Editoriale di Marco Mazzoni sui nodi del torneo spagnolo, e non solo ATP, Copertina

Madrid, un grande torneo ma “anomalia” da ripensare nell’intero calendario

22/04/2026 09:21 21 commenti
La Caja Magica di Madrid
La Caja Magica di Madrid

“Almeno ci sarà Sinner, oltre alla scoperta di Jodar…”. Andando a scrutare commenti in serie su portali tennistici spagnoli e social media, la frase di apertura racchiude il sentimento generale nei giorni precedenti al Masters 1000 di Madrid, secondo appuntamento Premium sulla terra battuta in Europa, nuovamente penalizzato da grandi assenze. Lo scorso anno alla Caja Magica mancarono sia Sinner che Alcaraz, quindi l’edizione 2026 parte già meglio rispetto a quella passata, ma i dubbi e punti di domanda sul maggiore torneo spagnolo restano tutti lì, in bella vista sul tavolo. L’appuntamento di Madrid ha sempre fatto discutere, per molti motivi tennistici e non. È stato un torneo perennemente a caccia della trovata a sensazione: come dimenticare l’edizione sulla terra blu, bellissima dal punto di vista cromatico e anche divertente visto che i campi furono dannatamente rapidi, ma tutto fu organizzato in fretta e furia e non si studiò abbastanza la consistenza del pigmento che rese la terra di quel colore, tanto che il terreno si sfaldava troppo diventando insidioso. E poi che dire delle raccattapalle-modelle per il serale, e altro ancora.

Madrid ha sempre cercato in qualche modo di differenziarsi dalla concorrenza, con risultati così così, e tutto va fatto risalire alla sua genesi per capirne i motivi. Ma oggi, con i tanto discussi Masters 1000 da 12 giorni, siamo costretti ad una stagione su terra battuta troppo compressa, con due appuntamenti ATP di questo livello uno dopo l’altro e una sola settimana di stacco prima di Roland Garros. È uno status quo da mal di testa per i giocatori di forti ambizioni, costretti a decisioni non facili, ancor più quando la salute non è al top, e questo visto il livello di competizione e le condizioni generali di gioco che premiano la potenza e prestazione atletica accade ormai ogni settimana o quasi… In questa lavatrice impazzita ferma al programma “centrifuga”, sarebbe utile per non dire necessario agire per un ripensamento generale, per togliere storture che non fanno bene a nessuno: giocatori, pubblico, pure gli sponsor perché un evento che non presenta al via il meglio possibile si svaluta da solo. Ma prima di provare a dare uno spunto per una possibile via d’uscita, ripercorriamo il perché si è arrivati a questa situazione, con Madrid fermo allo status di grandissimo evento ma allo stesso tempo “anomalia” rispetto al resto della stagione su terra battuta.

Madrid nacque come grande torneo nel 2002, forte dei dollari, imprenditorialità e visione di Ion Tiriac, vulcanico ex giocatore e poi manager di grandissimo successo. Deteneva dal 1995 i diritti del torneo tedesco di Essen, poi spostato l’anno successivo a Stoccarda, forte dei denari di una delle più importanti case automobilistiche come main sponsor. Siamo nell’epopea di Boris Becker e Steffi Graf, il tennis in Germania furoreggia e l’evento va a gonfie vale. Dopo qualche anno lo scenario cambia: con i due leggendari tennisti tedeschi ritirati, non avviene il ricambio generazionale sperato e Tiriac è manager scaltro, fiuta che il vento è cambiato e la nazione leader nel tennis in Europa sta diventando la Spagna. Per questo Ion chiede all’ATP di spostare il torneo indoor a Madrid, grande capitale europea senza un torneo all’altezza. L’ATP vede un buon piano – quasi sempre con Tiriac alle redini – e accetta lo spostamento. Nel 2002 va in scena la prima edizione, la vince Andre Agassi e l’evento piace, il successo è immediato.

