Vacherot, guai a chiamarlo meteora. E lui dopo l’accesso ai quarti a Monte Carlo: “Mi pongo dei limiti? No”
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“Bellissima storia”. “Eroe della settimana”. “La favola dell’anno”. “Bravo ma non durerà”. Questi alcuni dei titoli e appellativi accostati a Valentin Vacherot da Shanghai 2025, il torneo che lo scorso ottobre ha elevato clamorosamente questo ragazzone di Monaco dalle secche dei Challenger al grandissimo tennis. Dopo sei mesi di vita al massimo livello nel tour, è bene cancellare la parola “meteora” dagli aggettivi vicini a Vacherot, che grazie all’accesso nei quarti di finale del torneo di casa è virtualmente nuovo top 20 nel ranking ATP. Ma il metro di Valentin non sta nei numeri. Tutt’altro. Vacherot è persona interessante, profonda. È un giovane che scelse di seguire le orme del cugino Rinderknech e formarsi nel qualificato mondo universitario statunitense, dove ha studiato e giocato alla grande a livello NCAA. Poi con qualche dubbio ha provato la carriera Pro, e qua la faccenda si è complicata, per vari motivi. Diversi infortuni, uno grave quando era sulla soglia di entrare nei primi cento, ma soprattutto la difficoltà nel prendere consapevolezza di se stesso. Quando hai qualità tecniche, fisiche e morali, e inizi ad aver maturato una esperienza consistente, a volte basta un torneo a cambiare tutto, a scrollare di dosso incertezze e finalmente credere in te stesso. Ci vuole anche un pizzico di buona sorte, certo, come è accaduto con l’ingresso nelle quali a Shanghai da alternate… ma i pezzi del puzzle si erano disposti proprio nel verso giusto e probabilmente Vacherot, in qualche altro modo, sarebbe arrivato lo stesso nel grande tennis perché il grande tennis ce l’ha dentro. Il torneo che sta disputando a Monte Carlo ne è l’ennesima, fortissima, conferma.
Non batti un Musetti, seppur fuori ritmo, se non possiedi colpi e tigna del lottatore. E ancor meno riesci a venir fuori da una partita – bellissima – come quella di ieri sera contro Hurkacz, dove Valentin ha giocato a tutto campo, servendo pure male ma lottando come un leone e mostrando qualità di resistenza e difesa meravigliose. Hubert ha attaccato molto col suo rovescio, ha aperto gli angoli a più non posso ma Vacherot ha rimesso una quantità di palle incredibili con la lucidità di chi non sparacchia affatto ma costruisce lo spazio per un successivo affondo. Cuore, un contesto che lo stimolava a dare tutto, ma c’era anche tantissimo tennis. Colpi calibrati e mai banali, propedeutici a un successivo attacco. Diritti pesanti dagli angoli, rovesci di costruzioni e poi ficcanti, con parecchie discese a rete prepotenti a prendersi il punto. Una bellezza. Vacherot è un tennista “fatto e finito”, non gli manca molto tecnicamente, sa giocare su tutte le superfici e soprattutto è un “giocatore”, è uno che sa lottare e scegliere il momento per rischiare. È un tennista assai pericoloso perché è totalmente consapevole di come si vincono le partite e non butta via niente.
Nel 2025 dopo l’exploit a Shanghai, Vacheort ha fatto i quarti di finale a Parigi indoor, quindi nel 2026 ha raggiunto i quarti ad Adelaide, terzo turno agli Australian Open (battuto da Shelton), quarti da Acapulco e ottavi a Miami, risultati molto buoni se consideriamo anche il fattore che per lui tutto era nuovo: contesti, condizioni, la richiesta del tenere molto alto il livello di settimana in settimana. Valentin non è affatto una meteora, è un gran bel tennista e chi vi scrive è terribilmente curioso di vederlo sull’erba e poi a Wimbledon: con quel servizio, quella buona risposta e la rapidità micidiale nel verticalizzare e andare a prendersi il punto, se fossi uno dei forti vorrei vedere il monegasco il più lontano possibile in tabellone… Restando alla terra e all’attualità, sono interessanti le sue parole pronunciate dopo la vittoria su Hurkacz.
“Le condizioni erano piuttosto lente, molto umide, con scambi lunghi: bisognava costruire il punto in ogni modo possibile. Le dinamiche del match sono cambiate più volte, con continui ribaltamenti. Alla fine, tre set incredibili… Non era facile trovare vincenti, ma sono soddisfatto di essere rimasto aggressivo nel terzo set. Più le partite si allungano, più mi sento fiducioso. La mia condizione fisica è uno dei miei punti di forza” afferma Vacherot, diventato il “bello di notte” nel Principato, nonostante campi più lenti che, teoricamente, non dovrebbero aiutarlo… “In queste condizioni di grande umidità devi lavorare molto di più ogni punto rispetto ad altre situazioni. Forse ai miei avversari piace ancora meno. Dopo partite del genere, quasi preferisco uno stadio così, non pieno, ma con un’atmosfera pazzesca e con tanti volti familiari sugli spalti: membri del club, gente che conosco… È incredibile”.
