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Improvviso divorzio tra Andy Murray e Ivan Lendl (con un commento di Marco Mazzoni)

19/03/2014 13:53 13 commenti
Andy Murray classe 1987, n.7 del mondo
Andy Murray classe 1987, n.7 del mondo

Un fulmine a ciel sereno sopra Miami. Il campione di Wimbledon Andy Murray ha annunciato sul suo sito ufficiale di aver consensualmente interrotto il proprio rapporto professionale con Ivan Lendl. Nei due anni di lavoro insieme, lo scozzese ha vinto il suo primo Slam a New York, la medaglia d’Oro a Londra e soprattutto il titolo dei Championships l’anno scorso.

Ecco le parole di Lendl, sempre tratte del sito di Murray: “Lavorare con Andy negli ultimi due anni è stata una esperienza fantastica. E’ un ragazzo straordinario. Dopo averlo aiutato a raggiungere il suo obiettivo di vincere negli Slam, sento che è tempo per me di concentrarmi su miei progetti personali, incluso il giocare più spesso in eventi in giro per il mondo che mi stanno davvero divertendo. Sarò sempre nell’angolo di Andy, e gli auguro solo successi nella prossima fase della sua carriera”.

Andy di par suo ha dichiarato:Sarò eternamente grato ad Ivan per il duro lavoro che ha svolto negli ultimi due anni, di gran lunga i più ricchi di successi della mia carriera. Come team, abbiamo imparato moltissimo e questo porterà i suoi benefici anche nel prossimo futuro. Mi prenderà un po’ di tempo per considerare il prossimo passo e come continuare a crescere da qua in avanti”.

Così a caldo è difficile scrivere un commento se non “di getto”. A leggere i tweet dei colleghi britannici, che erano a fianco di Andy e del suo team in quel di Indian Wells, non c’era alcuna avvisaglia di burrasca o di problemi in seno al team, quindi è una notizia totalmente inaspettata. Murray in passato non ha mai retto molto con un coach, e di coach bravi a suo fianco ne ha avuti non pochi. Mai però era riuscito ad elevare lo standard della sua prestazione come gli è accaduto con il supporto di Ivan. Quando venne fuori la notizia della loro unione, personalmente brindai subito al probabile successo. Ivan era fuori dal tour da anni, non aveva mai voluto ricoprire alcun ruolo, né giocare esibizioni ricchissime (non gli manca certo il denaro). Non andava mai nemmeno a vedere i tornei dal vivo come fanno praticamente tutti gli ex campioni; tanto da suscitare enorme sorpresa nei commentatori USA quando alcuni anni la tv lo inquadrò in un box sull’Arthur Ashe. E’ sempre stato un personaggio schivo, molto avaro di se stesso, uno che odiava improvvisare e meditava a lungo su tutto. Presa la decisione di rientrare per la porta principale, allenando uno dei giocatori più forti (anche se a quei tempi non così vincenti per il suo talento), ero stra-sicuro che ci avrebbe messo del suo, portando nel gioco e soprattutto nella prestazione di Andy qualcosa di importante. E ci è riuscito pienamente.

Lendl è stato forse il giocatore più vincente della storia moderna del tennis dotato di “meno” talento, nel senso puro del termine. Il suo dritto è stato qualcosa di incredibile, un colpo che si è sempre portato da casa; ma tutto il resto l’ha aggiunto con determinazione e lavoro. Con una disciplina ferrea, diventando a suo tempo un vero innovatore di come si concepiva e portava avanti la vita di un tennista, a 360°. Riuscì a standardizzare tutto, trovando nel suo modus operandi una precisione maniacale, un’attenzione al particolare quasi fanatica. I risultati parlano per lui, e parla per lui anche la voglia indomabile di provarci fino all’ultimo, la certezza che anche ben oltre i 30 anni si potesse migliorare con lavoro, metodo, applicazione.

Un bagaglio di esperienza così importante inserito in un team “pittoresco”, un po’ ruvido e forse non così ben organizzato come quello di Murray poteva portare solo a due conseguenze tra di loro opposte: divorzio rapido per manifesta incompatibilità al modus operanti dello “Zar” Ivan, oppure ad una svolta verso il successo. Per fortuna di Andy è successa la seconda ipotesi.

Murray anche nel corso del suo fantastico Wimbledon 2013 mi ha sempre dato l’impressione di poter “dare di più”, restando un qualche modo zavorrato dalla difficoltà di spogliarsi di inutili orpelli, paure e resistenze nel far esplodere il suo talento pienamente. Ma nonostante limiti e difficoltà, con Lendl a fianco è cresciuto notevolmente in tutti i settori del suo tennis: fisico, agonistico e della lucidità in campo. Ha iniziato più spesso (non sempre) a fare la cosa giusta al momento giusto; ha molto migliorato l’efficacia della prima di servizio, meno della seconda; ha trovato più potenza e capacità di prendersi il punto col dritto, il colpo che sente di meno; e soprattutto esponenzialmente migliorato l’autostima, andando a colmare forse la lacuna più evidente, quella dell’esser duro quando contava. Nonostante pause, ricadute e tutto quello che volete, il Murray plasmato dal lavoro con Lendl è un signor giocatore: tosto agonista, capace di difendersi ed addormentare il gioco per poi infilarti con cambi di ritmo micidiali, facendo fruttare le enormi qualità della sua mano. E’ diventato più duro, più cattivo sportivamente, capace di rialzarsi ancor più forte dopo enormi batoste subite in grandi sfide contro i migliori rivali. Proprio come fece a suo tempo Lendl contro Borg, McEnroe, Connors e compagnia.

