Alexander Bublik: “Con i Big Three c’era ammirazione, con Alcaraz e Sinner è più facile”
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Alexander Bublik è uno dei personaggi più particolari del circuito. Il kazako, oggi stabilmente tra i protagonisti del tour, ha raccontato come negli ultimi mesi sia cambiata non solo la sua carriera, ma anche il suo rapporto con i grandi nomi del tennis.
A 28 anni, Bublik ha vissuto una trasformazione sorprendente: da giocatore vicino a lasciare il tennis per mancanza di motivazione a uno dei più pericolosi del circuito, capace di entrare in Top 10 e vincere titoli importanti.
La svolta dopo un consiglio di Monfils
Il momento decisivo è arrivato nel 2025 a Dubai, durante una conversazione con Gael Monfils. Bublik aveva confessato di non essere sicuro di riuscire a sostenere il livello di professionalità richiesto dal tennis moderno.
La risposta del francese è stata semplice: aspettare le proprie occasioni e sfruttarle. Un consiglio che il kazako ha seguito alla lettera. Dopo una pausa con la famiglia a Las Vegas, è tornato con nuove energie, iniziando una risalita che lo ha portato a risultati importanti.
Tra questi spiccano i successi sulla terra battuta a Gstaad e Kitzbühel e il miglior risultato Slam con i quarti di finale al Roland Garros, superficie che in passato aveva spesso criticato.
Dall’ingresso in Top 10 ai nuovi obiettivi
La svolta definitiva è arrivata con il titolo a ATP Hong Kong Open, che gli ha permesso di entrare per la prima volta tra i dieci migliori del mondo.
Un traguardo che lo ha lasciato inizialmente spiazzato. “Quando ho vinto ero felicissimo, ma subito dopo mi sono chiesto: cosa devo fare adesso?”, ha raccontato. Per questo ha deciso insieme al suo team di ridefinire gli obiettivi, con un approccio semplice: vincere più partite possibile e vedere fin dove può arrivare.
Il paragone con i Big Three
Bublik non nasconde di aver sempre ammirato il leggendario trio formato da Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic.
“Per arrivare al loro livello devi essere quasi un extraterrestre”, ha spiegato. “Serve sacrificare tutta la vita per il tennis. È qualcosa che va oltre la mia comprensione, ma proprio per questo sono stati così grandi”.
Il rapporto con la nuova generazione
Con la nuova generazione, invece, il rapporto è diverso. Bublik sente una connessione più naturale con giocatori come Carlos Alcaraz e Jannik Sinner.
“Con i Big Three c’era ammirazione, ma non siamo amici. Con Carlos e Jannik è più facile. Io ero già nel circuito quando sono arrivati loro”.
Il kazako descrive così i due protagonisti della nuova era: “Carlos è incredibile, divertente e molto rumoroso in campo. Jannik è più ‘ghiaccio’, almeno durante le partite, anche se fuori dal campo è molto gentile”.
Un Bublik sempre più protagonista
Oggi Bublik è uno dei giocatori più spettacolari del circuito: servizio devastante, colpi imprevedibili e una personalità fuori dagli schemi. Con quasi un milione e mezzo di follower sui social e una carriera rilanciata, il kazako continua a inseguire nuovi traguardi.
A modo suo, senza perdere la sua identità. Ed è proprio questo che lo rende uno dei personaggi più interessanti del tennis moderno.
Francesco Paolo Villarico
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Servirebbero una decina di tennisti alla Bublik tra i primi 30 per rendere il tennis più imprevedibile e divertente.