L’amarezza di Tsitsipas contro Ivanisevic e i colleghi: “Goran con me ha sbagliato approccio, mi ha ferito molto. Amicizia con altri giocatori? Molto difficile. Quando il corpo non sta bene diventa un altro nemico”
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Difficile dimenticare dove si è stati bene. Resta qualcosa nell’aria e spesso si riesce a riassaporare buone sensazioni, tanto che per magia la scintilla si accende di nuovo e si riparte. È la speranza di Stefanos Tsitsipas, tre volte campione a Monte Carlo ma da tempo arenato in secche troppo severe per il suo talento e valore, il tutto acuito da un velo di tristezza che non riesce a nascondere in campo in tante sconfitte e ben poche gioie. Il greco la prossima settimana proverà a riscattare un avvio di 2026 ben al di sotto delle aspettative, calcando di nuovo quei campi in terra battuta che conosce a menadito e dove ha trionfato per tre volte, l’ultima nel 2024. Prima di avviare la sua campagna nel Principato, Tsitsipas ha parlato al Times di Londra, un’intervista davvero sorprendente per la sua “pesantezza”, ben pochi gli spunti di speranza e un vissuto recente assai negativo, e su tutta la linea: dolori fisici, contrasti familiari, rapporti pessimi con l’ultimo coach extra famiglia, Goran Ivanisevic, e pure con i colleghi. Stefanos ha approfittato dell’intervista per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, vista la recente – e pesante – affermazione del croato: due giorni di lavoro con Tsitsipas per capire che non sarebbe andato da nessuna parte.
“Non ho visto alcun senso in quelle dichiarazioni” afferma amareggiato Tsitsipas parlando di Ivanisevic. “Se era il suo modo di mettermi pressione e cercare di motivarmi, di spingermi a rimettere ordine nella mia vita, ha completamente sbagliato approccio. Mi ha ferito molto: non mi sarei mai aspettato che un allenatore potesse comportarsi così, e la cosa peggiore è che ciò che ha detto non corrispondeva alla realtà”. Il greco ha spiegato che in quel periodo di lavoro con il croato attraversava una fase particolarmente delicata a causa dei suoi problemi alla schiena. “Se non ero al massimo della condizione, era esclusivamente perché venivo da un lungo stop per infortunio e sono rimasto più di due settimane senza potermi allenare. Ho avuto la sensazione che mi stesse colpendo a terra mentre ero già in difficoltà”.
Tsitsipas ha spesso reso dichiarazioni contraddittorie alla stampa in merito alle sue reali condizioni di salute. In patria nel 2025 si era vociferato di un’intervento chirurgico alla schiena, con tanto di date e nome della clinica ad Atene dove sarebbe avvenuta l’operazione, poi del tutto smentita dal diretto interessato. Ma anche nel corso della sua ultima partecipazione alle Finals di Torino, Stefanos smentì dopo la prima netta sconfitta sofferta da Sinner di aver problemi fisici, per poi dichiarare due giorni dopo di esser stato talmente male da aver avuto difficoltà ad alzarsi dal letto. Un tourbillon di problemi e negatività acuito da rapporti tesi in famiglia, con l’addio al papà coach e poi ripreso dopo l’insuccesso della collaborazione con Ivanisevic, oggi passato all’angolo di Arthur Fils.
Ma Tsitsipas è deluso anche dall’ambiente del tour, con la quasi impossibilità di avere qualche amico tra i colleghi con cui condividere la sua vita in giro per il mondo e poter parlare in modo franco. “Non ci sono praticamente altri tennisti del mio paese. Se ci fossero, sicuramente passerei del tempo con loro, andrei a cena, cose così. È molto raro trovare giocatori che si considerino amici di qualcuno di un altro paese, è anche per questo che vivo la carriera come un solitario. C’è solo Maria Sakkari, l’unica greca nel circuito, e infatti passo del tempo con lei nei tornei che condividiamo, ma questo è tutto. È facile avere amici nel tour per un francese o spagnolo, ce ne sono diversi e probabilmente sono cresciuti giocando negli stessi tornei fin da piccoli, è una situazione molto diversa dalla mia”.
Sul tour molti affermano che Tsitsipas sia assai riservato, che viva quasi una un bolla tutta sua, difficile da avvicinare. A sentirlo nell’intervista, le sue sensazioni sono molto diverse… “Sono gentile con tutti. Non ho motivi per essere antipatico o freddo” afferma Stefanos. “Ci sono giocatori che ti passano davanti e non salutano nemmeno, non posso farci molto. Non sono se io a dargli fastidio o se semplicemente sono di cattivo umore e non si avvicinano… È difficile avere degli amici veri tra i giocatori. Sono per conto loro, è come se avessero qualcosa da nascondere”.