Il comunicato parla di separazione consensuale, ed il tono delle parole dei due è assolutamente conciliante. Molto probabilmente è andata proprio così. Tuttavia trovo alquanto bizzarro che Lendl abbia deciso di mollare uno dei cavalli migliori del circuito per giocare più esibizioni tra le vecchie glorie e magari seguire più da vicino i progetti sui giovani in cui è coinvolto (la sua Ivan Lendl Junior Tennis Academy). Può darsi che dopo aver vinto molto a fianco di Murray abbia voluto staccare la spina dal tour maggiore, tornare un po’ in quella penombra che ha sempre amato anche da n.1 del mondo, e scegliere lui quando riapparire, magari nelle ricche kermesse tennistiche del sud est asiatico o delle più interessanti piazze USA. A pelle (ma sottolineo senza alcun riscontro, solo mia sensazione personale) può darsi che i due abbiano anche avuto qualche divergenza sulla strada da prendere. Costruita una routine vincente, a volte ci si appiattisce ed è necessario porsi nuovi obiettivi, tecnici ed agonistici, per rinnovarsi e tenere alto il livello. Oppure chissà che all’interno del team Murray, come in passato, qualche ruggine o incomprensione non abbiano portato alla decisione che separarsi era meglio per tutti. Forse lo sapremo a breve, forse non lo sapremo mai.

Che succederà ora? E’ troppo presto per fare alcuna valutazione o nome. Di sicuro Murray non dovrà perdere gli insegnamenti di Lendl, che l’hanno fatto molta differenza a suo favore. Andy dice di volersi prendere del tempo per valutare il da farsi. Oltre difesa del titolo a Miami, che viste le sue precarie condizioni di forma pare abbastanza complessa, sta per scattare la stagione su terra, quella che mai gli ha regalato vere gioie. Segue poi la difesa del titolo a Wimbledon, suo principale obiettivo. Ci arriverà solo o accompagnato? Forse a breve ne sapremo di più.


Marco Mazzoni


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13 commenti. Lasciane uno!

forza seppi (Guest) 20-03-2014 14:57

@ Angelo (#1025118)

Intanto quando c’era Lendl borg si era già ritirato e agassi e sampras non erano ancora esplosi. Poi Connors e McEnroe erano ormai alla fibe della carriera e ornai non aspiravano più a vincere uno slam tranne qualche exploit.
Poi in questa generazione non c’è solo federer, ma anche nadal djokovic e murray.

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forza seppi (Guest) 20-03-2014 14:54

Prima o poi tutti cambiano, sempre e solo per questione di money

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Haas78 (Guest) 20-03-2014 11:29

@ Jose mourinho (#1025267)

Esatto, viva l’ignoranza allora 😆

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Luca Napoli 20-03-2014 07:20

Scritto da Jack
@ Angelo (#1025118)
sisi come no, intanto impara a scrivere levando una G da immagGinate

ma smettila di fare il professiore!!!!!!!!!!!!!!!

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Jose mourinho (Guest) 20-03-2014 00:17

Jack non siamo a scuola, siamo su un forum sportivo…

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Jack (Guest) 19-03-2014 17:54

@ Angelo (#1025118)

sisi come no, intanto impara a scrivere levando una G da immagGinate

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Angelo 19-03-2014 17:18

Ivan Lendl 8 slams vinti avendo 8 mostri sacri da battere Borg, Connors, McEnroe, poi Wilander, Becker, Edberg, Sampras e Agassi.
Immagginate fosse nato lo stesso anno di Federer cosa avrebbe vinto il grande Ivan probabilmente 18 slams. 😯
Bisogna saper nascere nelle giuste epoche. 💡

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miele67 19-03-2014 16:00

Ivan uno dei più grandi, Andy uno dei mille giocatori piu grandi della storia del tennis.

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alexalex 19-03-2014 15:33

Indubbiamente una questione di $

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Mirko P. (Guest) 19-03-2014 15:21

Murray è troppo brutto e antipatico! ahahah 😀

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Vince 19-03-2014 14:33

non ho mai avuto simpatia per nessuno dei due, quindi insieme ce li vedevo benissimo 🙂

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tommaso (Guest) 19-03-2014 14:15

Ivan gli avrà raccontato una barzelletta, Andy non l’ha capita e lui se n’è andato offeso…

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nat (Guest) 19-03-2014 14:14

Monetizza gli sponsor e taglia gli allenatori… vuole risparmiare in vista della fine della carriera?

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