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Rune punta in alto: “Vorrei essere ricordato come il primo danese a vincere tutti gli Slam”

02/05/2026 23:20 4 commenti
Holger Rune nella foto - Foto Getty Images
Holger Rune nella foto - Foto Getty Images

Holger Rune vede finalmente più vicino il ritorno in campo. Dopo la rottura del tendine d’Achille subita lo scorso ottobre, il danese ha indicato il torneo ATP di Amburgo come possibile tappa del rientro, una settimana prima del Roland Garros. Resta da capire in quali condizioni fisiche e tennistiche potrà ripresentarsi nel circuito, ma l’ambizione è rimasta intatta.
In una lunga intervista concessa a The Free Press Journal, Rune ha parlato della durezza dell’infortunio, dei suoi obiettivi futuri, del rapporto con il tennis danese e dell’ispirazione ricevuta dal Big 3: Rafael Nadal, Roger Federer e Novak Djokovic.

Il danese non ha nascosto quanto i tre grandi campioni abbiano inciso sulla sua crescita e continuino ancora oggi a rappresentare un modello.
“All’inizio tifavo Nadal, poi Federer e dopo Djokovic. Questi tre giocatori continuano a essere una grande fonte di ispirazione per me. Spesso guardo le loro partite e resto ancora impressionato. Sono così diversi tra loro. Si può imparare moltissimo da ognuno di loro”, ha raccontato Rune.
Il suo obiettivo, però, non è soltanto personale. Rune vuole lasciare un segno anche nello sport del suo Paese, riportando il tennis maschile danese al centro dell’attenzione.
“In Danimarca speravo di rivitalizzare il tennis maschile, che stava scomparendo rispetto al calcio e alla pallamano. Credo di esserci già riuscito aumentando l’interesse per questo sport. Ora giocano più bambini, ed è fantastico. Abbiamo i migliori tifosi in Danimarca, quindi sono felice che ora guardino anche il tennis”.

Rune ha spiegato di voler offrire qualcosa che vada oltre il semplice risultato. Per lui, il tennis deve restare emozione, personalità e connessione con il pubblico.
“In futuro spero di regalare alle persone una grande esperienza quando gioco. Non è facile da spiegare, ma lo scenario ideale sarebbe che tutti gli spettatori provassero le stesse emozioni che provo io, come se stessimo vivendo questa avventura insieme”.
Poi una riflessione più ampia sul tennis moderno, sempre più dominato da dati, tattiche e analisi.
“È come portare gioia umana reale in un mondo che sta diventando sempre più robotico. Gran parte del tennis ormai si basa su tattiche e sviluppo guidati dai dati. L’unica cosa originale è la personalità, ciò che portiamo in campo e la quantità di emozione che condividiamo con chi ci guarda”.

Ed è qui che Rune ha fissato il suo grande sogno.
“Oltre a essere ricordato come il primo danese a vincere tutti i tornei del Grande Slam, questo è nella mia lista dei desideri. Non credo che uniamo le persone mettendo telecamere nei bagni, ma dando di più di noi stessi come giocatori quando siamo in campo”.
Il danese ha anche voluto chiarire un aspetto della sua immagine pubblica. Spesso etichettato come “bad boy” del circuito, Rune sostiene che quella definizione non racconti davvero chi sia fuori dal campo.
“Spesso mi sorprende che la gente si sorprenda di quanto io sia rilassato. È come se pensassero che fossi sempre al massimo dell’intensità. Normalmente do tutto quando gioco una partita o mi alleno. Fuori dal campo, però, sono molto tranquillo e ragionevole. Sono danese. Non andiamo in giro a fare scenate. Teniamo i piedi per terra”.
La parte più dura dell’intervista riguarda l’infortunio. Rune ha ricordato il momento della rottura del tendine d’Achille e i mesi successivi, vissuti con grande sofferenza.
“Non puoi immaginare cosa si provi a non poter più camminare all’improvviso. A dicembre non potevo camminare. Non potevo appoggiare la gamba. La parte fisica è una cosa, ma vedere tutta la tua vita svanire all’improvviso è un’altra, e io amo la mia vita. Non è qualcosa che augureresti nemmeno al tuo peggior nemico”.

Un’esperienza durissima, ma anche un passaggio che gli ha fatto capire ancora di più quanto il tennis sia centrale nella sua vita.
“Gli infortuni a questo livello sono terribili. Non c’è molto da dire. Sono sicuro di aver imparato molto e di aver sentito quanto mi mancasse il tennis”.
Infine, Rune ha chiuso con una dichiarazione semplice, ma molto significativa.
“È molto semplice: amo il tennis. Amo colpire la palla. Amo competere. Amo tutto ciò che ruota intorno al tennis”.

Il ritorno ad Amburgo sarà quindi molto più di una semplice ripartenza sportiva. Per Rune rappresenterà il primo passo di una nuova fase, dopo mesi complicati e dolorosi. L’obiettivo resta enorme: tornare ai vertici, vincere gli Slam e diventare il primo danese capace di completare una missione mai riuscita prima.



Francesco Paolo Villarico


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4 commenti

Tony_65 (Guest) 03-05-2026 01:36

Ma ciò che diceva Fils prima del match con Sinner (e anche dopo) non ha insegnato nulla?… Umiltà, questa sconosciuta…

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zedarioz 03-05-2026 01:20

Modesto il giusto :mrgreen:

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Kenobi 03-05-2026 00:49

Sembra sia stato assente poco ma in realtà è un’eternità tennistica .
Durante la sua assenza si sono affacciate e concretizzate alcune figure oltre a quelle già presenti.

Oltre a Jannik e Carlos (spero torni presto ), i nuovi ostacoli che troverà nei tornei sono tutti questi giovani da Jodar a Tien, da Fonseca a Blockx e a Menšík, etc… ed altri arriveranno.
Ecco, se una volta c’era Rune al loro posto e prima Shapovalov e prima ancora Hyeon, si fa presto a diventare adulti e rimanere fantasia.

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Giampi 02-05-2026 23:43

A me dispiace per Lo Monaco che sperava che l’infortunio potesse fare maturare Rune. A me pare peggiorato…

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+1: Detuqueridapresencia, Taxi Driver