L'azzurro era alla prima partita sul "rosso" nel 2026 ATP, Copertina

Monte Carlo, Sinner parte forte: “Buon inizio, ma è solo il primo passo. L’obiettivo è Parigi” (Video partita)

07/04/2026 15:21 5 commenti
Jannik SInner (foto Patrick Boren)
Jannik SInner (foto Patrick Boren)

Vittoria netta, senza sbavature, e sensazioni subito positive. Jannik Sinner inaugura la sua stagione sulla terra battuta con un convincente 6-3 6-0 contro Ugo Humbert, prolungando una serie impressionante nei Masters 1000: partite vinte senza concedere set. Un debutto solido, ma letto con la consueta lucidità: “È difficile dare un voto, però per essere la prima partita sulla terra è stata una prestazione molto solida. Ci sono cose da migliorare, ma è stato un buon inizio”.

“Risposta più semplice, poi vediamo”
Domanda: Volevo chiederti della tua posizione in risposta l’ultima volta che hai giocato sulla terra al Roland Garros. In particolare utilizzavi una stance più angolata, che è stata molto efficace. Sono curioso di sapere cosa ti ha dato quella soluzione e perché hai deciso, almeno per ora, di abbandonarla.
Sinner: “L’anno scorso avevo più tempo per prepararmi sulla terra. Adesso stiamo cercando di mantenere le cose un po’ più semplici. Questo non significa che la terrò per tutta la stagione sul rosso. Quella posizione ti dà un po’ più di transizione, più movimento prima di giocare la risposta. Però al momento non ne abbiamo ancora discusso davvero, il periodo è corto e stiamo cercando di mantenere tutto il più semplice possibile. Poi vedremo”.

Smash e sensazioni: “È un colpo strano”
Un’altra domanda sullo smash. Sto scrivendo un pezzo su questo colpo: parlando con alcuni giocatori, c’è chi lo considera semplice, quasi automatico, da eseguire dieci volte su dieci, mentre altri ammettono di avere molte difficoltà. Tu hai uno smash molto solido: che idea ti sei fatto di questo colpo e perché secondo te alcuni giocatori faticano così tanto? 
Sinner: “Anch’io ho fatto fatica quando ero più giovane, ne sbagliavo tanti. Fa tutto parte del processo, devi allenare anche questo colpo. Dipende anche da quello che vedi: se c’è sole pieno o se non ci sono nuvole cambia tanto. Per me è un po’ più facile quando c’è una nuvola, perché capisco meglio la distanza tra racchetta e palla. Credo che dipenda tutto da quanto lo alleni. È un colpo strano: a volte ti senti molto a tuo agio e vedi perfettamente la palla, altre volte fai più fatica. Però cerchiamo di allenarlo, perché alla fine è più facile rispetto a uno scambio da fondo, anche se devi sempre arrivarci nella posizione giusta”.

“Buon inizio sulla terra”
Domanda: Come valuti il tuo livello oggi? È stato l’inizio perfetto sulla terra? 
Sinner: “È difficile dare un numero, però per essere la prima partita sulla terra è stata una prestazione molto solida. Ci sono sicuramente alcune cose da migliorare. Allo stesso tempo Ugo è un giocatore molto diverso dagli altri: è mancino e gioca abbastanza piatto di rovescio, quindi è un tipo di partita differente. Però credo sia stato un buon inizio. Domani ho un giorno di riposo, che è positivo, magari giochiamo il doppio. E poi spero di mostrare un buon tennis mercoledì. Sono contento di giocare almeno un’altra partita qui e anche mentalmente sapere che dopo questo torneo avrò un po’ di tempo per recuperare”.

Sci, Formula 1 e curiosità
Domanda: Se avessi scelto lo sci?
 Sinner: “Mah, non lo so, non lo so. È vero, forse più il gigante. Però non è una domanda… magari non sarei neanche arrivato ad alto livello. Non si può sapere”.
Domanda: Invitare piloti amici? 
Sinner: “No, credo che loro abbiano cose più importanti in questo momento che guardare una partita di tennis. Ci sono tanti piloti che vivono qui e sono in contatto con molti di loro. Però devono allenarsi, hanno i loro impegni… vediamo”.

