Berrettini rimonta Lajovic con una prestazione in crescendo, è nei quarti all’ATP 500 Rio
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Una partenza col freno a mano tirato e un break subito nel primo turno di servizio, soffrendo sulla diagonale di rovescio e con il diritto che stenta a prendere ritmo e diventare efficace per tutta la fase iniziale del match. Non un buon viatico per Matteo Berrettini sulla terra rossa dell’ATP 500 di Rio nella notte italiana opposto a Dusan Lajovic, esperto tennista serbo (già finalista a Monte Carlo) entrato in tabellone come lucky loser. Poi cercando la rimonta nel primo set il romano si scioglie, prende progressivamente fiducia con i colpi dal centro del campo, iniziando a fare “danni” al rivale col diritto, sempre più incisivo, e lavorando meglio la palla col back di rovescio per reggere meglio sulla diagonale favorevole al serbo, e la partita di Berrettini decolla. Una prestazione con alti e bassi, qualche strappo di qualità in mezzo a momenti non facili, ma l’azzurro rimonta Lajovic e alla fine lo stacca nettamente nel terzo set per una importantissima vittoria col punteggio di 3-6 6-4 6-2 dopo oltre due ore di gioco che gli apre le porte dei quarti di finale, dove non trova l’idolo di casa Fonseca ma il peruviano Ignacio Buse (n.91 ATP). Una vittoria importante anche perché conquistata soffrendo, mettendo tutto in campo e con un tennis in crescendo, segnale di quanto Matteo abbia bisogno di match per trovare fiducia e il ritmo dei giorni migliori.
L’incontro non parte affatto bene per Matteo: servendo nel secondo game si fa sorprendere da un bel diritto passante di Lajovic e poi commette doppio fallo. Sul 30-40 gioca una seconda di servizio esterna e carica, ma incoccia il gran rovescio di Dusan che è pronto a lasciar partire un colpo a tutto braccio splendido che sorprende l’azzurro. Lajovic scappa avanti 2-0 e comanda sulla diagonale di rovescio, tenendo un discreto ritmo alla battuta con Berrettini poco efficace – e nemmeno così reattivo – in risposta. Il parziale scivola via veloce sui turni di servizio: 3-0 Lajovic, finalmente Berrettini si sblocca ma non riesce ad incidere in risposta e il serbo non concede niente. 6-3 netto per Dusan, in controllo del match.
Nel secondo parziale c’è lotta vera, fin dal primo game. Berrettini serve e ancora non è del tutto in ritmo col servizio e col diritto. Lajovic ci prova, spinge dalla risposta e apre il campo, con Matteo costretto a correre e sprintare. L’azzurro va sotto, concede tre palle break dal 30-40, con l’aiuto del servizio ma anche un doppio fallo, ma resiste all’assalto del rivale e vince un game complicatissimo. Nel game successivo è Lajovic sotto pressione, Berrettini ci prova e strappa due palle break ai vantaggi, senza però riuscire a scappare in vantaggio. 1 pari dopo 16 punti, non grande tennis ma c’è tensione e grande lotta. La battaglia ha acceso anche mentalmente il romano, che inizia a prendere fiducia nella spinta, tanto che col diritto fa davvero la differenza rispetto al modesto avvio di partita. Nei suoi game comanda e finalmente sul 3-2 in risposta è potente e offensivo, con il serbo che va sotto e subisce il primo break del match alla seconda chance da 15-40. Berrettini è avanti 4-2, ma quando pareva essersi scrollato di dosso incertezze e il rivale, cade di nuovo in qualche errore di troppo e subisce l’immediato contro break, per il 4-3. Qua Berrettini è bravo a non farsi prendersi dallo sconforto o frenesia, gestisce bene (con due ace) il turno di battuta sul 4 pari e quindi mette grande pressione a Lajovic in risposta nel game successivo, dove riesce a prendersi un secondo break ai vantaggi e chiudere così il set per 6-4 con un buon rovescio cross dal centro del campo.
Nel terzo set Berrettini comanda, è più sciolto negli scambi e col servizio non concede più niente a Lajovic che, invece, ha perso un po’ di smalto e riesce a prendersi meno punti con la sua costruzioni e strappi col rovescio. Il serbo si salva nel quarto game, annullando una palla break, ma niente può sul 3-2 sotto la potenza e aggressività dell’italiano. Va sotto 15-40 al servizio e subisce il break che spacca definitivamente la partita. Con un parziale di 16 punti a 1 e un altro break Berrettini domina il terzo parziale per 6-2 e vince una partita dura ma assai importante. Nei quarti c’è Buse, tennista non così noto ma in crescita. Resta una ottima chance per tornare in semifinale in un torneo di categoria 500 per l’azzurro.
TAG: ATP 500 Rio de Janeiro 2026, Dusan Lajovic, Matteo Berrettini

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A me dispiace smorzare gli entusiasmi, ma credo che berrettini non tornerà mai più in top 10. È più verosimile che torni in top 20. E non per catastrofismi o altro, ma semplicemente perché ci sono tanti giocatori secondo me che al massimo sono più forti di lui. L’unico che in top 10 batte regolarmente è de minaur. Con molti ha precedenti molto negativi. Tuttavia, sarebbe davvero bello tornare a vederlo libero mentalmente e integro fisicamente per più tempo possibile, con la possibilità magari di competere in tutti gli slam in maniera seria e non solo a onor di firma, come capitato qualche volta negli ultimi tempi.
Sì certo, non l’avevo dimenticato, ma visto il campo partecipanti a Delray Beach ( un americano più forte dell’altro ) e il 500 di Rio che dall’inizio è sembrato un 250 , quello di Cobolli sarebbe un autentico miracolo.
Per par condicio giustamente anche Daje Flavio !
Può vincere a Rio, dove non ci sono grandi nomi, e gli darebbe molta fiducia per il prosieguo della stagione, ma l’incognita resta sempre la tenuta fisica.. se riesce a giocare tutto l’anno senza infortuni potrebbe ambire a tornare in top-10, visto che al di fuori dei due fenomeni e di qualche giovane di talento, ma già alle prese con continui problemi fisici (Mensik, Draper, Fils, ma anche il nostro Musetti) o di solidità tattica (Shelton), non mi sembra ci siano tutti questi fenomeni oggi nel circuito
C’e’ anche Cobolli in corsa a Delray Beach……FORZAAAA!
Daje Matteo !
Era la settimana del 500 di Doha con Jannik, magari inaspettatamente si trionfa con il 500 a Rio ?
Che brutto 500…
Speriamo che la gira sudamericana possa ritrovare il giusto palcoscenico, all’altezza della passione e del calore che emana il suo pubblico.
Sostituire tutto questo con l’asettica Arabia sarebbe un danno enorme per il tennis.
Ho visto il terzo set. Berrettini in buone condizioni fisiche, prestazione convincente. È evidente che segue un buon allenamento ed ha voglia di risalire. enzo