Luciano Darderi: “Alcaraz e Sinner sono i Federer e Nadal di questa epoca”
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Luciano Darderi continua la sua crescita nel circuito ATP e, alla vigilia della stagione sulla terra sudamericana, ha parlato con grande lucidità dei suoi obiettivi e delle differenze tra lui e i migliori del mondo. L’azzurro, ormai stabilmente tra i protagonisti del circuito, punta a fare un ulteriore salto di qualità, con l’obiettivo dichiarato di entrare prima tra i primi venti e poi tra i primi dieci del ranking.
“Il mio obiettivo principale è entrare in top-20, che è molto vicino. A lungo termine voglio arrivare in top-10 entro fine anno”, ha spiegato. Per riuscirci, Darderi sa bene quale sia la chiave: migliorare su tutte le superfici, soprattutto sul cemento, dove si conquistano la maggior parte dei punti.
Il tennista italo-argentino ha ripercorso anche le tappe principali della sua crescita, sottolineando come il passaggio dai Futures ai Challenger sia stato il più difficile: “Ho fatto un grande salto a livello mentale e fisico. Poi, per arrivare dove sono oggi, è stato fondamentale migliorare sul cemento. Negli ultimi anni ho perso molte partite su questa superficie, ma ho fatto esperienza. Le ultime due preparazioni le ho fatte interamente sul duro, ed è stata una chiave importante”.
Nel corso dell’intervista, Darderi ha parlato anche delle minacce legate alle scommesse, un problema sempre più diffuso tra i giocatori: “A tutti arrivano messaggi dopo le partite. È una situazione difficile da controllare, non sai chi sta scommettendo o chi è venuto davvero a vedere il match”.
Il passaggio tra i piani alti del circuito ha cambiato anche le dinamiche nello spogliatoio: “I giocatori sono tutti normali, ma in campo cambia tutto. Quando entri con diversi titoli, vieni rispettato in modo diverso. È un vantaggio quando affronti avversari con ranking più basso. Ma succede anche il contrario: contro Sinner in Australia, a un certo punto l’ho rispettato troppo”.
Proprio parlando dei due leader del circuito, Darderi ha usato parole molto chiare: “Alcaraz e Sinner sono fuori dalla normalità, non si possono paragonare agli altri. Ho perso con Alcaraz allo US Open e con Sinner in Australia: sono i Federer e Nadal della loro epoca, perdono raramente”.
L’azzurro ha spiegato anche cosa li rende diversi: “Quando ti alleni con loro, migliori subito. Giocano a un’altra velocità e si allenano in modo diverso. Io cerco sempre di organizzare allenamenti con loro. Se potessi farlo tutte le settimane, lo farei. Sono extraterrestri. Con gli altri, invece, sento di poter giocare alla pari”.
Infine, Darderi è tornato anche sulla scelta, da giovanissimo, di trasferirsi in Italia: “Se non fossi andato in Italia a 10 o 11 anni, oggi non sarei dove sono. Lì ho trovato tornei, aiuti e la possibilità di giocare con ragazzi europei. In Argentina, da piccolo, affronti sempre le stesse persone. Io ho viaggiato da solo in Europa a 17 o 18 anni, ed è stato fondamentale per la mia crescita. Le critiche arrivano, ma cerco di concentrarmi solo sulla mia carriera”.
Parole che raccontano un giocatore consapevole del proprio percorso e delle differenze con i migliori, ma deciso a colmare il divario e a entrare stabilmente tra i protagonisti del circuito.
Marco Rossi
TAG: Italiani, Luciano Darderi

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Ma quanto mi sta simpatico, ma davvero, mi piace troppo, gli auguro il meglio e tifo per lui. È un grande.
Luli ragazzo vero e sincero. 🙂
Merita i piani alti.
Ha volontà, spirito di sacrificio,
garra, fisico, carattere e… tennis 😉
Forza Dardone !
Se si conferma su terra, magari con risultati importanti anche nei tornei che davvero contano, e migliora ulteriormente su cemento ed erba, la top-10 è alla sua portata
E Djokovic?
OMMIODDDIOOOOOO ANNIEEEEEEEE