Fanno notare che grazie all’accesso ai quarti, Valentin ha sorpassato il fratello Benjamin Balleret nel torneo, eliminato agli ottavi nel 2006. “Benjamin ormai non ha più niente (ride). Ma non penso a questo. Penso solo al fatto di essere nei quarti di finale. Superarlo non era nemmeno un obiettivo. Fino a qualche settimana fa non ci pensavo proprio. Già l’anno scorso, vincere un turno era stato importante per me. E ora essere ai quarti… faccio ancora fatica a crederci”.
Vacherot ha mostrato anche un certo carattere, pure un po’ “fumino” quando se l’è presa coi fotografi. Una pentola che a un certo punto esplode? “Bisognerebbe chiederlo a Benjamin, a Guillaume, ai miei coach… Non è certo la prima volta. Sento che è qualcosa che ribolle dentro. È un aspetto su cui devo ancora lavorare. A volte la tensione sale, sale… e quando poi cala, mi rilassa. E in certi momenti mi aiuta anche a giocare meglio. Rompere una racchetta però no, anche se il mio team forse ogni tanto lo vorrebbe. Il problema è che me la prendo con me stesso: mi è successo molte volte di colpirmi, lasciandomi segni sulla coscia”.
Ingresso in top 20, ma non è affatto un punto di arrivo: “Sapevo che prima o poi sarebbe successo” commenta Vacherot. “Ora il mio obiettivo è essere il più in alto possibile nel ranking al momento di Shanghai il prossimo ottobre, dove dovrò difendere i punti del titolo dello scorso anno. Ma con quello che sto vivendo adesso, mi pongo dei limiti? No, non me ne pongo. La top 20 è fantastica, certo. Ma ora penso solo al fatto di essere nei quarti qui”.
De Minuar è il classico “cagnaccio” che non regala niente ma su terra battuta non è esattamente a casa. Se Vacherot non pagherà gli sforzi di una settimana davvero intensa dal punto di vista fisico, chissà che non possa continuare a stupire e issarsi addirittura in semifinale. È l’uomo delle imprese, quindi Demon è avvertito…
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Masters 1000 Monte Carlo 2026, Valentin Vacherot

Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
Auger-Aliassime
Shelton
de Minaur
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
Vediamo cosa ha fatto da Shangai in poi:
M1000 Shangai: W Bublik-Machac-Griekspoor-Rune-Djokovic-Rinderknech
ATP500 Basilea: 1T (FRITZ)
M1000 Parigi: QF Leechka-Rinderknech-Norrie-(FAA)
ATP250 Brisbane: 1T (KORDA)
ATP250 Adelaide: QF Kecmanovic-Kokkinakis-(FOKINA)
GS AO: R32 Damm-Hijikata-(SHELTON)
Davis Astana: 2-0 Bublik-Shevchenko
ATP250 Delray Beach: 1T (MICHELSEN)
ATP500 Acapulco: QF Wang-Monfils-(NAKASHIMA)
M1000 Indian Wells: R32 Borges-(RUUD)
M1000 Miami: R16 Navone-Berrettini-(FILS)
M1000 Montecarlo: Cerundolo-Musetti-Hurkacz
Non mi pare abbia perso con delle pippe, e di giocatori forti ne ha incontrati.
In realtà quasi qualsiasi giocatore da challenger intorno al 150 è assolutamente in grado di vincere partite nei tornei atp ed anche nei 1000 se ne avesse le possibilità e per come è strutturata la classifica, un intero anno di “bonus” di questo tipo è sufficiente a creare un volano positivo(anche di fiducia) e rimpiazzare i punti del 1000 vinto quando scadranno.
Il problema di questo tipo di giocatori è sempre nella continuità fisica e mentale, per cui non appena hanno un calo per qualche motivo, e finiscono fuori dai tabelloni principali dei grandi tornei, poi non hanno le qualità per riprendere quota velocemente.
Si comincia col non essere più testa di serie e finire per incontrare Sinner, Zverev, etc al primo turno, alla forma che se ne va, finchè i risultati si diradano e rimangono poche cambiali da pagare che provocano ansia…e si torna al valore medio atteso che è il 150…
Vacherot è clamoroso, epocale, ma anche in passato ne abbiamo viste tante di queste parabole…
…e della gnocca 🙂
@ custer (#4589255)
no
@ TonyH (#4589278)
beh V ha avuto infortuni e cose varie, Nardi è un giovinetto, è nella fase no, ma prima dei 27 lo rivedremo anche lui
@ guido Guest (#4589288)
qualcuno considera Berrettini un meteorite
molti ragazzi scelgono le high school e le università americane lo diceva piatti qualche tempo fa in luogo dei primi anni nel circuito e sicuramente è una scelta vincente sia come formazione (una laurea è meglio di zero) che come sport (i giri per circuiti itf e simili devono essere molto stancanti e tristi rispetto ai circuiti universitari americani non parliamo poi delle strutture a disposizione per vivere ed allenarsi)
Nella race di quest anno, quindi da Gennaio ad ora è 25.
