Solo Delgado aveva vinto un match a livello M1000 ATP, Copertina

Vallejo riporta il Paraguay in prima pagina a Madrid: “Ho fiducia in me stesso e so di poter fare bene”

24/04/2026 09:08 1 commento
Daniel Vallejo
Daniel Vallejo

Nascere in un piccolo paese, con poca tradizione tennistica, è allo stesso tempo croce e delizia. Puoi diventare l’idolo assoluto per la tua gente e scrivere pagine storiche nello sport della propria nazione, ma dall’altro lato cresci e continui la carriera con un certo senso di isolamento e senza un supporto adeguato rispetto a giocatori appartenenti a movimenti più forti e strutturati. Il tennis tuttavia è sport internazionale per eccellenza e quindi i giocatori Pro diventano veri e propri globe-trotter, quasi cittadini del mondo e costretti ad abituarsi a vivere e allenarsi un po’ ovunque, molto lontano da casa. Tutto questo sta vivendo Daniel Vallejo, 21enne del Paraguay, vittorioso al primo turno del Mutua Madrid Open su Grigor Dimitrov dopo aver passato le qualificazioni. Per l’attuale n.96 ATP (al best ranking) è prima vittoria in carriera in un torneo Masters 1000 ed è soltanto il secondo del proprio paese a riuscirci in questa categoria, primo dal 2014. “So che con il passare degli anni continuerò a battere record, perché il Paraguay non ha una grande tradizione tennistica al di là di Víctor Pecci e Ramon Delgado” ha commentato Vallejo alla stampa dopo il successo contro l’ex top10 bulgaro. “Sono consapevole che, se tutto andrà bene, continuerò a migliorare i miei primati personali. Per me tutto questo è storico!”.

Vallejo sta vivendo un momento straordinario dal punto di vista sportivo, la fiducia è al massimo e questo lo porta a guardare con ambizione al proprio futuro. “Ho molta fiducia in me stesso e so di poter giocare alla pari contro un giocatore di un livello e qualità come Dimitrov. Mi ha sorpreso, ovviamente, la qualità che ha e certi colpi che a tratti mi tirava, ma sono consapevole di poter stare al suo livello e a quello di altri giocatori. Questo mi fa credere di poter battere questo tipo di avversari”, ha aggiunto Daniel, che vanta un passato da numero uno del mondo junior.

Nonostante sia ai primi passi in carriera, Vallejo fa già parte del trio più importante del tennis paraguayano insieme a Pecci e Delgado, due figure per cui non nasconde ammirazione. “Pecci resterà per sempre un idolo per tutto il Paraguay, probabilmente il più grande sportivo del Paese in assoluto” commenta Daniel. “Io ho il piacere e privilegio di poter vivere la mia strada con Ramon Delgado, visto che fa parte del mio team. È una persona che mi è stata vicina fin da piccolo, sostenendomi fino a oggi. Parlo con lui tutti i giorni. Spero di poter avere una carriera simile alla sua”. Delgado ha raggiunto gli ottavi di finale a Parigi nel 1998 e si è spinto fino alla posizione numero 52 del ranking mondiale, vincendo nove partite in tornei di categoria Masters 1000. Una carriera di buon livello, ma il faro del tennis del Paraguay resta assolutamente Pecci, tennista dotato di grande talento e un tennis molto offensivo che lo portò a un best ranking di numero 9 (21 aprile 1980) e giocare la finale all’edizione 1979 del Roland Garros, tornando poi in semifinale nel 1981 sempre a Parigi. In carriera Victor vinse ben 10 titoli ATP in singolare, portandosi appresso anche la fama di uno dei più grandi playboy del tour ai suoi tempi. Un tennista di grande carisma e tutt’ora idolo assoluto in patria.

Vallejo è arrivato a questo eccellente risultato a Madrid grazie ad una crescita continua del suo livello di gioco, con uno scatto in avanti vissuto dalla seconda parte della scorsa stagione, quando ha conquistato due titoli Challenger; nel 2026 ha trionfato in altri due tornei di categoria, a Itajaí e Concepcion. A livello ATP quest’anno Vallejo ha raggiunto gli ottavi di finale a Houston e Santiago. Grazie ai punti accumulati a Madrid, tra “quali” e passaggio del primo turno, ha già scalato 11 posizioni nel ranking ATP Live, attestandosi alla virtuale posizione n. 85. Ma lui non si pone limiti: “Sono solo all’inizio, ma sono fiero di sentire che la gente nel mio paese si interessa e si entusiasma per i miei risultati. Ma nel corso della mia carriera spero che possa emozionarsi sempre di più, che possa avvicinarsi a questo sport e che sempre più persone possano seguirmi, perché in fondo è ciò che desidero: dare visibilità al tennis e al mio nome nel mio Paese” conclude Vallejo.

Marco Mazzoni


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1 commento

Hubert (Guest) 24-04-2026 10:26

mi piaceva come illustratore, preferivo i conan di Frazetta ai suoi ma comunque pregevole, come tennista devo ancora capire le sue potenzialità.

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