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Korda si rilancia: “Ho imparato ad accettare il caos. Ora voglio superare il mio miglior ranking”

26/02/2026 12:47 Nessun commento
Sebastian Korda nella foto - Foto Getty Images
Sebastian Korda nella foto - Foto Getty Images

Sono passati alcuni giorni dal trionfo di Sebastian Korda all’ATP 250 di Delray Beach, ma solo ora arrivano le sue riflessioni a mente fredda. Il titolo in Florida, che lo ha riportato sotto i riflettori e fino al numero 40 del ranking, rappresenta molto più di un semplice trofeo: è la conferma di un cambio di passo, tecnico e mentale.
Ospite a Tennis Channel, il 25enne statunitense ha analizzato in profondità le chiavi del successo e i prossimi obiettivi.

La chiave del titolo: accettare il caos
Korda ha spiegato come la preparazione alla finale sia stata determinante, soprattutto dal punto di vista mentale.
“Il giorno prima ho controllato le previsioni meteo. Sapevo che ci sarebbe stato vento, anche se poi è stato il giorno più ventoso in cui abbia mai giocato. Mi sono detto che avrei dovuto giocare ‘brutto’: tenere la palla in campo, cercare il centro, adattarmi alle condizioni. Non mi sono frustrato, nemmeno quando ho perso il servizio all’inizio del secondo set. Ho accettato quello che c’era”.
Una maturità nuova, fatta di gestione e pazienza, più che di colpi spettacolari.

Un percorso costruito negli ultimi mesi
Il successo non è arrivato per caso. Korda ha raccontato di sentirsi in crescita già da ottobre, anche se i risultati tardavano ad arrivare.
“Mi allenavo bene, sentivo di fare le cose giuste. Non ho avuto una grande tournée australiana, poi ho giocato un Challenger a San Diego per fare partite, ho iniziato a migliorare a Dallas. È stata una combinazione di fattori. Ho imparato a restare competitivo, ad accettare la pressione e a stare comodo anche nell’incomodità”.

Il segreto contro Tommy Paul
In finale ha superato Tommy Paul, contro cui vanta uno score molto favorevole.
“Non so perché abbia un record così buono contro di lui. È un atleta incredibile, si muove benissimo ed è forte a rete. Se gli lasci comandare diventa complicato. Cerco di essere aggressivo e di tenerlo lontano dalla linea di fondo. Ma per farlo serve un tennis molto solido”.

La svolta nel servizio
Il vero salto di qualità, però, è arrivato dal servizio. Dopo un lungo periodo complicato a causa di un infortunio al gomito, Korda ha lavorato duramente in offseason con il suo allenatore Ryan Harrison.
“Prima avevo tanti ace e servizi vincenti, ma il mio primo servizio era al 50-60%. Perdevo punti facili. Ora ho alzato la percentuale di prime, i game sono più semplici e posso mettere pressione in risposta”.
Un dettaglio tecnico che cambia tutto, soprattutto sul cemento americano.

Riposo e rotta su Indian Wells
Dopo il titolo, Korda si è preso una pausa totale.
“Non ho colpito una palla da Delray Beach. Sto trattando la schiena, ero molto rigido alla fine del torneo e per questo ho saltato Acapulco. Sto lavorando tanto in palestra. Se tutto va bene, venerdì volerò a Indian Wells per prepararmi. Non voglio rilassarmi troppo, voglio mantenere questo spirito competitivo”.

L’obiettivo: superare il proprio limite
Dietro il successo c’è anche un percorso personale fatto di momenti difficili.
“Da bambino sognavo questo. Ho attraversato periodi bui, tra infortuni e ansia per essere fuori dal circuito. Nelle ultime settimane mi sono calmato, ho ricordato perché gioco. Sono ancora ossessionato dal tennis. Voglio essere migliore di prima, superare il mio miglior ranking. Mi piace sentire che sto crescendo”.



Francesco Paolo Villarico


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