Il torneo si disputa in autunno per 7 anni, baciato da grandissime edizioni con campioni del calibro di Federer, Safin, Nalbandian, Ferrero, Murray, Nadal. Già… Rafa Nadal. Dal 2005 inizia la straordinaria epopea del maiorchino, e Tiriac fiuta che Madrid deve diventare un torneo sul “rosso”, ma a ottobre non ha senso. Per questo bussa di nuovo alla porta dell’ATP, e chiede a gran voce di spostare il suo torneo su terra battuta, sempre a Madrid in primavera. Ma non c’è spazio nel calendario, non c’è un impianto degno. Si pensa anche a Barcellona, da far diventare Masters Series, ma lo spazio nel Real Club catalano è modesto e non c’è modo ampliarlo. Ecco la magata di Ion: parla con la municipalità di Madrid e assai in fretta viene progettata e costruita la Caja Magica, avveniristico impianto multifunzionale per il tennis e non solo, inserito in una zona della città da riqualificare. L’ATP approva l’idea e fa la sua mossa: addio dal torneo di Amburgo, storico evento ma un po’ indietro come struttura e senza giocatori tedeschi di spicco, Madrid si prende la data primaverile e allo stesso libera spazio per Shanghai, che prende il posto in calendario come M1000 di quello di Madrid.

Nel 2009 si inaugura il rinnovato torneo di Madrid: l’impianto è affascinante ma fa discutere: è tutto d’acciaio, ha il tetto per coprire il centrale (poi sarà dotato anche un altro campo), ma… la visibilità della palla con i riflessi della struttura è discutibile, e poi soprattutto le condizioni particolari del luogo rendono il gioco totalmente agli antipodi dei classici appuntamenti del periodo (Monte Carlo, Roma, Parigi). La palla a quasi 700 metri di altitudine vola via, il clima quasi desertico di Madrid rende l’aria rarefatta, i campi in terra secchissimi quando c’è il sole e poi alla sera fa un freddo becco e tutto cambia. Non è un caso che la prima edizione del torneo sul “rosso” non la vince il più forte di tutti su questi campi, Rafa, ma… Federer! Battendo proprio lo spagnolo in finale con una prestazione super al servizio e grande anticipo sulla palla, talmente veloce che lo spagnolo devi inchinarsi. Il torneo vive bene per molti anni, con trovate a sensazione per farsi largo sulla concorrenza, forte delle risorse enormi di Tiriac, e si chiude un occhio alla differenza tecnica di gioco rispetto al resto della stagione su terra battuta. Ma questo è possibile perché ancora i tornei vengono disputati nella canonica settimana.

La decisione dell’ATP di portare Roma e Madrid ad eventi con tabellone da 96 e durata di 12 giorni cambia tutto. Dal 2023 ecco i “mille” allungati, le settimane di tennis su terra diventano ancor più compresse e scatta il corto circuito. Se prima diversi giocatori erano attenti se giocare sia Roma che Madrid, in ottica Parigi, adesso la situazione diventa ancor più difficile, e molti big si sentono costretti a fare scelte tra i due eventi, oppure ci arrivano in condizioni incerte e questo li spinge alla decisione. Con il torneo di Madrid che diventa ancor più una grande anomalia per le sue condizioni uniche, agli antipodi da quello che poi i giocatori trovano a Roma e Parigi.

Questa rapida storia di come si è arrivati alla situazione attuale è utile per arrivare alla conclusione principale: il calendario attuale su terra battuta in Europa così come è non va bene. Servirebbe una settimana di stacco tra Madrid e Roma, come poi anche tra l’Open del Canada e Cincinnati in agosto (e a dirla tutta tra Indian Wells e Miami…), ma non c’è spazio. È difficile giocare all’aperto in Europa su terra prima di aprile, e spostare più in avanti Roland Garros avrebbe un impatto sulla stagione su erba, già “corta” di suo e pure accorciata con la perdita del torneo di Newport dopo Wimbledon. Vedremo che accadrà nel 2028 con la nascita del torneo sui prati in Italia, sarà certamente prima dei Championships, ma sarà altrettanto interessante vedere se per caso anche le settimane di tennis su terra battuta avranno un ripensamento o spostamenti. Probabilmente la scelta più corretta sarebbe riportare il torneo di Madrid alle origini: un bellissimo torneo indoor in autunno, come era nato. Si cancellerebbe l’anomalia del gioco sul “rosso” in condizioni troppo diverse dagli altri appuntamenti, e forse la scelta più coraggiosa sarebbe ripensare l’intera sequela di tornei, magari creando un nuovo impianto a Barcellona – da sempre vero centro nevralgico del tennis spagnolo – e distanziandolo in modo corretto da Monte Carlo e Roma. Ma le settimane sono quelle, sono poche, e questi M1000 da 12 giorni proprio hanno gustato non poco il tutto.

