Sinner accusa un malessere a un passo dalla vittoria, crolla fisicamente e cede al quinto a Cerundolo. Si chiude mestamente il Roland Garros del n.1
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Un incubo. Il peggior incubo possibile è andato in scena sul Chatrier di Roland Garros. Jannik Sinner gioca una partita non straordinaria ma sicura, in controllo e gestione contro Juan Manuel Cerundolo. Sul 5-1 del terzo set, quando ormai sembra finita, accade l’imponderabile. Dopo quasi due ore di partita, sotto un sole cocente, Jannik si sente male. Ha un colpo di calore. Crolla fisicamente, gli gira la testa, sente il bisogno di vomitare, il suo corpo come accade in questi casi va in tilt e niente funziona, non c’è energia, non c’è lucidità. A 4 piccoli punti da una meritata vittoria, cala il sipario sul match del n.1. Il colpo di calore è una mazzata mortale, tutto crolla in un attimo. Non riesce a spingere, a correre, a giocare il suo tennis. Concede un contro break e poi dà segni evidenti del malessere uscendo dal campo col medico, quasi barcollando. Rientra, non molla affatto e con grinta e quel poco che ha resta in campo, ma è spento. Non riesce a servire, a correre, a reggere lo scambio e subisce una clamorosa e terribile rimonta di Cerundolo, più forte fisicamente e bravo a pensare al suo gioco e non al crollo atletico dell’avversario. Dal malessere, Sinner vince appena due game, pur restando in campo a soffrire e provarci sino all’ultima palla. Finisce 3-6 2-6 7-5 6-1 6-1 per Cerundolo, che si prende lo scalpo più ambito del tennis, il n.1, e continua il suo Roland Garros. Termina nel peggiore dei modi quello dell’italiano, lanciatissimo verso il successo secondo tutti gli osservatori e invece crollato sotto il caldo e stress di una Parigi infernale in questi giorni eccezionalmente torridi. Già ieri avevamo assistito a crampi e crolli fisici da parte di vari giocatori; Sinner ha un forte tallone d’Achille nella difficoltà di reggere e performare atleticamente a condizioni di caldo severe, come accaduto in Australia contro Spizzirri ma poi salvato dalla chiusura del tetto (peraltro prevista da regolamento del torneo). E già tornano in mente i crampi a Shanghai…
È una conclusione crudele di una corsa che tutti volevamo portasse a termine, per entrare nella Leggenda con il grande Slam in carriera. Purtroppo la realtà è diversa: dopo l’atroce delusione dei tre match point non sfruttati in finale contro Alcaraz nel 2025, Parigi resta stregata per Sinner e non per colpa di un fortissimo avversario ma sconfitto da condizioni difficili, un caldo che il suo fisico fa enorme fatica a reggere. La delusione è enorme, anche perché era arrivato davvero a un passo dalla vittoria, al servizio per due volte per il match sul 5-2 e poi 5-4 del terzo set. Ma lì, in quella fase, non aveva niente a livello di energia, con la testa che girava e la mente offuscata. In una giornata terribile, ferale, tutti dobbiamo imparare da Sinner per come è rimasto in campo a lottare, a soffrire, cercando di mettere quel poco che aveva senza lamentarsi mai, cercando fino all’ultimo un appiglio, uno spiraglio per tornare in vita e farcela. Purtroppo non è andata così.
È doloroso e difficile scrivere ulteriormente dopo una partita praticamente vinta che si è complicata a una manciata di punti da quella che sarebbe stata la sua naturale conclusione. Lo stesso Cerundolo, sportivamente, ha affermato in campo a caldo che “ero riuscito a vincere sei game, ero dominato… non so che ha avuto ma non è bello vincere così”. 4 punti, sul 5-2. Bastavano 4 maledetti 15 per portare a casa la vittoria, riposarsi e chissà… Il meteo parla di prossime giornate meno calde, magari Jannik avrebbe continuato la sua corsa verso il titolo, quel titolo che aveva messo in cima ai suoi obiettivi per il 2026 che ora rischia di diventare una Chimera, una terribile ossessione. A Parigi purtroppo Sinner sta accumulando le sue peggiori esperienze in carriera, dopo la difficile sconfitta contro Altmaier e poi quella contro Alcaraz dell’anno scorso.