Una negatività acuita dai problemi di salute alla schiena che non hanno permesso al greco di giocare bene e almeno ottenere soddisfazioni dai risultati. “La schiena mi faceva così male che il tennis non mi dava più alcuna gioia. È una situazione da cui è difficile uscire, la mancanza di risultati positivi finisce per provocare ansia, perché non affronti solo la partita, ma anche il tuo stesso corpo che non sta bene e così diventa un nemico. Finisci per allenarti di meno per proteggerlo, ma il circuito ti obbliga a giocare senza sosta. Saltare tornei? Se lo fai la classifica crolla drasticamente. Quando non stai bene vivi una sorta una lotta continua contro tutti questi fattori. Solo chi ha una grande forza mentale può sopportare una pressione simile”.
Una situazione tutt’altro che positiva per Tsitsipas, scivolato lontano nel ranking dalle posizioni che contano, con la fiducia ai minimi termini e un fisico non a posto. La stagione su terra battuta è quella dove storicamente ha ottenuto i suoi migliori risultati visto che l’anticipo nei colpi non è mai stato tra le sue qualità, mentre le variazioni e la possibilità di cambiare ritmo proprie del “rosso” lo hanno portato a brillare in passato. Chissà se l’atmosfera di Monte Carlo lo aiuterà a riprendersi…
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Stefanos Tsitsipas

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E grazie tante: ricco, famoso, bellissimo. Ci mancherebbe che non andasse a segno.
Si davidace hai ragione solo che lui lo mandano tutti a quel paese con nonchalance, mentre a emmuccia trovami un uomo normale che non si sottometta e non penda dalle sua labbra.
Al di là di tutto,un atleta va aiutato e non il contrario
Tsitsipas …the greek Raducanu….sono sempre gli altri che sbagliano !
È incredibile. Personalmente l’ho sempre tifato per il gioco d’antan che ha regalato gran belle partite poi è via via scaduto.A distanza di tempo,non riuscendo a mostrare sul campo che Goran doveva credere di più in lui,lo tira in ballo perché non l’ha aiutato a dovere.
Se avesse le palle dovrebbe ,non riuscendo a dimostrare più il proprio valore, almeno tacere invece così mostra che Ivanisevic ci aveva visto giusto.
Un comportamento piuttosto infantile.
Lamentoso l’ex Greek Good lo è sempre stato, ma onestamente in nessun caso finora aveva inveito contro qualcuno (col padre sì). Adesso ce l’ha con Ivanisevic, ma Goran con lui fu inspiegabilmente duro. Certe cose non si dicono pubblicamente (o almeno non si dicono prima della rottura ufficiale della collaborazione). Sembrava quasi che volesse scrollarselo di dosso
Comunque quando perse contro Sinner alle atp finals negò l’infortunio, ma pochi giorni dopo disse che in realtà se lo portava dietro dal torneo di Shanghai (quindi da quasi un mese) ma che sperava di riuscire a resistere. La cosa del “non sono riuscito a camminare per due giorni” non la disse in quel periodo (se non erro) ma l’anno scorso (us open)
@ Aquila. (#4585713)
A quanto pare sì, ne ha parlato qualche mese fa ma senza scendere troppo nei dettagli. Ha parlato anche di ansia, attacchi di panico e di “esaurimento”. Ha anche detto che a volte si metteva a pensare ad altro mentre giocava e non riusciva a concentrarsi. Brutta situazione
@ Vae victis (#4585778)
Il suo tennis non è affatto vecchio in realtà
@ Silvio (#4585777)
Vabbè ma “siamo ottimi amici” alcuni lo dicono pure dei conoscenti
Non è vero che l’anticipo nei colpi non è mai stato tra le sue qualità.
E ha ottenuto risultati anche su cemento
Neppure fra i raccattapalle si è fatto un amico…
Si ma ricordati le parole del grande filosofo e fondatore di una nuova religiosità panteistica: Quelo.
“Ti chiedi quasi quasi, e miagoli nel buio; ma le risposte non le devi cercare fuori: la risposta è dentro di te. Epperò è… SBAJATA”
ci sono solo nemici, anche te stesso!
sei solo contro tutti e sono tutti più forti di te: spacciato!
Alla fine Tsitsipas ha detto la cosa fondamentale: “Solo chi ha una grande forza mentale alla fine ce la fa!”
