice secondo turno.

Alla vigilia del suo debutto al Miami Open 2026, dove lo attende l’attesissima sfida contro Joao Fonseca, Carlos Alcaraz ha scelto di spendere parole molto forti in difesa di una parte del calendario a cui è rimasto profondamente legato: la tournée sudamericana sulla terra battuta.
Il murciano, che in Sudamerica ha vissuto momenti importanti della sua crescita e ha conquistato titoli di grande significato, ha voluto sottolineare quanto quell’esperienza sia stata speciale, prendendo posizione in un momento in cui il futuro di quella serie di tornei appare meno stabile di un tempo.

Un legame speciale con Rio e Buenos Aires
Alcaraz non parla certo da osservatore esterno. In Sudamerica ha lasciato un segno importante, vincendo a Rio de Janeiro il suo primo ATP 500 nel 2022 e imponendosi più volte anche a Buenos Aires. Ma al di là dei risultati, ciò che lo ha colpito davvero è stata l’atmosfera.
Interpellato sul futuro e sulla sostenibilità della tournée da Todo Sobre Tenis, lo spagnolo ha raccontato con grande trasporto ciò che ha provato in quelle settimane:
“La tournée sudamericana è bellissima, anche se è anche molto, molto dura, per via degli orari, del clima, di tutto… però è bellissima”.
Alcaraz ha poi insistito soprattutto sul calore del pubblico, considerato uno degli elementi che rendono unica quella parte di stagione:
“La gente vive il tennis con grandissima partecipazione, i tifosi sono incredibili, mi hanno dato un sostegno enorme, ed è stato qualcosa di fantastico”.

Un momento delicato per la tournée
Le parole di Alcaraz arrivano in una fase in cui la tournée sudamericana sulla terra viene guardata con una certa preoccupazione. Negli ultimi tempi, infatti, si sono moltiplicate le voci su possibili ristrutturazioni del calendario, cambi di superficie e persino scenari che potrebbero ridisegnare profondamente l’assetto di quei tornei.
Proprio per questo la sua presa di posizione assume un peso particolare. Alcaraz non si è limitato a un ricordo nostalgico, ma ha espresso chiaramente il desiderio che quella parte del circuito venga preservata nella sua identità.
“Bisogna vedere se si continuerà a giocare: personalmente, è una tournée che mi piacerebbe rivivere. Sta attraversando un momento complicato, sì. Ho sentito diversi giocatori, soprattutto sudamericani, dire che non dovrebbe essere toccata e che non si dovrebbe cambiare superficie”.

“Chi non ci è mai stato dovrebbe viverla almeno una volta”
Il passaggio forse più significativo del suo intervento è quello in cui prova quasi a “consigliare” quell’esperienza a chi non l’ha mai fatta. Alcaraz ha spiegato che, per lui, giocare in Sudamerica è stato qualcosa di raro, intenso e formativo.
“Quando ci sono andato, a me è piaciuto tantissimo. A quei tennisti che non ci sono mai stati direi che almeno una volta nella vita dovrebbero vivere sulla propria pelle quell’esperienza”.
E poi la frase che racchiude meglio di tutte il suo pensiero: “La verità è che è una delle esperienze più belle che io abbia mai avuto in una tournée”.
Parole molto nette, pronunciate anche con il sorriso, che restituiscono tutta la sincerità del suo legame con quei tornei. Non è soltanto una questione di ranking o di punti: è il valore umano, ambientale e sportivo di quella tournée ad aver lasciato il segno nel percorso del campione spagnolo.

Miami, Fonseca e il fattore pubblico
Il contesto in cui arrivano queste dichiarazioni rende tutto ancora più interessante. A Miami, Alcaraz si prepara infatti a sfidare Joao Fonseca, uno dei giovani più attesi del circuito, in un match che promette spettacolo e che si giocherà inevitabilmente anche sull’onda del grande sostegno del pubblico brasiliano.
E proprio Miami è uno dei tornei in cui la presenza e la passione dei tifosi latinoamericani si avvertono con più forza. Alcaraz conosce benissimo questa energia, l’ha sperimentata in prima persona in Sudamerica e sa quanto quel calore possa trasformare un match in qualcosa di speciale.
Anche per questo, le sue parole sulla tournée sudamericana non suonano casuali: raccontano un legame autentico con una parte del mondo tennistico che continua a distinguersi per intensità, passione e coinvolgimento.


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17 commenti. Lasciane uno!

Onurb (Guest) 20-03-2026 11:49

Credo proprio che non ci sarà nessuna storia, vincerà alcaraz in 2 set….il brasiliano ha eperso qualche kg ma io non lo vedo un fulmine negli spostamenti e se martellato sul suo rovescio non lo vedo pronto a reggere il ritmo che impone alcaraz…..gran dritto,ottimo servizio …ma deve passarne di acqua sotto i ponti x arrivare al livello di alcaraz e sinner,e chissà mai se ci arriverà a quel livello

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Calvin (Guest) 20-03-2026 11:29

Scritto da NICK

Scritto da antoniov

Scritto da Calvin

Scritto da pablito
Fonzie come Medvy ?
Se gioca come a IW vs. Jan. ne vedremo delle belle…
E i media intanto esultano per la grande enfasi mediatica fra il giovane talento consolidato e il giovane talento in divenire.