Sul match, che dire… Jannik aveva praticamente vinto. Solo 4 punti mancavano a completare l’opera. Come si confà ai forti, Sinner era partito nel match pigiando a manetta sull’acceleratore per far capire all’avversario i rapporti di forza e prendersi subito un buon margine, in modo da poter gestire gli sforzi, il tempo di gioco e il campo a proprio piacimento. Cerundolo è un vero giocatore da terra, quasi come non ce ne sono più: mancino, parabole alte, cambi di ritmo e lotta feroce anche nella fatica, senza mai perdersi d’animo, ma non ha qualità sufficienti – peso palla, servizio e intensità – per impensierire un Sinner “normale” e salute anche sul “rosso”. Fin dai primi punti si è capito che partita sarebbe stata: le parabole alte e con poco anticipo di Cerundolo, colpite pure da posizione arretrata, diventavano fin da subito una combinazione per lui mortale, con Sinner comodo in spinta e in controllo del match potendo gestire a piacimento tutto il tempo del mondo e anche ampi spazi. Cerundolo poi in risposta cercava fin troppo di iniziare lo scambio, stazionando così dietro da disarmarsi quasi da solo non mettendo quasi mai pressione all’italiano. Per questo Jannik, una volta in vantaggio, era entrato in fase “gestione”, spingendo solo a sprazzi – quando voleva allungare – e testando molte discese a rete, smorzate, schemi meno usuali per sentire in partita il loro rendimento.
Un match mai in discussione, con il fastidio di una palla break annullata nel secondo set, in uno dei momenti in cui l’azzurro ha spinto di meno e soprattutto smarrito la prima di servizio. Questa la cronaca corretta fino al 5-1. Poi il crollo, il colpo di calore. Sipario. Forse se Jannik Sinner avesse spinto appena di più sull’acceleratore per chiudere 10 minuti prima, ora tutto sarebbe diverso. E Cerundolo merita un plauso per come è rimasto in campo a giocare, fortissimo fisicamente e solo focalizzato sul suo tennis. È sport, i drammi sono altri. Ma è terribile, tristissimo, commentare una sconfitta arrivata non per merito dell’avversario, o di una giornata storta con problemi tecnici, ma per un malore. Per la difficoltà di resistere allo stress termico. Jannik Sinner resterà saldamente n.1 del mondo anche dopo questa sconfitta e andrà a caccia della difesa del titolo a Wimbledon. Ma ormai è assodato: il vero tallone d’Achille dell’italiano è la difficoltà nel reggere al caldo estremo. Quello che ha pagato a carissimo prezzo per l’ennesima volta.
Marco Mazzoni
La cronaca
Sinner alza la prima palla del match e corre subito a rete, vista la posizione in risposta “sui teloni” di Cernundolo. La volée di Jannik è ottima, come il successivo diritto al volo dopo una progressione precisa. Segue una smorzata, a punire la posizione troppo arretrata dei JM, così che Sinner a zero si prende un primo game comodo comodo, con già in mostra i principali temi tattici del match. Cerundolo cerca di mettere la prima in campo ma… così invita la risposta di Jannik ad esplodere la massima intensità. Comanda il n.1 e vola 0-40, con tre palle break immediate (7 punti a 0). Cerundolo lascia correre il braccio, trova un servizio potente, e salva anche la seconda chance, ma sul 30-40 rischia un diritto lungo linea vedendo spazio, con la palla che atterra lunga. BREAK Sinner, 2-0. Con tutto lo spazio che trova, Sinner continua ad attaccare convinto la rete, sul 15 pari del terzo game trova un tocco volo basso molto interessante, per niente facile. Juan Manuel invece è in chiara difficoltà, in tutto, e anche in risposta: se sta vicino non la prende… se si allontana le sue parabole sono troppo corte ed è un gioco da ragazzi per il n.1 entrare in campo e tirare un affondo ottimale. 3-0 Sinner (12 punti a 4). L’argentino entra nel match vincendo un turno di servizio, ma il problema serio è in risposta perché le sue traiettorie non così profonde e nemmeno così veloci non sono affatto un problema per l’italiano, che nel quinto game tocca un’altra smorzata precisa e si concede di nuovo un S&V molto sicuro (4-1). Forte di un vantaggio cospicuo e della netta sensazione di margine sul rivale, Jannik entra in fase “esplorazione”: cerca smorzate e schemi diversi, mentre al servizio è più pratico, attendo alla costanza di rendimento della prima di servizio, pronto ad entrare forte col primo colpo di scambio e proiettato a rete con frequenza. È un’ottima occasione per lavorare con la volée e anche accorciare gli scambi. Qualche errore, ma c’è una sensazione di totale controllo (5-2). Incredibile nell’ottavo game: Cerundolo lifta talmente tanto le parabole (da vero terraiolo doc!) che Sinner, vicino alla riga di fondo coi piedi, addirittura opta per lo smash per rimettere la palla… JM attacca ma è punito dal passante dell’azzurro. È migliorato assai il rendimento del servizio dell’argentino che resta aggrappato al set (5-3), ma non ci sono sorprese, Jannik chiude il set per 6-3 senza problemi in 35 minuti. Jannik al cambio di campo si mette sul collo l’asciugamano col ghiaccio.
