Vacherot sogna in grande a Monte-Carlo: “Preferirei vincere qui che uno Slam”, ora sfida Alcaraz in semifinale (Video partita)
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Valentin Vacherot continua a riscrivere la storia del tennis monegasco e lo fa proprio nel torneo che per lui conta più di ogni altro. Il 27enne del Principato ha conquistato la semifinale del Rolex Monte-Carlo Masters 2026 superando Alex de Minaur con il punteggio di 6-4, 3-6, 6-3 dopo 2 ore e 24 minuti, diventando così il primo giocatore monegasco a raggiungere la semifinale a Monte-Carlo nell’era Open.
Un traguardo enorme, arrivato davanti al pubblico di casa, sul Court Rainier III, in un’atmosfera speciale e carica di emozione. E adesso per Vacherot il sogno continua: sabato sfiderà il numero 1 del mondo e campione in carica Carlos Alcaraz per un posto in finale.
La corsa del monegasco nel torneo di casa ha ormai assunto i contorni dell’impresa. Dopo aver battuto Juan Manuel Cerundolo, aver eliminato in due set il finalista uscente Lorenzo Musetti e aver piegato in una dura battaglia Hubert Hurkacz, Vacherot ha alzato ancora il livello contro De Minaur, uno degli avversari più solidi e difficili da affrontare sulla terra battuta.
La partita contro l’australiano è stata una vera prova di maturità. Vacherot ha iniziato con personalità, riuscendo a prendere in mano il primo set grazie a un tennis aggressivo ma lucido, trovando il break giusto e difendendo con coraggio il vantaggio fino al 6-4. In quella fase il monegasco è riuscito a reggere benissimo il ritmo di De Minaur, senza lasciarsi trascinare nel tipo di match che di solito favorisce l’australiano, bravissimo a logorare gli avversari con intensità e continuità.
Nel secondo parziale, però, De Minaur ha reagito da giocatore di altissimo livello. Ha alzato la pressione, è riuscito a sporcare di più il tennis di Vacherot e ha trovato il modo di portare la sfida dalla sua parte, chiudendo il set 6-3. In quel momento la sensazione era che l’inerzia potesse girare definitivamente, anche perché l’australiano sembrava avere qualcosa in più sul piano dell’esperienza e della gestione dei momenti delicati.
E invece Vacherot ha trovato ancora una volta risorse straordinarie. Nel terzo set, il più teso e importante, il monegasco ha giocato un tennis caldissimo nei momenti chiave e soprattutto ha mostrato nervi d’acciaio nei turni di battuta più complicati. Il dato che racconta meglio la sua prova è impressionante: ha annullato tutte e sei le palle break concesse nel set decisivo. Un dettaglio che spiega perfettamente quanto sia stato solido mentalmente quando il match rischiava di sfuggirgli.
Più la partita andava avanti, più Vacherot sembrava nutrirsi dell’energia del pubblico. Quando serviva spingere, spingeva. Quando serviva difendersi, trovava profondità e coraggio. E nel finale ha piazzato il colpo decisivo, prendendosi il break e poi chiudendo la partita con l’autorevolezza di chi non vuole più smettere di sognare.
Dopo il match, Vacherot non ha nascosto tutta la portata del momento che sta vivendo: “È un onore incredibile far parte delle semifinali con i tre migliori giocatori degli ultimi anni. Non vedo l’ora di giocare contro Carlos domani nella mia città, è fantastico.”
Parole che raccontano bene la dimensione dell’impresa, ma anche la consapevolezza di essere ormai entrato in un territorio che fino a poco tempo fa sembrava impensabile. Eppure, se si guarda al percorso recente del monegasco, questa settimana non nasce dal nulla.
Già pochi mesi fa Vacherot aveva sconvolto il circuito vincendo il Masters 1000 di Shanghai da numero 204 del mondo, diventando il campione con la classifica più bassa nella storia della categoria dal 1990. Quel trionfo gli aveva cambiato la carriera, portandolo prima in top 40 e poi in top 30 dopo i quarti di finale raggiunti a Parigi. In questa stagione ha continuato a crescere, con risultati importanti anche ad Acapulco e Miami, fino ad arrivare oggi al numero 17 del ranking ATP live.
Ma Monte-Carlo, per lui, vale chiaramente qualcosa di diverso. Lo aveva detto lui stesso, in modo chiarissimo, nel podcast dell’Australian Open “The Sit-Down”: “A essere onesto, preferirei vincere il Masters 1000 di Monte-Carlo piuttosto che uno Slam.” Una frase fortissima, che trova senso nel legame totale tra Vacherot e questo torneo, tra Vacherot e il suo club, tra Vacherot e il pubblico che lo accompagna in ogni punto.
