Alcaraz e Sinner, rispetto e rivalità: “Mi fa migliorare ogni giorno”
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Carlos Alcaraz arriva al Barcelona Open 2026 con un obiettivo chiaro: riprendersi subito il numero uno del mondo dopo averlo ceduto a Jannik Sinner in seguito alla finale persa a Monte-Carlo. Lo spagnolo, però, nella conferenza stampa che precede il debutto contro Otto Virtanen, ha mostrato di guardare oltre i semplici numeri del ranking, soffermandosi soprattutto sul rapporto con l’azzurro e su quanto questa rivalità lo stia aiutando a crescere.
Il murciano sa bene che, per tornare in vetta già questa settimana, dovrà vincere il torneo. Una prospettiva che non nasconde, ma che prova a tenere sullo sfondo rispetto al lavoro quotidiano. “Ho visto che devo vincere il torneo qui, se voglio riprendermi il numero uno”, ha ammesso Alcaraz. “La battaglia che stiamo vivendo io e Jannik per il numero uno è molto bella e probabilmente rappresenta una motivazione extra. Ma io sono concentrato soprattutto sul continuare il mio percorso, sul migliorare e sul mettere in pratica quello che stiamo preparando in allenamento e in partita, ancora di più dopo la sconfitta di ieri”.
Parole che raccontano bene la mentalità di Alcaraz: il ranking conta, eccome, ma non può essere l’unico orizzonte. Il vero focus, almeno nelle sue intenzioni, resta la crescita continua, anche perché la sconfitta con Sinner a Monte-Carlo ha lasciato spunti importanti su cui lavorare. “Non si tratta di grandi cambiamenti, ma di piccoli dettagli, piccoli colpi che possono fare la differenza quando affronti un giocatore o un altro”, ha spiegato. “Dopo la partita di ieri abbiamo parlato tanto con tutto il team, abbiamo messo tutto sul tavolo e siamo arrivati tutti nella stessa direzione. Sono emerse altre cose da migliorare, ma quelle restano dentro al team”.
Il passaggio più interessante della conferenza, però, è stato forse quello dedicato al rapporto umano con Sinner. Alcaraz ha voluto chiarire che, pur non essendo amici inseparabili, tra i due c’è un rispetto autentico, fatto di stima reciproca e normalità fuori dal campo. “La verità è che io e Jannik abbiamo un rapporto molto buono. Ovviamente non è personale-personale, non andiamo a cena o a mangiare insieme, però il rapporto che abbiamo fuori dal campo è molto bello”, ha raccontato. “Lui ha attorno a sé un team formato da persone splendide, e lo è anche lui. Al di là di quello che facciamo in campo o di ciò per cui lottiamo, il nostro modo di essere fuori non cambia. E questo si vede nel rispetto che abbiamo l’uno per l’altro”.
Alcaraz ha poi aggiunto un episodio curioso e significativo accaduto proprio a Monte-Carlo. “Ieri stavo andando in camera e l’ho visto saltare in piscina. Mi sono fermato a guardare quel momento e a tenermelo presente. La verità è che provo ammirazione per lui”, ha detto. “Credo che sia anche un bel modo per mostrare al mondo che, pur avendo una rivalità molto forte in campo e pur lottando per le stesse cose, possiamo essere brave persone e avere un ottimo rapporto fuori”.
Una rivalità, dunque, accesissima sul piano sportivo ma sana sul piano personale. E non è un caso che Alcaraz parli di Sinner come del giocatore che oggi più di tutti lo costringe ad alzare il livello. “Ovviamente non dirò di no: è uno dei giocatori che mi fa essere migliore”, ha spiegato. “Mi fa rendere conto delle mie debolezze, mi fa capire su cosa devo mettere il focus in ogni allenamento e in ogni partita. È anche per questo che è molto bello averlo come punto di riferimento e vedere tutto quello che sta ottenendo”.
Allo stesso tempo, Carlos ha sorriso davanti all’idea di non averlo questa settimana nel tabellone di Barcellona. “Questo non toglie che ogni tanto sia anche bene separarci in qualche torneo. Non dirò che mi mancherà questa settimana, per esempio, però va bene così”, ha aggiunto con sincerità.
