Carlos Alcaraz dopo la finale persa con Sinner: “Nei momenti importanti non ho giocato bene, mentre Jannik è stato straordinario in quei passaggi chiave”
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Carlos Alcaraz ha analizzato con lucidità la sconfitta contro Jannik Sinner nella finale del Rolex Monte-Carlo Masters 2026, riconoscendo soprattutto la differenza emersa nei passaggi decisivi del match. Lo spagnolo ha ammesso di aver avuto diverse opportunità senza riuscire a sfruttarle e ha indicato proprio questa come la chiave principale della partita.
Alla prima domanda, dedicata a cosa avesse fatto la differenza nella finale, Alcaraz è stato molto diretto: “Direi che nei momenti importanti, nei punti importanti, non ho giocato bene. Penso di aver avuto tante opportunità nel match e di non averle sfruttate. Tantissimi game, tanti punti, tanti 15-30, 0-30. Credo che nel primo tie-break non abbia giocato bene, e penso che lui abbia espresso un tennis incredibile quando contava. Credo che questa sia stata la chiave oggi”.
“Ti consideri un giocatore con grande sensibilità e tocco, quindi teoricamente dovresti essere uno di quelli che gestiscono meglio condizioni strane come il vento. Oggi però sembravi piuttosto infastidito. È giusto? In che modo il vento ti ha condizionato?”
Su questo tema, Alcaraz ha spiegato che le condizioni erano davvero complicate, ma non nel modo più “classico”. “Oggi erano condizioni davvero difficili, perché io mi considero uno che gioca molto bene quando c’è tanto vento. Il vento di oggi era un po’ particolare perché non andava in una sola direzione. Girava continuamente: in un punto sembrava aiutarti, in quello dopo era totalmente il contrario. Era difficile capire dove stesse andando”.
Nonostante questo, lo spagnolo ha voluto dare valore al livello espresso da entrambi: “Direi che abbiamo giocato un grande tennis considerando le condizioni. Anche lui gioca molto bene quando c’è vento. Credo che abbia espresso un livello di tennis più alto quando contava, in queste condizioni”. Poi ha aggiunto una riflessione personale: “Sono orgoglioso di me stesso perché il vento non ha influenzato il mio gioco e il mio stile così tanto come succede di solito in queste situazioni. Ma ovviamente mi ha dato fastidio. Credo abbia dato fastidio anche a Jannik, però lui ha giocato molto meglio”.
“Sei rimasto impressionato da Jannik sulla terra battuta? Pensi che abbia lanciato un messaggio a cui dovrai rispondere durante la stagione sul rosso?”
Anche qui Alcaraz è stato molto netto: nessuna sorpresa. “Non sono affatto sorpreso. Abbiamo già visto il livello di Jannik sulla terra e penso che stia migliorando tantissimo anno dopo anno. Sta raggiungendo un livello sulla terra che sarà davvero pericoloso per tutti”.
Lo spagnolo ha ricordato anche quanto l’azzurro fosse già stato competitivo sul rosso nella passata stagione: “Non sono sorpreso per niente, perché abbiamo visto l’anno scorso al Roland Garros il livello che ha espresso. Ha il livello sulla terra per vincere ogni torneo che gioca su questa superficie, e su ogni superficie in generale, ma sulla terra capisce molto bene il gioco”.
“Nelle ultime stagioni non sei sempre riuscito a giocare tutta la stagione sulla terra tra Monte-Carlo, Barcellona, Madrid e Roma. Quest’anno come stai? Il piano è giocare tutto oppure potresti saltare qualcosa prima del Roland Garros?”
Su questo punto Alcaraz ha ribadito con chiarezza il suo obiettivo: “L’obiettivo principale è giocare tutta la stagione sulla terra. Vedremo come andrà. Era anche l’obiettivo dell’anno scorso, ma purtroppo non ci sono riuscito per via degli infortuni”.
Poi ha spiegato che questa volta si sente meglio, pur senza voler fare previsioni troppo rigide: “Tocchiamo ferro e speriamo che al mio corpo non succeda nulla. Sicuramente ascolto il mio corpo molto meglio rispetto all’anno scorso. Se dovrò saltare un torneo, salterò un torneo. Se il mio corpo resterà sano, farò tutto il necessario per mantenerlo in salute e prendermene cura. Se non avrò problemi, giocherò tutto sulla terra”.
