Il sogno di Djokovic si infrange sulla potenza di Alcaraz. Carlos rimonta un set al serbo e vince l’Australian Open 2026
79 commenti
Chapeau Djokovic, campione infinito, bravissimo a trionfare in una semifinale difficilissima, sotto in ogni statistica vs. Sinner, e partire con colpi tuonanti e un anticipo irreale nella finale degli Australian Open 2026, ma un set da cineteca per efficacia e qualità non basta a superare la freschezza, “gamba” e talento spettacolare di Carlos Alcaraz. Lo spagnolo va sotto, nettamente, nell’avvio della finale del primo Slam della stagione. È in difficoltà nel leggere i colpi del rivale e arginarne le accelerazioni in lungo linea, spettacolari per precisione e velocità. Domina il centro del campo e il tempo di gioco Novak, ma all’avvio del secondo set la partita prende un’altra direzione, sul binario per Murcia. Alcaraz si scioglie, le sue gambe e braccio diventano più rapide e soprattutto dal suo angolo arriva il consiglio che inverte l’inerzia: appena puoi cambia, palla vigorosa con più spin, non deve colpire traiettorie nette. Djokovic ha speso tanto e sulla potenza di quelle parabole più alte, “arrotate” e profonde non riesce più a trovare impatti velocissimi e sicuri. Sbaglia troppo, Alcaraz si prende un break e il controllo del gioco, imponendo un tennis più fisico, potente, mettendo il match sul piano a lui più favorevole (esattamente quello che è mancato a Sinner in SF contro il serbo). Carlos prende in mano il match e lo chiude in quattro set, 2-6 6-2 6-3 7-5 lo score conclusivo che vale allo spagnolo il primo titolo agli Australian Open e settimo Slam in carriera. Con i suoi 22 anni e 272 giorni, Alcaraz diventa il più giovane tennista di tutti i tempi a completare il Career Grand Slam, supera Don Budge (22 anni e 363 giorni quando vinse Roland Garros nel 1938).
Carlos si è meritato questo successo in primis resistendo alla durissima semifinale contro Zverev, vinta in modo a dir poco rocambolesco (ricordiamo che il tedesco servì per il match nel quinto set) e dimostrando ancora una volta in finale che oltre al talento e colpi bellissimi è lui il più resistente di fisico e di testa, pronto a imporre un vigore quasi impossibili da arginare. Dalla sua borsa dei trucchi può uscire di tutto, e trova risorse per capovolgere situazioni che paiono complicate se non disperate... Un esempio?4 pari al quarto set, tensione al massimo perché Djokovic ci prova, tira colpi splendidi e attacca e arriva a palla break… Carlos in tre punti fa di tutto e di più, tra un diritto vincente con traiettoria assurda, una difesa sagace rimettendo la palla sulla linea di fondo e servendo esterno preciso. È un campionario di classe immensa, difesa e attacco, pressione e rimessa, c’è tutto un mondo dentro, che lo porta ad essere un vero numero uno. Un campione epocale, fortissimo nei colpi e nello spirito, un ragazzo che porta gioia in campo e che è sempre una gioia per occhi da ammirare col disincanto di chi tifa solo per la bellezza del gioco e delle emozioni che sa regalare, senza bandiere.
Djokovic esce dal campo sconfitto ma con la consapevolezza di aver dato tutto e di essere arrivato davvero vicino a portare a casa il Major n.25, quello che lo isserebbe sopra a tutti per Slam vinti. Con i 39 anni già vicini, “Nole” ha confermato di essere un vero “mostro” sportivo per capacità di soffrire e di lettura dei momenti. Ha perso perché Alcaraz è troppo più giovane e vigoroso, troppo bravo nel portare l’incontro su di una fisicità che il “nonno” del tour non può reggere sulla lunga distanza, anche se sa soffrire come nessuno, immolandosi alla causa. Ma che colpi, che classe, che visione di gioco “Nole”. Il primo set di Novak di questa finale è da conservare gelosamente e tramandare, un trattato di come si affronta un avversario ormai superiore mettendolo alle corde. Non è bastato, ma Chapeau a cotanta classe e perseveranza. Una finale quella degli AO26 che entra dritta nei libri di storia, per il Grande Slam in carriera di Alcaraz ma anche la prestazione di Djokovic, sconfitto ma bravissimo.
Era impossibile chiedere a Djokovic un tennis migliore di quello visto in finale. Per un set ha dominato, ha fatto tutto bene e con una velocità tale da bloccare Alcaraz. L’ha tenuto fermo col lungo linea, in particolare il diritto, colpo che tanto bene aveva funzionato in semifinale vs. Sinner e che anche in finale ha brillato per impatti puliti e precisi. Un anticipo assoluto, con una lucidità nel cogliere il punto di impatto da cineteca. Servendo bene e aggredendo al primo colpo, il serbo ha controllato l’avversario portandolo sempre in difesa, non facendolo ragionare. C’ha messo un set Alcaraz a ritrovarsi, a capire come colpire per fare male al rivale e togliergli il pallino del gioco. Lì si vede la classe di Carlos e quanto sia maturato: non si è scomposto nonostante un set perso nettamente, ha colto alla perfezione il primo game di battuta di Novak un filo meno preciso e proprio in quell’istante ha cambiato, con traiettorie più lavorate di spin e poco rischio, ma profonde. L’anticipo di Novak è andato in difficoltà, ha perso sicurezza e il break concesso ha cambiato tutto. Alcaraz da lì in avanti è salito in cattedra, bravo ad aumentare anche la percentuale di prime palle in gioco e sbagliare poco o niente.
Questo un altro capolavoro di Carlos nella finale: contro un Novak così “famelico” era necessario non regalare, non dare ossigeno al rivale concedendo gratuiti, ma fargli sentire la pressione e il peso degli anni con un pressing a tratti “sinneriano”. Così e bene ha fatto Alcaraz, meno fiammate assolute con vincenti spericolati ma tanti punti vinti di pressione, aprendosi l’angolo per poi tirare un affondo calibrato, velocissimo ma non o la va o la spacca. È andato sopra all’avversario con discreta misura, con la forza bruta del suo giovane fisico e l’immensa varietà che lo contraddistingue, ma senza gesti clamorosi o quelle fiammate irreali che comportano un rischio eccessivo. Di sostanza e qualità. È anche per questo una prova di grandissima maturità. Un Alcaraz a 7 Slam, fortissimo. Anzi, sempre più forte e consapevole. Applausi.