Cerundolo riparte al servizio nel secondo parziale, e serve bene con un Ace (il terzo) che vale l’1-0. Altrettanto sicuro Sinner, che addirittura punisce una posizione troppo arretrata a destra del rivale con un Ace di seconda sul 30-0. Turno a zero e 1 pari. Nel terzo game Cerundolo sbaglia malamente una smorzata, diventa un mezzo lob e Sinner arrvia comodo; poi l’azzurro arriva come un fulmine in corsa sul diritto e scarica una bordata lungo linea micidiale per velocità e precisione. Impennata da centauro per Sinner, che va a prendersi subito il BREAK sul 15-40 con una progressione impressionante, chiusa con un diritto da metà campo imprendibile. 2-1. Jan continua a bazzicare la rete spesso e volentieri, spinto in avanti dai tanti spazi lasciati dall’avversario. Tocca la 12esima volée Sinner (30-0), poi qualche sbavatura – forse distratto – incluso il primo doppio fallo. Ai vantaggi Cerundolo trova una splendida risposta col diritto, quasi sulla riga, ed è bravo a tirare un bel diritto cross che vale la prima palla break del match. Arriva un lungo scambio tattico, Sinner accelera col diritto e la palla sbatte sulla riga di fondo. Niente prime palle nel game per Jannik, ma trova un altro Ace con la seconda, visto l’angolo esterno estremo del rivale in risposta. 3-1 Sinner. Più sciolto in risposta Jannik, come dimostra l’impatto regale sul 15-30, un rovescio cross che non si prendere e regala due chance per il secondo allungo. Il n.1 non se lo fa scappare: alza l’attenzione, la spinta col diritto e scappa via imprendibile sul 4-1 con il secondo BREAK del set. La sensazione è chiara: appena JS spinge davvero sul gas, diventa una F1 da pole position. Un po’ convulso il sesto game, con una palla mal giudicata da Jannik, costretto a retrocedere e giocare con un colpo da squash, sulla riga… Qualche errore (la smorzata), poche prime palle, ma ai vantaggi Jan si porta 5-1. Nel settimo game Cerundolo prova a muovere il gioco, con risultati modesti, tanto che un doppio fallo gli costa il set point. Lo annulla con l’Ace e poi spara un’altra prima ottima e un altro Ace, per il 5-2. Jannik serve per il set e non brilla, sbagliando per primo sul 40-30 (e set point) in uno scambio di ben 24 colpi, il più lungo del match. Poco male, trova l’Ace ai vantaggio e chiude il parziale con una spallata col diritto inside out dopo una seconda al centro. 6-2, 41 minuti con qualche sbavatura ma nessun patema.

