Wilander: “L’avversario di Sinner a Roland Garros sarà la fatica. Jannik ha capito come giocare e vincere in ogni situazione”
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Mats Wilander crede che Jannik Sinner in questo momento abbia un gap così grande su tutti gli avversari che il suo unico avversario a Roland Garros sia la fatica, derivante dalla sua straordinaria corsa vincente nei Masters 1000 da Indian Wells. Solo se nel corso dello Slam di Parigi dovesse affrontare una serie di match molto impegnativi sul piano fisico, allora qualche chance per i rivali potrebbe arrivare nelle giornate decisive. Così lo svedese, tre volte campione a Roland Garros, ha parlato ad Eurosport presentando il torneo pronto a scattare domenica prossima. Riportiamo alcuni passaggi del pensiero dell’ex n.1 svedese.
“L’unica cosa che può impedire a Jannik Sinner di vincere a Parigi è l’insieme dei 127 giocatori in tabellone” commenta Wilander al sito Eurosport. “Devono trovare il modo di unirsi e riuscire a spingerlo al massimo delle sue possibilità fisiche. Penso che l’unica cosa che possa metterlo in difficoltà è se affronta 3 o 4 partite davvero lunghe e complicate di fila allora può diventare vulnerabile come accaduto, ad esempio, in Australia. Certo a Melbourne le temperature sono molto più alte che in Francia, ma se ha la sfortuna di giocare nel momento sbagliato contro l’avversario sbagliato in una giornata molto calda e la partita si allunga, potrebbe essere in difficoltà nel recuperare le energie per la partita successiva?”.
“Penso che per lui sia solamente una questione di resistenza fisica. Allo stesso tempo, il modo in cui ha saputo gestire gli affanni avuti nel secondo e terzo set con Medvedev a Roma, ti fanno pensare che non possa trattarsi solo di fortuna, come con Spizzirri in Australia perché la fortuna è una condizione che ti crei da solo” commenta lo svedese.
I risultati eccezionale delle ultime settimane e il record assoluto di Masters 1000 vinti consecutivamente confermano quanto Sinner abbia in questo periodo un margine importante su tutta la concorrenza. “Tecnicamente, tatticamente, il livello del suo tennis, la capacità di giocare colpi diversi è superiore a quella di tutti gli altri” afferma Wilander. “L’unica possibilità che vedo per arginarlo è che magari un giocatore lo porti al quarto set, poi due giorni dopo un altro lo tenga in campo altri quattro set e poi un altro ancora riesca a fare altrettanto magari costringendolo addirittura al quinto set… Ma chi può rendergli la vita così dura? Forse Daniil Medvedev in un match serale in cui campi sono un po’ più lenti e i colpi del russo arrivano senza eccessivo spin, o Casper Ruud in una giornata molto calda. Credo che questi giocatori possano tenerlo in campo tanto e costringerlo a una partita difficile ma resto convinto che nessuno attualmente possa comunque pensare di batterlo”.
Secondo Wilander l’aver vinto Roma sarà un asso nella sua manica, perché ha già vissuto una pressione molto grande, come quella che troverà a Parigi da chiaro favorito. “Penso che la pressione che deve aver sentito Sinner a Roma sia arrivata al momento perfetto. Per Jannik vincere gli Internazionali d’Italia significa vincere il quinto torneo più importante in calendario, secondo solo agli Slam per il significato e il peso che ha per un giocatore italiano. Non c’è dunque il pericolo che possa incappare in un calo di tensione perché il Roland Garros resta l’unico torneo che non ha ancora vinto. E il fatto che questo torneo arrivi proprio ora ha un tempismo ideale. Ritengo che cavalcherà quest’onda di fiducia e non intravedo davvero come possa avere un calo di tensione o una reazione negativa”.
Sinner è in una striscia di successi iniziata a Indian Wells, 29 di fila, ottenuta in tornei che si disputano due set su tre. Giocare sulla lunga distanza cambierà le carte in tavola? Per Wilander no, anzi giocherà a suo favore: “È davvero peggio giocare le partite 3 set su 5? Per me è un vantaggio in realtà. Sono convinto che sarà ancora più difficile batterlo al Roland Garros, ma già solo il fatto di essere in grado di capire come giocare il proprio miglior tennis quando ne ha davvero bisogno, indipendentemente dalle condizioni della superficie, è straordinario. Perché se si confronta la superficie, diciamo, di un campo indoor a Parigi con quella di un campo outdoor a Indian Wells, e poi si aggiunge una sessione notturna agli Internazionali d’Italia a Roma, le condizioni sono tutte e tre completamente diverse. Lui ha capito come giocare e vincere in ogni situazione. Mi impressiona come sia riuscito ad aggiungere colpi al suo repertorio, il serve and volley, come sia disposto a perdere qualche punto cambiando tattica. Non è spinto al punto di dover giocare sempre il suo miglior tennis, deve giocare il tennis giusto. E il tennis giusto non è sempre il tuo miglior tennis, ma lui in qualche modo lo capisce. E penso che se riesci a battere tutti quando ne hai bisogno, significa che non senti la pressione di essere il numero uno del mondo. Io quando fui n°1 del ranking la sentivo questa pressione. Non riuscivo a capire bene come dovessi giocare una volta raggiunto lo status di n°1. Jannik ha trovato questo mix di aggressività e difesa che è incredibile. E devo scomodare i Big 3 prima di poter paragonare qualcuno a Sinner” conclude Mats.
