Alcaraz e il peso degli Slam saltati: a 23 anni il fisico è già un tema
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L’assenza di Carlos Alcaraz a Wimbledon riapre un tema che, fino a poco tempo fa, sembrava quasi secondario davanti alla grandezza del suo tennis: la gestione fisica e la continuità nei tornei dello Slam. Il murciano, fermo per il problema al polso destro, ha già rinunciato al Roland Garros e ora salterà anche tutta la stagione sull’erba, compresi Queen’s e Wimbledon.
Il dato fa riflettere: a soli 23 anni, Alcaraz avrà già saltato almeno tre prove del Grande Slam. Il primo forfait era arrivato agli Australian Open 2023, quando si fermò per un infortunio alla gamba destra. Ora si aggiungono Roland Garros e Wimbledon 2026, entrambi persi per il problema al polso.
Non si tratta di mettere in discussione il valore assoluto dello spagnolo, che resta uno dei talenti più straordinari della sua generazione. Ma il confronto con i grandi riferimenti recenti del tennis è inevitabile. Nel Big 3, la capacità di presentarsi quasi sempre al massimo negli appuntamenti più importanti è stata una delle chiavi della longevità di Federer, Nadal e Djokovic.
Il paragone va naturalmente maneggiato con prudenza. Rafael Nadal ha pagato più di tutti il prezzo degli infortuni, ma molti dei suoi forfait più pesanti sono arrivati nella fase finale della carriera, quando il fisico era già logorato da anni di battaglie. Nel 2023, ad esempio, lo spagnolo fu costretto a saltare Roland Garros per il problema all’anca che lo teneva fuori da mesi.
Per Alcaraz, invece, il tema emerge molto prima. A 23 anni, il murciano è già costretto a fare i conti con assenze importanti in tornei che definiscono una carriera. E proprio per questo la priorità, da ora in avanti, dovrebbe essere ancora più chiara: scegliere il calendario con estrema attenzione per arrivare al 100% nei quattro Slam.
Un ATP 500 o anche un Masters 1000 possono diventare sacrificabili se il prezzo da pagare è presentarsi non integro a Melbourne, Parigi, Londra o New York. Alcaraz ha un tennis esplosivo, fisico, dispendioso, fatto di accelerazioni violente, cambi di direzione, recuperi estremi e colpi giocati spesso al limite. È anche per questo che la programmazione dovrà essere sempre più chirurgica.
Il contrasto con Jannik Sinner è diventato uno degli argomenti più discussi. L’azzurro, oggi numero uno del mondo, non ha ancora vissuto un’assenza da un torneo dello Slam e sta costruendo la propria superiorità anche sulla continuità. Non solo picchi altissimi, ma presenza costante, rendimento stabile e capacità di arrivare pronto nei momenti che contano.
Alcaraz resta un campione generazionale, uno dei pochi giocatori capaci di produrre un tennis che cambia il ritmo emotivo di una partita. Ma il talento, da solo, non basta se il corpo non consente di esserci. E gli Slam non aspettano: ogni assenza pesa, in classifica, nella corsa ai record e nella costruzione della propria eredità storica.
Il forfait a Wimbledon non deve essere letto come un allarme definitivo, ma come un segnale forte. La stagione 2026 dello spagnolo rischia di cambiare volto proprio nei mesi più importanti. Ora la sfida non è soltanto recuperare dal problema al polso, ma impostare una nuova fase della carriera con una parola d’ordine: proteggere il fisico per proteggere il futuro.
Marco Rossi
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I link che non si aprono non serve postarli, anzi sarebbe preferibile non postarli proprio che portano sfiga a chi li posta 😛
A prescindere dal fatto che ciò che esiste o non esiste per te a me personalmente non interessa minimamente, non debbo/dobbiamo chiedere certo il permesso a te su ciò che posso/possiamo o non posso/possiamo scrivere in questo forum; chiaro ?
Se poi ti dà fastidio ciò che vedi, il rimedio è semplice: bendati gli occhi !
Piuttosto, spero che tu non faccia parte di coloro i quali credono che Jannik Sinner abbia raggiunto certi traguardi grazie alla FORTUNA oppure che tu non abbia deciso di venire nel forum di Livetennis per metterti subito in evidenza, redarguendo gli altri che vi partecipano già da anni.
Ho l’impressione che alcaraz nn riesca ad abbassare i giri e vincere comunque le partite. Di qui il suo sfogo sul bersaglio dietro la schiena. Sinner riesce a essere più conservativo, in oltre sapendo di avere problemi di tenuta tende ad accorciare le partite.
