Dal Roland Garros ATP, Copertina

Bellucci: “Roma mi ha tolto il tabù della terra. Ora cerco l’equilibrio tra creatività e solidità”

23/05/2026 15:41 5 commenti
Mattia Bellucci - Foto Patrick Boren
Mattia Bellucci - Foto Patrick Boren

Mattia Bellucci arriva a Parigi con sensazioni nuove. Le due belle vittorie ottenute a Roma hanno lasciato qualcosa di importante: non soltanto risultati, ma la convinzione di poter esprimere il proprio tennis anche sulla terra battuta. Il numero 80 del mondo debutterà contro il francese Quentin Halys, in un match complicato e in un ambiente che si preannuncia caldissimo.

Domanda: Qual è il tuo obiettivo per questo Roland Garros?

Mattia Bellucci: “Sono entusiasta di essere qui. Sono contento del lavoro fatto negli ultimi giorni. Roma mi ha lasciato buone sensazioni e credo che stiamo continuando su una linea particolarmente positiva. So che domani ci sarà un grande pubblico e non giocherò su un campo gigantesco. Mi aspetto un ambiente molto rumoroso, con tanta enfasi e tanta confusione. Sono sensazioni che mi divertono. So che giocherò contro un giocatore molto pericoloso, che con servizio e dritto può fare molto male. Vedremo quale sarà la chiave della partita, ma so che quando è in giornata può essere davvero molto pericoloso e quindi dovrò entrare in campo molto attento”.

Domanda: C’è qualcosa che ti renderebbe soddisfatto in questo Roland Garros? Un obiettivo tecnico o personale più che di risultato?

Mattia Bellucci: “Il mio obiettivo, soprattutto nella partita di domani, è questo: sono in un momento positivo in cui sto cercando maggiore intraprendenza in campo. Però giocherò contro un avversario altrettanto intraprendente. Per me trovare un buon equilibrio tra intraprendenza e solidità penso possa essere la chiave, sia per essere soddisfatto della mia prestazione sia magari per ottenere un buon risultato. Io penso una partita alla volta. Quella di domani è complicata, come tutte nel tabellone. Però trovare questo equilibrio è il mio obiettivo principale”.

Domanda: Il tuo stile di gioco è molto personale e creativo. È sempre stato così?

Mattia Bellucci: “Fino ai 19-20 anni ero sempre particolarmente estroverso in campo, molto creativo. Poi ho intrapreso anche un po’ una strada più legata alla solidità. Per me oggi trovare questo equilibrio, questo punto d’incontro tra l’essere creativo ma allo stesso tempo efficace, è fondamentale. Cercare magari di portare la partita anche per le lunghe, giocare tanti scambi e poi trovare situazioni più creative in campo è quello che sto cercando di fare. Ho attraversato momenti in cui cercavo tanta solidità e quando entravo nella zona più creativa mi sentivo quasi a disagio rispetto ai miei standard. Ora sto cercando di trovare equilibrio tra le due cose e credo di starlo facendo bene. In questo momento forse mi sono spostato un po’ di più verso l’aggressività, per poi ribilanciare tutto verso un equilibrio più consapevole”.

Domanda: Roma ti ha dato una consapevolezza diversa sulla terra?

Mattia Bellucci: “Sì, assolutamente. Mi ha dato la consapevolezza di poter mettere in campo questo mio gioco intraprendente anche su questa superficie. Aver battuto giocatori come Burruchaga e Etcheverry che sono ottimi giocatori sulla terra, mi ha dato una conferma. Allo stesso tempo ci sono state anche le difficoltà, penso alla partita con Landaluce e ad altri momenti in cui ho capito che quando anche gli avversari sono aggressivi devo trovare quella linea che mi permetta di non perdere la mia estrosità senza però diventare passivo. Roma mi ha tolto un po’ il tabù della terra e mi ha fatto esprimere in maniera positiva”.

Domanda: Lo scorso anno agli US Open dicevi di non sentirti ancora appartenente a questo livello di classifica. Oggi è cambiato qualcosa?

Mattia Bellucci: “Assolutamente sì. Mi sento molto più parte di questo livello. E quando ti senti parte di un livello hai anche la possibilità di guardare avanti. Non stai lì a pensare a chi potrebbe superarti o a sentirti fuori posto. Cerchi invece di andare a prendere quelli che hai davanti. Mi sento più tranquillo. So che per rimanere qui devo lavorare sodo, però la mia idea è lavorare per stare ancora più in alto. E sapere che posso restare a questo livello mi dà anche una sorta di paracadute mentale. Sono consapevole del percorso fatto e so che stiamo lavorando nel modo giusto, pur con gli aggiustamenti necessari”.

Domanda: Hai un riferimento tra i giocatori attuali nel cercare questo equilibrio tra creatività e solidità?

Mattia Bellucci: “Ci sono diversi riferimenti. Possono essere giocatori come Bublik o Musetti. A volte penso anche a qualcuno come Atmane, perché è mancino e ha un modo di giocare molto sbarazzino. Però penso anche di essere diverso da tanti dei giocatori che ho citato. Ognuno ha le proprie caratteristiche. Io penso di avere dalla mia il fatto di muovermi molto bene, quindi credo di poter fare bene anche nella parte difensiva. Abbiamo lavorato molto sulla componente fisica e lì mi sento più forte rispetto a prima. Sulla parte creativa invece sento di poter fare ancora grossi passi avanti”.



Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani


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5 commenti

Di Passaggio 23-05-2026 17:13

Scritto da walden
Bellucci, un altro che, se parlasse meno, farebbe solo che bene…

Mmmmm… capisco cosa intendi, però dai, non ha fatto sparate, ha espresso le sue sensazioni spontaneamente.

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+1: Marco Tullio Cicerone
Betafasan 23-05-2026 16:44

Speriamo

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Lorenzo (Guest) 23-05-2026 16:33

Scritto da walden
Bellucci, un altro che, se parlasse meno, farebbe solo che bene…

Cosa ha detto di cosí sbagliato.
Ah ho capito.
Sarà il fatto di NON aver nominato il giocatore tirolese.

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Harlan (Guest) 23-05-2026 16:26

Si è tagliato la coda?
Non mi sembra lui

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walden 23-05-2026 15:47

Bellucci, un altro che, se parlasse meno, farebbe solo che bene…

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