Berrettini scarico e negativo, netta sconfitta contro Prizmic al Masters 1000 Madrid
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Depotenziato nei suoi colpi principe, falloso, negativo come attitudine e ben poco reattivo. Un Matteo Berrettini troppo brutto per essere vero all’esordio nel Masters 1000 di Madrid: sulla pista Manolo Santana il romano è il fantasma di quel tennista poderoso, con un servizio “bomba” e un diritto devastante capace in passato di issarsi sino alla finale nel torneo (2021), uscendo mestamente sconfitto per 6-3 6-4 da Dino Prizmic, protagonista di una prestazione solida e poco altro, attento a sbagliare poco e spostare l’azzurro, davvero lento e poco efficace in ogni situazione di gioco. Si sperava che le condizioni rapide e assai gradite potessero aiutare Berrettini a ritrovare la forma, buone sensazioni e fiducia. Recentemente aveva parlato del desiderio, anzi necessità di divertirsi in campo, di ritrovare la gioia, il piacere di star lì a correre e spingere la palla. Purtroppo è andato in scena un film di una trama opposta, con Matteo sfiduciato, troppo negativo per i suoi errori e sensazioni pessime, tanto da aver affermato al suo angolo “non sono in grado di competere” prima di servire all’avvio del secondo set. Purtroppo le sue parole, fin troppo dure, sono una discreta foto di quel che si è visto in campo. Matteo è potenza, è un tennista dirompente col servizio e il diritto successivo, riesce a cambiare ritmo col back di rovescio e portare l’avversario in situazioni scomode, anche con palle corte improvvise e cambi di ritmo micidiali. Non si è visto niente di tutto questo e spiace dover scrivere che proprio i suoi storici punti di forza l’hanno tradito per tutta la durata dell’incontro. Con il servizio Berrettini ha fatto pochissimi punti diretti, e una percentuale di prima piuttosto alta (71%) non l’ha affatto aiutato ad aprirsi il campo per comandare col diritto perché proprio la sbracciata sulla destra è stata incerta, poco dirompente e con tantissimi errori, arrivati quasi sempre per un cattivo posizionamento del corpo. Un po’ in ritardo, un po’ trattenuto, mai davvero sicuro nel lasciar correre il braccio alla massima velocità. Così Prizmic, molto rapido nella copertura del campo, ha messo a nudo con un tennis monocorde ma ordinato tutti i difetti del gioco attuale del romano, falloso e poco intenso. Una prestazione da dimenticare in fretta.
Il match si è trascinato in scambi alla velocità e rotazioni gradite da Prizmic, sicuro nel controllare gli scambi dal centro smistando palle negli angoli e così mettendo a nudo la lentezza dell’italiano nei recuperi. Palla carica di spin (o servizio esterno) sul rovescio di Berrettini e via affondo dall’altro lato, uno schema tanto banale quanto efficace quello di Dino, con Matteo quasi sempre sotto scacco perché incapace di entrare con la sua forza nella traiettoria del rivale e metterlo così in difesa. Una partita in cui non c’è niente da salvare per Berrettini, l’aver recuperato alcuni game (da 0-40 o 0-30) sono segnali flebili, insieme ad un rendimento in risposta troppo scadente per ipotizzare una rimonta. Senza sentire grande pressione dall’italiano, il croato ha disputato una partita solida, ordinata, spingendo con margine e ritmo, sufficiente a vincere con buon agio. Bene Prizmic, ma questo Berrettini è purtroppo lontano anni luce da una buona condizione e la negatività mostrata in campo, con il capo chino dopo gli errori e lo sguardo sbarrato, perso nei suoi pensieri ai cambi di campo, non lasciano presagire niente di buono. Questo poteva essere un torneo importante per Matteo, con condizioni sulla carta favorevoli, per recuperare ritmo, fiducia e punti nel ranking. Purtroppo è andata male e le prossime settimane saranno per lui decisive: senza buoni risultati, la presenza diretta in tabellone a Wimbledon diventa a grandissimo rischio.