@ Ale77 (#4620636)
Credo che lui stia pian piano cambiando il suo gioco arricchendo con varietà di soluzioni per minor dispendio di energie e minor sollecitazioni e quindi prolungare la sua carriera il più possibile
Che Alcaraz non potesse durare a lungo come n 1 dominante era prevedibile per una certa discontinuità fisica sempre mostrata. Ma soprattutto senza la fermata forzata di Sinner il dominio di questi sarebbe proseguito tranquillamente anche solo di duemila punti e anche con un Alcaraz più vincente per una questione di punti da sunshine double in più, da Montecarlo già vincibile o Madrid da finalista sommati a tornei di avvicinamento allo slam Americano, ad US open affrontati meglio e da indoors e finals di fine anno.
Mi piacerebbe avere la macchina del tempo e poter prendere questo articolo (e relativi commenti) e andare indietro di 2/3 anni e farlo leggere a quegli espertoni (non solo uno, che comunque era il capofila) che sostenevano che Jannik era “gracilino”. Al tempo scrissi che questo era tennis, non boxe, che una massa muscolare importante non significava robustezza, anzi, è il rischio che sia zavorra e un filiforme, al contrario di quanto i luminari sostenevano, era avvantaggiato. Ad oggi i fatti confermano questo… mi preoccupa solo una cosa: la potenza e i colpi che riesce a dare il nostro rosso non vorrei nel lungo periodo possano nuocere alle articolazioni, i rotatori e le cuffie sono le cose che mi spaventano. Mi conforta che per quello che so, sono problematiche che si possono presentare in tempi piuttosto lunghi
Stessa impressione mia e, credo, anche di altri i quali si astengono dal dirlo per non essere bollati come “gufi” (c’è gente che crede a queste fesserie). Carlos ha una complessione muscolare potente che stressa molto i tendini. Per quest’anno non credo potrà fare molto ed il futuro è tutto da decifrare.
È fermo da metà aprile, altro che 60 giorni fino a Cincinnati
https://www.grupposandonato.it/news/2022/giugno/tendinite-cause-sintomi-cure
La tendinite secondo te non ha nulla a che vedere con i traumi? Informati prima di dire ..
Sarebbe il caso di parlare di tennis e non di sfiga la quale notoriamente non esiste, invece vedo spesso commenti inneggianti a sfiga, karma, gufate e minchiate simili.
Non è importante quanti SLAM salti Carlos ma per cosa.
Arrivare a saltare uno Slam – a parte eccezioni o casualità – è un errore di gestione e quindi il peso di uno Slam saltato dovrebbe rimodulare strategia e contribuire a formare un adulto.
Carlos ha giocato Barcellona con un infortunio latente in recidiva e si è fatto male.
Per cosa?
Per il #1.
E purtroppo pare certo fosse una ricaduta.
Cosa significa?
Che team e Carlos non hanno imparato nulla dai salti.
No, anzi, ma è la performance che tende a calare negli anni in questo il best ranking è spietato e non è difficile capirlo, è sufficiente andare a vedere l’età dei giocatori e il loro prime..
Mi pare non ci sia una regola, Fognini ottiene la sua vittoria più importante e il BR a 32 anni, Panatta a quell’età ha praticamente chiuso la carriera. Nel complesso, non mi sembra che, negli anni, la carriera dei tennisti si sia in media accorciata
Al contrario la longevità è una eccezione, basti vedere il best ranking dei giocatori in attività oltre i 30 anni e volendo anche di quelli che stanno sui 28-30. Il che è del tutto naturale anche perché c’è una usura, oltre che fisica, anche psicologica in quanto è molto difficile rimanere per anni e anni ai massimi livelli. E nel passato questo percorso era ancora più marcato. Se pensi che Rosewall, Laver per non parlare della trimurti siano il benchmark sei fuori strada…
Ad una lettura superficiale…se hai problemi di vesciche, pollini, una certa predisposizione a forme influenzali, tonsilliti, crampi mi sa che è meglio di infortuni muscolari o tendinei e Alcaraz sta già in doppia cifra e visto che si parla solo di slam, Alcaraz ha saltato anche sette mille e una finals…
Ecco perchè ho parlato di sfiga “anche” come concausa dell’evento, la cui misura potrebbe pure valere l’un percento come nesso eziologico ai fini dell’evento; ciò tanto per dire che la rilevanza della sfiga potrebbe essere quasi trascurabile.
@ JannikUberAlles (#4620440)
La situazione di Draper è però abbastanza singolare per come tu stesso motivi.
