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Sebastian Korda dopo l’impresa contro Alcaraz: “Ho preso la strada panoramica, ma ho continuato a crederci”

22/03/2026 23:03 3 commenti
Sebastian Korda nella foto - Foto Getty Images
Sebastian Korda nella foto - Foto Getty Images

La vittoria di Sebastian Korda contro Carlos Alcaraz al Miami Open 2026 non è stata soltanto un colpo di enorme peso tecnico, ma anche il riflesso di un percorso mentale preciso. Dopo il successo per 6-3 5-7 6-4, lo statunitense ha raccontato con sincerità e ironia cosa abbia significato portare a casa una partita così, spiegando il lavoro fatto su se stesso e il piano tattico costruito con il suo team.
Korda ha parlato di una vittoria sofferta, piena di momenti complicati, ma anche di un match in cui è riuscito a restare fedele a se stesso fino alla fine.

“Ho preso la strada panoramica”
Alla prima domanda, su come si sentisse dopo aver battuto il numero 1 del mondo, Korda ha risposto con il suo solito tono leggero, ma lasciando intuire tutta la tensione vissuta in campo: “È una sensazione bellissima. Ho preso la strada panoramica, questo è sicuro”.
Poi ha aggiunto, sorridendo, quanto il finale sia stato più complicato di quanto avrebbe voluto: “Un po’ più di stress di quanto avrei voluto, ma sono felice di come ho giocato e di essere rimasto lì. Ho continuato a crederci”.
Il riferimento è chiaramente a tutto quello che è accaduto nel secondo set, quando dopo essere stato a un passo dalla vittoria ha subito il ritorno di Alcaraz. Eppure, invece di lasciarsi travolgere, Korda è riuscito a restare lucido.

“Mi sono cacciato in alcune situazioni davvero brutte”.
Ancora una volta con autoironia, ma anche con piena consapevolezza di quanto fosse sottile il confine tra vittoria e crollo.
“Ho semplicemente continuato ad andare avanti e a crederci. Alla fine ho giocato davvero molto bene”.

La chiave tattica: non esagerare
Uno dei passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni riguarda il lavoro fatto con il suo team, e in particolare con Ryan, per trovare la giusta misura nel match contro Alcaraz. Korda ha spiegato di aver dovuto lavorare molto su se stesso per evitare un errore che in passato gli era costato caro contro i grandi giocatori.
“Tanta introspezione, questo è sicuro. Ho passato tante cose, ho giocato contro tanti grandi giocatori”.
Poi il cuore del discorso: “Non sono mai riuscito a chiudere queste partite, ma sentivo che ogni volta che affrontavo questi top player iniziavo a sparare troppo la palla e a fare un po’ più del necessario”.
Con il suo team, invece, l’obiettivo per questa partita era stato sorprendentemente semplice:
“Con Ryan ci siamo seduti e il nostro obiettivo oggi era giocare una palla media. Avere semplicemente una palla media. Non fare troppo”.
Secondo Korda, è proprio quando prova a forzare eccessivamente che il suo tennis si rompe contro avversari di quel livello.
“È lì che ti metti nei guai. È proprio questo che lui cercava: quando inizi a sparare troppo, finisci per metterti nei guai contro uno come Carlos”.

“Sono stato aggressivo il più possibile”
Quando gli è stato fatto notare che, se quella era la sua “palla media”, viene spontaneo chiedersi quale sia allora il suo livello massimo, Korda ha chiarito subito cosa intendesse.
“Intendo la velocità della palla. Non il modo in cui ho giocato”.
E qui ha voluto precisare un aspetto fondamentale del suo piano partita: “Sono stato aggressivo il più possibile. Ho servito benissimo per tutto il match. È quello che devi fare per battere un giocatore come lui”.
Per Korda, contro Alcaraz non c’era alternativa: serviva prendere l’iniziativa e togliere tempo al numero 1 del mondo.

L’elogio ad Alcaraz
Nel parlare della necessità di giocare una partita aggressiva, lo statunitense ha anche speso parole molto forti per il suo avversario, riconoscendone la completezza.
“È incredibile in ogni aspetto del suo gioco. Movimento, volée, dritto, rovescio… non c’è niente che non sappia fare”.
Ed è proprio per questo che la sua scelta tattica era obbligata: “Dovevo essere aggressivo. Dovevo togliergli la palla di mano e portare il punto dalla mia parte”.

Una vittoria che vale più del risultato
Le parole di Korda raccontano bene quanto questa vittoria non sia nata solo da una giornata di grande tennis, ma anche da un lavoro mentale molto preciso. Non cercare il colpo perfetto a ogni scambio, non uscire dal proprio piano, non farsi prendere dalla frenesia contro uno dei giocatori più completi del mondo: è lì che lo statunitense ha costruito il suo successo.
Il colpo contro Alcaraz vale tantissimo per il tabellone, ma forse ancora di più per la fiducia. Perché Korda ha dimostrato a se stesso di poter battere i più forti senza snaturarsi, restando dentro il proprio gioco e dentro la partita anche quando il match sembrava scivolargli via.
E da quello che ha raccontato dopo la gara, la sensazione è chiara: a Miami non ha vinto solo per come ha colpito la palla, ma soprattutto per come ha imparato a gestire se stesso.



Marco Rossi


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3 commenti

JannikUberAlles 23-03-2026 00:26

Ancora…

…non ci posso credere!

Korda, poi, un coniglio mannaro 😀

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Peter Parker 23-03-2026 00:07

Bravo Korda, complimenti.Bellissima vittoria.

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Taxi Driver 22-03-2026 23:21

Mi sa che Alcaraz è un altro che non sa perdere da signore…tutte ste sceneggiate e sto frignare.
Alla fine è un gioco

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+1: Betafasan