La lesione al polso di Alcaraz preoccupa: il parere dello specialista sulla prudenza e il rischio di affrettare il rientro
9 commenti
La lesione al polso di Carlos Alcaraz continua a generare preoccupazione e dibattito in Spagna. Il murciano è fermo per un problema molto delicato, soprattutto per un tennista, e il suo percorso di recupero viene seguito con grande attenzione in vista dei prossimi mesi.
A fare chiarezza è intervenuto il dottor Fernando Polo, specialista in chirurgia di mano, polso e gomito presso Quirónsalud, intervenuto a El Partidazo de COPE. Il medico ha difeso la prudenza nella gestione del caso e ha spiegato perché un trattamento conservativo possa richiedere tempi lunghi, senza che questo debba sorprendere.
“È una zona molto sensibile per un tennista e non è affatto sorprendente che possa restare immobilizzato per tutto il tempo in cui è stato finora”, ha spiegato il dottor Polo. Il polso, infatti, è una delle articolazioni più sollecitate nel tennis moderno: servizio, diritto, rovescio, risposta e cambi di presa mettono continuamente sotto stress tendini, legamenti e strutture articolari.
Uno dei temi più discussi riguarda l’eventuale intervento chirurgico. Secondo lo specialista, però, l’operazione non rappresenta automaticamente una scorciatoia per accelerare i tempi di recupero.
“Le operazioni in questo tipo di lesioni al polso si prendono in considerazione solo quando non funziona il trattamento conservativo”, ha chiarito il medico. In altre parole, prima di arrivare alla sala operatoria, la strada della prudenza e dell’immobilizzazione può essere non solo normale, ma anche la più indicata.
Il messaggio più forte riguarda però i rischi di un rientro affrettato. Alcaraz, per carattere e ambizione, vorrebbe certamente tornare il prima possibile, ma secondo Polo la priorità deve essere il futuro della carriera.
“È un peccato saltare dei tornei, ma ci sono in gioco molti tornei futuri”, ha avvertito lo specialista. Una frase che riassume bene il dilemma: perdere appuntamenti importanti oggi per evitare conseguenze peggiori domani.
Il dottor Polo ha ricordato anche precedenti complessi, come quello di Juan Martín del Potro, la cui carriera è stata pesantemente condizionata dai problemi al polso. Un riferimento che serve a spiegare quanto queste lesioni possano essere insidiose per chi basa gran parte del proprio gioco sulla potenza, sull’accelerazione e sulla capacità di colpire con continuità ad altissima intensità.
La gestione del caso Alcaraz, dunque, richiede equilibrio. Da una parte c’è l’urgenza agonistica, con tornei prestigiosi e punti pesanti in classifica; dall’altra c’è la necessità di non compromettere una carriera che ha ancora davanti moltissimi anni ad altissimo livello.
Per il momento, la linea indicata dagli specialisti sembra chiara: nessuna fretta, massima cautela e rientro solo quando il polso darà garanzie complete. Per Alcaraz, oggi, la partita più importante non è contro un avversario del circuito, ma contro il tempo e contro il rischio di ricadute.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Fernando Polo

Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
Auger-Aliassime
Shelton
Medvedev
de Minaur
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Svitolina
Muchova
Se rientrasse a Melbourne 2027 con 3.650 punti sarebbe sicuro di essere tra le prime 10 teste di serie, non avrebbe bisogno del PR nemmeno per le entry list
Sarebbe numero 2, ma in ogni caso non potrebbe essere testa di serie.
Quando si è ritirato a Barcellona non era secondo?
Scusate…con il ripetersi dello stress che lo ha originariamente creato. Insomma…ci vorranno i tempi di recupero necessari ed Alcaraz e’ giovane e avrà solo bisogno di pazienza. Ma poi? se sarà costretto a modificare il suo dritto non sarà facile ritrovare l’efficienza del colpo.
Riporto solo il parere condiviso da alcuni esperti: la tipologia di movimento del polso porta Alcaraz a stressare, alla lunga, l’arto con il rischio che ne consegue. La guarigione totale e’ scontata con i tempi che occorrono ma ciò non impedisce il ripresentarsi del problema con
dopo wimbledon c’è la stagione sul cemento e onestamente non credo che lo rivedremo li’.
a mio parere la cosa migliore è rientrare nel 2027.
Dopo i 6 mesi si attiverebbe anche il PR e… nel suo caso sarebbe il numero 1?
Stanno tutti rotti, dai. È scappato tutto di mano, solo velocità e potenza, ed ecco i risultati. Non c’è più gusto, solo grigiume senza senso.
L’,eventuale perdita di Alvaraz sarà un danno gigantesco per l’interesse nel circuito.
Insieme a Jannik sono le icone del movimento odierno.
È assurdo vedere un 40enne che gioca solo gli Slam numero 4 al mondo con 4.000 punti…..
Il numero 3 piallato a ripetizione dal n.1 come se fosse un giocatore di challanger.
10.000 punti di distacco tra il primo e il terzo…..
Ovvio che tutti vogliono Carlos in campo ,le sfide tra i 2 campioni sono eventi straordinari. Giusto però usare la massima prudenza perché la ricaduta sarebbe esiziale. Io sono certo che dopo Wimbledon rivedremo il solito Alcaraz. In bocca al lupo!