Marco Mazzoni
La cronaca della finale
Djokovic scatta con un buon game al servizio, come contro Sinner in semifinale entra subito col lungo linea per incidere e non lasciare tempo ad Alcaraz di comandare col diritto. Anche Alcaraz vince a 15 il suo primo turno al servizio, molto aggressivo. Un’inizio di studio, in risposta non si incide, con i servizi dei due molto precisi. Novak anticipa tanto, ha bisogno di non fare troppa fatica in scambio e quindi entra, forte e preciso, come il bellissimo rovescio che gli vale il 2-1. Imprendibile. Primi errori di Carlos nel quarto game: un doppio fallo e poi un diritto affossato in rete con pessima ricerca della palla coi piedi. 30-40, prima palla break del match. La chance vola via con una smorzata meravigliosa col diritto di Carlos, la testa della racchetta passa sotto la palla e la accarezza con maestria assolute. Un bijou. Djokovic insiste, ottiene di forza una seconda chance ma Alcaraz si affida ad un rovescio in contro piede ottimo. C’è lotta… e la terza PB è quella buona: scambio rocambolesco con Alcaraz incapace di passare Djokovic sotto rete. 3-1 Djokovic, primo allungo del match. 18 minuti con Novak che tiene una condotta molto simile a quella vs. Jannik in semi: diritto bestiale in lungo linea, anticipo, precisione, palla chirurgica. E il rovescio di Alcaraz soffre… Anche la gamba del murciano non pare così brillante. 4-1 Djokovic. Lo spagnolo va sotto 0-30, scatta l’allarme ma arriva finalmente una prima reazione, due diritti dei suoi e anche un Vamos a tanti decibel per scuotersi, 4-2. Novak comanda il tempo di gioco, “Dictating” come dicono a Londra, con anticipo e servizi molto precisi. Tutto molto rapido, tutto ben eseguito. 5-2. Alcaraz parlotta col suo team, dice “è tutto difficile, il diritto non fa male”. E ha ragione: Djokovic a VALANGA, nell’ottavo game entra di prepotenza in risposta e col diritto oggi fa quel che vuole. Si prende il secondo break e Set con una dimostrazione di velocità e precisione mostruose. 6-2. Carlos però smarrito e incapace di leggere il momento: deve alzare la velocità dei colpi e parabola, non può lasciare Novak colpire così pulito e in anticipo.
L’aspetto più incredibile di questa prima fase della finale è come Novak riesca a comandare e muovere l’avversario senza nemmeno dare l’impressione di rischiare al massimo, e con buon margine sulle righe nelle sue accelerazioni. Conta il fattore tempo: come anticipa, comanda, fa tutto pulito con una rapidità che non consente al rivale di andare sopra alla palla del serbo. 1-0 Djokovic. Alcaraz cerca di scuotersi, la spinta inizia a prendere vigore e soprattutto la palla di Carlos ha assai più spin, salta di più e quindi Novak perde quella facilità di impatto e sbaglia. Un diritto in corridoio gli costa il 15-40. Rischia il S&V Djokovic ma la volée di rovescio è out. BREAK Alcaraz, inversione di rotta e lo spagnolo è avanti 2-1. La prima palla di Charlie non va, qualche errore di troppo e c’è una chance del contro break sul 30-40, ma stavolta è Djokovic a regalare con un diritto di scambio lungo, errore gravissimo. C’Mon di Carlos sul servizio esterno che lo porta avanti, c’è elettricità in campo, è un passaggio fondamentale consolidare il gap e poter fare corsa di testa, per togliere sicurezze al rivale. Novak continua a spadroneggiare col lungo linea, ma ora la gamba di Carlos c’è e la difesa sbaraglia l’attacco del serbo. 3-1. L’inerzia del match è cambiata perché Alcaraz ha altra energia, la sua palla viaggia di più, soprattutto salta di più e anche la prima palla ora viaggia, più sciolto e dinamico. Un turno di battuta a zero porta lo score 4-2. È una mazzata anche mentale per Novak, ha perso quell’anticipo micidiale del primo set e sbaglia troppo. Il serbo crolla 15-40 nel settimo game e subisce il secondo BREAK a 30 con un diritto in rete. 5-2 Alcaraz. Carlos chiude comodamente il parziale per 6-2. Curioso come Alcaraz si sia lamentato – piuttosto vigorosamente – con il referee del torneo perché, senza aver avvisato, il tetto sulla Rod Laver Arena è stato parzialmente chiuso, forse per il vento. Certamente l’anticipo di Novak, con meno vento, funziona di più.