Alcaraz ha anche sottolineato quanto sarà importante valutare l’andamento delle prossime settimane: “Non so come andrà, se vincerò partite, se perderò nei primi turni, se i match saranno molto duri fisicamente oppure no. Quello che posso dire adesso è che quest’anno ascolto il mio corpo molto meglio rispetto all’anno scorso”.
“Nei giorni scorsi hai detto che Sinner è migliorato molto al servizio. Oggi però non ha fatto ace e la percentuale di prime all’inizio non era così alta. Pensi che abbia vinto il match soprattutto da fondo campo, in particolare nel rovescio contro rovescio? È stato più efficace di te lì?”
La risposta di Alcaraz è stata chiarissima: “Sì, al cento per cento. Penso che sulla terra in alcuni momenti il servizio possa aiutare molto, ma nel complesso credo che abbia vinto la partita da fondo campo. Penso che abbia semplicemente giocato molto meglio”.
Entrando più nello specifico, lo spagnolo ha individuato nella diagonale di rovescio una delle chiavi tattiche della finale: “Soprattutto, come hai detto, nel rovescio contro rovescio. Credo che nel primo set abbiamo giocato tantissimo da quella parte, e ho sentito che lui fosse più spesso nella posizione di attaccare rispetto a me. Ha giocato molto meglio i colpi da quel lato”.
Infine, Alcaraz ha rimarcato la qualità del servizio di Sinner proprio nei momenti più delicati, anche se le percentuali complessive non erano eccezionali: “Probabilmente la percentuale al servizio non è stata così alta, ma quando contava ha messo la prima. Nel tie-break non ha sbagliato una prima. E credo di aver rimesso in campo solo una o due risposte nel tie-break. Quando conta, lui gioca con la prima, ed è per questo che è così difficile affrontarlo”.
Dalle parole di Alcaraz emerge quindi una lettura molto precisa della finale: da una parte il rimpianto per le occasioni non sfruttate, dall’altra il riconoscimento pieno del livello espresso da Sinner, soprattutto nei momenti che pesano di più. E in vista del resto della stagione sulla terra, il messaggio è altrettanto chiaro: lo spagnolo vuole esserci fino in fondo, ma questa volta con un’attenzione ancora maggiore alla gestione del proprio corpo.
Dal nostro inviato a Monte Carlo, Enrico Milani
TAG: Carlos Alcaraz, Masters 1000 Monte Carlo, Masters 1000 Monte Carlo 2026

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Quello che sto notando è che Jannik contro Alcaraz ha sempre un servizio inferiore rispetto a quello dei turni precedenti. Ormai è una costante, segno di una tensione superiore a quella di Carlos che negli scontri è sempre il migliore dei due, al servizio. Parlo della prima, perché la seconda di Jannik è ormai a livelli pazzeschi!
@ Neytiri (#4591805)
Idem su Djokovic. Per le prime, credo che anche vento e tensione influissero. Quello di Sinner è stato traballante tutto il torneo, ma Alcaraz fino alla semi si era sempre assestato sul 60/65%
@ Non tennista (#4591949)
Troppo vento, la pallina andava dove voleva lei in pratica
La partita è girata tutta su quel convenientissimo doppio fallo dopo l’errore di dritto. E comunque dopo mi sembrava piuttosto contento, sia a rete che in conferenza, per non parlare del party in piscina. Secondo me ormai pensa solo agli Slam, i 1000 se arrivano bene se no amen.
Semplicemente mi godo questa SANA rivalità fra due “bravissimi ragazzi” fatta di stima, rispetto ed anche una punta di amicizia…
Grande Jannik e un applauso anche a Carlos…
Difficile fare pronostici futuri, per ora…
Ricordo solo che Carlitos ha due anni in meno e dunque margine di maturazione mentale, un po’ come Lorenzo Musetti…
Diciamo che questa volta non hanno giocato entrambi una partita straordinaria.