Interessante anche il passaggio dedicato alla crescita di Sinner sulla terra battuta, superficie che teoricamente dovrebbe avvantaggiare di più lo spagnolo. Alcaraz, invece, ha ribaltato qualsiasi lettura comoda. “Sinceramente mi fa piacere vedere Jannik migliorare”, ha detto. “Lui ha detto apertamente che la terra non è la sua superficie preferita per il suo stile di gioco, e vedere i risultati che sta ottenendo e il livello che sta mostrando su questa superficie mi fa piacere personalmente”. Poi ha spiegato il perché: “Adesso è il giocatore che mi fa migliorare, che mi fa fermare a pensare e chiedermi come posso essere migliore, che cosa devo migliorare per provare a batterlo”.
Da qui una riflessione molto netta, che fotografa bene il momento del circuito: “La gente può dire che io sono più da terra di lui, ma alla fine lui mi ha battuto su tutte le superfici e io ho battuto lui su tutte le superfici. Quando ci affrontiamo io e lui non c’è un favorito, non importa se si gioca sull’erba, sul veloce o sulla terra”.
Alcaraz, però, non pensa solo alla rivalità con Sinner. C’è da gestire anche il proprio corpo, soprattutto in una stagione su terra battuta lunga e pesante. A Barcellona arriva infatti quasi senza tempo per rifiatare dopo Monte-Carlo. “Bisogna andare giorno per giorno, senza anticipare nulla. Non so cosa succederà, non so se arriverò in fondo o se perderò presto”, ha spiegato. “Quello che posso fare è ascoltare il mio corpo, ascoltare il mio team, che mi conosce bene, e da lì prendere la decisione migliore possibile”.
Il suo approccio in queste ore è stato inevitabilmente prudente. “Come avete visto, oggi non mi sono allenato”, ha rivelato. “Con il cambio di condizioni da Monte-Carlo a qui questo potrebbe essere un piccolo handicap, ma domani proveremo ad avere le migliori sensazioni possibili per giocare una buona partita”.
Infine, Alcaraz è tornato anche sulle frasi pronunciate in passato nei momenti di tensione, spiegando quanto sia difficile tenere sempre sotto controllo le emozioni in campo. “Una delle cose più complicate è controllare le proprie emozioni. A volte scatti per niente e dici cose che molte volte nemmeno pensi davvero”, ha confessato. “Poi ti rendi conto del peso che hanno le parole, anche se magari in quel momento non ci avevi nemmeno riflettuto. Ci sono periodi in cui arrivi mentalmente saturo per ciò che succede fuori dal campo o attorno al torneo, e quando poi arrivano partite dure diventa tutto più complicato”.
Barcellona, dunque, rappresenta per Alcaraz un crocevia importante. Non solo perché può riportarlo subito al vertice del ranking, ma anche perché offre l’occasione di trasformare la delusione di Monte-Carlo in nuova energia. Con Sinner nel mirino, sì, ma senza ossessioni. Con la consapevolezza che oggi, per restare al vertice, non basta vincere: bisogna continuare a evolversi. E Alcaraz lo sa benissimo.
Francesco Paolo Villarico
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Che poi vorrei vedere chi (anche a 40 anni e non a 23) al R.G. non avendo convertito tre occasioni consecutive di champion point al terzo set e avendo avuto pure opportunità di vincere il titolo al quarto e al quinto set … non piangerebbe non per 30 minuti, ma almeno per 30 giorni !!!
Vero. Ma probabilmente dipende dal carattere più estroverso ed espansivo dello spagnolo. Lo si vede anche al momento della premiazione. Alcaraz é capace di andare sul personale, Sinner rimane più sullo scontato. Comunque complimenti a Carlos per rimanere cosi sorridente e positivo anche dopo le sconfitte.
Non mi pare che Carlos abbia mai battuto Jannik su erba. Forse un’amnesia?
Io lo sogno, ma purtroppo, sperando di sbagliare, non credo arriverà a sfidare CARLONE.
Lo batterà certamente in futuro, così come batterà pure Sinner, sempre che la sua ascesa non sia stoppata da infortuni.
