Guerre e carenza di carburante: tour tennistico e giocatori nei guai?
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Gli sviluppi dei conflitti in Medio Oriente, con gli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, hanno ulteriormente messo sotto pressione i circuiti tennistici e, in particolare, i giocatori, con uno scenario a medio termine a dir poco incerto. Le autorità dell’unione europea che controllano il traffico aereo avvertono che se la situazione di blocco dello stretto di Hormuz non sarà risolta in tempi molto rapidi, la riserva di cherosene per i voli si esaurirà molto velocemente e questo rischia di impattare in modo severo uno sport come il tennis che vive di spostamenti continui per via aerea.
La prima situazione di forte incertezza e disagio per la guerra scoppiata nel golfo Persico si è vissuta alla conclusione del torneo ATP 500 di Dubai, all’inizio di marzo, con diversi giocatori sono rimasti bloccati in città a causa della chiusura dell’aeroporto principale. Daniil Medvedev – uno dei giocatori impossibilitati a partire – ha dovuto affrontare oltre sette ore di viaggio in auto fino in Oman, da dove è poi riuscito a volare verso Istanbul e successivamente negli Stati Uniti in vista del Masters 1000 di Indian Wells. Pochi giorni dopo, nella città portuale di Fujairah (sempre negli Emirati Arabi Uniti), i giocatori sono stati costretti a lasciare il campo durante un torneo ATP Challenger, in seguito a un’esplosione avvertita nei dintorni. Alla cancellazione seguì pure una beffa: in una comunicazione inviata ai giocatori, veniva offerta una via d’uscita dalla regione tramite un volo, ma a un costo equivalente al montepremi riservato al vincitore del torneo. The Athletic (media statunitense legato al New York Times) ha rivelato che l’ATP aveva proposto un volo charter da Muscat, in Oman – a tre ore di distanza – con un costo esagerato a carico dei giocatori, e in quel caso intervenne anche la Professional Tennis Players Association, con dure critiche nei confronti dell’ATP, e una offerta concreta per coprire parte di quel costo esagerato per il volo. Successivamente, l’ATP fece marcia indietro, decidendo di finanziare interamente un volo charter per tutti i giocatori.
Molti sport sono stati influenzati dal conflitto globale in corso nel 2026, ma i più colpiti restano gli sport individuali, dove gli atleti non hanno la copertura di un team o di una lega che massimizza gli spostamenti di gruppo. Anche la Formula 1 è stata impattata dalla guerra, con la necessità di cancellare con largo anticipo due gare in Medio Oriente. Tuttavia, in uno sport che trasporta l’intero “circo” (piloti, team e vetture) tramite aerei cargo e jet privati, il peso economico non ricade sui singoli piloti. Questo è invece il caso del tennis dove, fatta eccezione per l’élite assoluta di giocatori talmente ricchi da potersi sobbarcare senza troppi patemi i costi notevoli di viaggi in jet privati. la maggioranza dei giocatori vive con discreta preoccupazione lo sviluppo degli eventi visto che ogni volo è un costo ingente per tasche tutt’altro che piene.
L’australiano Adam Walton per esempio è uno dei tennisti che ha parlato della situazione e si è detto piuttosto preoccupato. Parlando al media nazionale First Serve, ha affermato che una delle attività più importanti è la oculatissima programmazione di voli e viaggi, per ridurre al minimo l’impatto economico, a costo di sopportare disagi e lunghe attese. “Quando ero assiduo sul tour Challenger, mi capitava di dover fare due o tre scali, mentre ora, se c’è un volo diretto o con un solo scalo, anche se costa un po’ di più, potrei comunque sceglierlo. Ma con la stazione in divenire, temo che dovrò ritornare alle vecchie abitudini, la sensazione è che viaggiare sarà sempre più costoso”.
I costi dei voli continuano ad aumentare: il Wall Street Journal ha riportato che i prezzi globali dei voli sono cresciuti del 2,7% a marzo, dopo un aumento dell’1,4% a febbraio, raggiungendo un incremento complessivo del 14,9% negli ultimi 12 mesi. E purtroppo la crisi del carburante diventerà una realtà e non solo un spettro, allora i prezzi potrebbero schizzare alle stelle, diventando per molti un problema quasi insostenibile. Fino allo scenario peggiori: voli bloccati per molte destinazioni e tornei “svuotati” di tennisti, impossibilitati nell’arrivare nelle sedi degli eventi. Il circuito tennistico si inserisce in un contesto globale sempre più complesso, con tornei organizzati anche in regioni difficili da raggiungere o potenzialmente a rischio, soprattutto a livello Challenger. Per i giocatori con classifica più bassa, che già finanziano autonomamente gran parte della propria carriera, l’aumento dei costi rappresenta una sfida ancora più gravosa. È una realtà che definisce la vita lontano dai vertici del tennis mondiale e, nel 2026, è più evidente che mai.
