Vagnozzi dopo il successo a Monte Carlo: “Sinner cresce partita dopo partita. Sulla terra ha margini enormi”
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Dopo il trionfo di Jannik Sinner al Rolex Monte-Carlo Masters, arriva anche la lettura tecnica e strategica del suo coach Simone Vagnozzi. Dalla gestione delle energie dopo il “Sunshine Double” fino ai dettagli tattici della finale contro Carlos Alcaraz, emerge il quadro di un giocatore in piena evoluzione, capace di adattarsi e leggere le partite con una maturità sempre più marcata.
“Monte-Carlo era una scelta già fatta. Il serbatoio era pieno”
«No, non abbiamo mai pensato di non giocare il torneo. Abbiamo fatto questa scelta già a inizio anno. Jannik ci teneva a giocare qui a Montecarlo col pubblico italiano e quindi non abbiamo mai tentennato nella scelta. Il blocco che abbiamo fatto a Indian Wells prima di Doha è stato importante, quindi avevo detto già a inizio settimana che il serbatoio era pieno e si vede dal fatto che partita dopo partita si è sempre mosso meglio, è stato meglio fisicamente.»
“La cosa che mi rende più orgoglioso è la lettura delle partite”
«Guarda, io sono contento. La cosa che mi rende più orgoglioso è la capacità di leggere le partite: con ogni avversario fa qualcosa di diverso, mette in mostra scelte diverse.
A volte parte lontano in risposta, oggi è partito più vicino. Inizia a leggere i momenti: quando fare la smorzata, quando no, quando servire in un certo modo.
Questo, da quando ho iniziato quattro anni fa, era l’obiettivo che mi ero dato ed è qualcosa che mi rende orgoglioso.»
“Il livello sulla terra sta crescendo. Parigi resta l’obiettivo”
«Un campione come Jannik quando arriva a un torneo ha sempre in testa di andare fino in fondo.
Sapevamo che bisognava adattarsi: non era scontato arrivare qui e giocare subito bene. Però gli ultimi due anni avevamo visto segnali importanti.La cosa più importante è il livello che sta raggiungendo sulla terra. Lo spezzone dell’anno scorso, con tre mesi di preparazione, ci ha aiutato tanto.L’anno scorso è andato vicinissimo a vincere Parigi e quando sono arrivato ho detto al preparatore atletico: secondo me gioca quasi meglio sulla terra che sul cemento, perché ci sono delle piccole cose che gli danno più tempo e lo aiutano a fare più male con il dritto.»
Sulla programmazione: «Non abbiamo ancora deciso se andrà a Madrid o no. Vogliamo far passare un paio di giorni e poi decideremo insieme.»
“Condizioni difficili, partita molto tattica”
«Oggi le condizioni non erano facili: il vento cambiava continuamente. Tutti e due hanno fatto fatica a trovare la prima di servizio. È normale: quando sai che l’altro sulla seconda può essere aggressivo, hai un pizzico di pressione in più. Nel tie-break lui ha servito molto bene e questo ha fatto la differenza.» Entrando nei dettagli: «Il campo era molto pesante, non era facile fare la differenza. Anche i pochi punti diretti al servizio dipendono dalla poca velocità delle condizioni.
Con queste condizioni cambiare lungolinea è più rischioso, quindi entrambi hanno giocato molto sulla diagonale.»
“Il servizio è un dettaglio da migliorare, ma decide nei momenti chiave”
«Non gli ho detto di fare il 39% di prime (sorride). Questo è un aspetto che dobbiamo migliorare nelle prossime settimane, perché quando l’avversario risponde molto lontano ti spinge a forzare di più e puoi uscire dal ritmo. Però nei momenti importanti lui serve sempre bene e oggi lo ha dimostrato.»
“Mi sorprende ancora. Ha capito cose importanti”
Sul percorso tra cemento e terra: «Siamo molto felici perché era uno degli obiettivi dell’anno vincere un grande titolo sulla terra. Non si poteva iniziare meglio. Dopo Indian Wells e Miami, un mese molto duro, è arrivato qui migliorando giorno dopo giorno. Oggi non era facile con il vento, ma ha sentito ogni punto e tatticamente ha giocato una partita molto solida.»
E sulla transizione: «Abbiamo iniziato martedì dopo due giorni di riposo. Abbiamo lavorato sui movimenti, sullo scivolamento, sullo spin, sull’apertura degli angoli, sulle smorzate. Giorno dopo giorno ha migliorato questi aspetti e poi li ha messi in partita. Dalle prime gare in poi ha iniziato a sentirsi sempre meglio.»
“La differenza la fa la mentalità. E l’uomo non è cambiato”
«La sua qualità più grande a livello tennistico è mettere il 100% ogni giorno, in allenamento e in partita. Quello che ha fatto nell’ultimo mese è straordinario.