Quindi che fare? Sono scelte importanti, da maneggiare in un quadro complessivo che potrebbe e dovrebbe essere più organico. Il tennis su terra battuta è bellissimo, ce n’è fin troppo poco rispetto al cemento, ancor più con i tornei America Latina ormai relegati ai margini… Non resta che attendere il calendario 2028 per vedere se le mosse dell’ATP sul riacquisto di tornei e nuove collocazioni provocate dall’effetto-domino dell’inserimento del decimo “mille” in Arabia porterà novità anche per la terra battuta. Ma la sensazione è che senza un’azione poderosa e totale dei giocatori contro i M1000 allungati, che a loro non piacciano affatto, non cambierà niente o quasi.

Marco Mazzoni


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21 commenti. Lasciane uno!

Thiago (Guest) 22-04-2026 12:33

In realtà leggendo le dichiarazioni della massima parte dei giocatori queste vanno contro ai tornei allungati, soprattutto quando sono uno dopo l’altro. Le motivazioni addotte sono il rischio di giocare 2 partite in 1 mese, il fatto che nei tornei lunghi non ci si riesce ad allenare come in una settimana senza torneo e i giorni in cui non si gioca non si stacca mentalmente. Poi alla fine forse ha ragione Sinner: nessuno riceve una pistola puntata per giocare e alla fine giocano tutti o quasi.

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dateccitrungelliti (Guest) 22-04-2026 12:23

Scritto da Junior
Ma i 1000 su 12 giorni sono meglio per gli atleti.
1)Perché fai entrare e guadagnare soldini a un botto di giocatori in più con questi tabelloni allargatissimi
2)Fai guadagnare qualcosina anche a quelli che stanno fuori dei 100 con le qualificazioni e gli dai una speranza di entrare in main draw che prima non avrebbero avuto
3)Non dimentichiamo che giocano un giorno si e un giorno no. Quindi niente affatto stressante per il fisico. In un 1000 da una settimana puoi avere 4-5 match ultra competitivi uno dopo l’altro …qui invece hai sempre il giorno per recuperare le energie .
Mi sembrano critiche veramente pretestuose . I 1000 in due settimane sono una manna dal cielo per atleti che altrimenti avrebbero visto il torneo dalla TV ….in una settimana invece è da ” casta ristretta ‘ …è quello che si vuole ?

Infatti.
Chi è contrario ai 1000 a 96 giocatori spalmati su due settimane mi deve spiegare il perché.
I top entrano dal secondo turno e giocano un giorno si e uno no.
Montecarlo per esempio è un 1000 giocato in una settimana e i top giocano subito e tutti i giorni dai sedicesimi.
Io metterei mano ai 1000 americani, tipo cincinnati.

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Cogi53 22-04-2026 12:10

Fate quello che volete, ma non toccate le raccattapalle!!! 🙂

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Luce nella notte 22-04-2026 11:53

Scritto da JannikUberAlles
Caro Mazzoni,
hai centrato il punto: “senza un’azione poderosa e totale dei giocatori contro i M1000 allungati,…, non cambierà niente”.
Ma quali/quanti giocatori sono contro?
Forse 30-40.
Ma quali/quanti giocatori sono a favore?
Forse più di 200.
Questi Masters 1000, travestiti da Slam, offrono dei guadagni “irraggiungibili” per i giocatori da Challenger (over-100).
Queste sono decisioni di cui deve farsi carico l’ATP e non altri.

Il 100% dei giocatori è d’ accordissimo con i “1000” prolungati su 12gg ed è palesemente dimostrato da quanto segue:
1) il 100% dei giocatori ritira i premi maggiorati squittendo, nessuno si rifiuta di incassare le somme maggiorate per protestare (unica protesta seria sarebbe proprio questa)
2) il 100% è felice di NON incontrare al primo turno “teste di serie” così aumentano esponenzialmente le possibilità per i “seconda fascia” di incassare addirittura i premi sostanziosi del secondo turno
3) anche gli ammessi alle qualifiche sono contentissimi al 100% della situazione del precedente punto 2) perché hanno le stesse prospettive migliori: non sbattere contro una testa di serie al primo turno se riescono ad accedere al tabellone principale
4) in una follia distruttiva dilagante di GIOCATORI SPACCATI avere più tempo tra una partita e l’altra è un sicuro toccasana.

Certo ci saranno sempre quelli che si lasciano andare ad esagerazioni e poche ore dopo una finale a Montecarlo (5 partite consecutive e poco prima la doppietta USA) vanno subito in campo a Barcellona con una sola certezza: SPACCARSI.

