Wimbledon: l’Alta Corte dà il via libera al progetto di espansione del sito
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Il progetto di ampliamento del sito dei Championships di Wimbledon ha fatto un passo avanti dopo che l’Alta Corte ha stabilito che lo sviluppo non è limitato dalle norme sull’uso del suolo, lo riferisce la BBC. L’All England Lawn Tennis and Croquet Club (AELTC) ha presentato da tempo un faraonico progetto di ampliamento dell’area dedicata al più prestigioso torneo al mondo, che prevede la realizzazione di ben 38 nuovi campi in erba e uno stadio da 8.000 posti, intervenendo sull’area di un ex campo da golf, questo per ovviare alla “stranezza” di esser rimasto l’unico grande torneo nel quale gli incontri di qualificazione vengono svolti altrove, ma anche per aumentare la capienza nel corso del torneo e migliorare tutte le strutture e aree in generale. Tuttavia il progetto dell’AELTC ha trovato una fortissima opposizione dei comitati formati dai cittadini dell’area circostante al club: il gruppo di opposizione Save Wimbledon Park (SWP) sosteneva che, in base al Public Health Act, esistesse un vincolo legale che obbligava a mantenere il terreno come spazio pubblico. I legali del club hanno però ribattuto che, quando l’AELTC acquistò la piena proprietà nel 1993, tale vincolo non era più applicabile. Da qua l’obbligo delle vie legali per stabilire i diritti sull’area e passare alla fase operativa dell’ampliamento.
Nella sentenza pubblicata giovedì, il giudice Thompsell ha affermato che il terreno “non è mai stato destinato formalmente alla ricreazione pubblica”, ma era utilizzato come circolo di golf privato, aggiungendo che il club non è gravato da alcun vincolo statutario. «Il terreno non è mai stato soggetto a un trust statutario e quindi sia il contratto di locazione del 1986 sia il trasferimento della proprietà del 1993 sono stati effettuati senza tale vincolo. Anche qualora questa interpretazione fosse errata, è chiaro che l’area non è mai stata utilizzata né allestita per la ricreazione pubblica», si legge nella sentenza.
La presidente di AELTC, Deborah Jevans, ha definito la sentenza “un chiarimento importante”, sottolineando che il progetto rappresenta una tappa fondamentale per garantire che Wimbledon resti uno degli eventi sportivi più prestigiosi al mondo, oltre a prevedere la creazione di circa 27 acri di nuovo parco pubblico su terreni finora privati. Il piano era già stato approvato nel 2024 dalla Greater London Authority.
La sentenza a favore del progetto tuttavia non ha scoraggiato il comitato contrario alla innovazione. Il portavoce di SWP, Jeremy Hudson, infatti dopo la sentenza ha dichiarato: “Amiamo il tennis, ma continueremo la nostra battaglia perché esistono validi motivi per proteggere questo spazio verde. Wimbledon aveva promesso che non avrebbe costruito su quest’area e ci sono progetti alternativi che consentirebbero di ampliare l’evento restando nell’attuale sito”. Hudson ha aggiunto che soluzioni alternative permetterebbero comunque all’AELTC di organizzare il torneo di qualificazione in sede, come avviene negli altri tornei del Grande Slam, motivo per cui il gruppo ha intenzione di proseguire il ricorso in appello.
Marco Mazzoni
TAG: Ampliamento Wimbledon, Wimbledon

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