Terzo set, Cerundolo to serve, ma è la racchetta di Jannik a tuonare. Spinge con grande forza e intensità (15-30), tanto da costringere Juan Manuel a rischiare tutto col diritto lungo linea, e gli va pure bene. Però la smorzata non è tra le gioie dell’albiceleste, respinto con perdite dall’italiano che subito ha una palla break. Non ha imparato Cerundolo… riprova ancora la smorzata, gli esce pure benino, ma la rincorsa di Jannik è da centometrista, e il tocco stretto da n.1. Punto divertente, se lo prende Jannik con il BREAK che lo manda subito al comando. Dopo un turno di servizio senza problemi, l’azzurro continua a pressare dalla risposta, con un diritto irresistibile negli angoli. Jannik si prende di prepotenza un altro BREAK, per il 3-0 a cui segue un altro turno di battuta non perfetto di JS ma in controllo (ottimo un S&V ai vantaggi, con quella prima esterna non velocissima che funziona alla grande). 4-0. Cerundolo non crolla, trova a vincere un turno di battuta (4-1) ma in risposta è, come in tutto il match, incapace di mettere una vera pressione al n.1, che veleggia sicuro pur senza spingere a tutta (5-1). Forse c’è un fastidio alla coscia sinistra per l’azzurro, che butta via il turno di risposta e va a servire per il match sul 5-2. Attenzione: non chiude, anzi tutto crolla. Improvvisamente incappa nel peggior momento del match, bloccato. Un turno disastroso chiuso con un doppio fallo che gli costa il primo BREAK del match, per il 5-3. Quasi non gioca il nono game, lo lascia scivolare via con gli ultimi due colpi tirati via. 5-4 e al cambio di campo si stira la coscia sinistra, ma non chiama il trainer. Forse fatica, un piccolo crampo per il caldo. L’italiano inizia il decimo game col doppio fallo e poi centra con zero coordinazione un diritto su di una palla non ben centrata da Cerundolo. 0-30 e serie negativa di 10 punti. Con un lungo scambio ed errore col rovescio, Sinner crolla 0-40 e si siede a bordo campo, a rifiatare. C’è qualcosa che non va alla gamba, anche il giudice di sedia scende e si parla sul da farsi. Arriva il medico, forse è disidratato. Parla col medico, forse è un colpo di calore, sembra aver bisogno di rimettere ed esce dal campo. Rientra poco qualche minuto ma sembra ancora assai spossato, tanto da sbagliare un rovescio in taglio che gli costa un nuovo BREAK, e 5 pari. Da una manciata di punti dal successo, ora il set è in equilibrio e la sua condizione non appare affatto buona. Cerundolo gioca tranquillo, servizio e diritto, e Sinner non prova nemmeno a rincorrere un diritto cross dell’argentino, per il 6-5 (quinto game di fila). Non c’è energia, lo scambio sul 30-15 non riesce a reggerlo e nemmeno il servizio lo assiste. Con un doppio fallo crolla 30-40, c’è un set point per l’argentino. Niente, non riesce a chiudere lo smash e sbaglia un recupero col diritto. 7-5 Cerundolo. A un passo dalla vittoria, ora la situazione per l’azzurro è complicatissima. Esce dal campo.
Si riparte nel quarto set con Cerundolo al servizio. Finalmente torna un colpo da Sinner, un’accelerazione di diritto che fulmina l’argentino. Poi prova una risposta vincente di rovescio Jan, ma non va. Chiaro che l’azzurro cerchi la pallata subito, per non correre granché. Cerundolo vince il game ai vantaggi, 1-0. Non ci sono affatto buone sensazioni, il n.1 cerca subito il S&V ma così non va, è preda dell’avversario. Meglio servire e spingere forte col primo colpo, una tattica più “sua”, ma è necessario mettere la prima in campo. Con un gran diritto lungo linea in allungo Jannik si porta 40-15, mentre gli sguardi nel suo angolo sono atterriti. Con un’altra accelerazione micidiale da destra Sinner torna a vincere un game (1-1). Jannik tira col diritto a tutta, poi una risposta angolata gli vale lo 0-30. Con una smorzata eccellente col rovescio, Sinner vola 15-40, con due palle break. La prima non va, si scambia al centro e sparacchia via col diritto. Ci prova a tutta in risposta sul 30-40, ma la palla non passa la rete. Cerundolo regala poi col diritto, c’è una terza PB. Incredibile… Juan Manuel sbaglia la smorzata ma Jannik non chiude e l’altro trova un lob pazzesco, anche un filo fortunato. Cerundolo resiste, 2-1, peccato per le chance non sfruttate. Nel quarto game Sinner torna a sbagliare, 0-30. Sinner subisce il BREAK a 15, avanti ma passato, 3-1. Situazione a dir poco critica. Ma Jannik non molla, ci prova in risposta e con grinta si porta 0-40 con tre chance per rimontare. Di nuovo, sul 15-40, Jannik corre sulla smorzata ma non chiude e JM trova un gancio mancino che rientra in campo, nell’angolo. 30-40. Sinner si ferma letteralmente nello scambio. Attenzione, sono le scene già viste a Shanghai… Cerundolo con un Ace si porta 4-1, e Sinner a fatica arriva alla sedia del cambio campo. Molla il turno di servizio e quasi non gioca nemmeno in risposta. 6-1 Cerundolo. La situazione dell’italiano appare disperata.
