Break Point - Numero 56 Copertina, Generica

La voglia di imparare

04/12/2014 00:01 7 commenti
Novak Djokovic e Roger Federer
Novak Djokovic e Roger Federer

La stagione tennistica 2014 si è appena conclusa e i suoi due principali protagonisti sono stati senza dubbio Novak Djokovic e Roger Federer, rispettivamente numero uno e due del mondo. Il primo ha disputato un’annata in cui, estate americana a parte, ha raggiunto sempre le fasi finali di tutti i tornei a cui ha partecipato,vincendo a Wimbledon,Miami,Indian Wells,Roma,Parigi-Bercy e alle Atp Finals di Londra. Il secondo,invece,ha riscattato il brutto 2013 con una stagione estremamente continua,escludendo i tornei “post-gemelli” di Roma e Parigi,vincendo la Coppa Davis, Shanghai,Cincinnati,Dubai,Basilea ed Halle,arrivando in finale a Wimbledon,Indian Wells,Atp Finals,Montecarlo,Toronto e Brisbane, oltre alle semifinali dell’Australian Open e a Flushing Meadows.

Entrambi però hanno anche migliorato molto il loro gioco già staordinario,mettendosi in discussione e analizzando nella maniera migliore alcuni aspetti fondamentali per progredire. Ancora più incredibile forse è il fatto che ci sia riuscito Federer. Dopo un 2013 da dimenticare,infatti,lo svizzero è tornato ad allenarsi già alla fine di Novembre,mettendo a punto una preparazione fisica eccezionale,che lo ha fatto sembrare più un ventitreenne che un trentatreenne.

Oltre a questo,Roger ha cambiato racchetta, usandone una con un piatto corde più grande,in modo da colpire meglio la palla ed avere più controllo su di essa. Poi,verso la fine di Dicembre,ha iniziato a collaborare col suo idolo di infanzia,Stefan Edberg,che lo ha convinto a cambiare gioco,cercando di attaccare di più e facendogli capire che,se voleva vincere trofei importanti e gareggiare coi migliori,non si sarebbe più dovuto incaponire in lunghi scambi da fondocampo,ma che doveva venire più spesso a rete.

Con una battuta rigenerata,Federer ha cominciato ad attaccare di più,facendo serve and volley, effettuando attacchi in controtempo,presentandosi a rete con colpi più precisi e intelligenti,facendo anche chip and charge. In questo modo ha potuto dare ancora più varietà al suo gioco meraviglioso,spendendo meno energie fisiche e cercando di non dare respiro ai propri avversari,non lasciandogli il tempo di irretirlo negli scambi lunghi,soprattutto dalla parte sinistra. Proprio con il rovescio però è riuscito a tenere maggiormente il palleggio,variando con il top spin e il back spin, a sua volta utilizzato sia con molta rotazione e profondità,sia con poco peso facendolo atterrare nei pressi della riga del servizio,mettendo in difficoltà quasi tutti i suoi avversari,poco avvezzi a districarsi bene in quelle zone del campo. Oltre a ciò, con questo colpo è riuscito ad anticipare di più la palla e ad utilizzare maggiormente il cambio in lungo linea,così da sovvertire l’inerzia dello scambio e prendere poi l’iniziativa o con il dritto o chiudendo il punto a rete. Anche lo stesso dritto è stato rigenerato:infatti,ritrovata la fiducia smarrita lo scorso anno,ha ricominciato a far male con questo colpo,impattandolo anche con più anticipo e sfruttandolo per presentarsi a rete nel migliore dei modi possibili. Proprio le volée sono state un aspetto fondamentale della rinascita di Roger che,giocandone molte di più,le ha effettuate bene con più continuità,perfezionando la posizione e la reattività,migliorando anche la tecnica per quanto riguarda quella di dritto,che per lui richiede più attenzione per essere eseguita correttamente e che,in realtà,può ancora migliorare. Altri due aspetti su cui Federer e Edberg hanno lavorato sono stati la risposta e il passante che,soprattutto nella seconda parte della stagione, sono divenuti fondamentali per vincere tante partite. Infatti lo svizzero ha iniziato a diminuire le risposte, un po’ pigre, con il back,cercando di usare di più il rovescio coperto e profondo,mettendo più pressione all’avversario.