Si riparte con Djokovic al servizio dopo un lungo toilette break. Ma non si è arrestata l’onda di Alcaraz che entra duro in risposta e vola 0-30. È costretto ad una magia di tocco il serbo per prendersi un punto, poi arriva una brutta stecca di Alcaraz, ossigeno per Novak in questo passaggio molto difficile, visto che andare subito sotto di un break in apertura sarebbe irreparabile. Torna a servire bene Djokovic e si salva, 1-0. Dopo un tranquillo game di battuta dello spagnolo, Djokovic torna a brillare col lungo linea nel terzo gioco, strepitosa l’accelerazione di rovescio che fulmina Alcaraz sul 30-0, uno dei colpi più belli del match. Anche per il nativo di Belgrado c’è un game a zero, 2-1. Tutti in piedi in apertura di quarto game col punto del match, Djokovic corre di lato e tira un gran rovescio con la palla che passa oltre il paletto della rete, ma Alcaraz si tuffa quasi e rimette in gioco a campo sguarnito, che punto! Un’impennata anche di emozioni in un match finora non così esaltante, pochi i momenti con entrambi al massimo. Sul 2 pari ecco che Djokovic attacca ma lo fa con poco, e sullo 0-15 viene trafitto da un passante solido di Alcaraz. 0-30. Un errore di rovescio di Nole in lungo linea, qua un po’ di fretta, costa al serbo il 15-40. E Carlos trova una grande risposta cross che sbaraglia la difesa del 24 volte campione Slam. Una fiammata che vale ad Alcaraz il BREAK, 3-2 e servizio, prontissimo a sfruttare due incertezze ad inizio game e scappare via. Ha trovato sicurezza Carlos, serve preciso e non esagera nella potenza, ma apre tanto l’angolo mettendo a nudo una prima relativa lentezza di un Djokovic meno brillante rispetto allo strepitoso avvio. È salita la combinazione di potenza e rotazione nella palla dello spagnolo, e questo dal secondo set ha spaccato in due la partita. (4-2). Anche dal punto di vista atletico Alcaraz è cresciuto, scatta meglio e arriva come un fulmine a colpire, come nella volée spettacolare sul 30-15 dell’ottavo game. Sul 5-3 Djokovic è di nuovo in difficoltà, Alcaraz impone una risposta vivace, profonda, “cattiva”. Meno reattivo, Novak sbaglia. 0-30. Rischia la Palla corta Djokovic, ma non gli esce eccezionale e Carlos corre e si prende il punto. 0-40, tre set point per lo spagnolo. Bravissimo Djokovic sul primo, dopo il servizio sballotta il rivale e chiude con un comodo smash sotto rete. Bene Nole anche sul 15-40, ottimo un contro piede. Ace sul 30-40, all’incrocio delle righe. Da campione, come sulle 35 palle break salvate sulle 48 concesse nel torneo (16 vs. Sinner…). Djokovic salva anche una quarta palla break, ma nemmeno un diritto cross splendido è sufficiente a chiudere il game più lungo del match. Il quinto Set Point è quello buono: Djokovic prova il vincente col rovescio lungo linea vedendo spazio dopo la risposta ma la palla atterra in corridoio. SET Alcaraz, 6-3, ancora con due break. Ora lo spagnolo è nettamente sopra al serbo per spinta, potenza, intensità. Ha la partita in pugno.
E tutto diventa palese in apertura del quarto set: dopo un turno di battuta a 15 vinto da Carlos, Novak quasi inciampa da solo cercando l’accelerazione col diritto. 0-30, la situazione a dir poco critica per lui, sotto la pressione del rivale e costretto a prendersi ora rischi enorme senza aver il controllo del tempo di gioco come nel primo set. Gli va bene e si prende un bel vincente, 15-30, ma poi sbaglia di metri un rovescio aggressivo impattando la palla solo di braccio, con le gambe bloccate. 15-40. Due palle break che già profumano di MP. Da campione Djokovic non molla, alza al massimo la velocità e con rovescio splendido forza l’errore di Alcaraz, 30-40; servizio e diritto al centro, si salva Novak, ma traballa sempre più. Come nel punto successivo, quasi investito dalla profondità dei colpi di Carlos e incapace di reggere. Con coraggio leonino si butta avanti Nole e cancella anche la terza palla break. Carlos vuole scappare via, dopo una risposta splendida, martella e infila il rivale col ricamo, smorzata ottima a campo sguarnito. Ace! Non molla Djokovic, si aggrappa ad ogni appiglio per restare in vita. Il gioco supera i 1o minuti, con un brutto diritto out di Carlos sulla quinta palla break, l’errore più grave perché si era in scambio. Con un meraviglioso rovescio lungo linea dal centro Alcaraz si prende la sesta chance… Niente, servizio e diritto al volo di Djokovic. Tutto in piedi il pubblico dopo il diritto che vale il game a Nole, tuona col pugno verso il pubblico, non cede, non crolla. 1 pari. Ma fa stretching, affaticato da un turno di servizio durissimo, anche mentalmente. Sullo slancio del game salvato, Djokovic ci prova in risposta, lascia correre il braccio e prova a mettere pressione, ma il fortino iberico è solidissimo, le gambe di Carlos arrivano ovunque e il controllo è eccellente. Il set scorre sui turni di battuta, piuttosto liscio, sino al 4-3 Alcaraz. Djokovic serve, non è perfetto e Carlos si porta 0-30 in risposta. Con servizio e un primo colpo di scambio a tutto Novak risale ma il game va ai vantaggi. Lo salva, aggrappandosi a tutto quel che, e poi in risposta prova un ultimo assalto. Con due lungo linea splendidi arriva a palla break sul 30-40, il pubblico è impazzito. Alcaraz gioca cauto, ma qua è Novak a sbagliare un colpo aggressivo che non doveva mai sbagliare… Poi Carlos trova un diritto cross talmente stretto dal centro che forse gli è uscito anche un filo fortunato, ma che palla… e in quel momento. Poi la difesa, con traiettoria alta col diritto che provoca l’errore di Djokovic. 5-4. È a un passo dal titolo. Djokvoic regge, ma sul 6-5 ecco che la gittata di Alcaraz diventa spettacolare e le gambe di Novak cedono. Una palla profonda di Carlos provoca l’errore di Novak. 15-40, due match point. Finisce qua, lungo il diritto di Djokovic. Game Set Match e titolo Alcaraz. BRAVISSIMO!.
(1) C. Alcaraz
vs (4) N. Djokovic 
TAG: Australian Open 2026, Carlos Alcaraz, Marco Mazzoni, Novak Djokovic

Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
de Minaur
Shelton
Auger-Aliassime
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Andreeva
Bencic
Ma non perdere tempo a rispondere a questo qui….è un ragazzino….avrà si e no 15 anni…..non ha mai visto giocare nessuno, a parte quelli di adesso….lascialo stare
Il confronto tra Sinner ed Alcaraz è più o meno al 30′ del primo tempo e aspetterei a dire chi vince la partita. Con un paio di quindici che giravano diversamente sarebbe stato avanti Sinner nei titoli slam. Poi c’è il risultato e se ti limiti a quello hai ragione. Tuttavia, se avessi tratto delle conclusioni nel passato nel corso delle sfide tra Federer-Nadal-Diokovic sai quante volte avresti potuto scrivere questo tipo di post?? Avresti facilmente trovato un dominio di uno sull’altro in vari momenti delle loro carriere molto più netto di quello tra Sinner ed Alcaraz che ripeto è solo di risultati non certo di gioco tant’è vero che stanno in parità sui punti fatti. Se vai a vedere i risultati troverai dei tremendi parziali a favore di uno sull’altro oppure delle supremazia totali su una superfice o su un’altra o ancora delle stese durissime che sembravano definire la superiorità di uno sull’altro. Con il tuo metro di giudizio, avresti concluso che Federer fosse quasi finito dopo che con Nadal non ci vinceva più e veniva sconfitto sull’erba e sul cemento (ci sono stati almeno tre 5-0 nei loro confronti diretti a favore di Nadal), che Nadal, che all’inizio aveva una incredibile superiorità con Diokovic (14-3), prese almeno un paio di volte dei parziali spaventosi (7-0, 11-1 !!!) da Diokovic che a quel punto sembrava diventare il dominatore assoluto del circuito..Ma per fare questa operazione bisogna fare i conti con il passato e non vivere solo in un eterno presente…
Sinner batterà ancora Alcaraz, ma solo nei 3 set, nei 5 sarà quasi impossibile enzo
Tutte balle grossolane.
