Juan Carlos Ferrero rompe il silenzio su Carlos Alcaraz: “Non è stata una questione di soldi. Se Carlos un giorno mi chiedesse di tornare, credo che non riuscirei a dirgli di no”
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A quasi tre mesi dalla separazione tra Juan Carlos Ferrero e Carlos Alcaraz, l’ex allenatore del campione spagnolo ha parlato apertamente dei motivi della rottura in una lunga intervista rilasciata a Chiringuito Inside. Un rapporto professionale che ha segnato una delle storie più importanti del tennis recente e che continua a suscitare grande interesse.
Ferrero ha spiegato che la decisione di separarsi non è stata legata né a questioni economiche né alla logistica degli allenamenti.
“Il contratto che avevo si sarebbe rinnovato automaticamente a fine anno se non ci fossero stati cambiamenti. Non è stata una questione di soldi e neppure del fatto che lui non volesse allenarsi a Villena. Semplicemente non la pensavamo allo stesso modo su come continuare a lavorare insieme. Non si è arrivati a un accordo per questioni private interne”.
“All’inizio è stato difficile”
L’ex numero 1 del mondo ha ammesso che emotivamente non è stato facile allontanarsi dal progetto costruito insieme al murciano.
“All’inizio è stato complicato. Quando vedo Carlos giocare si mescolano due sensazioni: il desiderio che gli vada tutto bene e la tristezza di non essere più lì”.
Ferrero ha ricordato anche come nacque la collaborazione con Alcaraz. Dopo l’esperienza con Alexander Zverev, il tecnico spagnolo si sentiva stanco del circuito. Fu il manager Albert Molina a proporgli di incontrare il giovane talento murciano.
“Mi motivò l’idea di iniziare da zero. Passai dal viaggiare in jet privato a spostarmi in macchina per tornei minori e dormire in appartamenti. Quel progetto mi fece ritrovare l’illusione per il tennis”.
La frase sul lavoro di Alcaraz
Durante l’intervista Ferrero è tornato anche sulla frase diventata virale nel documentario Netflix, in cui metteva in dubbio che Alcaraz potesse diventare il più grande della storia senza una certa etica del lavoro.
“Devo chiarire che Carlos ha sempre dato tutto in allenamento. Pochi giocatori riescono a essere così professionali e allo stesso tempo divertirsi tanto fuori dal campo. Oggi potrei anche mantenere quella frase, ma è vero che lui sta dimostrando di saper gestire entrambe le cose”.
Ferrero ha raccontato come alcune situazioni fuori dal campo potessero creare preoccupazioni nello staff, soprattutto dopo grandi successi come Roland Garros.
“Quando vinci tornei così importanti arrivano tante distrazioni. Noi temevamo soprattutto il rischio di infortuni. Ma lui sta dimostrando di saper distinguere quando è il momento di lavorare e quando può staccare”.
Il paragone con i Big Three
Ferrero ha anche riflettuto sul potenziale di Alcaraz rispetto ai tre giganti dell’era moderna: Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic.
“Mi piacerebbe che diventasse il giocatore con più Slam della storia. Per riuscirci serviranno disciplina e continuità anche quando la motivazione scende, come ha fatto Djokovic”.
Secondo Ferrero, Alcaraz possiede caratteristiche dei tre grandi campioni: “Ha la classe di Federer, la solidità da fondo di Djokovic e la mentalità combattiva di Nadal”.
Il rapporto oggi e il ruolo di Samuel López
L’ex coach ha spiegato di aver sostenuto personalmente la scelta di Samuel López come nuovo allenatore di Alcaraz.
“Samu è una persona di massima fiducia e conosce perfettamente il lavoro fatto negli anni. Sono felice per lui, anche se vedere una persona così vicina a me allenare Carlos fa un po’ male”.
Ferrero ha rivelato che non vede Alcaraz dalle ATP Finals dello scorso anno, ma che i due si sono sentiti più volte, anche dopo i suoi successi agli Australian Open e a Doha.
“Mi ha mandato un messaggio molto bello quando abbiamo deciso di separarci, ringraziandomi per tutto e dicendo che ero stato fondamentale per la sua crescita”.
Uno sguardo al futuro
Per ora Ferrero si sta dedicando al golf e a nuovi progetti personali, ma non esclude un ritorno nel tennis.
“Tornerò nel circuito, sento di avere ancora molto da dare e ho ricevuto diverse offerte. Però al momento non ho ancora trovato l’illusione giusta per accettarne una”.
E lascia aperta una porta speciale: “Se Carlos un giorno mi chiedesse di tornare, credo che non riuscirei a dirgli di no”.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Juan Carlos Ferrero, Notizie dal mondo

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Caro Ferrero ti consiglierei di prendere Jodar e portare un altro spagnolo in top ten.
Nel caso riuscissi significherebbe che sei bravo.
Tranquillo Juan Carlos non succederà
Io l’ho detto da subito e lo ribadisco: Alcaraz ha fatto bene a lasciare Ferrero, con tutta la gratitudine possibile, non doveva permettersi di parlare male del suo pupillo quando le cose non andavano esattamente come si aspettavano