A livello umano, la cosa che mi rende più orgoglioso è che, nonostante tutto quello che ha vinto — Slam, Masters 1000, Finals — non è cambiato come persona.»
“Niente rivoluzioni: conta la continuità”
«Non c’è stato nessun cambiamento nella dieta. Abbiamo professionisti che lavorano con lui da anni e stanno facendo un lavoro ottimo. Durante una stagione con 80 partite ci sono giorni in cui ti senti meglio e altri peggio. Bisogna guardare il lungo periodo: sono quattro anni che Jannik fa cose incredibili. Non è che se oggi serve meno bene dobbiamo cambiare il servizio. Si continua a lavorare e solo se un problema diventa costante si interviene.» In filigrana, dalle parole di Vagnozzi emerge un concetto chiave: il successo di Monte-Carlo non è un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso ancora in pieno sviluppo, con Parigi già nel mirino.
Da Monte Carlo, il nostro inviato Enrico Milani
TAG: Enrico Milani, Jannik Sinner, Masters 1000 Monte Carlo 2026, Simone Vagnozzi

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Ci rendiamo conto che ha vinto con una prima di servizio al 50%….!!??
Ottima analisi, il mio unico dubbio su Sinner è la resistenza fisica, altrimenti con il lavoro fatto nell’ultimo anno la terra potrebbe diventare la sua superfice preferita
Quando il suo coach Vagnozzi dice che Jannik ha margini di miglioramento sulla terra rossa , dobbiamo credergli.
Quindi il futuro ( che è Sinner ) ci riserverà ancora grandi imprese.
In generale riesce ad ingranare una marcia in più anche su terra mentre prima partiva forte per poi spegnersi alla distanza. Dare la zampata quando vuole fa una grande differenza per dominare una superficie.
E tu sei il peggiore
Caro Giampi… In tanti vedevamo già da tempo delle grandi potenzialità di Sinner sulla terra.
Sicuramente in passato non ha avuto fortuna su questa superficie, come giustamente hai ricordato.
Ma non credo sia solo questo.
Inizialmente scontava sulla terra due deficit relativi.
Quello fisico, perché la superficie richiede un grande dispendio atletico e doti sia da fondista, sia di resistenza atletica nel breve.
E quello tecnico, perché non aveva tante variazioni e la superficie limitava un tennis basato quasi esclusivamente sul forcing da fondocampo.
Oggi entrambi questi problemi non solo sono stati superati, ma sono diventati punti di forza.
Jannik, grazie al lavoro fatto sul piano fisico e grazie anche alle sue lunghe leve, è diventato eccezionale anche in fase difensiva e nella capacità di ribaltare lo scambio.
Ha lavorato tantissimo anche sul completamento del gioco e oggi padroneggia con assoluta maestria tecnica ogni colpo… Inoltre ha una comprensione del gioco e una intelligenza tennistica fuori dal comune, che gli consentono di sbagliare pochissime scelte.
La terra, infine, esalta le sue straordinarie capacità di ribattitore.
Praticamente può fare break con chiunque e in qualsiasi momento e gli avversari nei propri turni di battuta sono in uno stato di perenne pressione, mentre sul veloce il servizio può concedere loro, a tratti, una boccata d’ossigeno.
Insomma, non un tennista nato dominante sulla terra, per formamentis e caratteristiche, ma che (anche) su tale superficie dominante lo sta diventando.
Dopo la batosta presa da Milan con la sua squadretta distrutta 0-3 dall’Udinese a San Siro, nello stadio dell’Inter, solo un interista DOC come Simone Vagnozzi poteva fargli vincere il torneo di Monte-Carlo e tornare n.1 al mondo.
SA LU TA TE … LA … CA PO LISTA !!! TU TU TU TUMM !
Noi non siamo decaduti.
Da quando Sinner è andato sotto la curva sud … il disastro si è abbattuto sul Milan ! 😆
Roddick ha rivelato il grande attaccamento di Cahill (che lui conosce bene e ha intervistato più volte) a Sinner, tanto da rinunciare a seguire dei problemi personali per stare vicino al suo allievo fin dall’eliminazione agli AO-26.
Vagnozzi ha fatto i complimenti a Cahill per il grande LAVORO svolto con Jannik PRIMA dell’inizio di Indian Wells, creando le “fondamenta” che lo hanno sostenuto fino a Montecarlo.
Un team coeso ed affiatato 😉
Siamo anche orgogliosi di avere grandissimi allenatori come Vagnozzi, sicuramente tra i migliori al mondo.
Che team incredibile! Tutti bravissimi, complimenti davvero
Io dico che ci va
per fortuna che ci sono le tue perle di saggezza a fare giustizia..
XD
Viene da un tour de force e l’impresa dei primi tre 1000 dell’anno è ancora più stancante perché il 1000 di Montecarlo è concentrato in una settimana, non come gli altri, ove c’è più “respiro”.