Magari mi sbaglio, spero di sbaglirami, ma per me oggi Carlos vince proprio facile.
Poi negli anni le cose cambieranno, ma oggi ho la sensazione che Fonseca entri decisamente battuto e che con Jannik abbia pienamente overperformato.

La penso pari pari come te, sottolineando tre volte il “Magari mi sbaglio” …
@ JannikUberAlles (#4577233)
E … sostanzialmente la penso anche come te …

Penso anche io vince Alcaraz, se é in forma é il favorito a Miami. Dipende anche dalla stanchezza psicologica. É stato tanto al top di risultati, un pò come Sinner.

Il favorito a Miami, per me, resta Jannik che qui ha le sue condizioni di gioco ideali, molto più che a IW: la palla è più rapida e rimbalza di meno, il che rende ancor più difficile per gli avversari tenere il suo gioco.

Chiaramente ogni torneo in cui ci siano quei due (a meno di 500 in cui magari sono un poco distrati) li vede sempre favoriti e vicini nei pronostici, ma per me resta leggermente favorito Jannik

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Pier no guest 20-03-2026 11:29

Scritto da zawix
Il risultato di questo match è già scritto: vincerà Carlito.
Per batterlo non basta tirare forte, servire bene, rispondere profondo, bisogna farlo giocare male, togliergli sicurezze, non dargli possibilità di attaccare: in pratica una tattica che Medvedev ha interpretato alla perfezione.
Non penso che Fonseca, adesso, abbia questa maturità di visione del gioco.
Per quel che riguarda la tifoseria, in Florida ci sono tantissimi residenti di lingua spagnola che sosterranno Alcaraz; sarà una bella lotta.

Io sono molto curioso di ascoltare (se ci sarà consentito)il piano tattico suggerito da Davin e Teixeira,se proporranno e quando di iniziare lo scambio e quando invece di andare a tutta sulle seconde anche in virtù dell’enorme differenza atletica tra i due.
Certo ci sarà un casino,nelle orecchie di Joao arriverà la sollecitazione a fare lo splendido mentre dovrà avere un atteggiamento anche difensivo,volente o nolente, e si dovrà trovare a fare giocate di contenimento se non vuole tirare nell’oceano.
Per quanto si possa apprezzare o meno il brasiliano ed il carrozzone al seguito è indubbio che sono match attesi questi,con un interesse extra tecnico. E ci vogliono.

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+1: zawix, antoniov
zawix 20-03-2026 11:06

Il risultato di questo match è già scritto: vincerà Carlito.
Per batterlo non basta tirare forte, servire bene, rispondere profondo, bisogna farlo giocare male, togliergli sicurezze, non dargli possibilità di attaccare: in pratica una tattica che Medvedev ha interpretato alla perfezione.
Non penso che Fonseca, adesso, abbia questa maturità di visione del gioco.
Per quel che riguarda la tifoseria, in Florida ci sono tantissimi residenti di lingua spagnola che sosterranno Alcaraz; sarà una bella lotta.

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+1: MarcoP
Pier no guest 20-03-2026 10:59

Per Fonseca match mentalmente ideale,senza la pressione di dover vincere (che per molti giovani è un problema e, sinceramente,da lì ne capisci la potenzialità) ma con l’imperativo di fare bene.
Solitamente tra due giocatori simili il migliore (per qualità ed esperienza) prevale con agio ma non è andata così con Sinner,vuoi per Sinner non al top e/o eccellente prestazione di Fonseca (e significa che la qualità ce l’ha) mentre qui abbiamo una differenza più marcata con Carlos che ti prende il tempo,ti sposta e ti infila. E quindi? Se conosciamo un Joao picchiatore stasera cercherà di andare oltre ed il rischio di errori salirà e pure di una prestazione molto negativa.
Sono i rischi del mestiere.

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+1: zawix, MarcoP, Detuqueridapresencia, antoniov
NICK (Guest) 20-03-2026 10:58

Scritto da antoniov

Scritto da Calvin

Scritto da pablito
Fonzie come Medvy ?
Se gioca come a IW vs. Jan. ne vedremo delle belle…
E i media intanto esultano per la grande enfasi mediatica fra il giovane talento consolidato e il giovane talento in divenire.

Magari mi sbaglio, spero di sbaglirami, ma per me oggi Carlos vince proprio facile.
Poi negli anni le cose cambieranno, ma oggi ho la sensazione che Fonseca entri decisamente battuto e che con Jannik abbia pienamente overperformato.

