Fonseca è pronto alla sfida con Djokovic: “Cercherò di godermela. La nuova generazione? Gestiamo bene la pressione”
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Fonseca vs. Prizmic era probabilmente l’incontro di secondo turno più intrigante del tabellone maschile di Roland Garros 2026 e non ha tradito le attese. Una vera battaglia con il croato partito fortissimo fino al rilancio e sorpasso del brasiliano, bravo a rimontare e conquistare il terzo turno dove lo attende una super sfida contro Novak Djokovic. Joao nella conferenza stampa post match si è detto molto felice del risultato e pronto ad affrontare con curiosità la prossima partita, contro uno dei suoi idoli ed ispirazioni. Si è poi soffermato sulle qualità dei migliori giovani classe 2005-2006, un gruppo nutrito e ricco di talento che sta salendo prepotentemente nel ranking e all’attenzione degli appassionati, dando una sua versione su quello che li rende speciali.
“I primi due set sono stati durissimi” racconta Fonseca, “Prizmic stava servendo molto bene e metteva tanta pressione nei miei turni di battuta. Nel terzo set ho cercato di gestire la situazione punto dopo punto, game dopo game. Per fortuna sono riuscito a ottenere un break e lì ho iniziato a vedere un po’ di speranza. Sono rimasto concentrato. Non pensavo nemmeno al fatto che fossi sotto di due set; cercavo solo di vivere il momento, di trovare il break, di giocare meglio e con più solidità. Ho cambiato leggermente il mio piano tattico. Sulle seconde di servizio ho iniziato a rispondere più dentro al campo per mettergli maggiore pressione e ho cercato di essere più aggressivo. All’inizio invece stavo provando a giocare in maniera più solida. Credo che nei primi due set lui abbia giocato davvero molto bene. Per me è stata dura: io non stavo esprimendo il mio miglior tennis e lui mi stava praticamente dominando. Sono molto contento di come sono riuscito a restare positivo e lucido mentalmente. Anche dal punto di vista fisico mi sono sentito bene e sono riuscito a rimontare dopo essere stato sotto di due set”.
Il suo pensiero sui giovani emergenti: “Io, Mensik, Prizmic… abbiamo colpi molto potenti. Poi ci sono Learner, Jodar, Landaluce. Sta arrivando una nuova generazione di giocatori davvero molto forte” riflette Fonseca. “Ognuno ha le proprie qualità. Per esempio Jodar è solidissimo. Learner Tien praticamente non sbaglia una palla e continua a spingere senza mollare mai. Io preferisco essere più aggressivo. Prizmic ha tantissima intensità. Mensik ha un servizio enorme e colpi da fondo devastanti. Tutti hanno qualcosa di speciale, ma secondo me la differenza principale rispetto ad altri giovani è la maturità. Credo che sappiamo gestire abbastanza bene la pressione. Dino, ad esempio, ha imparato molto presto come affrontare i punti importanti e come convivere con la pressione, e questa è la ragione principale. A volte non conta solo la tecnica, la potenza dei colpi o la continuità, ma anche la maturità mentale. (…) Quando affronto questi ragazzi, cerco semplicemente di considerarli come qualsiasi altro avversario. Certo, a volte arriva un po’ di pressione e qualche pensiero in più, ma io penso soltanto che giocheremo contro per i prossimi dieci o quindici anni. C’è sempre una prima volta. Quindi devo concentrarmi solo su quello che devo fare io, non su ciò che sta facendo lui, sulle sue qualità o sulla sua età. È quello che provo a fare, ed è quello che credo di aver fatto oggi”.
Terzo turno contro Djokovic: “Per me è semplicemente un enorme privilegio. Lo dico sempre al mio allenatore: voglio stare dalla parte di tabellone di Novak, perché so che non durerà ancora tantissimo. Voglio vivere questa esperienza almeno una volta nella vita. Cercherò semplicemente di godermela. Essere al terzo turno del Roland Garros è già un sogno per me. Mi godrò ogni istante contro uno dei miei idoli, il GOAT di questo sport. Spero di riuscire a giocare una grande partita. Ovviamente quando entrerò in campo avrò enorme rispetto per lui, ma allo stesso tempo proverò a dare il massimo e a vincere il match”.
Il parallelismo Djokovic – Sinner, due tennisti con molto in comune: “Sono come due macchine perfette” afferma Fonseca. “Secondo me Novak, anche per il fatto di essere arrivato dopo Federer e Nadal, ha dovuto sviluppare una mentalità straordinaria. Credo che questa sia la differenza principale. Entrambi giocano a un livello incredibile. Non posso davvero dire nulla contro di loro: vincono tutto. Quello che Djokovic ha fatto per questo sport e quello che Sinner sta facendo in questo momento sono qualcosa di impressionante. Però penso ancora che la vera differenza sia la mentalità. Credo che Jannik diventerà — non posso dire se arriverà ai livelli di Novak, Nadal o Federer — ma sicuramente sarà uno di quei giocatori. Forse riuscirà anche a raggiungerli, non lo so. Con questa continuità e con il modo in cui sta giocando e gestendo la pressione, è davvero incredibile. Avere Novak ancora in questo sport è un privilegio. Lui ha ispirato me, la nuova generazione e anche quella precedente”.
Marco Mazzoni
TAG: Joao Fonseca, Roland Garros 2026

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