Sinner stava benissimo e si è preparato con il massimo impegno, meticolisità, maniacalità, professionalitá e con un Team di massimo livello mondiale puntava a fare “tripletta” agli AO.
Non se lo sarebbe mai aspettato, Sinner, ma servendo in modo eccellente, da “big server” si è visto tornare indietro raffiche di mitragliate nei piedi in risposta, che destabilizzano chiunque.
Chiedere a Federer in caso di dubbi, o dare una occhiata alle tre finali Wimbledon su tre, tutte, che lo svizzero ha sempre perso con Djokovic.
Tornando a Sinner e passando agli scambi da fondo, anche qui Djokovic è riuscito a “krakkarlo” inserendo spesso e volentieri palle LENTE PROFONDE E PRECISE, che hanno tolto ritmo e sicurezza al südtirolese.
Dopodichè Djokovic tirava subito forte, a 150km, sulle righe, e faceva il punto.
A completamento del capolavoro di Sua Immensità Tennistica, il servizio del Serbo è stato implacabile, sempre , sempre presente e soprattutto al massimo nei punti importanti.
Sinner è stato destabilizzato, cotto a puntino poco a poco E HA PERSO, NON CI SONO SCUSE: HA PERSO perché sua immensità tennistica Djokovic a 38 anni e rotti è ancora in grado di metterlo in crisi e di batterlo.
Il chè, tra l’ altro, conferma anche che è giusto dare merito di indiscutibile GOAT a chi ancora si trova ai vertici mondiali assoluti, vicino ai 39 anni di età, e non certo guardando solo le suonate che impartiva a Federer quando entrambi erano al massimo della loro carriera e potenzialità.
in bacheca!!
In finale, Jannik vinceva.. Alcaraz fino a che Diokovic ne aveva (un set) è stato surclassato..poi non ne aveva più e ciononostante, se non faceva un paio di errori alla fine del quarto sul servizio di Alcaraz andava al quinto…
Comunque bisogna ammettere che i fanatici rosicatori ci sono per tutti…..si notano proprio quando il campione di turno perde e tutti spariscono …..
sul riconoscimento sportivo sono d’accordo con te….su quello umano diventa molto discutibile. Per non parlare dei suoi tifosi….mai visti tanti crocifissi e mani giunte in un evento sportivo….. sembrava di essere ad un convegno di Salvini
Onore al vincitore e onore allo sconfitto !!!
Due grandi campioni a confronto !!!
Non ho letto niente, ma penso chr la finale fisse scontata.io prnssvo in 3 set, invdce Djokovic ha invrntsto un bel primo set, ma e’ stato il canto del cigno. Penso sarebbecstata piu’ bella la solita finale con Sinner, ma cosi’ e’ stato, peccato. Onore a Djokovic, e adesso a rincorrere Alcaraz. E sara’ una rincorsa molto difficile. Ma io sono con JS.
@ La bocca della verità (#4556952)
Sottoscrivo in toto.
nessuna rosicata per i fan di nole. ha vinto 24 slam, ha fatto un’altra finale a quasi 39 anni. ha lottato per se stesso e per la sua gente. solo applausi per l’immenso nole djokovic. e lo scrive un fan di rafa nadal. ma la grandezza del serbo non può essere contestata.
Alla fine della fiera, l’unico che è riuscito a impegnare Alcaraz è stato Zverev. Oggi per la terza volta in una finale slam, Carlitos ha battuto Nole senza se e senza ma. L’unico che può giocarsela con lo spagnolo è “il crucco che vive a Montecarlo per non pagare le tasse” così chiamato dall’ultras di Djokovic.
@ Mauro N (#4557030)
Io ho tifato per lui tutta la partita. Nole è il piú grande di tutti i tempi. Alcaraz lo emulerà? Non credo, lo spagnolo non mi sembra propenso alla vita spartana del serbo enzo
Gia la ggente non gli perdonava di essere fuori dagli schemi, quando ha avuto il coraggio di non piegarsi alla funzione plandemica si é fatto nemico per sempre una grande quantità di ignavi e normies vari
Si toglie la maglietta Sinner e vedi uno scheletrino, si toglie la maglietta Alcaraz e vedi, tolta la testa, il Davide di Michelangelo enzo
Detto che Alcaraz é il vero n1 e lo sostenevo dai tempi in cui venivo spernacchiato dai soliti ultras invasati, sorrido a leggere di tutti quelli che danno giá fatto il grande slam.
Per prima cosa salvo lunghi infortuni e crisi varie, la cosa di gran lunga più probabile é che sia Sinner ed Alcaraz vinceranno almeno uno slam all’anno per il prossimo decennio, togliendosi così la possibilità a vicenda di fare il grande slam.
E per il prossimo Roland Garros sento che vincerà un italiano, ma potrebbe essere Musetti. (Oggi direi 65% Sinner 35% Musetti )
La quarta superficie quale sarebbe?
Vittoria ampiamente prevedibile e prevista. Un Sinner minore, come quello visto già prima della semifinale con Djokovic, difficilmente avrebbe potuto tenere testa allo spagnolo. Vedremo il futuro cosa ci riserverà. Pur essendo un tifosissimo dell’altoatesino, fatico a credere che Alcaraz a fine carriera non vinca più slam del nostro campione. Sempre che il fisico e (soprattutto) la testa di Alcaraz reggano e sempre che Sinner non si inventi qualcosa di straordinario per tenerlo a bada negli scontri diretti. Anche se, onestamente, non vedo cosa Sinner potrebbe fare più di quello che sta facendo per migliorare il suo gioco.