L’incontro inizia seguendo i turni di servizi, con scambi brevi e entrambi pronti a spingere col diritto dopo la battuta. Poche prime palle per Prizmic ma con la seconda è molto efficace. Nel quarto game Berrettini è lento ad arrivare sulla palla, sbaglia due diritti di fila, i classici “unforced” che gli costano il 30-40 e prima palla break da salvare. Dino prova la risposta super aggressiva sulla seconda palla dell’italiano, ma la palla gli scappa di mezzo metro. Segue la prima palla corta – ben eseguita – da Matteo, ma il diritto stenta a centrarsi. Con uno smash non così facile Berrettini si porta 2 pari, con qualche errore di troppo. Lo schema del croato è chiaro: diritto molto arrotato, sul rovescio dell’italiano e poi cross per farlo correre, con una discreta intensità riesce a comandare i suoi game. Anche il turno di battuta successivo del romano è complicato. Non riesce a fare differenza col servizio e il diritto continua ad essere incerto. Uno in rete gli costa il 15-30, poi dopo un buon attacco subisce la aggressività di Prizmic, bravo a comandare dal centro del campo e procurarsi una palla break sul 30-40. Matteo trova una prima palla esterna più carica che veloce e molto esterno, che capitalizza con una smorzata di diritto ottima. Purtroppo nel punto successivo dopo un lungo scambio sceglie di attaccare la rete con un diritto troppo lento, è facile il passante di Prizmic, e stavolta il BREAK (alla terza chance del match) arriva, con un diritto lungo di poco. Troppi errori per il finalista di Wimbledon 2021, che scivola sotto 4-2 e poi 5-2 con un turno di battuta ben gestito dal croato. Più attivo Matteo nel turno di battuta successivo, con un Ace a chiudere il game, 5-3, ma è necessario uno scatto in risposta e colpi più ficcanti, meno di scambio perché a quella velocità Prizmic non va in difficoltà. La scossa non arriva, anzi Dino trova pure una accelerazione splendida col rovescio lungo linea e poi un diritto inside out vincente su palla molto bassa, esecuzione per niente facile. Prizmic chiude il parziale 6-3 al secondo set point, l’ennesimo diritto dal centro a solleticare il rovescio di Berrettini. 38 minuti con una versione spuntata, quasi depontenziata di Matteo.
Prima di iniziare il secondo set al servizio, Matteo dice al suo angolo “non sono in grado di competere”, esternando una negatività insolita, il non sentire bene la palla per spingere a tutto braccio. E infatti inizia con un diritto che vola via un metro, tirato con fretta e zero convinzione. Il suo angolo cerca di sostenerlo moralmente in questo momento difficile, ma il diritto – generalmente sua arma principale – non ne vuol sapere di andare. Riesce in qualche modo a vincere il game, 1-0, ma è necessario ingranare altra intensità e qualità dalla risposta, dove finora è stato quasi assente (solo 6 punti vinti nel primo set). Dopo un primo parziale impeccabile, Prizmic concede qualcosa. Un doppio fallo, due diritti sbagliati non di poco. Un rovescio out ai vantaggi regala a Berrettini una palla break. Dino si affida al servizio esterno e poi diritto pesante al centro, in corsa Berrettini spara via col diritto, non veloce nel correre a destra. Sembra proprio mancare una frazione di secondo nel gioco dell’azzurro, è in recupero quasi sempre e così è difficile. Dopo quasi 8 minuti di game, 1 pari. Sulla spinta della risalita, Prizmic mette grande intensità in risposta, come dimostra la gran giocata difensiva nel terzo punto (15-30). Matteo sul 30 pari sbaglia uno smash non impossibile, c’è una palla break delicatissima, ma stavolta Berrettini non sbaglia in spinta e si salva. No!!! Terribile il successivo errore del romano sotto rete, a campo aperto, dopo uno scambio in progressione faticoso e ben condotto. La delusione sul volto di Berrettini è totale e segue un diritto dopo il servizio fuori di 3 metri. Errore non da lui che gli costa un BREAK sanguinoso (2-1). Lo sguardo dell’italiano è perso nel vuoto, ripensa al game precedente con due smash, un tocco sotto rete banale, un diritto orribile, una sequela di errori non da lui. Prizmic ovviamente “ringrazia” e continua a macinare il suo tennis ordinato e poco più, in spinta controllata e con pochissimi errori in scambio, volando 3-1 in totale sicurezza, grazie a un Matteo non pervenuto in risposta. Non funziona più niente, Berrettini inizia il turno di battuta successivo con una smorzata pessima e altri due errori in scambio, per lo 0-40. Sospinto a gran voce da Rianna, “stiamo qua!!!”, l’azzurro ritrova un minimo di efficacia e recupera con 5 punti di fila (3-2). Prizmic è solido, controlla senza particolari problemi i suoi game, mentre Berrettini è costretto a risalire da 0-30 sul 4-2, e poi riesce a tenere un minimo di livello nel game successivo di servizio ma gli errori sono troppi e la fatica ormai una costante. Prizmic serve per il match sul 5-4 e con due Ace si porta 40-15, a due match point. Perso per perso, Matteo trova due diritti finalmente dei suoi, un po’ tardi dopo 1 ora e 37 minuti di gioco… Porta il game ai vantaggi ma Dino non si scompone, macina uno scambio calibrato, palla dopo palla, per spostare l’azzurro e si procura il terzo match point. Un rovescio rete di Matteo chiude il match. Un timido sorriso di Berrettini al rivale, ma la delusione è cocente, troppo scarsa la sua prestazione.