Marco Mazzoni
TAG: costi per i tennisti, guerra in medio oriente, Marco Mazzoni, tennis e costi, tennis e viaggi

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Perfetto
Sinceramente dissento dalle critiche all’articolo.
Questo è un sito di tennis che tratta di argomenti relativi,non si tratta di evidenziare gli effetti della guerra come più rilevanti del costo della vita,delle difficoltà di reperire certi prodotti o l’aumento degli stessi, è un hobby per l’appassionato e si inquadra il momento tra cui le maggiori difficoltà per atleti dal ranking più basso.
Altrimenti se al Vinitaly si dicesse “i dazi incidono sull’export del prosecco” avremmo chi dice “si può anche bere solo acqua”.
Ogni settore risentirà di questo disastro, toccherà settori fondamentali come quelli meno essenziali ma tutti sono legati ad un indotto e se è più importante avere pesticidi che racchette incordate quello che per mestiere fa l’incordatore non paga il mutuo se manca il torneo e quella è la sua unica entrata.
Noi possiamo farne a meno ma lui no e credo meriti ,in questo spazio,un minimo di attenzione,senza offesa ovviamente per settori più importanti e danneggiati pesantemente.
Certo perchè se Mazzoni non avesse fatto una precisazione non lo avremmo saputo e il mondo sarebbe girato al contrario. Ogni occasione è buona per lamentarsi sul nulla per voi. Scendete in piazza e non rompete su un forum online di tennis.
Ma ci sei o ci fai? Sai che sei su un forum TENNISTICO in cui si parla solo di temi inerenti al TENNIS? Sappiamo tutti le conseguenze globali dei vari conflitti ma Livetennis non è una rivista di geopolitica online, e fare informazione anche sugli impatti e le conseguenze che avrà sul circuito è lecito e giusto. O dobbiamo solo parlare del tuo portafoglio? Per quello ci sono altri siti e giornali. Imbarazzanti siete
Leggo polemiche assurde, ma assurde proprio.. ragazzi, siamo su un sito di tennis, di che cosa si deve parlare? Allora perché Mazzoni non parla mai della fame nel mondo o dell’ingiustizia delle guerre? È vergognoso che si pensi e si parli solo di tennis in un sito… di tennis, vero? Mah
Quello che dici è giusto, ma il buon Mazzoni avrebbe fatto bene a fare una piccola precisazione sul fatto che quello che potrebbe accadere al tennis (e altri sport) è una piccola parte dell’impatto che avrà questo conflitto sul resto delle attività umane.
Non avere sport da guardare credo che non abbia la stessa ripercussione che non poter andare al lavoro o trovare i market con meno prodotti e pure con prezzi assurdi.
Ma quest’anno sinner dovrà rinunciare alle 6 bombe del six slam? Come farà a pagare i mutui?
perfettamente d’accordo e perfettamente consapevole che un sito che tratta di tennis metta in risalto le problematiche dello sport che tratta.
il punto è l’opportunità o meno nel fare queste considerazioni in questo momento storico.
il tennis, e lo sport in genere, in questo momento non sono di certo un argomento di vitale importanza, anzi.
si dovrebbe invece acquisire la consapevolezza dell’estrema gravità degli avvenimenti che si stanno susseguendo, e questa consapevolezza non è certo aiutata dal distrarre l’attenzione generale, parlando di cose futili come lo sport.
si sta correndo a grandi passi, ma non da adesso, da qualche anno, verso un’era in cui, con le bombe nucleari che ci voleranno sopra la testa, l’ultima cosa a cui pensare saranno i tornei di tennis che non si fanno.
Caro Marco, un poco di compassione per queste menti semplici che non hanno capito che questo è un sito di tennis
Non solo dicono stronz@te, ma insultano pure
Guardate che è normale che un sito di informazione sul tennis parli di eventuali problemi che ci saranno al circuito tennistico internazionale.
Questa cosa non sminuisce affatto i moltissimi drammi molto più grandi che ci sono in questo momento al mondo, ma da conto di un aspetto specifico che è quello che colpisce il focus di questo sito di informazione.
Bannatemi, sti cavoli, ma, a mazzoni, mavaffanculova
Se bestemmio e vi mando a quel paese, mi mandate online il commento… MM vergognati
Marco mazzoni, stavolta davvero la hai fatta fuori dal vasino, boh
Basito, resto basito… Vergognatevi
Sempre che la spesa arrivi….
ah vi preoccupate dei tennisti? guardate che prima dei tennisti saremo noi a non avere più benzina per andare a lavorare o a fare la spesa.