Vittoria ampiamente prevedibile e prevista. Un Sinner minore, come quello visto già prima della semifinale con Djokovic, difficilmente avrebbe potuto tenere testa allo spagnolo. Vedremo il futuro cosa ci riserverà. Pur essendo un tifosissimo dell’altoatesino, fatico a credere che Alcaraz a fine carriera non vinca più slam del nostro campione. Sempre che il fisico e (soprattutto) la testa di Alcaraz reggano e sempre che Sinner non si inventi qualcosa di straordinario per tenerlo a bada negli scontri diretti. Anche se, onestamente, non vedo cosa Sinner potrebbe fare più di quello che sta facendo per migliorare il suo gioco.
E continuo a vedere e leggere ovunque odio e invidia nei confronti di Nole dal popolino italiano. Dovremmo tutti, indipendentemente dal tifo, inchinarci davanti questo campione infinito che continua a fare cose mai viste, ma la frustrazione della gente è troppo grande
Io la partita purtroppo non l’ho vista, ma a questo punto mi sembra chiaro che da fresco, primo set, Nole e’ riuscito ad essergli superiore nel gioco, eta’ quasi 39 contro 22 e già questo fatto e’ straordinario, perciò verra’ fuori da questi AO con delle certezze e piu’ serenità’ di prima. Per Sinner, purtroppo si mette un po’ male, il distacco dal murciano si accentua, speriamo in una reazione positiva. Altrimenti si mette male.
@ Andreas Seppi (#4556997)
Perché affermi che è inaccettabile che Sinner abbia perso da Djokovich? In una partita di tennis può succedere di tutto, anche che l’attuale n. 2 al mondo perda contro il più forte di sempre. Djokovich è arrivato al match contro Sinner molto più riposato e, forse, più motivato. Il serbo sa bene come battere entrambi i due dominatori del circuito, in interviste precedenti disse che il suo problema contro quei due era che li incontrava negli ultimi turni, quando ormai le sue energie erano calate, vista l’età. Ma, affinché possa vincere il 25mo slam dovrà accadere che il suo percorso sia facilitato da qualche ritiro nella prima settimana o inizio seconda e che lui non debba affrontarli entrambi.
Non ne avremo mai l’evidenza, tuttavia se la versione di Djokovich che si è vista contro Sinner avesse sfidato Alcaraz in semi, secondo me l’esito non sarebbe stato affatto scontato in favore dello spagnolo.
Fatte tutte queste considerazioni, per me Nole ha vinto il suo slam battendo Sinner in semi, mentre Alcaraz ga confermato il grandissimo fuoriclasse che è. Vincere 7 slam prima di compiere 23 anni e concludere così precocemente il career gran slam è qualcosa di storico! Allo stesso modo, rivaleggiare contro il n.1 al mondo intero una finale slam e togliergli pure un set e battere il n.2 al mondo al quinto set a quasi 39 anni suonati è qualcosa di storico!
Ogni match ha una storia a sé,il tennis si gioca in due.
Nole con Musetti pativa tanto le rotazioni di dritto colpendo spesso fuori equilibrio,con Sinner (anche perché riposato) ha goduto di colpi meno profondi e potenti del nostro, soprattutto centrali sul dritto.
Il match di oggi è l’inevitabile risultato di un incrocio tra piani tattici e stati di forma diversi con l’esuberanza di Alcaraz che ha recuperato meglio le fatiche in semifinale e con Nole,esemplare,che dopo un grandissimo primo set restava aggrappato al match cercando di recuperare energie tra un servizio e l’altro rilassando le spalle quando il risultato era segnato e ricomponendosi quando c’era da fare lo sprint. Questo dovrà imparare Jannik,la gestione delle energie.
Tra Sinner ed Alcaraz,semplificando molto c’è questa differenza: il primo si sa che farà e quando è in giornata (quasi sempre) comunque non basta ad arginarlo;Alcaraz invece non sa neppure lui a volte che farà, è destabilizzante ma anche soggetto a rischi.
Ultima considerazione: guardiamo e riguardiamo il dritto in spinta di Djokovic,spesso si parla del rovescio leggendario ma pochissimi colpiscono la palla alta,staccando da terra,con tale equilibrio e capacità di andare lungolinea o incrociato anche stretto.
Spettacolare.
E anche Mazzoni riconosce che Carlos Alcaraz é il vero n1.
Ho visto solo adesso….non era comunque rivolto all utente Merlino….ma quell altro di cui non ricordo neanche il nome ….pardon
Ah ah ah grande….ma chi può pensare che un tifoso del piu vincente di tutti I tempi possa rosicare? Solo un demente……casomai saranno gli altri a rosicare….mi sembra talmente evidente e lapalissiano….il mondo è bello perché è avariato….
Alla fine penso quasi sia stato meglio per Jannik perdere in semi una battaglia contro Nole che probabilmente in modo molto più pesante (non credo sarebbero andati oltre i 4 set come a New York) contro Alcaraz. É nonsense lo so ma per me è troppo più importante il duello con lo spagnolo e la psicologia che ne risulta.