Non andrà a Madrid.
Gli obiettivi sono Roma (dove Alky non ci sarà, se vince Madrid) e anche più il RG per completare il career GS.
Per vincere tutti i 1000 (adesso mancano solo Madrid e Roma), Roma ci tenta quest’anno: Madrid l’anno prossimo.
Forza Jan ! 😉
Come detto tempo fa , vedo jannik superiore allo spagnolo su terra ed erba. E viceversa lo spagnolo superiore a jannik su cemento Outlook, dove le condizioni climatiche incidono molto
Sulla terra si vede il giocatore a tutto tondo perché sul cemento e anche sull’erba il servizio è troppo importante e minimizza le differenze..Ho sempre pensato che Sinner come del resto Alcaraz essendo dei fuoriclasse avrebbero dominato il circuito sulla terra. Semplicemente gli episodi negativi nei due mille di Montecarlo con Rune e Tsitsipas è la sfortunata partita del RG non avevano finora reso giustizia al valore di Semola sulla terra..
@ max91 (#4591729)
Garros*
@ l Occhio di Sauron (#4591686)
Secondo me (come ho già detto più volte), sapendo che è impossibile a questi ritmi essere in forma tutto l’anno, hanno programmato la stagione per essere al massimo sulla terra perché vuole vincere il Roland Harris che è l’unico che gli manca. Come Alcaraz aveva una motivazione extra quest’anno per vincere l’AO. Credo (sottolineo credo) che vedremo uno Jannik al massimo nella stagione su terra fino a Wimbledon. Non mi aspetto invece sia di nuovo super in forma per lo US Open. Ovviamente questo secondo me è l’intento della loro programmazione. Poi il tennis non è una scienza esatta e i colpi di scena ci sono sempre.
Io l’avevo scritto nel 2022 dopo averlo visto ad Umago (con altrettanta se non ancor più modestia)
ha fatto una cavalcata da 3000 punti tra Indian e Montecarlo che vale un terzo del suo ranking points con la F degli AO a un terzo di stagione è sopra il suo ruolino di marcia 😉
peccato per Melbourne ma il resto è da dominatore, speriamo le pause nella sua dominazione non capitino sempre in concomitanza degli Slam, il team e il giocatore sembrano ben focalizzati e sanno quello che vogliono fare.
La gran testa di Jannik è l’arma in più in prospettiva proprio sulla terra, devono lavorare e tener d’occhio il fisico che troppo spesso ci da patemi (sul fisco Alcaraz è per natura avvantaggiato, tranne che per i centimetri ovviamente)
Sulla terra può giocare meglio che sul cemento. Facile dirlo adesso. Io lo ho scritto qui a inizio settimana (con la solita modestia).
Bearzot, CT della nazionale campione del mondo 1982, in occasione delle critiche ricevuti nei primi incontri esclamó: in Italia ci sono 53 milioni di Commissari Tecnici. Sembra che, visti gl’insuccessi della nazionale, i 53 milioni si sono trasferiti nel tennis. Mamma mia quanti esperti fuoreggiano in questo forum enzo
Si tende troppo a dimenticare che dietro ai successi di Sinner c’ò un team professionale incredibile.
Quante critiche si sono lette dopo l’allontanamento di Panichi?
Credo che Jannik non consideri Vagnozzi solo allenatore e nutra nei suoi confronti una immensa stima.
L’equilibrio nella sua squadra rispetto alla tensione presente nel pozzetto di Alcaraz credo si sia percepito.
😆
Piú che altro Red Ronnie dopo aver bevuto.
Belle parole di Vagnozzi, così come il lungo intervento a Sky Sport durante la partita con Cilic. Ecco, se ho un piccolo dubbio è proprio quando parla di “specialisti che seguono la dieta di Sinner”: non sono poche le volte in cui si è trovato a corto di energie durante i tornei (v. contro Machac), specie quelli su 5 set. Speriamo la situazione migliori decisamente!
@ givaldo barbosa (#4591619)
Un pochino anche a Claudio Lippi il presentatore
@ givaldo barbosa (#4591619)
Davvero somiglia a Red Ronnie ahahah
Pensierini.
Davvero Alcaraz va a Barcelona? Finché non lo vedo non ci credo. Rischio usura. A meno che non abbia già pensato di rinunciare a Roma, come, ahinoi, credo farà.
Sono convinto che, proprio dalla Catalogna, Musetti riprenderà a macinare.
Cobolli é prevedibile e ormai gli avversari l’hanno “sgamato”?
Il papà di Sinner somiglia a Red Ronnie?
Saluti
“Sulla terra ha margini enormi” ma cosa dici mai? Queste sono pessime notizie per…
Tatticamente ha la maturità e la freddezza di un veterano, altro che neanche 25enne