Bertolucci svela il retroscena su Sinner: “Le conseguenze di un virus ne hanno limitato il rendimento tra Australia e Doha”
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Il trionfo di Jannik Sinner a Indian Wells ha rimesso tutto in prospettiva dopo un inizio di stagione che aveva fatto nascere qualche dubbio di troppo. A spiegare meglio quel momento ci ha pensato Paolo Bertolucci, che in un’intervista a La Gazzetta dello Sport ha rivelato un retroscena importante: secondo l’ex azzurro, le difficoltà vissute dal numero 2 del mondo tra Australian Open e Doha sarebbero state condizionate dagli strascichi di un virus.
Dopo le sconfitte contro Novak Djokovic in semifinale a Melbourne e contro Jakub Mensik nei quarti a Doha, qualcuno aveva iniziato a interrogarsi sul rendimento di Sinner. Bertolucci, però, ha voluto subito ridimensionare il peso di quei risultati.
“Il tifoso prende la sconfitta del suo idolo quasi come un insulto personale: nel caso di Sinner, che aveva abituato benissimo la comunità del tennis, perde una partita e si scatena la tragedia. A volte ci dimentichiamo che Jannik vuole sempre vincere, ma sa benissimo anche lui che persino i più grandi hanno dovuto fare i conti con la sconfitta”.
Parole molto nette, che aiutano a leggere in modo più equilibrato quel passaggio della stagione. Per Bertolucci, infatti, il punto è anche statistico oltre che tecnico.
“I giocatori di questo livello, che partecipano a 17 tornei l’anno, ne vincono mediamente sei o sette, quindi è logico che gli altri dieci li perdano. Questo è il calcolo che bisogna fare”.
La rivelazione più sorprendente, però, arriva subito dopo, quando Bertolucci spiega cosa ci sarebbe stato dietro il rendimento non ottimale dell’azzurro nei primi due grandi appuntamenti del 2026.
“Era prevedibile che, una volta superate le conseguenze del virus che gli ha impedito di rendere al massimo a Melbourne e a Doha, Jannik ritrovasse il suo livello precedente”.
Un’affermazione che ha colto molti di sorpresa, anche perché Sinner non ha mai parlato pubblicamente di questo virus per giustificare i suoi risultati. Al contrario, l’altoatesino ha sempre accettato le sconfitte con naturalezza, senza cercare alibi, comportandosi come fanno i campioni veri.
Agli Australian Open si erano notati soltanto alcuni segnali fisici, come i crampi accusati nel match contro Spizzirri, ma nulla che lasciasse intuire un quadro più ampio. Le parole di Bertolucci aggiungono quindi oggi una chiave di lettura nuova a quel periodo.
Il successo di Indian Wells, a questo punto, assume ancora più valore. Non solo perché Sinner ha conquistato un titolo pesantissimo, ma anche perché lo ha fatto tornando subito ai suoi standard dopo un avvio di stagione complicato.
In sostanza, il messaggio lanciato da Bertolucci è chiaro: non c’era alcun allarme da lanciare. Sinner aveva semplicemente bisogno di ritrovare la piena condizione. E una volta lasciati alle spalle quei problemi, il suo livello è riemerso con la forza che tutti conoscono.
Per i rivali, probabilmente, è la notizia peggiore possibile.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Jannik Sinner, Paolo Bertolucci

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Da quando Bertolucci sarebbe così addentro alle vicende segrete del clan Sinner? Di sicuro definire un inizio anno “difficile” dopo una semifinale slam, rende l’idea della grandezza del giocatore.