Quinto set, Sinner prova a ripartire al servizio. Inizia con uno smash pessimo, senza forza nelle gambe per salire in aria. Poi sbaglia un diritto dopo aver provato a scambiare. Il tentativo di smorzata non passa, Sinner è di nuovo sotto 15-40. Si affida al S&V e funziona, 30-40. Ancora servizio e poi attacco alla rete in contro tempo ottimo. Si salva Jannik, FORZA! Poi ancora S&V ma non chiude il primo smash e sbaglia il secondo. Terza palla break. Niente, di nuovo a rete ma è ricacciato indietro e alla fine non trova la palla in difesa. BREAK Cerundolo, 1-0. L’argentino si porta 2-0 e quindi continua a spingere dalla risposta, con Sinner che non riesce a trovare spazio con la battuta. Con un bel diritto esterno JM si porta 15-40, due chance per il doppio allungo. Sinner annulla la prima col servizio, 30-40, e poi anche la seconda recuperando in avanti sulla smorzata. Ogni punto è un calvario, lotta Sinner ma non ne ha. Sinner subisce un secondo break non riuscendo a contenere l’attacco col diritto dell’argentino. 3-0. Jannik va sotto 4-0 e poi torna a vincere un game. Sul 4-1 riesce a strappare altre due chance del contro break, ma Cerundolo tiene e le annulla, rischiando una smorzata difficilissima sul 30-40. 5-1 Cerundolo. Si butta a rete Sinner, con troppo poco. 0-30. Senza gambe, Jannik affossa a rete un rovescio dopo alcuni colpo. 0-40, tre match point per Cerundolo. Finisce subito, la smorzata dell’italiano è troppo lunga, comoda la rimessa. Senza parole.
Jannik Sinner
vs Juan Manuel Cerundolo 
Jannik Sinner [1]
Juan Manuel CerundoloTAG: Jannik Sinner, Juan Manuel Cerundolo, Marco Mazzoni, Roland Garros 2026

Sinner
Zverev
Alcaraz
Auger-Aliassime
de Minaur
Shelton
Djokovic
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Muchova
Swiatek
Svitolina
Tu non sei un tifoso ma solo un ultras antisportivo.
Il tennis non ha bisogno di gente come te. Ne tantomeno Sinner.
Ah ma quindi ha perso veramente contro Djokovic. Non me lo sono sognato. Allora hai detto una fesseria.
Come al solito?
Per la legge dei grandi numeri,come dicono quelli che parlano per frasi fatte, prima o poi la sconfitta doveva arrivare. Dispiace da morire per il modo in cui si è materializzata ovviamente, ma l’obbligo è quello di guardare il bicchiere mezzo pieno. Non credo si tratti di nulla di grave,a livello fisico, e dopo qualche settimana di recupero si riparte obbiettivo bissare Wimbledon. Vedere Jannik completamente svuotato di energie fa sempre male ma ,come ha detto lui stesso, ci sarà un altro tennista italiano che in questo torneo si farà onore. E il Berrettini visto ieri devo ammettere che non lo vedevo da tanto, forse troppo tempo.
tu dovresti fare il mea culpa per le fesserie che hai scritto tre mesi fa…
non esiste che tu ne capisca…
gli rispondi, lo scrive sempre, qualche volta la indovina , due o tre volte all’anno…
Interessante analisi da reddit
“I resti del credito di Sinner si basano quasi interamente sulla sua vittoria al primo slam e sulla sua corsa a Wimbledon, quest’ultima delle quali ha richiesto qualcosa di veramente fortunato nel bel mezzo. Il suo anno è sconvolgentemente vuoto nonostante i suoi successi. E i sospetti che sia una tigre di carta, che i commentatori e i grandi del passato hanno sviluppato da eventi come la sconfitta contro Novak all’inizio di quest’anno, stanno solo crescendo. Tutto il suo futuro nello sport si svolgerà davanti a una galleria che non lo rispetta completamente, simile a come non rispettano completamente Zverev.