Non male. Molto continuo, come evidenzia l’ articolo.
In effetti, scaduti quelli ad oggi gliene rimarrebbero 950, che gli garantirebbero la top 50. Ma se continua a giocare così e trova qualche sorteggio buono nei tornei importanti (ricordiamoci che è una tds anche abbastanza alta!) non vedo perché non dovrebbe guadagnare tanti altri punti.
“Qualche anno” nei 20-30 per uno che fino a 26 anni non è mai entrato nei 200 non è una esplosione? Io mi sentirei abbastanza esploso al posto suo. Questo ormai arriva con regolarità almeno agli ottavi, secondo me nell’elite ci resta.
Quando leggevo il nome di Vacherot pensavo ad uno dei tanti ragazzi che vivacchiano di tennis, poi, a Shanghai si sono allineati i pianeti e lui ha saputo approfittare della situazione addirittura vincendo il torneo e da quel momento la sua testa è cambiata: ha raggiunto una sicurezza che prima non aveva e adesso può dire con certezza di non porsi limiti. Il cervello…. è ancora un enigma…
Complimenti a Vacherot!!!
Facciamo che se arriva in Finale, lo promuoviamo
Proprio 3 anni fa guardai su un campo secondario il match tra Nardi e Vacherot, curioso di vedere da vicino le qualità del giovane italiano.
Venne fuori un match combattuto, vinto da Nardi 7-5 7-5.
Dopo 3 anni vedere Vacherot nei quarti e Nardi oramai desaparecido e in crisi tecnica e di risultati fa molto male.
gran torneo il suo, ha comunque eliminato due giocatori come musetti e hurkacz, sebbene entrambi fossero distanti dalla loro miglior versione.
Temo che con de minaur possa invece arrivare una sconfitta netta, considerando il tanto tempo trascorso finora in campo e anche per la tipologia di giocatore che è l’australiano, sebbene quest’anno mi sembri meno in palla rispetto alle ultime due stagioni
Mica male Valentin! Certo la classifica è gonfiata dal miracolo di Shanghai, ma di questo passo mi sa che resterà in Top30 una volta scaduti i 1.020 punti di quel torneo irripetibile
Oggi è una specie di “prova del 9” e per farla breve è prevedibile una sconfitta del Vacherot, capace di un exploit stratosferico in condizioni climatiche disumane in Cina… e basta, niente altro di paragonabile.
Hurkacz d’ altro canto non è piú quello del 2021, mentre De Minaur c’ è, è uno sbarramento tra buon giocatore ed eccellenza.
Ce la farà Vacherot ?
Per me No.
Non esplodi a 27 anni, non dico meteora ma può rimanere nei primi 20/30 per qualche anno
È strano che il beniamino di casa attiri finora molto meno pubblico ai suoi incontri rispetto agli altri.
Bisognerebbe aprire una discussione sul “ciclo di vita” (quanto è lungo?) di una meteora…
…appunto essendo “femminile” gli esempi più luminosi li troviamo in WTA, dove ogni tanto ci scappa una vincitrice di Slam che poi si spegne e diventa quasi invisibile.
L’ultima, clamorosa, è stata Emma Raducanu (campionessa US Open ’21) passando in un “amen” dalla top-350 alla top-20 e poi senza neppure vincere più neanche il torneo della parrocchia.
Nel maschile non ci sono casi così eclatanti ma credo che Rune possa incarnare l’esempio perfetto della “mancata promessa” dopo aver vinto 1 MILLE e altri 3 tornei in un anno (2022) in cui sembrava destinato a diventare addirittura il prossimo #1.
Vacherot viene invece da una “lunga” carriera di categoria inferiore con discreto successo:
– 2021 con 2 ITF da 15000$
– 2022 con 3 ITF da 15000$ e 1 CH da 40k
– 2023 con 2 ITF da 25000$
– 2024 con 3 CH (2 da 80k e 1 da 130k)
Il 1000 vinto a Shanghai, dove gli avversari sono rimasti provati dalle condizioni climatiche “estreme”, prima che dai suoi colpi, non è stato seguito da altri titoli…
…ma credo che sia giusto dargli almeno tempo fino ad Ottobre, per vedere cosa può fare, davvero.
Dai Val, facci sognare!