Berrettini lotta e vince all’esordio al 250 Buenos Aires, sconfitto Coria in due set
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Un bel po’ di fatica, ma… bentornato Matteo Berrettini! L’azzurro rientra sul tour ATP dopo il bellissimo successo da protagonista in Davis Cup a Bologna dello scorso novembre con una prestazione altalenante ma preziosa vittoria all’ATP 250 di Buenos Aires contro Federico Coria (a sua volta tornato dopo un lungo stop), 7-5 7-5 lo score a favore del romano al termine di una partita lottata e che si è complicata nel secondo set, quando pareva ormai sotto controllo. Scontato che dopo due mesi e mezzo di stop il tennis e le gambe di Matteo non fossero in ritmo, tanto che il finalista di Wimbledon 2021 ha avuto bisogno di qualche game per sciogliersi, ritrovare la corretta distanza dalla palla, precisione in spinta e intensità generale. Alti e bassi, soprattutto in risposta nel primo set con troppi errori e palle break non sfruttate, anche per la notevole vis pugnandi di Coria di fronte al suo pubblico, pronto a sostenerlo con vigore tutto latino. Ma la battuta ha presto iniziato ad ingranare e spingere il tennis di Berrettini, progressivamente è migliorata la qualità del diritto, più pesante e offensivo, e anche la posizione in campo, più vicina alla riga di fondo e pronto ad avanzare per prendersi il punto di forza.
Si temeva che, dopo le diverse chance non sfruttate, il primo set per Matteo potesse diventare complicato al foto finish, magari un tiebreak carico di tensione; invece sul 6-5 è Coria ad avvertire il peso del momento, e anche un po’ di fatica per le tante rincorse difensive e spinta al limite delle sue possibilità. Berrettini lì è stato bravo a spingere senza esagerare, raccogliendo gli errori del rivale, chiudendo il set e scappando subito via nel secondo parziale con una serie di cinque game di fila che hanno spaccato la partita a sua favore. Avanti 4-2 nel secondo set, quando sembravano vicini i titoli di coda, Berrettini subisce all’improvviso un contro break sotto la spinta di un Coria sospinto dal pubblico e anche per un calo di energia. Qua è stato bravo Matteo a restare focalizzato, paziente, non farsi prendere dalla smania di voler “spaccare tutto” a furia di bordate. Ha lasciato scemare la fiammata del rivale, si è affidato al servizio ed è andato a prendersi un nuovo break sul 6-5, con l’avversario quasi in presa ai crampi, stremato. Alti e bassi, ma l’attitudine giusta nei momenti importanti. No stress, massima efficacia.
Complessivamente un Berrettini discreto visto che era la sua prima partita ufficiale dopo molto tempo. È stato bravo a far valere la sua maggiore potenza sull’avversaro e reggere mentalmente il contesto e la “garra” di Coria nonostante la ruggine accumulata nel periodo senza competizione. Il tutto dopo la delusione della trasferta in Australia senza riuscire giocare un match ufficiale. Al secondo turno l’azzurro affronta il ceco Kopriva. Una nota per il contesto: caldo, tutto pro Coria come giusto che sia, ma è bellissimo vedere uno stadio strapieno per un primo turno di un 250 ATP. Un peccato che chi governa il tour non capisca il valore della passione per il tennis a queste latitudini, visto quel che ne resta nel calendario…
“Mi sono allenato duramente per venire qua, volevo venire a Buenos Aires, l’atmosfera è bellissima. Un match di alti e bassi, ma sono riuscito a vincere”, afferma Matteo a caldo in campo. “La prima partita non è mai facile, ma le mie armi principali servizio e diritto hanno funzionato, ora devo solo continuare a giocare”.
