Il cileno affronta Baez a Santiago negli ottavi ATP, Copertina

La proposta di Garin per i tornei in America Latina: “Cambiare superficie? No, meglio cambiare date”

26/02/2026 17:18 9 commenti
Cristian Garin
Cristian Garin

Con la finale a Santiago in Cile domenica prossima si chiuderà la breve Gira Sudamericana, ridotta a soli tre tornei dopo la cancellazione di Cordoba nel 2025. Davvero poco comparando la presenza di tennisti latinoamericani nei primi 150 del mondo rispetto ad altre aree, Cina e Medio Oriente per esempio. Ma ormai è risaputo che il tour va sempre più a caccia delle migliori opportunità economiche e si stenta a credere che tra Brasile, Argentina e dintorni possa esserci un potenziale simile a livello di business, sponsor e introiti. Lo stesso Tsitsipas ha ammesso candidamente che gli piacerebbe viaggiare tra Brasile e Argentina per giocare, ma a livello economico questi eventi non sono competitivi rispetto a quelli del golfo Persico. Quest’anno Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP con un nuovo mandato appena rinnovato, è arrivato in America Latina per vedere con i propri occhi l’organizzazione degli eventi di Buenos Aires e Rio e sicuramente avrà parlato con gli organizzatori per ascoltare i loro pareri. Si è scritto moltissimo nei giorni scorsi del grande pubblico in Argentina e Brasile, di come poter aiutare i tornei ad attrarre grandi giocatori, del rischio del Masters 1000 in Arabia nel 2028 e anche di un possibile cambio di superficie, dalla terra battuta al cemento, per stimolare una maggior presenza di big, Sarebbe la strada affrontata con successo da Acapulco che, vista la vicinanza con Indian Wells, ha ritrovato nuova linfa passando ai campi sintetici.

Secondo Cristian Garin quella del cambio di superficie non è la decisione migliore per rilanciare i tornei in America Latina. A suo parere sarebbe meglio pensare a una diversa collocazione nel calendario, magari verso la fine dell’anno quando molti giocatori non affrontano la trasferta in Asia o lo fanno malvolentieri. Sarebbe primavera dell’emisfero australe, ma anche questa eventualità è tutta da testare. Queste le parole di Garin in merito raccolte da ESPN Latina a Santiago.

“Penso che la Gira Sudamericana sia molto buona. Non cambierei la superficie, ma forse la data” afferma Garin. “Sebbene i cambiamenti che l’ATP sta apportando siano basati al 100% su considerazioni economiche, non dovrebbero cambiare la superficie. Qui a Santiago, il 99% dei campi è in terra battuta, e la situazione è simile a Buenos Aires. Non so come sia a Rio, ma credo che sarebbe folle cambiare la superficie.”

“Ci sono tornei che molti giocatori non giocano, soprattutto verso fine anno, come il tour asiatico. Molti giocatori non li apprezzano più o non ci vanno” continua il cileno. “Se dovessi cambiare qualcosa, sarebbe la data. In Sud America, il tennis è vissuto in modo diverso. Ci sono tornei ATP ai quali prendo parte nel resto del mondo dove praticamente non c’è nessuno a vederci giocare. Qui a Buenos Aires e Rio invece è pieno. Lo viviamo in modo diverso e questo dovrebbe avere un peso anche nelle decisioni”.

Garin affronterà l’argentino Sebastián Baez (52° nel ranking) a caccia di una risalita dopo un lungo periodo negativo: la vittoria a Santiago all’esordio contro JM Cerundolo infatti la sua prima nel 2026. Finora era sempre uscito al primo turno nel nuovo anno, ad  Hong Kong, Auckland, Australian Open e Rio.

Mario Cecchi


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9 commenti. Lasciane uno!

Koko (Guest) 26-02-2026 17:23

Scritto da Salvo
Ha ragione.
Parecchi anni fa si giocava in Sudamerica sulla terra anche a ottobre e novembre.
Erano altri tempi, però: due di quei tornei sudamericani si giocavano in contemporanea con due Masters 1000, una roba che oggi sarebbe impossibile.

In genere vi erano challenger autunnali frequentati dal Fognini ventenne in un periodo non remoto. Quelli ci sono ancora.

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Massimo S (Guest) 26-02-2026 17:14

Ormai lo sport è in mano agli sceicchi. Quelli della Formula 1 hanno deciso di disputare il Gran Premio di Spa solo un anno sì e un anno no per dare spazio a chi sa quale altro Gran Premio. Dico Spa, il circuito più bello del mondo….

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Salvo (Guest) 26-02-2026 15:49

Ha ragione.
Parecchi anni fa si giocava in Sudamerica sulla terra anche a ottobre e novembre.
Erano altri tempi, però: due di quei tornei sudamericani si giocavano in contemporanea con due Masters 1000, una roba che oggi sarebbe impossibile.

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magilla (Guest) 26-02-2026 15:44

comunque il tennis è l’unico sport dove chiunque dica una qualsiasi cosa…..diventa una dichiarazione di importanza mondiale…..

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murbi (Guest) 26-02-2026 15:36

E se cambiassimo tutto per non cambiare niente,giusto per non scontentare nessuno?

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walden 26-02-2026 15:02

Scritto da italo
ma pieno dove?
gli spalti erano deserti, e il campo pieno di rimbalzi irregolari!

Probabilmente era pieno con la presenza di cileni.

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walden 26-02-2026 15:01

Ad Ottobre/Novembre si giocava in Sudamerica fino agli agli anni ’80, poi si scelse, con quale eccezione, l’attuale distribuzione. Un tempo c’erano due calendari paralleli, con la nascita di uno swing “arabico” rischiano molto anche i tornei europei rimasti in questo periodo (già è stato spostato Marsiglia), ossia Montpellier (sempre più una coppa di francia) e Rotterdam, che pura ha un’antica tradizione. Temo che, se non troverà un’altra collocazione, il torneo avrà sempre maggiori problemi.

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italo (Guest) 26-02-2026 14:46

ma pieno dove?
gli spalti erano deserti, e il campo pieno di rimbalzi irregolari!

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gisva 26-02-2026 14:35

Si potrebbe trovare qualche settimana subito dopo lo US Open, o addirittura dopo Bercy. In contemporanea al master, una serie di tornei validi per il master dell’anno successivo. In teoria con 250 e challenger ricchi si potrebbe arrivare a dicembre.
Così i terraioli di seconda fascia sarebbero impegnati. I più forti potrebbero scegliere la strategia preferita.

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