Sinner domina e convince: “Se parti forte, la partita cambia. E oggi è stato un gran giorno” (Video partita)
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Dopo il netto successo su Alexander Zverev, Jannik Sinner analizza con lucidità una prestazione quasi perfetta, sottolineando come tutto sia nato da un avvio immediatamente aggressivo: prima della partita, spiega, “non sai mai come andrà”, ma partire bene ha fatto la differenza. “Una parte molto importante è stata iniziare in modo molto positivo, e ci sono riuscito. Quando ottieni subito il break, ti dà un po’ di libertà e cambia anche la dinamica del match”. Da lì, la gestione è stata solida anche nel secondo set: “Ho cercato di continuare così ed è stata una prestazione molto, molto buona da parte mia. È stata una buona giornata”.
Il lavoro fatto nelle ultime settimane, soprattutto dopo Doha, è stato centrale nella crescita attuale. Sinner insiste su un concetto chiave: la priorità. “Per me è sempre importante dare priorità alle cose giuste. Dormire bene per essere fresco il giorno dopo, mangiare in modo sano, fare queste cose continuamente”. A questo si aggiungono giornate di allenamento molto lunghe, considerate “carburante” per i tornei più importanti. Ma il lavoro non è stato focalizzato su un singolo aspetto: “Abbiamo lavorato su tutto, sul servizio, sulla risposta, cercando di mettere più intensità dall’inizio alla fine. Non c’è una sola chiave, ma tante cose insieme, come un puzzle che cerchi di rendere il più completo possibile”. La soddisfazione per la prima finale a Monte-Carlo Masters è evidente, ma lo sguardo è già rivolto avanti: “Vediamo cosa succede domani, ma in ogni caso è stato un ottimo torneo”.
Sul possibile incrocio con Carlos Alcaraz, Sinner resta prudente: l’avversario non è ancora definito, ma l’eventuale sfida sarebbe un test prezioso. “Sarebbe buono giocare contro di lui almeno una volta su questa superficie, per capire dove è il mio livello e su cosa dobbiamo lavorare. Sarebbe un feedback importante, sia in caso di vittoria che di sconfitta”. In alternativa, anche un avversario inedito rappresenterebbe una sfida complessa: “In ogni caso sarà una partita molto dura, ma sono molto felice di giocare la mia prima finale qui”.
Dal punto di vista della routine, nulla cambia rispetto agli altri tornei: “È tutto uguale. L’unica differenza è che faccio colazione in hotel invece che a casa. Per il resto è tutto lo stesso”.
Entrando più nel dettaglio tecnico, Sinner spiega come l’approccio aggressivo sin dai primi game non sia una scelta fissa ma legata alle sensazioni del giorno: “Dipende da come mi sento, anche dal sole, da vari fattori. Cerco comunque di dare subito una buona intensità, sia al servizio che in risposta, e di stare al 100% fin dall’inizio”.
Nessun pensiero, invece, al passato e alla semifinale persa due anni fa contro Zverev con una palla contestata: “Ho già cancellato tutto. Se vivi guardando a queste cose, vivi male”.
Tra gli aspetti più positivi della partita, Sinner individua soprattutto la riuscita del piano tattico: “Credo di aver giocato una partita tatticamente giusta. L’avevamo preparata in un certo modo e sono riuscito a fare quello che volevamo. Questa è la cosa più importante”. Il livello, aggiunge, è stato molto alto anche in risposta: “Sono riuscito a rispondere quasi sempre, anche sulla prima, e questa è una bella sensazione”.
Anche le discese a rete e qualche soluzione di serve&volley fanno parte di un lavoro mirato: “L’abbiamo preparata così, poi dipende anche da come mi sento. Lui ha cambiato posizione in risposta sulla seconda, quindi ho cercato di servire in modo intelligente. Era parte del piano”.
Infine, sul tema delle smorzate e delle variazioni, Sinner ammette di osservare anche gli altri, compreso Alcaraz: “Oggi abbiamo la fortuna di avere tanti video, anche su YouTube, quindi perché non usarli? Lo faccio anche con altri giocatori. Poi però ognuno ha il suo stile: io sono un giocatore, Carlos un altro, Novak un altro ancora. Bisogna rispettare la propria identità. Stiamo cercando di aggiungere piccole cose: ci sono giorni in cui funzionano molto bene e altri meno, ma è normale”.
Dal nostro inviato a Monte Carlo, Enrico Milani
TAG: Jannik Sinner, Masters 1000 Monte Carlo, Masters 1000 Monte Carlo 2026

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5 commenti
@Redazione,
due anni fa palla contestata con Tsitsipas.
Chi ben comincia è a metà dell’opera, speriamo possa andare così anche domani.
Vai Jan!
@ JannikSinner
Come vorrei potessi leggere queste mie …
” Un gran giorno è stato quando sei nato tu … ed un altro quando hai preso la racchetta in mano … e tanti altri ce ne hai poi regalato !!! ” .
Grazie .
Grande Jannik, con qualche giorno di allenamento su terra e arrivando dalla doppietta Usa, ancor più bravo, ma ormai non mi stupisco più di nulla, complimenti!
Per fortuna un’altra finale. Sinner ci aiuta a scamparla da trite e svuotate gite domenicali nei centri commerciali nei laghetti, tenendo così bada certi infondati entusiasmi di consorti e familiari.
A proposito di risultati. Mi domandavo: ma com’è che Elena Pero si esprime con cose come “Ha fatto finale ha fatto quarti”?
Vengono in mente certi ciclisti antichi – loro sì giustificabili – magari scesi da remote vallate, quando dichiaravano “L’anno scorso ho fatto secondo, speriamo oggi di fare primo”.