Purtroppo oramai Alcaraz è andato in fuga e sarà irraggiungibile….salvo infortuni diventerà il GOAT anche perchè a differenza dei Big Three non ha oramai superfici dove è inferiore. Ha colmato il gap sul cemento con Sinner…gli rimarrà solo da colmare il gap sul cemento indoor….Spero tanto che nel tentativo di raggiungere Alcaraz non snaturino il gioco di Yannik…. Il Sinner visto in Australia è sempre un fenomeno ma che ha giocato più corto e con meno velocità dei suoi apici
Mi sono connesso ora. Sono già partite le sentenze su Sinner come “eterno secondo”, “qualche volta Alcaraz gli cederà qualche slam (da infortunato)”, “siamo davanti al più grande fenomeno del tennis di sempre”, “vincerà 30 slam”? Grazie per gli aggiornamenti!
secondo me alcaraz non è piu forte dell’anno scorso….mi sembra che sinner sia sceso di livello ma sa come risalire quindi non prevedo nessun dominio assoluto….a questo aggiungerei invece il livello mostrato di musetti che è l’unico dietro ad aver fatto progressi ….l’anno è ancora molto interessante e non cosi’ certo
Si ed è il più giovane di sempre ad esserci riuscito
Sinceramente non credo che i tifosi di Djokovic abbiano motivi per “rosicare” come dici tu: il loro idolo li ha riempiti di soddisfazioni, compreso l’aver raggiunto una finale Slam nella quale in pochi credevano. Un po’ di delusione ovviamente ci sta, perché circa l’80% tra esperti di tennis e appassionati, incluso il sottoscritto che non lo considerano il GOAT aspettava proprio questa impresa leggendaria per riconoscere ciò che i suoi sostenitori dicono da tempo. In ogni caso Djokovic è ancora molto competitivo e avrà sicuramente altre occasioni per riprovarci
Io penso che chi veramente e sinceramente fa il tifo per il Leone di Serbia (quindi non io, che lo tifavo eccezionalmente nel frangente odierno) non rosichi un accidente ma si limiti a provare tanto orgoglio per quel che il proprio beniamino ancora sa fare in campo a quasi 39 anni.
Invece chi vive il proprio rapporto con questo Campione in uno stato di fanatico e completo invasamento, gente facile da riconoscere perché non appena Giocovic vince vomita sarcasmo e talvolta insulti verso chi non condivida la scelta partigiana, quasi certamente rosica.
E se lo merita, fino a consumarsi i denti, mi auguro.
Carlos, oggi, ha reso giustizia al tennis, e ha sgonfiato il sederone serbo “a suon di calci”.
Del resto, il lato B di Noluccio, per come è stato spremuto in queste due settimane, non ne aveva veramente più..
Vogliamo dirlo che il Djokovic di oggi non era quello di venerdi ? Sinner l’aveva cucinato
Non fa una grinza quello che scrivi, ed è esprime la mia preoccupazione che in realtà avevo sin dall‘avvento di Alcaraz. L‘anno scorso soprattutto con la vittoria a Wimbledon Jannik con prestazioni paurose aveva messo una pezza sui miei timori ma questo torneo li ha riaccesi alla grande. Io spero solo che Sinner continui a crescere e voler crescere come ha fatto finora e come ha dovuto fare Djokovic chiuso da Federer e Nadal
Complimenti a Carlos, attualmente il più forte.
Inaccettabile che jannik abbia perso da Nole come un pivello qualsiasi facendosi intortare cosi
Nonno Nole più di così non poteva fare.
Sinner dovrà fare profonde riflessioni e capire bene cosa sta succedendo.
In finale con Alcaraz si può perdere e forse avrebbe perso anche questa.
Ma con un anziano in declino in un modo o nell’altro la devi portare a casa.
Passaggio a vuoto inaccettabile.
Carlos aveva un solo problema: concentrazione intermittente per la quale commetteva errori grossolani. Ma era solo questione legata alla giovanissima età. Al di là del record raggiunto mi sento dire che dopo 60 anni che seguo il tennis Alcatraz è il giocatore più completo che abbia visto. Nole è infinito e in questi due match ha dimostrato di essere il più grande di tutti i tempi.
Si per me erano superiori, Alcaraz al suo massimo ci poteva competere. Secondo me solo lui, poi va vista anche la longevità, Alcaraz ha solo 23 anni. Comunque ognuno ha la sua epoca, oggi c’é un n.1 acclamato con un n.2 a debita distanza che qualche volta potrebbe batterlo…ma solo se é in condizione fisica e Alcaraz cala un pò. Più facile che Sinner possa farcela nei 1000 e nel masters perchè sono 2 su 3
Congratulazioni a Carlos, ma non lo scopriamo certo oggi che il ragazzo è un talento supportato da un gran fisico.
E non penso che c’entri la preparazione, il preperaratore atletico, si è allenato poco, e altre scemenze che leggo…a quei livelli tutti si allenano. È al 50% anche genetica. Essere di forte costituzione, fortune.
Ma gli espertoni profeti del sito che preconizzavano grandi sventure per lo spagnolo dopo l’addio a Ferrero, che fine hanno fatto? A già ancora funzionano gli allenamenti del vecchio coach…
@ tinapica (#4556963)
Avesse conquistata la V partita nel senso: se avesse conquistato l’accesso alla V partita.
Se poi l’avesse conquistata vincendola non ci sarebbe stato alcun chissà…è ovvio.
Un Carlitos mostruoso, senza se e senza ma,bravo,bravo,bravo.
Chapeau a Nole infinito campione e leggenda di questo sport,in grado a 39 anni di avere prestazioni che neanche lui credeva fossero possibili.
Aspettiamo adesso la risposta dei nostri…il Benzinaio ed il Muso.
Oggi è il giorno del rosicamento per i tifosi di Djokovic.
Una rosicatina per uno non fa male a nessuno!
E un bravissimo ad Alcaraz che non si è lasciato intortare.
Non mi hai mai risposto….te lo ho chiesto varie volte…..ma tu quanti anni hai ? Ha vergogna a dirlo? Sicuramente si…..perché se lo dici poi sei sgamato da tutti….dal tenore dei tuoi commenti ho capito tutto…..ma non ti preoccupare, vai tranquillo….c è spazio x tutti….è la passione x il tennis che ci unisce tutti
Djokovic ha perso il quarto set e dunque la finale sul primo punto del 12esimo gioco. 24 scambi durissimi, a tutta potenza e il suo fisico gli ha presentato il conto: da quel momento i suoi movimenti sul campo si sono bloccati e ha sbagliato tutti i colpi.
Caro Nole, visto che ormai il tennis è riservato ai soli superatleti,se alla tua età riuscirai a trovare un modo per battere questi due in fila adesso che sono nel pieno delle loro forze fisiche, darai inizio a una nuova era di questo sport.
E’ già un mito nell’eternità, il più grande di tutti, senza alcun dubbio, e non c’era mica bisogno del 25mo slam.
