Moïse Kouamé debutta nel circuito ATP a 16 anni con Gasquet al suo fianco
3 commenti
Per raggiungere per la prima volta il tabellone principale di un torneo del circuito ATP, Moïse Kouamé ha mostrato una solidità sorprendente. Proveniente dalle qualificazioni, il sedicenne francese ha superato una serie di prove impegnative, culminate nella vittoria in un match molto combattuto contro il connazionale Clément Chidekh, che gli ha aperto le porte del main draw.
Nonostante la giovanissima età, Kouamé colpisce per l’approccio misurato e per una maturità già evidente. Qualità emerse non solo in campo, ma anche fuori, durante la conferenza stampa successiva alla qualificazione. La lucidità nelle risposte, la capacità di analizzare i momenti chiave delle partite e la gestione delle emozioni hanno impressionato gli addetti ai lavori, al punto che tra i giornalisti una considerazione è stata ricorrente: per l’età che ha, il suo atteggiamento è fuori dal comune.
Il match contro Chidekh ha rappresentato un banco di prova importante soprattutto sul piano mentale. Dopo aver mancato tre match point nel secondo set, Kouamé è riuscito a restare concentrato e a rientrare in partita nel terzo parziale. Un passaggio delicato che il giovane francese ha riconosciuto come uno dei momenti più difficili da gestire, sottolineando l’importanza di rimanere presente e lucido anche nelle fasi più complesse dell’incontro.
Lo stesso Kouamé non nasconde che ci siano ancora aspetti da migliorare. In particolare, ha parlato della necessità di mantenere maggiore calma in alcune situazioni, ammettendo che il percorso di crescita passa anche attraverso errori ed episodi da cui imparare. In questo senso, ha voluto soffermarsi su un gesto di stizza in campo, seguito da immediate scuse al pubblico: un comportamento che, a suo dire, non rispecchia i valori ricevuti in famiglia e che lo ha portato a riflettere.
Nonostante l’importanza della posta in palio, Kouamé ha spiegato di non aver avvertito una pressione particolare durante le qualificazioni. La sensazione, racconta, è stata quella di rimanere sempre concentrato sul proprio gioco, all’interno di una sorta di “bolla” che gli ha permesso di affrontare ogni turno con lo stesso approccio. Scoprire di essere il secondo più giovane francese a qualificarsi per un torneo ATP è arrivato quasi come una sorpresa, accolta con naturalezza e con la consapevolezza che il lavoro quotidiano sta dando risultati.
Il percorso, però, è tutt’altro che concluso. La qualificazione è solo un passaggio intermedio e l’obiettivo resta quello di continuare ad avanzare nel tabellone, mantenendo lo stesso livello di gioco e di concentrazione. Kouamé sottolinea come ogni match rappresenti un’occasione di apprendimento, soprattutto contro avversari più esperti e meglio classificati, che gli consentono di misurare punti di forza e aspetti da sviluppare.
In questo processo di crescita ha un ruolo importante anche la collaborazione con Richard Gasquet, che lo affianca nel suo percorso. L’esperienza dell’ex top player francese viene considerata un supporto fondamentale, non solo sul piano tecnico, ma anche sotto il profilo mentale e umano. Per Kouamé, poter contare su qualcuno che ha già attraversato le tappe del circuito di alto livello rappresenta un riferimento prezioso in una fase iniziale ma già intensa della sua carriera.
TAG: Moise Kouame

Sinner
Alcaraz
Djokovic
Zverev
de Minaur
Fritz
Auger-Aliassime
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Andreeva
Bencic
Svitolina
3 commenti
la curiosita’ è se sara’ l’ennesima speranza francese che finira’ nell’anonimato…
Il lancio di racchetta dopo il tiebreak perso con match point può essere anche comprensibile per un sedicenne.
Sorprendono le sue scuse accennando all’educazione ricevuta in famiglia.
Chissà cosa dovrebbe dire il fratello Michael, quando in un torneo junior nel 2022 diede un malrovescio al suo avversario alla stretta di mano.
dimostra di più dell’età che ha , anche come atteggiamenti , mentalità . Certo che dovrà migliorare come detto, peraltro ha 16 anni vorrei vedere il contrario. Va detto che è entrato con WC che non tutti ricevono programmate e ha battuto un connazionale che sarebbe tds in challenger 50. Non per sminuire ma per come si dice onor di cronaca.