Marco Mazzoni
Dino Prizmic
vs Matteo Berrettini
(Non prima 13:30)
TAG: Dino Prizmic, Marco Mazzoni, Masters 1000 Madrid 2026, Matteo Berrettini

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diciamo che in passato era un osso duro da battere, tre anni in top-10 non sono mica cazzi.. oggi purtroppo fa una fatica enorme, magari a Wimbledon fa l’impresa (la fece Ivanisevic che era fuori dai 100 e tutti lo davano per finito)
In parte è da capire, nella sua carriera ha sempre sudato per migliorare la sua classifica, per poi infortunarsi regolarmente, peccato, credo che non abbia più voglia di lottare, gioca in base a come si sente, sa benissimo che la sua carriera è finita
basterebbe anche che tornasse al 70% del suo livello.ci crede poco però.ho avuto la fortuna di vederlo trionfare a marrakesh 2 anni fa il suo ultimo titolo.
infatti ha sempre preferito la vita mondana lui…
Onestamente se non ha più voglia può anche ritirarsi
Lo vado ripetendo da tempo io penso che Matteo debba tornare sotto la guida di Vincenzo Santopadre. Ciò non toglie che questa ennesima sconfitta non fa mala ma malissimo. Sinceramente nelle finali di Davis avevo rivisto il Matteo combattivo di un tempo che fu. Adesso sinceramente non so cosa gli stia succedendo. Il problema è che più perdi più continui a perdere (vedi Arnaldi ormai perso) e in parte sonego (che comunque ha le attenuanti del post infortuni. Mi spiace davvero per Matteo perché sono un suo grande tifoso ma deve cambiare qualcosa altrimenti già restare nei 100 sarà un’impresa quasi impossibile.
Francamente speravo qualcosa di più da parte di Matteo, ma sinceramente sono due anni che ho basse aspettative su di lui, purtroppo con ragione. Il focus non è più sulla competizione, cerca di divertirsi, dice lui, dentro e fuori dal campo, dico io. Oggi non sul campo.
Il Berretto surclassato dal “giovine” dal look di
francescano di clausura umbro, tendente all’amanuense del “Nome della Rosa”… 🙁
Buttiamola in ridere… 😉
(il correttore mi aveva scritto “rudere”, ma mi sembra troppo) 😉
È finito,te capii?
Mah!!!
non capivo come riusciva a vincere in passato e non capisco come riesce a perdere oggi…
Fine carriera!
@ Taxi Driver (#4598290)
Ti sei dimenticato dell’ultima Coppa Davis…ridicolo.
@ Taxi Driver (#4598290)
Grande
parlavo di Matteo, poi Prizmic prima o poi arriva
Troppo brutto per essere vero…. Dai Matteo, i tempi d oro non torneranno più, ma qualche altra soddisfazione te la puoi ancora togliere. Forza Berretto, non mollare 😉
La sensazione è che non ci creda più lui per primo.
Fatica ,sudore, rinuncie , lavoro fisico….lontani da Matteo!
Ma se ha 20 anni?
Eterna?
Ha 20 anni!
Vorrei proprio sapere quante ore di allenamento fa alla settimana!!
voci dicono che berrettini si metterà a vendere berrettini
Ma basta!!!
Abbiamo capito.
Quando gioca Sinner te lo guardi e gioisci.
Occasione sprecata!!!
Incontrare un qualificato, e pure un giocatore fresco di top 100, che ha già giocato 2 partite vincendole a Madrid, non era facile per nessuno, quindi non è purtroppo una sorpresa questo risultato.
Certo, il nostro miglior Berrettini Matteo avrebbe nascosto la palla a questo giocatore, che comunque promette bene.
Purtroppo credo che Matteo Berrettini sia proprio avviato alla fine della carriera, non credo che continuerebbe a giocare a questi bassi livelli con poche soddisfazioni, rischia seriamente di uscire dalla top 100.
Nonostante questo sempre grande rispetto per Matteo Berrettini, che se lo merita tutto, anche se dispiace a tutti quando perde, ovviamente.
Oggi veramente indecente. Anche di piu rispetto alle ultime giá indecorose uscite.
Mah, sempre più dubbioso sulla reale voglia di tornare a competere dí Berrettini…
Prizmic è un’eterna promessa, ma temo che Matteo difficilmente tornerà quello “de na vote”, come si dice a L’Aquila
Ma che senso ha ha presentarsi in campo totalmente fuori forma??
addio top100
Fate un monumento a Sinner sul Quirinale, a futura memoria che senza di lui si vince solo al torneo di Padel vecchie glorie di Torvaianica
Atto di presenza 🙁