A volte capita anche ai migliori di non fare uno spettacolo da primi 2 del ranking
Ma siccome entrambi non riuscivano a mettere la prima, questo significa che erano le condizioni ad impedirlo. Questa non è gente che non sa servire…
@ Di Passaggio (#4591655)
Ho appena finito di guardare la partita, come se fosse in diretta e quante volte ho alzato gli occhi al cielo per quella percentuale orrenda di prime in campo. Percentuale cresciuta nell’ultimo game del primo set e poi nel tiebreak… per poi scenderei nuovamente. Per tacere dei break point: ad un certo punto era 2/5 Alcaraz ed 1/8 Sinner e ho pensato alla partita degli AO contro Jokovich…
@ MARMAS (#4591681)
Tutto giusto, Jannik inoltre ha trovato la giusta posizione sulla 2* di Alcaraz mentre quest’ultimo no
Non dimentichiamoci che Jannik non ha ancora completato il percorso di miglioramento sulla t.b. è questo è un grosso problema per Alcaraz…
Alcaraz infinitamente meglio di quelli che qui lo sostengono perché ha riconosciuto la superiorità di Jannik in diversi frangenti.
” cemento, erba,terra, mi hai battuto dappertutto, ma la prossima volta mi prenderò la rivincita “….queste sono le parole che ha detto alcaraz a sinner durante l abbraccio a fine match….sinner ha risposto “è stato un piacere x me “
Carlitos è un bravissimo ragazzo, una bella persona ed un grande campione, personalmente lo trovo simpatico, sportivo, corretto, in questo è molto simile a Jannik. Il mio tifo quando giocano l’uno contro l’altro va al rosso, ma è fuor di dubbio che entrambi sono due numeri uno della racchetta e dello sport in generale.
Per me hai assolutamente ragione.
Ma già dallo scorso anno la seconda di servizio di Jannik sulla terra è cresciuta tanto, superando come efficacia complessiva quella di Alcaraz.
Adesso Jannik deve trovare bene la quadra sulla prima… Parlo sempre della terra ovviamente.
In generale credo che nel confronto Sinner Alcaraz stia per arrivare il momento in cui il pusterese andrà a raccogliere i dividendi del miglioramento al servizio e del pieno sfruttamento della maggiore altezza.
E potrebbero essere dividendi con un peso specifico molto importante, in un contesto in cui i piatti della bilancia sono in un equilibrio sempre precario.
Non aggiungo altro, vedremo che succede…
Carletto e tornato il monento che ti manca tanto il Ferrero.
A dire il vero se avesse potuto avrebbe evitato di parlare…
Io però durante il match ho pensato che il problema principale di Carlos oggi non era la freddezza in campo, come hanno detto un po’ tutti, a partire da Bertolucci al microfono. Io durante il match pensavo che il servizio di Carlos, soprattutto la seconda perché di prime ne abbiamo viste assai poche, non impensieriva per niente Jannik, il quale infatti ha avuto una quantità di PB che per forza, alla fine, qualcosa lo spagnolo avrebbe pagato.
Invece la seconda di Jannik è stata assai funzionale, almeno per l’avversario che aveva davanti, che quasi mai è riuscito ad anticipare la risposta.
E sappiamo tutti che non poter contare abbastanza sul primo colpo destabilizza ormai qualsiasi tennista, anche Carlos Alcaraz. Quindi, ok che Sinner ha vinto di testa, ma si è appoggiato ad una quantità di seconde molto più funzionali allo scopo.
Poi, io son nessuno e alle conoscenze tecniche di Bertolucci o della Pennetta mi inchino, però ho avuto chiara questa valutazione in testa.
Cosi come?
Che Carlitos, senza soluzione di continuità, si congratuli con Jannik vincente anche nei prossimi tornei ?
Beh … a me non dispiacerebbe sai … 😉
Dai, si scherza … oggi Carlitos ha mostrato esemplare sportività verso Jannik !!!
Chissà quante battaglie ci saranno ancora tra questi due eccezionali tennisti, laddove potrà prevalere l’uno o l’altro ! Oggi è toccato a Jannik e noi giustamente lo festeggiamo !
Commento esemplare!
Sottoscrivo!
Alcaraz è un ragazzo stupendo ed ultimo sportivo esemplare, onesto, serio ed umile, molto simile a Sinner anche se con personalità e carattere diverso.
A me piace moltissimo e lo tifo sempre quando non gioca contro gli italiani o altri miei prediletti (tipo quel matto di Rublev).
Carlos e Jannik sono quanto di meglio si potesse sperare per il tennis e per lo sport in generale.
Bravi, continuate così!!
Va comunque riconosciuta ad Alcaraz un’onesta di fondo in tutte le situazioni, e lo ha espresso sia in conferenza stampa che durante la premiazione, momento in cui ha sottolineato l’URGENZA (I need!) di doversi congratulare con Sinner. Sotto il profilo della sportività è davvero un n.1