Non penso che anche vincere Wimbledon e gli US Open quest’anno laverebbe via l’amarezza di questo. Non avrà mai una chance migliore al RG. Il sorteggio era un sogno, la sua forma era impeccabile, il suo principale rivale fuori. Anche i suoi sponsor subiranno un colpo da questo risultato. Il loro principale angolo nel marketing è basato sulla sua incessante vittoria. Ma non puoi realmente farlo risaltare quando cade agli ostacoli più grandi.
È strano che quando si trova in una situazione difficile il suo linguaggio del corpo trasmetta l’impressione che, al culmine della crisi, non gli importi. Non nel modo in cui dovrebbe importare a un campione. A Sinner importerà prima di una partita e dopo (sono sicuro che piangerà per tutto il resto della giornata), ma non nel momento in cui un’azione appropriata potrebbe fare la differenza tra vittoria e sconfitta. Non gli importa abbastanza da innervosirsi o indignarsi su come gli eventi di una partita siano arrivati a quel punto e poi fare tutto il possibile per trovare una via d’uscita.
E ha una cattiva gestione mentale in termini di come affrontare le difficoltà stabilendo obiettivi a breve termine e raggiungendoli lungo il cammino verso un obiettivo più grande che sembra troppo vasto da contemplare frontalmente quando si è in svantaggio o si sta soffrendo. Molte delle vittorie di scam di Carlos su Sinner sono partite dalla sua determinazione a frustrarne l’avversario almeno tenendolo in gioco un’altra volta, traendone un po’ di gioia e poi procedere a guadagnare un po’ di luce poco a poco da lì. Alcaraz sfrutta anche molto meglio le occasioni di break point quando è sospeso su un baratro.
Con Sinner, a differenza di Alcaraz, Djokovic e Nadal, superare le avversità è l’eccezione, non la norma.
Sinner Fandom, una domanda: quando Sinner ha le spalle al muro nelle partite ad alta posta in gioco, e tu stai mordendo le unghie e incitandolo nella tua testa a mostrarti di cosa è fatto, quanto spesso riesce a farcela e quanto spesso ti delude? Il rapporto deve essere qualcosa tipo 10% a 90%.”
È inutile girarci intorno fingendo di ignorare il problema. Ha un problema cronico e regolare che si manifesta con crolli fisici e mentali repentini e totali, che lo portano al livello di un giocatore da ITF o meno. A volte riesce a rimettersi in carreggiata, più spesso, soprattutto negli Slam, no, oppure comunque ne paga il conto strada facendo perché recupero e resistenza non sono i suoi punti forti. Ormai ho perso il conto di quante occasioni ha perso in questo modo, gli hanno già amputato la carriera e andrà sempre peggio: la concorrenza cresce, e lui non ringiovanisce. In particolare un tabellone del genere non lo avrà più.
Le spiegazioni non reggono: era a un punto dalla vittoria in una partita dominata, poi non un semplice passaggio a vuoto ma un black out totale. Avrà fatto 25 punti in 20 game.
Schiaffo di realtà anche a chi sostiene che la precocità di Alcaraz o Nadal sia un peso, come quel genio di ubitennis. Alcaraz ha 23 anni e 7 slam, può permettersi di mancare una stagione, Sinner no, a 25 anni inizia a essere in ritardo pure per la doppia cifra.
Si rifarà nei Masters, ma gli Slam non sono più cosa per lui, fortuna finita. E sappiamo tutti che collezionare Masters è inutile. Senza uno Slam è una stagione fallimentare. Ne sono già evaporati due. Ha perso 4 degli ultimi 5 e sono tre slam di fila che ci arriva mal preparato. I paragoni coi big3 e le aspettative su di lui, almeno a questo livello, sono sempre più disattese.
@ Pat (#4625955)
Sì certo. Dopo l’improvviso interesse per il sistema antidoping e le partite notturne, ora questo.
Non so se lo sai, ma 30° a Parigi a giugno non sono nulla di mai visto prima, anche se qualcuno insiste che il caldo non esisteva prima del riscaldamento globale.
@ MI.RCO (#4625973)
Sì sì tutti contro di lui. Qui, in Australia… Tutti devono giocare a mezzogiorno, gli hanno dato una mano facendolo giocare un secondo turno che stava sbranando vivo. Un crollo del genere non era pronosticabile