Il pubblico ha accolto con estremo favore i tempi prolungati perché permettono di assistere a più incontri dei quarti di finale, ecc. date le minori contemporanee.

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Luce nella notte 22-04-2026 11:44

Scritto da tinapica
@ Luce nella notte (#4598088)
Sulle altre Sue idee dissento così tanto che mi pare inutile stare a specificare il perché ed il come!

Ah, chiaro.

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Luce nella notte 22-04-2026 11:39

Scritto da tinapica
@ Luce nella notte (#4598088)
Scusi: allora che classifica protetta sarebbe se non portasse gli stessi vantaggi di quando si abbia sospesa l’attività per infortunio?

La protezione c’è comunque, ed è molto rilevante, perché permette al giocatore assente per infortunio di iscriversi, con privilegio, alle QUALIFICHE, ove, altrimenti, non avrebbe accesso, dato il crollo che si subisce nel punteggio durante il periodo di stop per infortnio: esempio RUNE.
Si attribuisce il privilegio di disputare le qualifiche anche agli SLAM (ai “1000” ecc. ecc.) altrimenti finirebbe a fare le qualifiche ai Challenger.
“Regalare” un accesso diretto ai tabelloni principali di Slam, o anche di “1000”, ecc. è un assurdo “antimeritocratico” / antisportivo, che finisce per regalare palate di soldi a vecchietti e imbroglioni vari non più in grado di giocare, che se ne fregano, partecipano ai primi turni dei tabelloni Slam con la pancia piena di birra e se ne vanno con il malloppo (addirittura per 12 tornei !!!)

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Giorgio (Guest) 22-04-2026 11:38

ricordiamo anche che alla prima edizione la terra era blu e non rossa, molto piu’ veloce e scivolosa

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JOA20 (Guest) 22-04-2026 11:14

Non mi sembra che ai giocatori non top dispiaccia il formato dei Masters 1000 da 12 giorni, visti i soldi che girano. Chiaro che sono i top player ad attirare il pubblico e sono proprio loro a protestare, ma se non fanno un’azione corale la vedo estremamente difficile che ATP e WTA tornino sui loro passi.
Non ricordo se i Masters da una settimana erano consecutivi o c’era sempre almeno una settimana di stacco. Certo evitare le doppiette come Indian Wells-Miami, Madrid-Roma e Canada-Cincinnati non sarebbe male (specie l’ultima che non ha quasi giorni di pausa a differenza delle altre).
Difficile che si torni al format da 56 giocatori per i tornei combinati, almeno per quelli si dovrà restare col format esteso (Indian Wells, Miami, Madrid, Roma e Cincinnati; Canada non lo conto perché ATP e WTA giocano in sedi diverse), a meno che non si faccia come per Doha e Dubai con ATP (500) e WTA (1000) che giocano in settimane diverse. Già riportare il Canada al format vecchio alleggerirebbe non poco il carico di tornei in quel periodo.
A meno di ristrutturazione completa del calendario non vedo modo di risolvere questa congestione.

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Dustin Bomber 22-04-2026 10:55

Scritto da Junior
Ma i 1000 su 12 giorni sono meglio per gli atleti.
1)Perché fai entrare e guadagnare soldini a un botto di giocatori in più con questi tabelloni allargatissimi
2)Fai guadagnare qualcosina anche a quelli che stanno fuori dei 100 con le qualificazioni e gli dai una speranza di entrare in main draw che prima non avrebbero avuto
3)Non dimentichiamo che giocano un giorno si e un giorno no. Quindi niente affatto stressante per il fisico. In un 1000 da una settimana puoi avere 4-5 match ultra competitivi uno dopo l’altro …qui invece hai sempre il giorno per recuperare le energie .
Mi sembrano critiche veramente pretestuose . I 1000 in due settimane sono una manna dal cielo per atleti che altrimenti avrebbero visto il torneo dalla TV ….in una settimana invece è da ” casta ristretta ‘ …è quello che si vuole ?

quindi tutti i 500 (per non parlare dei 250) diventerebbero al pari degli attuali challenger con soli giocatori oltre i 100 del mondo, che di conseguenza perderebbero ogni interesse dei media…potrei trovare decine di cose che non stanno in piedi nella tua proposta..ma per risponderti con una grande citazione ti dico solo che ‘a me, me pare na strunzat’

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Enzo (Guest) 22-04-2026 10:48

