Record negativo all’ATP 500 Rio: nessun top 50 qualificato ai quarti di finale
3 commenti
Si discute piuttosto animatamente in America Latina sul futuro e qualità dei tornei – solo tre – rimasti nella stagione ATP dopo la cancellazione di Cordoba dal 2025 e lo scarso interesse mostrato dall’ATP per l’area con i prossimi movimenti nel calendario dal 2028, e il rischio concreto di un ulteriore impoverimento della Gira, sempre meno attrattiva per i big. Un dato preoccupante viene dal Rio Open, torneo 500, in corso in Brasile, in teoria il più quotato rimasto essendo gli altri di categoria 250: il tabellone è allineato ai quarti di finale (con Berrettini in campo nella tardissima serata contro Buse) e non è rimasto in gara nemmeno un top 50. Infatti le eliminazioni dell’argentino Francisco Cerundolo, n.21 del ranking, e del carioca Joao Fonseca, numero 1 del Brasile e 38º del mondo, agli ottavi di finale del Rio Open hanno privato il torneo di tennisti compresi tra i primi cinquanta nel ranking. È la seconda volta che accade dalla nascita del torneo, anno 2014. Sono situazioni che possono capitare, ma non è affatto un buon segnale. Del resto il tabellone vedeva proprio Cerundolo a capeggiare il seeding da n.19 ATP, lontano dall’edizione 2025 quando il favorito era Zverev, mentre nel 2024 c’era Alcaraz, solo per citare il migliore al via.
Il Rio Open è entrato nel calendario ufficiale dell’ATP nel 2014 e ha vissuto annate davvero di ottimo livello. La prima edizione vantava un tabellone di alto profilo, con gli spagnoli Rafael Nadal, allora numero 1 del mondo, e David Ferrer, numero 4, protagonisti della finale. Nadal conquistò il titolo in un torneo che presentava quattro top 20 nei quarti di finale. Oltre a Ferrer e Nadal, erano approdati ai quarti anche lo spagnolo Tommy Robredo, allora 17º, e l’italiano Fabio Fognini, 14º. In quel tabellone figuravano inoltre due giocatori fuori dalla top 50: l’ucraino Aleksandr Dolgopolov, 54º, e il brasiliano Thomaz Bellucci, 130º, entrato grazie a una wild card.
Dal 2014 al 2026, fatta eccezione per il 2021 (anno in cui il torneo non si disputò a causa della pandemia di Covid), il Rio Open non ha avuto giocatori top 10 nei quarti di finale soltanto nelle edizioni 2019, 2024 e 2026. Con il serbo Laslo Djere, allora numero 90 del ranking, vincitore del titolo, l’edizione 2019 fu la prima nella storia del torneo a non presentare alcun top 50 nei quarti di finale. Il tabellone includeva comunque quattro teste di serie tra i primi 20: l’austriaco Dominic Thiem (n. 9 ATP), Fognini (16º), l’italiano Marco Cecchinato (17º) e l’argentino Diego Schwartzman (19º). Tutti furono eliminati agli ottavi. Nei quarti del Rio Open 2019 arrivarono due qualificati, il norvegese Casper Ruud (135º) e il boliviano Hugo Dellien (113º), oltre alla wild card canadese Felix Auger-Aliassime (104º ma dal sicuro avvenire). Djere affrontò Ruud, mentre Dellien fu sconfitto dallo sloveno Aljaz Bedene (83º). Auger-Aliassime superò lo spagnolo Jaume Munar (66º). Il veterano uruguaiano Pablo Cuevas (63º), che aveva eliminato Schwartzman al debutto, vinse poi contro Albert Ramos Viñolas (93º).
L’edizione successiva, nel 2020, vide la presenza di tre qualificati nei quarti: l’italiano Gianluca Mager (128º), l’argentino Federico Coria (116º) e lo spagnolo Pedro Martínez (133º). In compenso, il torneo fu vinto dal cileno Cristian Garín (25º) e Dominic Thiem, allora numero 4 del mondo e principale favorito, era ancora in corsa per un posto in semifinale.
Nel Rio Open 2026, i quarti di finale vedono l’argentino Thiago Tirante (92º), qualificatosi dopo il ritiro per infortunio di Cerundolo, opposto al cileno Alejandro Tabilo (68º). Il peruviano Ignacio Buse (91º), giustiziere di Fonseca, affronta l’italiano Matteo Berrettini (57º). Nella parte bassa del tabellone, l’argentino Tomas Etcheverry (51º), miglior ranking rimasto in gara, sfida il lucky loser portoghese Jaime Faria (147º). Completano il quadro il ceco Vít Kopřiva (87º) e l’argentino Juan Manuel Cerundolo (78º). Il nome più blasonato tra quelli ancora in gara è quello di Matteo Berrettini, forte della finale di Wimbledon un passato da top10 per molti mesi, ma è corretto rilevare che il 500 brasiliano è in questa edizione di medio livello, e assai aperto per quanto riguarda il pronostico del vincitore.
Marco Mazzoni
TAG: ATP 500 Rio de Janeiro 2026, Matteo Berrettini, Rio Open 2026

Sinner
Alcaraz
Djokovic
Zverev
de Minaur
Auger-Aliassime
Fritz
Bublik
Sabalenka
Swiatek
Andreeva
Svitolina
3 commenti
Dovrebbe passare a 500 anche B. Aires per rendere più allettante la trasferta, almeno in termini di punti atp.
Ma non sarebbe meglio per questi tornei passare da terra a cemento? Perche secondo me è anche questo che li frega. Come fai a passare dal cemento australiano alla Terra se devi preparare i 2 mille americani?
Il 500 più mediocre dall’ introduzione di questa tipologia di tornei,
Gia dal tabellone iniziale lo avevo fatto notare (qualcuno mi derise), ora pure i risultati sul campo lo hanno dimostrato.