L’infortunio di Zveverv di qualche anno fa proprio al R.G., ad esempio, non è stato un infortunio abbastanza grave che poi è stato affrontato e superato abbastanza bene ? Lui continua a giocare, nonostante abbia un altro permanente problema di salute e comunque non è quest’ultimo o gli infortuni che gli hanno negato di vincere ciò che non è ancora riuscito a vincere.
L’assenza di Draper non ha creato lo “scalpore” fatto da Alcaraz, eppure si tratta di un giocatore con tutte le qualità per stare in top-5 e forse per puntare al #3.
Jack ha sofferto un infortunio (credo sia una specie di malattia) alle ossa del braccio sx (lui è mancino) che lo ha bloccato per quasi 6 mesi, ovvero tantissimo tempo per un professionista, passando dal #4 al #74 nei primi mesi di questa stagione 🙁
@ JannikUberAlles (#4620426)
Aggiungo Draper, un grande giocatore con gravi problemi di salute, già a 23 anni 🙁
Meno male allora che mi conosci e che sai quanto ci tengo io a Jannik … 😆
Già che ci siamo era già infortunato alle finals. Ma è da sempre che Carlos nel corso dell’anno patisce sconfitte inopinate e ha sempre fatto bene solo una parte della stagione. Questo tuo supporre è, immagino, un modo per ridurre le vittorie altrui? Anche a Melbourne ha più volte rischiato di essere eliminato in semifinale: anche lì Zverev aveva non solo fatto partita ma anche preso un vantaggio perchè già il polso non era del tutto a posto. Secondo me, te, lui, noi, voi, loro. Lui ha dichiarato che il polso lo ha sentito cedere a Barcellona e detto che, all’inizio, pensava fosse una cosa di cui anni prima aveva già sofferto. Non ha detto da Indian Wells. Non sarà solo Sinner, ma per adesso c’è solo lui al vertice. E gli assenti hanno sempre torto. E’ riferito al commento di nonsolosinner, ovviamente.
Il caso di Fils è emblematico: schiena KO a meno di vent’anni…
…oltretutto pare che dipenda da un problema scheletrico e non da uno sforzo episodico o da un’infiammazione!
Il ragazzo francese è molto dotato, fisicamente e tecnicamente, ma anche troppo esuberante nel suo gioco e propenso a forzare i colpi, sforzando il corpo 🙁
Coraggio, di Nadal si diceva fosse finito a 24 anni poi ha chiuso la carriera a 38 anni con 22 slams vinti
io ricordo persino l’ultima finale di Rosewall a Wimbledon, aveva 40 anni e poi perse di brutto con Connors.. la longevità è sempre stata la norma nel tennis, poi ci sono quelli che hanno avuto una carriera corta per scelte personali o per infortuni, ma è sempre stato così
Antoniov, se non ti conoscessi come esperto di anti-malocchio, e fossi Sinner, sai dove metterei le mani?
Qualche mese fa ho risposto a Pier:
Vero Alcaraz quando deve fare il punto genera velocità e rotazione, sicuramente deve stringere il manico, ma credo solo in quel caso. Sinner invece quando deve chiudere il punto da meno rotazione, quasi piatto sono scelte. Alcaraz con quel colpo può permettersi di fare il punto sbagliando meno (parabola più alta ma vincente) Sinner rischia di sbagliare di più (parabola vicina alla rete ma vincente)…di contro, Alcaraz rischia infiammazione al polso Sinner no
Detto questo aspettiamo una comunicazione ufficiale, sicuramente è un infortunio serio, dovrà evitare con il dritto di arrotare meno la palla con la frustata finale del polso, e qui arriva il problema vero come: Dovrà cambiare solo la parte finale del movimento braccio che deve finire alto ma in avanti rispetto al corpo, da evitare che finisca dietro, chiaramente si perde molto topspin ma il polso lavorerebbe molto meno, di contro la palla con poca rotazione avrà una parabola più bassa con più rischio errori. Per automatizzare il tutto ci vorranno mesi di allenamento, accettando di perdere posizioni in classifica….Alcaraz dovrà scegliere, prendere il rischio non modificando niente e rimanere in classifica, oppure non rischiare e accettare di perdere posizioni in classifica per poi risalire più avanti.