Quando invece ha avuto la possibilità di rispondere con il dritto, ha spesso effettuato dei colpi vincenti o quasi definitivi,che gli hanno consentito di prendere in mano lo scambio anche nei turni di risposta. Per quanto riguarda invece il passante,il suo miglioramento è dovuto senz’altro alla condizione fisica:con una maggiore reattività dei piedi e delle gambe,molto spesso,pur essendo in difesa,è arrivato sulla palla ottimamente,colpendola molto bene e “scentrandola” di meno,anche grazie alla nuova racchetta. Tutti questi enormi cambiamenti sono emersi durante tutto l’anno,specialmente nella finale di Wimbledon e nelle semifinali di Dubai e Shanghai contro Djokovic,le partite che probabilmente ha giocato meglio in questo fantastico 2014. Tutto questo,comunque,non sarebbe stato possibile se il tennista di Basilea lo scorso inverno non si fosse messo in discussione,alimentato dalla grande passione per il tennis e dalla voglia di rivincita,di smentire tutti i suoi detrattori che lo davano per “finito”. Pur avendo vinto praticamente tutto,ha avuto l’umiltà e la voglia di mettersi a lavorare a sodo,di lottare. A dimostrazione di ciò ci sono anche molte partite che ha vinto in rimonta senza giocare benissimo,come per esempio con Wawrinka alle Atp Finals,con Leo Mayer a Shanghai,con Monfils a New York,con Tsonga a Montecarlo,con Chardy a Bercy o con Cilic a Toronto.

E’ mancata solo l’affermazione in uno Slam, che avrebbe reso quest’annata davvero leggendaria per lui. Eppure le possibilità di un diciottesimo Major ci sono ancora,specialmente a Wimbledon e,anche se di meno,a Melbourne e New York.

Anche Novak Djokovic,che quest’anno si è anche sposato ed è diventato papà di Stefan, ha mostrato dei cambiamenti importanti. Molti hanno discusso,per ovvi motivi, dopo che ha ingaggiato Boris Becker,ma in realtà il tedesco ha potuto dare qualcosa di buono al serbo. Per esempio,la finale di Wimbledon, anche se Nole non l’ha giocata “alla Becker”, ne è stata una dimostrazione. Dopo sei partite giocate in maniera altalenante,Djokovic è entrato in campo sicuro di sé,deciso,sfrontato,senza nessun timore riverenziale che qualche volta aveva avuto nei confronti di Federer. Questo gli ha consentito di affrontare al meglio a livello psicologico una finale Slam,cosa che spesso negli ultimi due anni era mancata al serbo. Questa è stata la base per una prestazione meravigliosa,una delle migliori della sua carriera,di certo la migliore sull’erba. Oltre a questo però,il serbo negli ultimi 2-3 anni è anche migliorato al servizio,cambiando il movimento. Prima,infatti, mentre serviva con le ginocchia piegate e il braccio della schiena non ancora del tutto disteso, la posizione del suo gomito era troppo bassa. Questo implicava più distanza da percorrere con la testa della racchetta prima di giungere all’impatto con la palla,con il risultato di uno sforzo eccessivo e mancanza di precisione.

Ora il gomito destro è più piegato verso l’esterno ed è tenuto più in alto,così che la testa della racchetta deve compiere un “tragitto” più breve,impattando la palla più velocemente. Inoltre Novak è anche molto bravo a uscire dal movimento,fronteggiando alla perfezione anche le risposte più insidiose. Negli ultimi tempi il serbo ha anche iniziato ad accorciare di più gli scambi,mostrando una mentalità più offensiva e chiudendo più spesso i punti a rete. Infatti il numero uno al mondo ha migliorato sia il back di rovescio sia il suo gioco di volo,avendo ora una presa migliore della racchetta,una posizione migliore,usando meglio i piedi,sfruttando di più la sensibilità del piatto corde,tenendo bloccato il polso e indirizzando bene la palla sfruttando la potenza del colpo dell’avversario. Entrambi i colpi comunque possono migliorare ulteriormente:nella postura per quanto riguarda il primo,nella sensibilità dalla parte destra per il secondo.