Berrettini apre il suo 2026 al servizio e dopo un tranquillo 40-0 le cose si complicano con qualche errore. Concede e annulla una palla break, è la scossa che gli serve per iniziare a far correre il braccio col diritto. In riposta si procura una palla break proprio con una accelerazione di diritto “doc” ma Coria è rapido e si salva. Pochi punti, ma già si vede un match da terra battuta: potenza, rotazione, cambi di ritmo. Matteo è bravo a reggere sulla diagonale di rovescio e procurarsi una seconda palla break, ma stavolta è ottimo il forcing di Coria dal centro del campo, inutili le tante rincorse dell’italiano. 1 pari. Buono il ritmo del romano, comanda nel terzo gioco, pronto a verticalizzare e prendersi il punto (2-1), anche l’argentino regge e spinge, cercando il rovescio dell’azzurro (2-2). Berrettini va a prendersi una nuova palla break nel sesto game, bravo a tagliare col rovescio e poi spingere duro col diritto girandosi a sinistra. Ci riprova anche sul vantaggio ma il back gli scappa. Durissimo il game, il match è assai fisico e il pubblico sostiene con vigore il tennista di casa. Filano via più rapidi i turni di Matteo, nonostante il servizio non costante e qualche errore nella ricerca della palla, si vede la “ruggine” delle tante settimane lontano dalle competizioni (fermo dalla vittoria in Davis a Bologna). Berrettini continua a martellare anche in risposta, aggredisce le seconde palle non così ficcanti del rivale, come sul 30 pari con un pressing ben condotto che gli vale la quarta palla break, ma niente, la risposta vola via. 4 pari. L’azzurro continua a veleggiare sicuro nei propri turni e cerca l’allungo in risposta, ma sul 5-4 è un po’ scomposto nella spinta e sbaglia troppo col diritto. Il pubblico è tutto in piedi sull’errore che fissa il punteggio sul 5 pari. Già un’ora di gioco e non è una buona notizia per l’italiano, ma il servizio c’è. Sul 6-5 Coria sente il momento, con un doppio fallo crolla sotto 0-40, tre set point per Berrettini. Finalmente Matteo strappa il primo break e il set sul 15-40, con un gran pressing col diritto chiuso con uno smash facile. 7-5, ma quanta fatica (in tutti i sensi).
Berrettini riparte a spron battuto nel secondo set con un turno di battuta a zero (e parziale di 12 punti 1 dal primo parziale), servizio e diritto sfondano la difesa di Coria. I punti di fila diventano 6, con l’argentino che affretta i tempi dell’affondo, sbagliando. Matteo si fa trovare pronto, con una risposta pesantissima col diritto vola 0-40, tre palle break. Coria sbaglia malamente un diritto, pure rallentato dal nastro, Berrettini strappa il secondo break consecutivo per il 2-0 (e 16 punti a 1). Coria ha perso la misura, e la pazienza. Dopo la lotte feroce nel primo set per tenersi in vita salvando a ripetizione i propri game, ora sparacchia via cercando vincenti impossibili, così il compito per Berrettini è più comodo. Spinge con margine e raccoglie gli errori del rivale, portandosi velocemente sul 3-0. Anche la “torcida” albiceleste si è placata con il parziale di 5 game di fila per l’azzurro. Coria muove il punteggio ma al cambio di campo sul 4-1 arriva anche il trainer a lavorare sul braccio dell’argentino, affaticato dalla spinta e lotta profusa in campo per arginare la maggiore potenza di Matteo. Sotto 4-2, Coria cerca un ultimo assalto. La chance del contro break arriva sul 30-40, con un tocco di Berrettini nei pressi del net lungo. Un diritto in rete, colpito con poca convinzione, costa a Matteo il break che rimette in vita Coria sul 4-3. Calo d’energia di Berrettini, lascia troppo spazio sul campo e l’argentino ne approfitta, 4 pari, con fatica l’argentino risale. Berrettini riesce a ritrovare concentrazione, e pure una splendida smorzata col rovescio, si porta sul 5-4. Lotta accesa nel decimo game, si va ai vantaggi. Con un diritto largo di poco, Coria concede un match point. Se lo gioca male Matteo, carica di spin la risposta di rovescio ma la palla esce di mezzo metro. Sembra quasi in preda ai crampi l’argentino ma riesce a vincere il game con un bel diritto cross e servendo bene. 5 pari. Berrettini resta solido e accorto, si porta sul 6-5 e inizia il game in risposta con una progressione perfetta. Federico non si muove bene, valuta pure male una palla ma in qualche modo si prende il punto. Però affonda poi un diritto sul 15-30 ed arrivano altri due match point per l’italiano. Basta il primo, gran risposta cross col diritto di Matteo. Finisce in due ore e quindici minuti di lotta intensa e una vittoria. Quel che serviva per iniziare il 2026.
Marco Mazzoni
Federico Coria
vs Matteo Berrettini 
TAG: ATP 250 Buenos Aires 2026, Federico Coria, Matteo Berrettini

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