Indian Wells 2026, Tommy Haas svela i segreti del torneo: “Le mie settimane preferite, ma il calendario dei match è un incubo. Per vincere il torneo vedo Alcaraz e Swiatek un passo avanti”
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Indian Wells continua a rafforzare il proprio status di torneo speciale, unico nel panorama mondiale e sempre più vicino a quell’etichetta di “quinto Slam” che da anni accompagna il Masters 1000 californiano. Impianti straordinari, condizioni di gioco molto particolari, una collocazione ideale nel calendario e un prestigio costruito nel tempo rendono il BNP Paribas Open uno degli eventi più importanti dell’intera stagione.
A guidare questa macchina imponente c’è Tommy Haas, ex tennista tedesco e direttore del torneo, che in una recente intervista ha raccontato da vicino le sfide organizzative dell’edizione 2026, spiegando alcune delle decisioni più discusse di quest’anno, dal sistema dei biglietti per lo Stadium 2 fino al cambio di palline.
“Le mie settimane preferite dell’anno, ma con una grande responsabilità”
Haas ha descritto Indian Wells come un’esperienza tanto entusiasmante quanto impegnativa, sottolineando il peso del lavoro richiesto durante le due settimane del torneo.
“La mia testa è satura per tutto il lavoro che dobbiamo fare durante il torneo. È una gioia enorme far parte di tutto questo, un’esperienza unica e direi che sono le mie settimane preferite dell’anno, ma comportano anche una grande responsabilità.”
Il direttore del torneo ha spiegato che l’obiettivo è quello di migliorare continuamente l’esperienza per pubblico e giocatori:
“Cerchiamo sempre cose nuove per migliorare l’esperienza di tifosi e tennisti.”
Ma, tra tutte le sfide, ce n’è una che spicca più delle altre: “La cosa più complicata è la programmazione dei match, senza dubbio. È il mal di testa più grande per me durante il torneo.”
Stadium 2 e nuovo sistema di biglietti
Uno dei temi più discussi di questa edizione è stato quello relativo alla distribuzione dei match tra Stadium 1 e Stadium 2, con qualche lamentela da parte dei tifosi per non aver visto i grandi nomi quanto si aspettavano.
Su questo punto Haas ha spiegato che il torneo sta testando una nuova formula per la gestione degli ingressi sul secondo campo principale: “Stiamo provando un sistema di biglietti esclusivi per lo Stadium 2, perché prima si poteva accedere alle file superiori con il pass generale e si creava una situazione folle.”
Una scelta che nasce anche dalle richieste dei giocatori stessi: “La verità è che molti dei migliori del mondo ci chiedono di giocare i loro match dei primi turni su questo campo invece che su quello principale.”
Il cambio di palline: “Riscontri molto positivi”
Haas ha affrontato anche un altro tema che ha attirato molta attenzione in questa edizione: il passaggio dalle palline Penn alle Dunlop.
Il tedesco ha spiegato che il cambiamento è stato pensato anche per dare maggiore continuità ai giocatori nel corso della stagione:
“È positivo per i giocatori avere un calendario più omogeneo per quanto riguarda le palline con cui giocano.”
Poi ha aggiunto un dettaglio importante sulle caratteristiche dei campi di Indian Wells:
“Le nostre superfici sono un po’ più dure e più ruvide del normale, quindi la palla si consuma rapidamente, considerando anche la potenza con cui oggi colpiscono tutti i giocatori.”
Secondo Haas, la scelta ha dato i risultati sperati: “Il cambiamento è stato molto buono, ricevo commenti positivi da tutti e anch’io ho provato a giocare con queste palline e sento che siamo migliorati.”
Il direttore del torneo ha anche spiegato che tipo di tennis favoriscono: “Ti permettono di essere aggressivo, ma è evidente che, visto che tutti sono così rapidi e si muovono così bene in campo, non è facile chiudere i punti.”
Fonseca ed Eala, il futuro del tennis
Haas si è detto molto colpito anche dalla risposta del pubblico e dall’emergere di nuovi volti capaci di accendere entusiasmo e attenzione attorno al torneo.
“È fantastico vedere l’evoluzione del tennis, vedere come ci siano giovani giocatori che continueranno a far crescere il nostro sport, come Eala o Fonseca, per esempio, nei cui match si crea un’atmosfera unica.”
Parole che confermano quanto Indian Wells non sia soltanto una vetrina per i grandi campioni già affermati, ma anche uno dei palcoscenici più importanti per lanciare e consolidare i protagonisti del futuro.
I favoriti per il titolo secondo Haas
Infine, Haas si è sbilanciato anche sui possibili vincitori dell’edizione 2026. Per il direttore del torneo, ci sono due nomi leggermente avanti agli altri.
“Per vincere il torneo vedo Alcaraz e Swiatek un passo avanti, ma si deciderà tutto per piccoli dettagli.”
Una previsione accompagnata anche dalla consapevolezza che in un torneo così competitivo ogni equilibrio possa cambiare da un momento all’altro.
Indian Wells continua a crescere
Le parole di Tommy Haas raccontano perfettamente l’identità di Indian Wells: un torneo già enorme sul piano sportivo, mediatico ed economico, ma ancora affamato di miglioramenti. Dalla gestione dei campi al tipo di palline, passando per la programmazione dei match e l’esperienza del pubblico, il Masters 1000 californiano continua a lavorare per restare un punto di riferimento assoluto del tennis mondiale.
Ed è anche questa attenzione ai dettagli che, anno dopo anno, continua a rendere Indian Wells qualcosa di più di un semplice Masters 1000.
Marco Rossi
TAG: Tommy Haas

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