Berrettini: “Partita quasi perfetta. Non mi aspettavo un risultato così” (Video partita)
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Dopo il clamoroso successo su Daniil Medvedev, Matteo Berrettini si presenta in zona mista con il sorriso di chi sa di aver giocato una delle migliori partite della sua carriera. Il romano analizza la prestazione, tra sorpresa per il punteggio e soddisfazione per l’approccio mentale.
Alla prima vittoria per 6-0 6-0 e al primo successo contro Medvedev: cosa rende speciale Monte-Carlo?
Matteo Berrettini:
“Che vivo qua? Non so. No, è sicuramente una giornata speciale perché ho giocato una partita oserei dire perfetta, nel senso che ho giocato molto, molto bene e non allo stesso tempo. Sapevo di poter vincere, sapevo di poter giocare a un livello molto alto, ma non mi aspettavo un risultato così. Un risultato così a me non è mai successo, quindi sono… questo sport è particolare, ogni tanto succedono delle cose strane. Però sono molto orgoglioso di come ho giocato, di come sono entrato in campo, di come ho tenuto la concentrazione quando non è semplicissimo, perché sulla terra magari un break, due break alcune volte non sono abbastanza, bastava un click. Invece ho continuato a fare le mie cose e bene così.”
In apertura hai dovuto fronteggiare subito palle break: quanto è stato importante quel passaggio?
Matteo Berrettini:
“Esatto, esatto. Questo è il tennis. È ovvio che con i ‘se’ non si può ragionare, però se avessi preso break magari lui si sarebbe sentito un po’ più in fiducia, avrebbe servito un pochino meglio il game dopo. Ci sono tante cose che possono cambiare. Io invece fin dall’inizio ho sentito che la palla mi usciva molto bene dalle corde e che lo mettevo in difficoltà. Secondo me tatticamente l’ho preparata molto, molto bene. Poi un conto è prepararla, un conto è metterla in atto. Al di là del risultato, che secondo me conta il giusto – che sia 6-0 6-0, 6-1 6-1 o 6-2 6-2 – la cosa più bella è che mi sono divertito, che ho giocato bene e che ho l’opportunità di giocare un’altra partita su questi campi.”
Hai parlato di partita preparata bene tatticamente: qual era il piano gara?
Matteo Berrettini:
“Non lo so, però prima o poi ci giocherò di nuovo, quindi… No, nel senso che sapevo che per me era importante essere aggressivo, non lasciare troppo il pallino del gioco in mano a lui. Essere io quello che comanda, avere una buona percentuale di prime: un conto è farlo iniziare comodo sulla seconda, un conto è metterlo in difficoltà con la prima. Essere aggressivo il giusto, senza esagerare. C’erano tante cose che mi ero prefissato e soprattutto l’atteggiamento: volevamo avere un’energia alta, qualsiasi fosse il punteggio o la difficoltà. Nel primo game ci sono state due palle break e le ho affrontate molto bene. Da lì in poi è sembrata in discesa, ma perché avevo lavorato bene per renderla così.”
Durante il match hai mantenuto grande solidità, anche con il back di rovescio: quanto è stato importante restare concentrato e variare?
Matteo Berrettini:
“Allora, è ovvio che devi da una parte avere la fiducia e l’approccio di dire che stai facendo le cose fatte bene e che pagheranno. Dall’altra, secondo me, avere un pochino di paura che qualcosa possa cambiare ti aiuta a restare concentrato. Devi trovare quell’equilibrio giusto. La cosa che stavo pensando è che quando ho giocato l’ultima volta contro di lui, in Australia, avevo perso facile e avevo la sensazione che lui sapesse sempre cosa fare. Oggi credo che lui abbia avuto un po’ quella sensazione che avevo io allora, cioè di non sapere bene come vincere il punto.
Per questo dico che il punteggio conta fino a un certo punto: testimonia che tatticamente e tecnicamente metti in difficoltà l’avversario. Lo slice è un’arma che a volte funziona di più, a volte meno, ma contro un giocatore come lui, che non ha quella velocità di braccio soprattutto col dritto, è stato importante. Però devo dire che anche il rovescio coperto è stato molto solido. Credo che a un certo punto l’abbia detto anche al suo box: ‘non so dove giocare’. Quindi bene così.”
Dal nostro inviato a Monte Carlo, Enrico Milani
TAG: Enrico Milani, Masters 1000 Monte Carlo 2026, Matteo Berrettini

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5 commenti
e qui c’è il rischio tutt’altro che remoto di ritrovarci 3 azzurri in semifinale..
qua rischiamo di finire l’anno in Davis come gli scorsi due anni..
col secondo singolarista più forte di tutti i tempi!
Vincere contro lo spagnolo e il russo senza perdere un game!!! Alzi la mano chi lo aveva previsto o sperati. Grande Matteo, avanti
Daniil, Andrej e Stefanos devono prendersi alcuni mesi di pausa dal tennis.
Cosi non è cosa.
Sinner avvisato..il romano non fa sconti