Torneo che in qualche modo dimostra che Muso Zverev e Nole sono più vicini ai due di quanto non fosse l’anno scorso, le finali slam avevano creato una voragine mentre ora sembra tutto un po’ più normale
Carlito’s Way too strong!
Lo scontro di oggi è stato da uno dei big 3 con quasi 39 anni e l’altro di 22. Questo per dire che i paragoni non hanno senso. Ci vorrebbe un confronto tra Djokovic e Alcaraz a pari età, che ovviamente ad oggi non è possibile. Forse con l’intelligenza artificiale, chissà…
@ magilla (#4556946)
Alcaraz gioca per vincere ed ll livello è adeguato alla forza dell’avversario, se ve ne fosse stato bisogno avrebbe alzato il livello del proprio gioco,questo lui lo sa fare bene a differenza di qualcun’altro…
Eh già
Il Serbo aveva troppi debiti con la sorte che lo aveva portato in finale (leggasi primi turni=allenamenti, un ottavo in wo, un quarto dove stava venendo asfaltato alla grande, una semi con un avversario che l’ha persa) è giusto così. Per quanto col truzzo vincente, ma almeno l’ha meritata fino in fondo!!!
Gran carattere di Alcarazzo per ottenere lo 0-15 nel gioco finale e decisivo.
Giocovic incredibile, fino in fondo veramente incredibile, ed allora il giovincello accettò il fatto di dover fare gli straordinari per tenergli la testa sott’acqua in un frangente così decisivo.
Rimpiangerà a lungo quell’errore in lunghezza sulla strapPalla avuta sul 4-4, IV partita: fosse andato 5-4 e battuta e avesse conquistata la V partita, chissà…
Troppo falloso nei punti decisivi, anche nel IV parziale in cui aveva rialzato il livello e l’attenzione, ma non si può far altro che alzarsi in piedi per un lunghissimo applauso al Leone di Serbia, che anche oggi, con le pile scarichissime, un mezzo miracolo l’ha fatto.
Ci sono voluti due “nipoti”, i più forti nati negli anni 2000, uno dopo l’altro consecutivamente, per battere il nonno.
E basti questo.
Con altre premesse gioirei per la vittoria di Carletto, che mi sta simpatico e gioca in un modo straordinario e divertente.
Ma oggi no: mi preoccupa troppo la possibilità che possa realizzare l’Impresa Suprema dei 4 Tornei Maggiori in questo 2026.
Se si riprenderà pienamente in tempo dall’infortunio patito pochi giorni or sono io confido in Lorenzo, il Magnifico da Carrara, perché a Parigi gli impedisca di mettere il secondo tassello verso l’Impresa Suprema.
Per ora applaudo AlcarazGarfia, con preoccupazione.
@ Seiichiro_style (#4556957)
Spagnolo?
Fenomeno Alcatraz.Complimenti allo spagnolo
E non mi si venga a dire che i big 3 erano superiori ai big 2.
A proposito l’ ultimo treno è passato.
Due paroline per portar pace ed armonia dopo due settimane dure e indigeste per tutti noi. Per me, boccone amaro da tifoso di Musetti, che vedo già oggi superiore a Sinner (il suo exploit australiano è sul cemento, ricordiamolo, superficie a lui meno congeniale). Opinioni, ci mancherebbe. Boccone amaro anche per i fan di Sinner.
Detto questo, piantiamola, me compreso, con rabbia e insulti, che sono tempi già di per sé duri e astiosi. Ci rimette il sito e, di conseguenza, noi.
Concludo. Detu, caro, nonostante le tue intemperanze ti vogliamo bene. Un suggerimento che mi permetto di dare è di respirare profondamente prima di scrivere, prendi tempo. Io farò altrettanto. Siamo tutti per la pace. Ciao
Il nostro Carlitos è un grande campione. ONORE anche a te, intramontabile Nole!!
No, sinner è stato miracolato dal serbo. Gli ha fatto, almeno spero, capire certe cose, certe idiosincrasie, certi fantasmi residenti, che al livello a cui l:italiano era arrivato,sembravano essersi definitivamente dissolte. Non è così, molta strada da percorrere, con umiltà e posatezza, senza rincorrere niente e senza farsi logorare da una continua ossessiva ansia di prestazione. Lo spagnolo ora è il più forte, sia chiaro ..
Complimenti per questo commento onesto, pulito e strutturato in modo impeccabile.
Onore a Carlos che ha dimostrato nel numero dei titoli e soprattutto Slam di essere superiore a Jannik nonostante l’età e le statistiche peggiori , ma il tennis è uno sport complesso.
Anche venerdì Jannik ha avuto migliori statistiche ma ha vinto Djokovic.
Djokovic non ha potuto ripetere il miracolo di venerdì, ma venerdì è stato aiutato tanto da una condizione atletica preoccupante di Jannik e da errori decisivi nelle 16/18 palle break.
Certo Djokovic è stato molto fortunato , con un tabellone ridicolo e due walkover ma questo è il tennis, non ha rubato nulla, si è giocato da fenomeno le sue poche possibilità, così non ha fatto Jannik.
Come con Musetti con Fiorucci, va compreso se Ferrara è l’anello debole e decisivo del team o sono solo coincidenze .
Di sicuro c’è che le condizioni atletico fisiche di un ventenne non possono essere inferiori a quelle di un quarantenne e questa situazione non può compromettere 4 tornei importanti (di cui 2 Slam su duro ).
Ripeto, onore al #1, stavolta meritato sul campo.
Non me ne vogliano i tifosi di Djokovic, ai quali va la mia più sincera solidarietà, ma come ho ribadito più volte il concetto di GOAT dovrebbe nascere dall’osservazione dei giocatori nel loro apice assoluto, quando talento, corpo e mente coincidono. Djokovic ha superato Sinner al termine di una battaglia durissima, confermandosi ancora una volta un campione straordinario, ma Jannik era chiaramente lontano dalla sua migliore versione. Già contro Spizzirri avevo avvertito segnali inquietanti, dubbi sul suo reale stato e sulla possibilità di andare avanti nel torneo.
