Rybakina ribalta Pegula e vola in semifinale a Miami: “Dovevo fermarmi, respirare e cambiare atteggiamento” (Video)
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Elena Rybakina continua a mandare segnali molto forti al Miami Open 2026. La kazaka ha conquistato l’accesso alle semifinali battendo Jessica Pegula con il punteggio di 2-6 6-3 6-4, al termine di una partita spettacolare e piena di cambi di inerzia, in cui ha dovuto ricostruirsi prima mentalmente e poi tatticamente.
Più ancora del risultato, però, colpiscono le parole con cui la numero 2 del mondo ha spiegato la sua rimonta: un racconto lucido, che mostra quanto il suo tennis oggi non si basi soltanto sulla potenza, ma anche su una crescente capacità di leggere se stessa nei momenti difficili.
Un avvio in salita
La partita era iniziata male per Rybakina, subito in difficoltà contro la solidità e la continuità di Pegula. La kazaka lo ha ammesso senza cercare scuse:
“Non ho iniziato per niente bene e mi sono frustrata per i miei errori, ho cominciato a forzare troppo e non riuscivo a controllare il mio atteggiamento”.
Una frase che racconta bene il momento del primo set: più che un problema di tennis puro, era una questione di gestione emotiva. Rybakina sentiva di stare uscendo dalla partita prima ancora di trovare le contromisure tecniche.
Il punto di svolta: fermarsi e resettare
La chiave della sua rimonta è arrivata proprio da lì, dalla capacità di interrompere l’inerzia negativa prima che fosse troppo tardi.
“Nel secondo set avevo bisogno di fermarmi, respirare profondamente e cambiare la dinamica”.
È stato il passaggio decisivo del match. Rybakina ha capito di dover prima rimettere ordine dentro di sé e solo dopo nel gioco. E quando è riuscita a farlo, la partita ha cominciato lentamente a girare.
“Sono contenta di essere riuscita a ribaltarla”.
Non solo testa: anche aggiustamenti tattici
Oltre al reset mentale, la kazaka ha spiegato di aver dovuto modificare anche il proprio piano partita per adattarsi meglio alle condizioni e al tipo di sfida che stava affrontando.
“Sentivo di non essere abbastanza aggressiva e che le condizioni erano molto diverse”.
Il riferimento è anche alla differenza tra sessioni serali e match diurni, un tema spesso decisivo a Miami. Per questo ha cercato nuove soluzioni:
“Ho provato a prendermi più tempo, a non avere fretta e a salire di più a rete”.
Una scelta meno abituale nel suo repertorio, ma che si è rivelata efficace.
“A volte ho avuto anche un po’ di fortuna, ma ha funzionato e sono contenta”.
Questa capacità di variare e trovare strade diverse, anche fuori dalla comfort zone, è probabilmente uno degli aspetti più interessanti della sua crescita recente.
Il lavoro con il team e l’adattamento continuo
Rybakina ha poi sottolineato quanto conti il confronto costante con il suo staff, pur ribadendo che nel tennis nessun piano può essere rigido.
“Parliamo sempre con il team di quello che ho fatto bene e di ciò che devo migliorare”.
Ma poi arriva la parte più importante: “A seconda delle condizioni devi adattarti, perché ogni campo è diverso”.
In questa partita, per lei, il messaggio era chiaro: “Ho cercato di giocare in modo più aggressivo e di entrare di più in campo”.
Sabalenka nel mirino, ma senza spirito di rivincita
Con la possibilità di ritrovare Aryna Sabalenka in semifinale dopo la recente finale di Indian Wells, Rybakina ha voluto chiarire subito il suo approccio. Niente voglia di vendetta, almeno a parole.
“Non si tratta di rivincita, semplicemente voglio giocare contro le migliori”.
È un modo molto coerente di leggere il proprio percorso: non fissarsi sull’avversaria o sul passato, ma usare queste sfide per misurare il proprio livello.
Ripensando all’ultimo confronto con Sabalenka, ha aggiunto: “Abbiamo avuto tante opportunità e il terzo set è stato come una roulette”.
E poi la sua priorità, ancora una volta, è sembrata più interiore che esterna: “La cosa importante è uscire dal campo soddisfatta di ciò che ho fatto e dei piccoli miglioramenti”.
Una Rybakina sempre più completa
Questo successo su Pegula conferma che Rybakina sta vivendo un torneo molto solido, ma soprattutto che sta diventando una giocatrice sempre più capace di vincere anche nelle giornate in cui non tutto funziona subito. E nel tennis d’élite, è spesso proprio questa la differenza tra le grandi giocatrici e le campionesse assolute.
A Miami la kazaka è ora a sole due vittorie dal titolo. E se davvero dovesse arrivare la sfida con Sabalenka, avrebbe il sapore di una finale anticipata. Ma intanto il messaggio è già arrivato: Elena Rybakina non è solo potenza e colpi pesanti, è sempre di più anche lettura, adattamento e controllo dei momenti difficili.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Elena Rybakina, WTA 1000 Miami, WTA 1000 Miami 2026

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