Altro aspetto su cui Nole può progredire è il dritto,per lo meno in certe situazioni. Esso infatti viene eseguito con una presa semi western,colpendo la palla con uno schema di apertura molto compatto,caricando il peso sulla gamba dietro per poi spostarlo in avanti e impiegando la mano sinistra per bilanciare il corpo e per puntare la zona del campo verso cui vuole indirizzare la palla. Il problema che a volte si presenta è che,soprattutto quando deve eseguire il dritto dal centro,o da sinistra,verso destra, tale movimento viene eseguito in maniera leggermente meno fluida e veloce,perdendo stabilità con le gambe e con il corpo in generale, colpendo male la palla,con un’”ovalizzazione” non perfetta. Altro aspetto curioso del 2014 di Nole è che due delle sue sconfitte più dolorose,quelle patite a Parigi e a New York,si sono verificate quando c’era molto caldo,che lo ha messo in difficoltà fisicamente,nonostante lui abbia smentito ciò. Sarà interessante vedere se lavorerà anche su questa componente climatica e se sarà in grado di affinare il proprio gioco per vincere il Roland Garros,l’obiettivo numero uno di Novak da tre anni a questa parte. In ogni caso,ci sono ottime possibilità che possa riuscire a migliorare ulteriormente in quasi tutti questi ambiti,visto il suo talento e,soprattutto,la voglia di imparare,che ha contribuito a far diventare sia lui che Federer due fenomeni, oltre che due vere icone dello sport in generale.


Gabriele Ferrara


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7 commenti

manuel (Guest) 04-12-2014 21:09

@ Danger (#1222055)

wawrinka non è stato opaco,ma è stato comunque sempre continuo negli slam,quarti a wimbeodon e us.open,un buonissimo masters,e nessuno ha contato la vittoria a chennai ad inizio anno,quindi nel complesso ottima stagione da parte di stan,ora però ci sono in uscita una valanga di punti dell’elvetico,vedremo.

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manuel (Guest) 04-12-2014 21:06

federer nel 2014 ha aumentato il suo gioco in maniera spaventosa,perchè io personalmente gli avrei detto di appendere la racchetta al chiodo,ma dopo questo 2014 io mmi sono dovuto ricredere,roger ha giocato molto bene fino da inizio anno confermando che nel tennis nulla è impossibile,ma federer arrivato a questo punto della carriera non può ritirarsi.
il suo 2014 davvero molto continuo e nel gioco u passo sopra a tutti gli altri.
però vanno anche i complimenti a nole per aver giocato un super 2014.

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ginglegel 04-12-2014 18:01

@ alexalex (#1222075)

quindi Federer scambia peggio da fondo adesso di quanto facesse in passato (quando gli bastava scambiare da fondo)?

perché per non essere più forte di quello del passato deve aver perso in qualcosa…

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alexalex 04-12-2014 10:47

@ ginglegel (#1222018)

Sono d’accordo in parte! Forse quello del 2014 è stato il Federer più offensivo e tatticamente lucido di sempre, ma non il più forte! Si è dovuto adattare e lo ha fatto con successo! Negli anni da dominatore gli bastava scambiare da fondo per avere la meglio quasi contro chiunque, per questo scendeva molto meno a rete (nonostante lo sappia fare benissimo da sempre). Oggi è costretto a farlo per abbreviare le partite ed evitare gli scambi da fondo prolungati che non regge più come una volta, com’è giusto che sia non avendo più vent’anni!

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Danger 04-12-2014 09:55

Scritto da rafael
Secondo me il protagonista principale della stagione è stato wawrinka, ha vinto uno slam, ha vinto roma e ha trascinato la svizzera a vincere la sua prima davis.

Insomma… 2 ottimi tornei (Montecarlo, non Roma) coppa Davis a sprazzi (vedi i quarti), ma per il resto 2014 opaco, condizionato dalla vittoria in Australia

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rafael (Guest) 04-12-2014 07:46

Secondo me il protagonista principale della stagione è stato wawrinka, ha vinto uno slam, ha vinto roma e ha trascinato la svizzera a vincere la sua prima davis.

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ginglegel 04-12-2014 06:56

Il Federer di oggi è più completo e migliore del Federer che in passato vinceva sempre, quindi è più forte del più forte di sempre, anche se non vince come vinceva il più forte di sempre…

A parte i paradossi…

Sono d’accordo.

Articolo interessante però un po’ troppo lungo, consiglio di fare un articolo separato per ogni giocatore per renderlo più fruibile.

(Sarebbe interessante anche qualche analisi approfondita al femminile, ce ne sono un po’ poche in giro).

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