Resto convinto che il miglior Sinner batterebbe il miglior Djokovic, così come farebbero Nadal, Federer e — oggi in modo lampante — Alcaraz, che non ha lasciato scampo a un Djokovic comunque immenso. Novak resta uno dei più grandi di sempre, un gigante del tennis moderno, ma non il più grande in assoluto: sembra mancare sempre quel lampo finale, quell’attimo epico che trasforma la grandezza in mito e consegna un campione all’eternità
Numero uno senza se e senza ma.
Unico timore che possa sentirsi appagato, dopo aver macinato record su record e incassato 7 slam su 4 superfici diverse a 22 anni.
Poi peró penso a chi é Carlos e ogni timore svanisce.
Forza!
Si ma io temo possa fare anche quello vero e che Sinner sia troppo distante. N.1 o 2 alla fine negli slam é lo stesso, però la distanza tra Alcaraz e Sinner in questo momento c’é ed é evidente. Speriamo si inverta tutto.
Esattamente….quello che dico sempre anch’io….a parte sinner,che comunque x me non è al suo livello purtroppo, non c è veramente nessuno dietro….se non esce qualche fenomeno fra qualche anno,alcaraz vincerà ben piu di 30 slam ….altroché ai tempi dei big3, che oltre ad essere in 3 a spartirsi la torta,avevano anche murray e wawrinka….comunque non è neanche giusto fare confronti fra alcaraz e sinner….teniamoci stretto jannik e godiamo di ogni vittoria sua negli slam e altro,poche o tante che siano…..ma alcaraz è di un altro livello, prima fisico e poi di tennis….
è chiaro che un djokovic graziato da musetti e la non presenza del ceco,era nelle condizioni ideali per battere un sinner grandioso al servizio ma inefficace nel resto.Oggi il serbo ha fatto il piu bel set del torneo ….poi la stanchezza dei set che oggi aveva, hanno dato via libera ad un alcaraz di medio livello (medio per lui)…..non c’è stata piu partita.
32 vincenti e 46 errori non forzati, il match di Nole si riassume in questi numeri, falloso, precisione a corrente alternata, con Alcaraz semplicemente non te lo puoi permettere.
Ampiamente previsto, Djokovic era quasi impossibile potesse superare Sinner e Alcaraz in due partite consecutive,le possibilita’ dí vincere un’altra Prova slam per lui sí riducono al lumicino avendo a che fare con due mostri quasi sempre on fire.
Chapeau Mazzoni, un articolo assolutamente perfetto!
lo shotmaking visto contro sinner nel quarto e quinto qui c’è stato solo nel primo e a pochi sprazzi
Grande onore ad entrambi, anzitutto a Carlitos che si è dimostrato un campionissimo non solo tecnicamente, ma anche di testa e fisico.. voleva fortissimamente questo Ao e se l’é preso non mollando mai di un centimetro e dimostrandosi il più forte, poco da fare.. Nole pure esce splendidamente da questo torneo, dove é stato si fortunato con Musetti, ma tra Sinner e Alcaraz, oggi in balia nel primo set, riscattatosi alla grandissima.. davvero magnifico, non credevo a questo livello alla vigilia
Che fenomeno. Numero 1. Questo AO era un banco di prova molto scivoloso, lui ha risposto presente e ha fatto il Career Grand Slam. Che dire? Campione straordinario, godiamocelo!
Onore a Djokovic. Ma un quasi 39enne non dovrebbe arrivare in finale. Non è un buon segno per il resto del field. Musetti per sfortuna, Sinner non so perché glielo hanno permesso
ma ha completato il career gran slam?
Questo torneo purtroppo mette a nudo con evidenza lampante, alimentata da dati e numeri inequivocabili ed incontrovertibili, uno squilibrio che inizia a diventare importante nella rivalità tra Sinner e Alcaraz, chiaramente a favore di quest’ultimo.
Lo spagnolo, più giovane di due anni, resta avanti 10-6 negli sconti diretti ma allunga 7-4 negli Slam, vincendo l’ultimo che mancava alla sua già ricchissima collezione.
Ciò che però maggiormente preoccupa e fa riflettere per il futuro del loro antagonismo è il rendimento sulla lunga distanza, quando le partite si protraggono e diventano vere e proprie battaglie fisiche e di nervi. È qui che il divario tra i due diventa un abisso e si apre un solco che assomiglia sempre più ad una vera e propria voragine.
Il confronto dei record nelle partite concluse al quinto set è impietoso: 6-11 per Jan, contro il clamoroso 15-1 di Carlitos (l’unico che è riuscito a batterlo al set decisivo di uno Slam è stato Berrettini al long tie-break degli AO22, era un terzo turno).
Ma ancora più inquietante è una statistica che non lascia spazio a troppe interpretazioni: quando il match supera le 3 ore e 50 di gioco, Sinner è – udite udite – 0-9!!!
Se pensiamo che i 4 tornei di gran lunga più importanti, il sogno proibito di tutti i giocatori, si giocano (ancora e per fortuna) sulla lunga distanza, alla luce di queste evidenze non è facile restare troppo ottimisti per il futuro della loro rivalità, e pensare che questa si rivelerà un testa a testa dove a regnare sarà un totale equilibrio e la massima incertezza.
Detto questo, e tralasciando i complimenti per l’eterno Novak Djokovic (che meriterebbero un post a parte), non ci sono più parole per descrivere questo straordinario prodigio venuto da Murcia, possiamo solamente porgergli sportivamente i nostri più sentiti complimenti.
Pertanto, giù il cappello dinnanzi a Carlitos, che oggi entra definitivamente e a pieno titolo tra i più grandi tennisti di sempre. Ad appena 22 anni ha già vinto più Slam di Becker ed Edberg, gli stessi di McEnroe; inoltre, a differenza loro, può vantarsi di avere (già) completato il Career Grand Slam.
Ormai la sfida non è più soltanto col rosso (e l’intramontabile Nole, fino a quando reggerà): da adesso in poi si incomincia a giocare in primis contro i numeri e la storia.
Storia che ad oggi parla serbo e risponde proprio al nome del rivale appena sconfitto, ma la caccia ai suoi record è oramai ufficialmente aperta.
Questo è il fantasma del serbo che fu.
Salvato da Musetti, miracolato da Sinner, purgato da Alcaraz.
Carrer Grand Slam a 22 anni. O esce fuori qualche nuovo fenomeno o il murcino tira dritto a tutti i record