Come sempre la scelta deve mediare due estremi.
Da una parte il modello “elite” che lo stesso Tiriac voleva costruire ovvero un torneo ogni due settimana dal venerdi alla domenica con i migliori 8 al mondo – quarti, semi e finale. Punto.
Dall’ altra parte cercare di fare vivere di tennis pro almeno 250/300 atleti, sfruttando i migliori per supportare tornei da 96/128 giocatori (oltre quello delle quali) con montepremi importante da ridistribuire

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walden 22-04-2026 10:38

In questo momento in USA si svogono 4 Masters (di fatto, al di la delle mire annessioniste di Trump, il Master Canadese è un torneo USA) su 9, che sono troppi. Stesso discorso per l’Europa, in effetti 3 Masters sulla terra battuta così ravvicinati sono un nonsenso, ma quale sarebbe il sacrificato? Montecarlo? Ha troppa storia, già è stato parzialmente declassato, la vedo difficile. Roma? Se non è stato declassato 30 anni fa, quando l’Italia era una Cenerentola tennistica, non penso che sia politicamente possibile adesso. Il più sacrificabile sarebbe Madrid, ma allora, come propone Mazzoni, riportandolo in autunno, vorrebbe dire la fine di Parigi, che si è anch’esso rinnovato di recente.
Il nuovo assetto potrebbe essere quindi:
3 Nordamerica (1 a Marzo e due in Agosto)
3 Europa (2 ad Aprile e Maggio ed 1 in Ottobre)
1 Sudamerica o Africa (Febbraio)
1 Estremo Oriente (1 a Settembre)
1 Vicino oriente (1 a Marzo)

la nuova configurazione sarebbe così:
Febbraio: Sudamerica (Argentina o Brasile) o Africa (Sudafrica), si potrebbero anche disputare ad anni alterni
Marzo: Arabia e Stati Uniti (IW)
Aprile: Montecarlo
Maggio: Roma
Agosto: Canada e Cincinnati
Settembre: Shanghai
Ottobre: Madrid (indoor)

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tinapica 22-04-2026 10:37

@ Luce nella notte (#4598088)

Sulle altre Sue idee dissento così tanto che mi pare inutile stare a specificare il perché ed il come!

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+1: Dustin Bomber
tinapica 22-04-2026 10:34

@ Luce nella notte (#4598088)

Scusi: allora che classifica protetta sarebbe se non portasse gli stessi vantaggi di quando si abbia sospesa l’attività per infortunio?

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Calvin (Guest) 22-04-2026 10:29

I master mille allungati hanno rovinato i master mille stessi, molti tornei cinquecento e in generale tutto il calendario.

Il tutto per vedere dei primi turni che interessano pochissimo ed hanno pochissimo senso.

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Junior (Guest) 22-04-2026 10:24

Ma i 1000 su 12 giorni sono meglio per gli atleti.

1)Perché fai entrare e guadagnare soldini a un botto di giocatori in più con questi tabelloni allargatissimi

2)Fai guadagnare qualcosina anche a quelli che stanno fuori dei 100 con le qualificazioni e gli dai una speranza di entrare in main draw che prima non avrebbero avuto

3)Non dimentichiamo che giocano un giorno si e un giorno no. Quindi niente affatto stressante per il fisico. In un 1000 da una settimana puoi avere 4-5 match ultra competitivi uno dopo l’altro …qui invece hai sempre il giorno per recuperare le energie .

Mi sembrano critiche veramente pretestuose . I 1000 in due settimane sono una manna dal cielo per atleti che altrimenti avrebbero visto il torneo dalla TV ….in una settimana invece è da ” casta ristretta ‘ …è quello che si vuole ?

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+1: sergioat, brunodalla
Luce nella notte 22-04-2026 10:08

CIRCUITO “A” (denominato “Tennis Champions”, “MASTER”, “Top Players”, “World Tennis”…)
comprende:
– 4 Slam
– 10 “Atp 1000”
– Finals
NIENTE ALTRO !!!

Sparisce il sovraffollamento di impegni, la massa abnorme di top-players che SI SPACCANO, o la “centrifuga” come giustamente la chiama Mazzoni.

I giocatori ammessi al “Circuito A” (potrebbero essere 96) hanno la garanzia di una montagna di soldi e l’ obbligo di NON GIOCARE ALTROVE SENZA AUTORIZZAZIONE.
Le autorizzazioni verranno rilasciate pressoché esclusivamente per la partecipazione a qualche torneo del circuito “B”.