Non a caso, anche nel dopopartita ha parlato proprio di questo aspetto con grande emozione: “Tutti quelli che cantano sugli spalti sono i miei migliori amici da quando avevo nove o dieci anni. È raro per un giocatore avere la possibilità di avere così tante persone intorno. I membri del club sono nei box. Sono davvero fortunato ad avere un torneo nel mio club.”
Ed è probabilmente questa una delle chiavi più affascinanti della sua cavalcata: Vacherot non sta semplicemente facendo bene nel torneo di casa, sta vivendo una settimana in cui ogni partita sembra caricata di un significato personale profondissimo. Ogni vittoria pesa di più, ogni game sembra valere qualcosa di unico, ogni esultanza viene restituita da un pubblico che non è soltanto “pubblico”, ma parte della sua storia.
Ora, però, arriva l’esame massimo. Dall’altra parte della rete ci sarà Carlos Alcaraz, il numero 1 del mondo, il campione in carica, uno dei dominatori del circuito. Sulla carta è una sfida durissima, quasi proibitiva. Ma anche contro De Minaur, Hurkacz o Musetti Vacherot partiva senza i favori del pronostico.
Monte-Carlo lo aveva sempre sognato. Adesso Monte-Carlo lo sta davvero portando dove nessun monegasco era mai arrivato. E contro Alcaraz, comunque vada, entrerà in campo con qualcosa che non si può misurare con il ranking: la sensazione di avere già trasformato un sogno in storia.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Masters 1000 Monte Carlo, Masters 1000 Monte Carlo 2026, Valentin Vacherot

Valentin Vacherot
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dove sono i geni che avevano scritto nell’altro articolo che avrebbe perso sin da oggi?
Oggi certamente ha battuto il più scarso dei forti…
Rockerduck mode?
Non succede, ma se succede.
Estremamente improbabile comunque.
Favola Vacherot continua… Bravissimo, in pochi mesi da giocatore da Challenger a Top (a conferma che nel tennis la ‘testa’ vale più della metà nelle prestazioni di un giocatore:) Ma adesso dovrebbe trovare i “due” spossati, in una giornataccia per completare il sogno. Sicuramente domani non farà una figuraccia, ma ora si fa’ veramente dura. Cmq Complimenti veramente;)
In premio per il vincitore ..un Vacherot Costantin
Domani Sinner troverà uno Zverev stanco, ma motivato che scambierà a lungo da fondocampo, partita molto fisica, ci sarà l’incognita di stanchezza per Jannik o di sbalzi glicemici per il tedesco.
Alcaraz oggi ha fatto una passeggiata di salute e trova il monegasco spompato da una settimana intensa, non vedo grosse difficoltà per lo spagnolo.
Partita godibilissima quella con De Minaur. L’australiano non molla mai, ma il monegasco ancora di meno. Certo che tra ieri e oggi ha speso un sacco di energie, comunque sognare non costa nulla!!
Sinner, dal canto suo, avrà le sue gatte da pelare con Zverev
Un grande in bocca al lupo a Vacherot.
Vacherot mi ricorda il Berrettini di qualche anno fa (batteva tanti giocatori ma mai i top 3)
@ zedarioz (#4589821)
… io invece mi ritiro in convento !
Ma per me un set , magari al TB , con Carlos lo vince !!
Alcaraz nel torneo non ha ancora affrontato una partita dura, oggi manco ha sudato. Potrebbe essere un handicap se domani Vacherot mostrerà ancora il suo tennis e non accuserà stanchezza.
Il bello dello sport è sognare e anche se italiano sono un gran romantico forza vachetot vinci il torneo e facci credere ai sogni
Nella sostanza si trova nella stessa condizione, ipotetica, di una SF di Slam, con i top-3 del ranking ATP…
…a livello tecnico vincere qui e vincere a Parigi sarebbe quasi lo stesso, ma 3 set su 5 restano un esame ancora più difficile.
Buona fortuna, Val !!!
Nella Live è già n. 17, subito dopo Cobolli… Ma dubito che domani lo supererà
Fisicamente e’ alla frutta. Carlos chiudera’ in meno di un’ora
Match, i suoi, che quasi quasi evocano entusiasmi di una volta.
Fra poche ore affronterà un Alcaraz carico e riposato che lo rimanderà da dove viene, bisogna dire che Vacherot ha sudato sette camicie ogni giorno per raggiungere questo traguardo a casa sua, chapeau!
Sono contento per Musetti. La sua delusione è molto mitigata, ha perso contro un tennista molto in forma. Non ha nulla da rimproverarsi.
Domani contro alcaraz se fa 6 game è un miracolo
Se batte Alcaraz e Sinner uno dietro l’altro, mi mangio il cappello.
Domani se fa più di 6 giochi mi sorprende.