Lo svizzero, classe '85, è all'ultimo anno in carriera Challenger, Copertina

Wawrinka: “Il divario tra Jannik e Carlos e tutti gli altri oggi è troppo grande, ma c’è sempre qualcuno dietro pronto ad emergere”

20/03/2026 17:10 1 commento
Stan Wawrinka
Stan Wawrinka

A rendere ancor più speciale l’edizione 2026 del Challenger di Napoli c’è sicuramente la presenza di Stan Wawrinka, arrivato già da qualche giorno nella città partenopea per adattarsi al meglio alle condizioni di gioco e, perché no, godersi le bellezze di un luogo unico al mondo. Il tre volte campione Slam classe ’85, attualmente n.94 ATP, ha deciso di iniziare la sua stagione su terra battuta proprio da Napoli come lo scorso anno, e ieri ha ricevuto la bella notizia di una wild card a Monte Carlo, torneo da lui vinto battendo in finale il connazionale Federer. Stan si dice felicissimo di esser tornato a giocare in Italia, paese dove ha anche bei ricordi legati alla finale giocata a Roma nel lontano 2008. Quindi ha parlato anche dell’attualità internazionale, focalizzandosi sul divario nettissimo che oggi separa Alcaraz e Sinner da tutti gli altri giocatori. Tuttavia lo svizzero pensa che da dietro qualcuno arriverà.

“Sono felice di esser tornato a giocare in Italia e anche qua a Napoli, dove già avevo giocato molti anni fa, prima di essere tornato l’anno scorso”, ricorda Wawrinka parlando a SuperTennis. “Ho sempre avuto un grande sostegno da parte del pubblico, così sto cercando di giocare in questa mia ultima stagione i tornei ho amato di più nella mia carriera. Napoli è di sicuro uno di questi. L’anno scorso l’accoglienza è stata straordinaria, sia grazie al torneo che ai tifosi. Fu un modo eccellente per iniziare la mia stagione sul rosso. Per questo volevo tornare quest’anno e spero di fare meglio dell’edizione scorsa”.

“Il tennis è stato quasi tutta la mia vita. Ho iniziato a giocare a soli 8 anni” riflette lo svizzero. “Lo sport in generale è una scuola di vita incredibile. Sono stato abbastanza fortunato da poter giocare questo sport per più di venti anni al massimo livello. Il mio obiettivo è sempre stato quello di spingermi al limite, non avere alcun rimpianto, divertirmi ma anche dare tutto quello che avevo in campo. Ed è ancora quello che sto cercando di fare in questo il mio ultimo anno di carriera”.

“Sono sempre stato un amante del tennis in generale, mi piace ancora guardare le partite degli altri giocatori, più che posso. In questo momento i migliori sono Jannik e Carlos, negli ultimi anni sono stati eccezionali ed è molto divertente vederli giocare. Ritengo che il livello da loro raggiunto è straordinario e, guardandoli come un fan del tennis, non puoi che goderti lo spettacolo”.

Wawrinka ripercorre anche le epoche: “Se guardiamo agli ultimi 20 anni, con i big four che vincevano quasi tutto, e ora con Carlos e Jannik che stanno dominando, la differenza che sono in due invece che quattro. I big four erano molto più forti di tutti gli altri, e adesso questo ruolo di più forti spetta a loro due. Come mai dominano? Fanno la differenza con il loro livello, per il modo in cui giocano. ma anche per come si gestiscono, sia per il calendario che per gli allenamenti. Hanno un differenza rispetto agli altri per la loro condizione fisica. Ma anche guardando solo al tennis, sono semplicemente migliori di tutti gli altri. Tuttavia penso che ci sarà sempre qualcuno che emergerà da dietro, magari riuscirà a vincere uno Slam, o due, o quattro, o magari di più. Non possiamo sapere cosa accadrà in futuro, ma adesso il divario tra loro e tutti gli altri è troppo grande”.

Marco Mazzoni


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1 commento

francesco9696 20-03-2026 18:03

Sono d’accordo solo in parte. Per me c’è già un abisso tra Carlos e Jannik: il murciano non è umano, sta polverizzando record su record, anche se l “azzurro” è l’unico che riesce a stargli dietro.
Ma il vero divario è quello tra Nole e tutto il resto del circuito. E non venitemi a dire che ce l’ho con qualcuno, ma lo avete visto il massacro contro Djokovic a ottobre in finale ad Atene? A 38 anni Nole è ancora un predatore, mentre c’è chi si perde a specchiarsi nella propria estetica e nei colpi a effetto, finendo regolarmente per sciogliersi quando la palla scotta. Dietro i top, ci sono giovani come Shelton, Cobolli e Darderi che hanno fame e vincono. Poi ci sono i vari Fritz, Zverev, Medvedev, Ruud e pure Auger-Aliassime: magari sono discontinui, ma almeno portano a casa i titoli e restano lì a lottare. Se volete lo spettacolo fine a se stesso e i rovesci da accademia, accomodatevi pure. Ma ricordatevi che il mitico Roger, oltre a essere un piacere per gli occhi, era uno che vinceva tutto.

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