Il Circuito “B” riceve una quota importante degli introiti del circuito “A”, soprattutto una quota dei MILIARDI che si incassano vendendo in un unico pacchetto TUTTI I DIRITTI DI IMMAGINE TV e INTERNET: cioè Murdoch o chi per lui acquistando i diritti diventa l’ unico che può trasmettere i 4 Slam, i 10 “1000” e le Finals, nonché l’ unico che può vendere i milioni di abbonamenti in tutto il mondo… e quindi paga volentieri MILIARDI al “Circuito “A”.

Circuito “B” (Barcelona, Wien, Rio de Janeiro, Washington…) prevede che i migliori 16 ( o i migliori 20…) ogni semestre possono saltare al circuito “A” e quindi partecipare di diritto agli Slam, ai “1000” , senza disputare le qualifiche.

Del pari i peggio punteggiati alla fine di ogni semestre del circuito “A”, sfilano nel “B” e non partecipano più di diritto agli Slam, ecc. ma devono passare per le qualifiche.

Gli ammessi al circuito “B” potrebbero essere 192 (con un totale di 288 professionisti pagatissimi tra “A” e “B”) devono partecipare a non meno di 10 tornei del medesimo circuito e possono sempre iscriversi alle qualifiche dei tornei del circuito “A”.

FONDAMENTALE
Chi ha il “protected ranking” deve passare per le qualifiche: NESSUN PROECTED RANKING permette di saltare direttamente ai tabelloni principali (vale per il circuito “A” ed anche per il circuito “B”).

Ovviamente devono SPARIRE LE PUTTANATE come la “pseudo-davis”, “laver-cup” , la olimpiade di tennis, ecc.

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-1: Dustin Bomber
italo (Guest) 22-04-2026 09:56

AZIONE PODEROSA E TOTALE DEI GIOCATORI.
l’articolo si chiude con l’unica vera soluzione contro i 1000 da 2 settimane.
Ma i primi del ranking non si metteranno mai di traverso seriamente, al limite saltano i tornei ma non mi sembrano Sinner e Alcaraz, portavoce di una categoria

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sasuzzo 22-04-2026 09:54

Forse il fastidio maggiore che poi porta alle conseguenze per gli altri sono i 2 1000 in nordamerica (1 andrebbe proprio eliminato o svalutato) che precedono gli Us open. Così Wimbledon spostandolo di 1 2 settimane e facendo i 1000 primaverili su terra di 1 settimane aggiusterebbe molte cose

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+1: sergioat
tinapica 22-04-2026 09:51

Oh, esimio Mazzoni, anche Lei…mi copia?!?
😉
Realisticamente, sappiamo benissimo che l’organizzazione madrilena non mollerà l’osso e che l’ATP va nella direzione opposta a quanto logica vorrebbe, infittendo ancor più il calendario con la “corazzata potiomchin” del torneo saudita.
Quindi ci si metta l’anima in pace: questo delirio continuerà.
E magari, contrariamente alle nostre, Sue e mie, aspirazioni, chi ne andrà di mezzo sarà proprio il torneo di Barcellona, alla faccia della sua storicità.
Così va il mondo, Mazzoni.
Che poi il mondo sia uno schifo (i tornei di tennis in questo sono assolutamente l’ultimo dei problemi, ma sintomatico) lo vediamo ogni dì: si va di male in peggio.

3
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+1: Inox
JannikUberAlles 22-04-2026 09:37

Caro Mazzoni,
hai centrato il punto: “senza un’azione poderosa e totale dei giocatori contro i M1000 allungati,…, non cambierà niente”.

Ma quali/quanti giocatori sono contro?

Forse 30-40.

Ma quali/quanti giocatori sono a favore?

Forse più di 200.

Questi Masters 1000, travestiti da Slam, offrono dei guadagni “irraggiungibili” per i giocatori da Challenger (over-100).

Queste sono decisioni di cui deve farsi carico l’ATP e non altri.

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+1: sergioat
Bagel 22-04-2026 09:36

Tra l’altro quando portarono Madrid ad Aprile, l’idea ATP fu di declassare a 500 sia Amburgo che Montecarlo. I due tornei intentarono causa all’ATP per antitrust in USA. Poi Montecarlo raggiunse l’accordo extragiudiziale di rimanere 1000 ma non obbligatorio. Amburgo andó fino in fondo e perse la causa

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