La penso pari pari come te, sottolineando tre volte il “Magari mi sbaglio” …
@ JannikUberAlles (#4577233)
E … sostanzialmente la penso anche come te …

Penso anche io vince Alcaraz, se é in forma é il favorito a Miami. Dipende anche dalla stanchezza psicologica. É stato tanto al top di risultati, un pò come Sinner.

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Silvy__89 (Guest) 20-03-2026 10:49

Un lato positivo c’è nel fatto che si affrontano già, almeno ci leviamo subito gli insopportabili tifosi brasiliani

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+1: MarcoP, Aquila.
MarcoP 20-03-2026 10:43

La frase di Alcaraz sembra una buona mossa per non inimicarsi la torcida brasiliana.

10
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francesco9696 20-03-2026 10:34

Per fortuna che di Fonseca non se ne parlerà più a breve
Sono seccato di tutto questo clamore per questo ragazzo.

9
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-1: Detuqueridapresencia
Cogi53 20-03-2026 10:14

A proposito di sostegno del pubblico, un conto è sostenere il proprio beniamino, altra cosa è disturbare l’avversario quando serve! Questo è veramente disgustoso

8
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+1: MarcoP
antoniov 20-03-2026 10:05

Scritto da Calvin

Scritto da pablito
Fonzie come Medvy ?
Se gioca come a IW vs. Jan. ne vedremo delle belle…
E i media intanto esultano per la grande enfasi mediatica fra il giovane talento consolidato e il giovane talento in divenire.

Magari mi sbaglio, spero di sbaglirami, ma per me oggi Carlos vince proprio facile.
Poi negli anni le cose cambieranno, ma oggi ho la sensazione che Fonseca entri decisamente battuto e che con Jannik abbia pienamente overperformato.

La penso pari pari come te, sottolineando tre volte il “Magari mi sbaglio” … 😆

@ JannikUberAlles (#4577233)

E … sostanzialmente la penso anche come te … 😆

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+1: JannikUberAlles
JannikUberAlles 20-03-2026 10:04

Il livello attuale di Fonseca non si può misurare negli incontri con i top-4 perché sono situazioni in cui “non ha nulla da perdere” e può giocare a mente libera, con braccio sciolto, performando al 120%.

Se non fosse lontano dai migliori, come affermato da lui e da altri “saputoni”, dovrebbe perdere solo qualche gioco con gli over-30 e battere senza problemi tutti gli over-20…

…ma non pare che funzioni così!

Questo non si significa che il ragazzo non abbia (evidenti) potenzialità, ma che tra “volere” ed “essere” ce ne passa davvero tanta!

In un certo senso mi ricorda il francese Fils, che vinse il suo primo titolo nel 2023 e dimostrò di avere tutti i “numeri” per arrivare in alto…

…dove lo stiamo ancora aspettando!

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+1: antoniov, Aquila., zawix, MarcoP
tinapica 20-03-2026 09:59

Bravo Carletto, mi aspetto che passi dalle parole ai fatti: visto che la ragione della probabile futura estinzione dei tornei professionistici in Sud America è il torneo saudita prossimo a venire, che si rifiuti di andarci!
Perderà una montagna di petrodollari (probabilmente per ripicca smetterebbero di convocarlo anche per l’esibizione plurimilionaria dei “sei re”), dovrà fare affidamento solo su 17, anziché 18, risultati utili annuali per costruire la propria classifica, ma almeno salverebbe la coerenza.
E magari facendo da esempio farà anche da traino a che altri giocatori di grido facciano la stessa cosa.
Se è vero che sono lavoratori della racchetta, il l’arma più efficace dei lavoratori sta nello sciopero!

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Calvin (Guest) 20-03-2026 09:48

Scritto da pablito
Fonzie come Medvy ?
Se gioca come a IW vs. Jan. ne vedremo delle belle…
E i media intanto esultano per la grande enfasi mediatica fra il giovane talento consolidato e il giovane talento in divenire.

Magari mi sbaglio, spero di sbaglirami, ma per me oggi Carlos vince proprio facile.

Poi negli anni le cose cambieranno, ma oggi ho la sensazione che Fonseca entri decisamente battuto e che con Jannik abbia pienamente overperformato.

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+1: antoniov, MarcoP
guido Guest 20-03-2026 09:44

che ruffiano, Carlos

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Aquila. 20-03-2026 09:44

Trovo sempre eccessivo questo occhio di riguardo che hanno i cronisti, compreso questo forum su Fonseca, sicuramente guarderò la partita dall’esito scontato, che comunque per vari motivi non darà nessun riferimento sui progressi di Fonseca, finche non dimostrerà di mantenere un buon livello di gioco costante, meglio lasciarlo in pace, valuteremo meglio tra uno/due anni

2
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pablito 20-03-2026 09:39

Fonzie come Medvy ?

Se gioca come a IW vs. Jan. ne vedremo delle belle… 😉

E i media intanto esultano per la grande enfasi mediatica fra il giovane talento consolidato e il giovane talento in divenire. 🙂

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