La mia non era certo una critica. La fame è la chiave di tutto nello sport agonistico.
A meno che non diventi patologica.
Questione di tempo e poi dovranno inchinarsi a Joder ! Jodar !
Non so se quella tra Sinner e Alcaraz sia o possa diventare la rivalità più appassionante della storia dello sport.
Sicuramente è quella che esprime i valori più sani e che manda i messaggi più positivi ai tifosi.
È sempre bello quando le nuove generazioni dimostrano di evolversi in positivo rispetto alle precedenti.
Complimenti a entrambi i ragazzi e a entrambe le famiglie.
Io lo dico da un po’ di tempo.
La cattiveria agonistica di Alcaraz verso Sinner non è la stessa che ha Sinner verso Alcaraz.
Tradotto, l’accettazione della sconfitta di Alcaraz è molto diversa.
Leggera e piena di ammirazione di Alcaraz, mentre per Sinner è la ricerca maniacale del dettaglio.
Fuori dal campo è un rapporto sincero, ma fateci caso: è sempre Alcaraz a salutare per primo, a cercare Sinner.
Certo, Alcaraz dopo la sconfitta di Wimbledon e delle Finals è andato a Ibiza a ballare, mentre Jannik dopo le sconfitte si chiude in cameretta a frignare come un bamboccione. Io penso che ieri, dopo la sconfitta, il buon Carlitos abbia fatto degli impacchi per alleviare il bruciore dove “non batte mai il sole”!!
Bene speriamo che il tuo Jodar batta Alcaraz in finale allora
Meno male che ha lasciato il college anzi tempo.
CARLONE a breve numero 2…..ma di Spagna.
veramente anche Carlos ha pianto quando ha perso la finale delle Olimpiadi a Parigi con Nole… Sinner a Roma era sorridente e non ha lesinato complimenti per Carlos, poi certo non poteva gioire dopo aver perso quella finale al Roland Garros… la realtà è che sono entrambi belle persone e, sinceramente, non credo ci sia mai stata una rivalità così sportiva nel tennis, da come si sono abbracciati a Montecarlo si capisce che davvero si rispettano
La differenza assurda tra i 2.
Sinner, le tantissime volte che ha perso da Carlos è uscito livido di rabbia dal campo. (A Parigi addirittura, a detta del poi silurato Panichi pianse mezz ora in spogliatoio)
Carlos ride. Ieri davvero reazione assurda, come se non gli importasse proprio la vittoria. E non parevano sorrisi di circostanza.
Si vede proprio che Sinner non accetta la sconfitta. Una fame assurda.
La sua principale qualità è questa.
Jannik e Carlos sono i numeri uno a pari merito, diversi nel gioco, ma uguali nella mentalità.. guardate che me li ricordo quelli di voi che davano Sinner per finito dopo la sconfitta a Melbourne contro un certo Nole, che ne ha vinti 24 di slam… dovreste essere più sobri perché ultimamente a me sembra che ci sia poca differenza fra un tifoso di calcio ed un tifoso di tennis
‘specia li che già oggi contro Munar ( ma rientrante per problemi alla schiena ) Joder! Jodar! sta già giocando da n.1.
Questione di tempo, i due eredi di Hewitt e Roddick hanno le ore contate !
E’ già tempo di Rafael Jodar ! JODER ! JODAR !
Ma non eravamo la nuova Spagna ?
Quasi va fuori dai 100 anche Berrettini e saremmo scesi da 11 a soli 6 top 100.
In due ATP 500 questa settimana non abbiamo superato il primo turno di quali, uno si è ritirato ( Pellegrino che doveva giocare contro il buon Giustino nel derbino ), ed abbiamo solo 4 giocatori, Musetti e Sonego tornano anche loro da infortuni vari e da un periodo di 0 vittorie da Gennaio in poi.
Mentre invece la Spagna ha già pronti Joder ! Jodar ! alla velocità della Landaluce, e possono dormire sonni tranquilli nell’hotel MERIDA !
Alcaraz ha bisogno di Sinner per migliorare, Jannik lo fa per mentalità.