Miami Open 2026, Bellucci si ferma all’esordio: Michelsen domina in due set
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Si chiude subito il cammino di Mattia Bellucci nel tabellone principale del Masters 1000 di Miami. Dopo aver superato le qualificazioni, il tennista lombardo non è riuscito a proseguire la sua corsa in Florida, venendo sconfitto nettamente dallo statunitense Alex Michelsen con il punteggio di 6-2 6-1 in appena un’ora e cinque minuti di gioco.
Per Bellucci è un ko pesante, soprattutto per come si è sviluppata la partita. L’azzurro, infatti, non è mai riuscito davvero a trovare continuità al servizio e ha pagato caro sia le occasioni mancate in risposta sia le difficoltà nei propri turni di battuta.
Servizio fragile e tante occasioni sprecate
I numeri del match spiegano bene la prestazione complicata del tennista italiano. Bellucci ha commesso quattro doppi falli e ha ottenuto soltanto il 59% dei punti con la prima di servizio e un modesto 21% con la seconda, dati che hanno reso molto difficile restare agganciato alla partita.
Dall’altra parte, Michelsen non ha brillato particolarmente con la seconda palla, vincendo appena il 18% dei punti in quella situazione, ma è stato estremamente efficace nei momenti decisivi. Lo statunitense, infatti, ha saputo annullare tutte e sei le palle break concesse, togliendo a Bellucci qualsiasi possibilità di cambiare l’inerzia del match.
Anche nel computo generale dei colpi, Michelsen è apparso più incisivo: 22 vincenti contro i 10 dell’azzurro. Bellucci ha inoltre chiuso con più errori non forzati, 15 contro 12, a conferma di una partita in cui non è mai riuscito a trovare il giusto equilibrio.
Primo set deciso dalle chance mancate
Eppure l’inizio avrebbe anche potuto raccontare una storia diversa. Bellucci si era infatti procurato subito quattro palle break in apertura di match, salendo fino allo 0-40 sul servizio di Michelsen. Un momento potenzialmente decisivo, che però l’azzurro non è riuscito a concretizzare.
Lo statunitense ha avuto il merito di uscire da una situazione molto delicata, tenendo un game che ha probabilmente cambiato subito il volto dell’incontro. Scampato il pericolo, Michelsen ha preso fiducia e nel quarto game ha trovato il primo break della partita. Da quel momento ha gestito con autorità, senza concedere altre vere occasioni, e ha piazzato un secondo break nell’ottavo gioco, chiudendo il parziale sul 6-2.
Nel secondo set Bellucci parte ancora bene, poi crolla
Anche nella seconda frazione Bellucci ha avuto la possibilità di rientrare nel match. L’azzurro si è infatti procurato altre due palle break nel terzo game, ma ancora una volta non è riuscito a sfruttarle. È stato il passaggio che ha definitivamente spento le sue speranze.
Nel gioco successivo, infatti, è arrivato il break in favore di Michelsen, che da lì in avanti ha preso il totale controllo dell’incontro. Lo statunitense ha poi strappato a zero il servizio a Bellucci nel sesto game, allungando senza più lasciare spazio alla reazione dell’italiano. Il set si è così chiuso rapidamente sul 6-1, sancendo l’eliminazione dell’azzurro.
Un’occasione mancata, ma resta il percorso nelle qualificazioni
Per Bellucci il bilancio resta amaro, perché la sensazione è che il match sarebbe potuto girare diversamente se fosse riuscito a sfruttare almeno una delle tante occasioni avute in risposta nei primi giochi di entrambi i set. Invece Michelsen è stato più lucido, più concreto e decisamente più solido nei punti chiave.
Rimane comunque il percorso positivo compiuto nelle qualificazioni, che gli aveva permesso di guadagnarsi un posto nel main draw di uno dei tornei più importanti della stagione. A Miami, però, contro un avversario in serata e con un servizio troppo fragile, tutto questo non è bastato.
Per Michelsen, invece, arriva una qualificazione meritata al turno successivo, ottenuta con una prestazione autoritaria e con la capacità di colpire nei momenti che contavano davvero.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Masters 1000 Miami, Masters 1000 Miami 2026, Mattia Bellucci

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3 commenti
@ Fabilandia (#4577210)
La battuta, il dritto, gli spostamenti laterali, la posizione in campo quando prende vantaggio nello scambio, non ne trae conclusione ed anzi rimette l’avversario in gioco non avanzando per chiudergli gli angoli…
Ce n’è di cose da mettere a posto.
La battuta in particolare -mai stata veramente letale- almeno agli albori della sua carriera da pro era imprevedibile, ricordava quella di Mecchinro’, cominciando il movimento quasi spalle alla rete.
Poi più basta: è rientrato tra le tante battute anonime che, se non si colgono angoli strettissimi o linee, fanno un po’ il solletico a chi risponde.
E non sempre si può vincere il punto osando una prima praticamente sempre al limite.
Era anche l’ottava partita in 10 giorni. Se si fosse ritirato da Napoli avrebbe compiuto una scelta saggia.
Mattia una sconfitta che fa male per le occasioni sprecate, ma la differenza l’ha fatta soprattutto il servizio sul quale forse c’è ancora da lavorare…. Non vedo più Bellucci nel challenger di Napoli, sembra essere entrato nel main draw di Bucarest.