Il punto è proprio quello. Gli è mancata la necessaria forza mentale. Quando dice “È difficile trovare amici veri nel circuito!”, oppure “Non ci sono molti tennisti greci”, ma anche “Ivanisevic non mi ha parlato nel modo giusto!”, sta cercando le cause fuori da sé stesso. Invece le soluzioni si cercano sempre dentro sé stessi.
Anche Mouratoglu dichiarò che Ivanisevic lo aveva approcciato male, ma allora doveva lasciarlo subito.
Anche decidere di tornare dal padre dopo aver terminato la collaborazione con il coach croato, non è stata una buona mossa.
Sinner è un esempio assai migliore di lui. Non si lamenta mai e quando è stato il caso di interrompere la collaborazione con Piatti, lo ha fatto.
Tsitsipas deve farsi urgentemente un bagno di umiltà e coltivare il rapporto con il padre al di fuori del tennis.
Ma te hai un testosterone incontrollabile!
In effetti pare che il suo sia un complesso di accerchiamento. Tutti diavolacci che contornano un candido giglio. Credo abbia dimenticato i suoi toilet break infinti e surrettizi e i coaching continui con papà, comportamenti che gli hanno alienato la stima di tanti dei suoi colleghi. Anche in campo è stato spesso lamentoso e negativo, persino nei periodi di grande spolvero. Ha avuto comunque una carriera più che rimarchevole, non mi pare il caso di dispiacersi troppo per la sua attuale mancanza di competitività.
Massimo rispetto per le sue difficoltà e i suoi infortuni, ma a me sembra il classico che sta sempre a piangersi addosso
Aquila si, ma non in Italiano…..
@ Silvio (#4585777)
Per forza: chi non vuole essere amico di un vincente.
Sempre a piagnucolare questo ottimo ex tennista con un grande avvenire dietro le spalle. Se la prende con gli spettri perché non vuole affrontare il fatto inconcusso di essere stato fatto a brani dai genitori, che se lo sono mangiato per poi risputarlo per avere poil’agio di rimangiarlo all’infinito…oramai dal suo tennis non ci caverà più nulla, prevedibile vecchio e regressivo…che si tolga di mezzo con le sue massime micragnose da cioccolatini che annoiano a morte e fanno pena….
Premesso che ogni disagio va rispettato, questa affermazione mi sembra davvero strana: “È molto raro trovare giocatori che si considerino amici di qualcuno di un altro paese”.
Nel tennis, uno degli sport più cosmopoliti che ci siano? Uno sport che ha una lingua franca ormai consolidata? Tutto può essere, ma le dichiarazioni degli altri sono piene di “siamo ottimi amici”, vedi Jannik con tanti colleghi di mezzo mondo.
boh….a me pare uno di quelli per cui la colpa è sempre degli altri…..pero’ quando gli altri sono tanti forse uno dovrebbe porsi qualche domanda……
È un ragazzo gentile. ..troppo per la brutalità del tennis.
Il problema è che è greco e soffre di solitudine essendo l’unico tennista ellenico dell’ATP. Se era Francese era pieno di amici, visto che l’ATP è infestato dai transalpini, faceva baracca con tutti i paesani e lo Champagne sgorgava a fiumi alla faccia della Solitudine Ellenica.
Pare si consoli andando a cena con le colleghe di WTA…
…per caso Badosa parla il greco?
Ahahahah 🙂 🙂
E’ un tennista, che, francamente, un po’ come Zverev o Medvedev, non fa nulla per rendersi simpatico (sarà un caso ma tutti e tre hanno sangue russo nelle vene). Zverev e Medvedev non se fanno un grosso problema, alemno apparentemente, lui, probabilmente, soprattutto orache è in difficoltà, si. Ma a queste cose bisogna pensarci prima.
In effetti Ivan il terribile ha esagerato e manco poco, giusto Djokovic gli metteva la museruola e lui zitto e muto
In effetti Ivan il terribile ha esagerato e manco poco, giusto Djokovic gli metteva la museruola e lui zitto e muto
Non mi meraviglierei se è vicino a una depressione, spero per lui di no
Dalla parte di Tsitsipas .
Bomber n.1 la mia massima stima: Badosa e Sakkari….da restarci secchi.
Per questo veleggia verso la centesima posizione! Come dargli torto xò
quindi se non era al massimo della condizione come voleva ivanisevic la colpa è che era due settimane che non si allenava….ok….e un allenatore come ivanisevic queste cose non le sa? ma dai…..