L’abbraccio con Bolt
Domanda: L’incontro con Usain Bolt
Sinner: “È stato bellissimo, secondo me. È bello quando atleti di un altro sport guardano il nostro sport, quello che stiamo facendo noi. Sembra veramente una bravissima persona ed è ovviamente una leggenda sportiva. Sapevo già prima della partita che lui fosse qui, perché certe informazioni arrivano anche nello spogliatoio. Durante la partita cerchi di concentrarti su quello che devi fare, ma dopo è stato davvero bello. Non abbiamo parlato di chissà cosa, però è stato un bel momento”.

La terra di Monte-Carlo
Domanda: Come ti è sembrata questa terra rossa? 
Sinner: “Qua secondo me dipende un po’ dal tempo. Quando c’è il sole la palla va molto di più. Oggi era un pochettino più pesante, un po’ più freddo rispetto ai giorni scorsi, quindi la palla saltava un po’ meno. Però normalmente qua è abbastanza veloce, abbastanza rapida, abbastanza simile anche forse a Parigi. Più o meno. Poi c’è Madrid che è molto veloce per l’altitudine, Roma un pelo più lenta normalmente. Però secondo me ti devi sempre adattare giorno dopo giorno. Vediamo come va nei prossimi giorni”.

Mentalità e obiettivo Parigi
Domanda: La transizione dal cemento alla terra. 
Sinner: “No, no, non è facile. Non è facile, sai. Però credo che anno dopo anno sto facendo un pochettino più esperienza, capisco magari anche prima come devo giocare. Secondo me la cosa più importante alla fine è sempre la mentalità. È l’unica cosa che puoi controllare su tutte le superfici. Sto semplicemente provando a restare calmo mentalmente, cercare di controllare quello che posso controllare. Su questa superficie spesso i rimbalzi non sono perfetti, un pochettino quello che può succedere anche sull’erba, essendo una superficie diversa. Stiamo cercando di cambiare le traiettorie. Per il momento sto attento solo a giocare nel modo giusto, poi quello che viene viene”.

Poi lo sguardo si allunga:
“Onestamente giocare un’altra partita ufficiale qui per me è un bonus. Vediamo quanto possiamo andare lontani, ma la cosa più importante è cercare di giocare il tennis giusto. E poi il risultato viene. L’obiettivo quest’anno è Parigi: voglio arrivare lì facendo i miei progressi in campo. Ci sono ancora due o tre cose da migliorare, non ho ancora capito bene le distanze quando scivolo lateralmente su alcuni dritti, più lontani o più vicini. Però sto giocando da poco tempo su questa superficie. Vediamo”.

Sinner riparte da Monte-Carlo con solidità, consapevolezza e un obiettivo chiaro: crescere sulla terra per arrivare pronto all’appuntamento più importante della stagione.

Dal nostro inviato a Monte Carlo, Enrico Milani


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5 commenti

Joe (Guest) 07-04-2026 16:52

sembra proprio che abbia intenzione di giocare Madrid, lui saprà…ma giocare due 1000 consecutivi sulla terra (Roma comincia subito dopo)….sono solo io a temere che se arriva ogni volta fino in fondo giocherà troppo? a maggior ragione se ci tiene a vincere Roma. Avevo immaginato saltasse Madrid, torneo chiaramente con condizioni che non ci azzeccano niente con Roma e Parigi….che dire?

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italo (Guest) 07-04-2026 15:49

se non è perfezionismo questo.
se poi c’è una cosa che differenza Sinner e Alcaraz è la gestione delle sconfitte.
Lo spagnolo o la prende col sorriso o dà merito all’avversario per aver giocato il match della vita.
Sinner semplicemente non dormirebbe la notte. Ma ormai non perde più, quindi il suo sonno è assicurato.
E in mancanza di sconfitte ora si motiva a non perdere set.. e mi sembra ci stia riuscendo

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Andy.Fi (Guest) 07-04-2026 15:45

Ho visto solo il secondo set di Jannik e pochi scambi di Carlito. Sembra che questi 2 facciano un altro sport; chiedo conferme. Poi se Carlito si rimette sulla schiena il “bersaglio” da numero 1……. 🙂

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mariola 07-04-2026 15:35

Nella gara a chi perde meno games per ora è in vantaggio

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PeteBondurant 07-04-2026 15:24

Sara’ come dice lui ma se vince un mille sul rosso o anche due e’ meglio

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