Giusto puntare a vincere tutti i tornei, soprattutto quando sei #1, ma chi ha “buon senso” (cito Sinner, quasi a caso) spiega che ogni incontro è diverso ed ogni torneo è diverso, quindi bisogna avere un programma di massima da aggiornare e modificare giorno dopo giorno…
…in una delle recenti interviste il buon Vagnozzi (diventato più loquace e brillante di un paio di anni fa) ha voluto ricordare il loro “memento” di gioco/lavoro: pensare ad un 15 dopo un 15!
Che poi viene dall’insegnamento del dott. Ceccarelli (mental trainer famoso in F1) che immagina una partita come una scalata in montagna, dove è inutile (o perfino dannoso) guardare subito la cima mentre è più pratico e sicuro concentrarsi “passo dopo passo”.
Così non c’è da stupirsi quando Sinner vince (o brekka) un gioco da 0-40 (o 40-0).
Tornando a Carlos: sicuramente il suo fisico esplosivo produce un tennis pirotecnico, ma deve imparare a gestirsi se vuole durare…
Poi si spera che sia soltanto una tenosinovite e non qualche malattia degenerativa, che richiederà – comunque – specifiche e continue attenzioni negli anni a venire!
I dati sono contraddittori, io mi ricordo che quando Connors arrivò in finale l’ultima volta a Wimbledon lo si esaltava come miracolo di longevità. Il vecchio leone! Dieci anni dopo la sua prima finale! Eppure non aveva ancora compiuto 32 anni. Oggi, anche volendo trascurare i casi Federer, Nadal e Djokovic, si dura molto di più. Lendl ha disputato la sua ultima finale slam prima dei 31 anni. McEnroe a 26. E via esemplificando..
La verità è che nel tennis appaiono troppe cose che poi non si realizzano ovvero si realizzano eventi che in precedenza apparivano irrealizzabili.
Se si parla di chi ormai la cottura l’ha quasi raggiunta a cagione dell’età è un conto, ma se ci focalizziamo su ragazzi che hanno età comprese tra i 20 e i 28 anni, a meno che non si tratti di infortuni veramente seri e/o irreversibili, i recuperi sono relativamente rapidi e io spero che Alcaraz possa recuperare e tornare forte come e più di prima, naturalmente facendo più attenzione di prima alla salvaguardia del proprio corpo.
D’altra parte, negli infortuni la sfiga come causa o concausa degli stessi c’è sempre (in misura ovviamente variabile) e gli infortuni possono accadere non solo a fine carriera, ma anche nel mezzo della carriera e pure all’inizio della carriera !
Mi permetto di, cordialmente, dissentire dall’ottimo Marco Rossi, sono andato a controllare per sicurezza, ma dalla sua prima partecipazione ad uno slam, W 2003, Rafa Nadal ne saltò un bel numero, anche nei primi anni della carriera, vale a dire RG 2004, W 2004, AO 2006, W 2009, USO 2012, AO 2013, USO 2014. Per fare un paragone, Federer, dal primo disputato RG 1999, fino al RG 2016, non ne saltò nessuno, e Djokovic fece più o meno altrettanto, dal primo, AO 2005, non ne saltò nessuno fino agli USO 2017, e direi che, a parte quelli dove non gli fu concesso di giocare, non ne abbia più saltati fino ad oggi.
Le differenze fra Alcaraz e Nadal credo siano evidenti a tutti, ma su questo aspetto c’è una curiosa somiglianza fra i due spagnoli, cosa che probabilmente tranquillizzerà i suoi fans….
a pensare che prima di questo infortunio…..il fisico preoccupante era quello di sinner….io aspetterei a mettere in dubbio il futuro di carlos !
Titolo di questo articolo un po’ tendioso, no????
Se uno ci pensa sopra e facile capire il perche´
@ NICK (#4620355)
Sinner non era affatto in calo stava cambiando il suo gioco per adattarsi meglio sulla terra e per diventare più completo, dimenticate troppo spesso che è ancora un tennista in evoluzione
E pensare che dopo gli AO si diceva puntare al Grand Slam e visto come giocava non sembrava impossibile. Peraltro Sinner sembrava in calo. Poi tutto é mutato
In che forma arriverà a Cincinnati? Dopo uno stop di 60 giorni quanto riuscirà a recuperare?
A me sembra che Carlos oggi sia già consumato da 17 anni di tennis…
secondo me era già infortunato in nord america, la tendinite è un processo infiammatorio, non certo un infortunio traumatico.. poi certo l’hanno gestita male e Carlos poteva evitare di andare a Barcellona, ma poco sarebbe cambiato, comunque si sarebbe dovuto fermare per almeno 3-4 mesi
Oltretutto per un infortunio proprio da ciula!
Io ancora stento a crederci…