Marco Mazzoni
TAG: Jannik Sinner, Mats Wilander, Roland Garros 2026

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Purtroppo temo non sia un problema di cambio di gioco, che obiettivamente non c’è stato (se giocasse più aggressivo e dentro il campo, magari farebbe più gratuiti, ma correrebbe di meno), e neanche di tensione (l’ultimo
infortunio è arrivato da sé, non in partita dove era palesemente già sofferente), ma proprio di fragilità muscolare congenita… la speranza è che sia solo “sfiga”, come dice lui, e si torni presto in perfetta forma, perché sarebbe un peccato per l’intero mondo del tennis perderlo così precocemente
Così parlò Gufander… e in Italia tutti si stanno “toccando”
Esatto, Musetti rivale temibile su terra per Sinner è giusto una battuta da invasato musettiano che non ha nulla da fare durante il giorno e vuole cazzeggiare
Eccallà
Fatti e facci un favore ,comprati dei cd o delle video cassette e quando gioca Sinner accendi il lettore inserisci la cassetta o il dvd e ti guardi i tuoi spettacolari entusiasmanti,passionali,eccezionali,meravigliosi giocatori dei tempi che furono,cosi da non disturbare con questo tuo nauseante,imbarazzante,fuorviante,e maleodorante grigiume delle pinete infestate.
nooooooooo!!!!!
A me pare che Gufander sotto sotto stia addirittura rosicando alla grande per i successi a ripetizione di Jannik … 😆
Sciò Sciò a volontà per lui, anzi ora lo metto in testa alla lunga lista dei picciatori … 😎
non è utopico nemmeno pensare che l’altoatesino , in caso di Grande Slam e oro olimpico si ritiri prematuramente per mancanza di stimoli.
Non ce lo vedo a continuare a 35 anni..
Una persona come lui farebbe del bene anche fuori dal tennis
l’unico avversario di Sinner è la sua salute.
difficile che gli avversari gli strappino dei set.
Forse Medvedev o Jodar prima della finale..
In quale universo Musetti è un avversario serio per Sinner? 3-0 negli H2H, zero set vinti da Lorenzo, nemmeno un tie-break…
Nonostante il difficile , anzi critico , periodo congiunturale …
… la vedo difficile che , proprio il Benzinaio , finisca la benzina !
Quantomeno , prima che a lui … accadrà a tutti gli altri !! 😎
Wilander induscusso cantore del grigiume.
Cosa mai possiamo aspettarci da questo torneo? Abbiamo un numero uno che non è il massimo del divertimento – a meno che non ci si bei ottusamente delle puntuali vittorie senza storia- uno che sì esplora angoli impossibili, di recente ha persino tentato qualche variazione, gli si vuole bene, tutto quello che volete, ma la noia non è più dietro l’angolo, direi che l’ha svoltato e ce la troviamo ben davanti.
Un numero uno che non ha avversari. Gli unici due che potrebbe avere sono rotti. Alcaraz perché ha chiesto troppo in gioventù, col corpo che presenta il conto a soli 23 anni. Musetti che ha dovuto snaturarsi troppo, cercando potenza e strappi, rinunciando a tocchi e ricami (dunque, allo spettacolo), per allinearsi ai bombardieri imperanti (ahimè, ahinoi, sul campo da tennis ma pure nei cieli).
Non resta che sperare in nonno Nole, non perché sia spettacolare e divertente, ma per una questione romantica e, perché no, commovente.
È finita!
Jannik, salta direttamente a Cincinnati, sientammè!
Per leggere le elucubrazioni di Wilander ci si dovrebbe obbligatoriamente munire di corni, ferro di cavallo ed altro da toccare durante la lettura, altrimenti meglio soprassedere.
Jannik attualmente è nel suo best…ergo non ha rivali.
Alcaraz era l’unico che poteva impensierirlo.
Pure se stanco, il falciatore delle Dolomiti alla fine ne esce sempre con la mietitura dell’avversario (chiedere a Medvedev del terzo set di Roma).
Se lo spagnolo fa la fine di del Potro, non è utopico immaginare Sinner con più Slam del serbo già fra 5/6 stagioni