Matteo Berrettini saluta Santiago: Nava lo supera in due set
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Si chiude con un’eliminazione al primo turno lo swing sudamericano di Matteo Berrettini. Il romano, attuale numero 57 del ranking mondiale, è stato battuto dallo statunitense Emilio Nava (n.79 ATP) con il punteggio di 6-3 6-4 in un’ora e 27 minuti nel match d’esordio dell’Chile Open di Santiago.
Una prova opaca per l’azzurro, che non è mai riuscito a imporre il proprio gioco, pagando le difficili condizioni del campo cileno: superficie irregolare e rimbalzi resi imprevedibili dall’altitudine. Più solido e continuo Nava, bravo a interpretare meglio la partita e a meritare l’accesso agli ottavi di finale.
Primo set in salita
Fin dalle prime battute si capisce che per Berrettini sarà una giornata complicata. Nava spinge con profondità da fondo campo e si muove con maggiore disinvoltura sulle traiettorie alte e cariche, mentre Matteo fatica a trovare ritmo e precisione, accumulando errori gratuiti. Il break nel secondo game indirizza subito il parziale.
L’italiano prova a reagire nel quinto gioco, procurandosi una palla del contro-break, ma la risposta non incide e lo statunitense prende in mano lo scambio entrando con decisione dentro il campo. Altre due chance arrivano nel nono game, ma anche in questo caso Berrettini non riesce a concretizzare. Nava chiude così 6-3 senza particolari affanni.
Lo strappo decisivo nel secondo parziale
Nel secondo set i turni di battuta scorrono con maggiore equilibrio, almeno fino al settimo game. Qui Berrettini commette qualche errore di troppo, soprattutto con il servizio, apparso prevedibile nelle traiettorie. Un diritto finito in rete consegna il break a Nava, che poi gestisce con autorità il vantaggio fino al definitivo 6-4.
I numeri del match
Le statistiche confermano le difficoltà del romano: 73% di punti vinti con la prima di servizio contro l’84% dello statunitense e appena il 46% con la seconda, a fronte del 52% di Nava. Dati che fotografano una prestazione sottotono e mai realmente incisiva.
Per Berrettini si conclude così un tour sudamericano avaro di soddisfazioni, mentre Nava prosegue il suo cammino a Santiago con rinnovata fiducia.
Marco Rossi
TAG: ATP 250 Santiago, ATP 250 Santiago 2026, Matteo Berrettini

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Ma scordiamoci anche il top20, il top30, andrà bene se sarà nei 50. Nel 2024 fu il “best coming back” ma nel 2025, anche, a mio parere, per scelte sbagliate, è durato tre mesi. Da allora pochissimi risultati positivi, i quarti a Vienna e la Coppa Davis. Francamente troppo poco per sperare in un ulteriore recupero.
Ne ha vinti anche uno in Isvizzera ed uno in Austria, che non mi risulta siano in Africa….
Purtroppo anche se arrivasse nella migliore condizione possibile a Wimbledon, oramai non sarebbe più in grado a prescindere di reggere 7 incontri 3 su 5.
Dobbiamo mettercela via e accettare tutti la realtà: ogni tanto vedremo qua e là delle belle performance come in Davis, ma intervallate da lunghi periodi di infortuni e capitomboli come questo.
Scordiamoci il Berrettini top10 perché è una versione che non potremo più ammirare.
Ma lui è contento di vivacchiare a questi livelli? Se la risposta é NO, spero passi quanto prima al cinema o ai reality……
Se sulla terra si rompe e sulle altre superfici gioca come stasera, una domanda me la farei. Capolinea
Si la terra ammortizza gli addominali al servizio? Se si rompe usando le sue armi uniche in cosa spera su terra di risvegliarsi Nadaliano e maratoneta?
3-6 4-6: prova opaca a dir poco!
Inizio a dubitare che potremo rivedere, anche solo a sprazzi, il Berrettini che fu.
Diamogli comunque ancora un po’ di tempo: qualche mese, si spera senza infortuni, per recuperare confidenza col proprio corpo e poi vedere che succederà quando i campi si tingeranno di verde, il colore preferito dal Romano.
Su altre superfici si rompe, non è che il suo staff è fatto di dementi
Contro nessuno, tanto per ricordarlo
Berrettini tronista!!!
Invidia, eh?
O al non pilu in testa dell’ ex coach!
Puo essere che su rapido non possa forzare e dunque sia meno competitivo. Ma lo è anche su terra sul piano atletico e di palleggio. Perso per perso tanto vale cercare servizio e dritto imbroccando la partita o il tabellone giusto perchè una versione senza servizio e drittone è un antiberrettini che non va lontano. Non è certo un torneo Africano su terra vinto che segnala grande competitività su rosso!
Matteo
Ritorna al Pilu.
Sul veloce non toccava palla. La terra contro giocatori di medio livello era l’ideale per riprendere ritmo. Se giocasse contro FILS, Mensik, Bublik, Rublev e compagnia, non toccherebbe palla in queste condizioni.
Due cose vedo strane: fino a due anni fa nessuno avrebbe creduto ad un Berrettini in Sudamerica su terra e ad un Cobolli rigido cementista USA! Altra cosa: due con video di infanzia insieme amici di circolo e co-vincitori singolaristi in Davis come mai non si aiutano con programmazioni non troppo dissimili per allenarsi a volte insieme prima o durante un torneo?
Ho visto la partita, non bella… peccato per Berrettini che non ha saputo sfruttare le poche occasioni che Nava gli ha lasciato.
Preferisco invece vedere il fatto che Berrettini abbia giocato 3 tornei di seguito senza infortuni , che non è cosa scontata . Riprendendo via via e piano piano abitudine ai match all agonismo .
Non sappiamo se in questo momento sia più rischioso remare sulla terra oppure le sollecitazioni delle superfici dure e veloci . Sempre e comunque forza Matteo
Non una bella ideona la campagna sudamericana.
eppur sembra che i due matacchioni ci hanno regalato una coppa Davis
Il senso di questa trasferta in sud america su terra con tutti questi sudamericani terraioli col dente avvelenato, che hanno solo questi tornei per prendere qualche punto?
Se non cambia marcia nei due tornei USA è una debacle
ciao ciao Berretto… non so voi ma ce lo vedrei bene in un film cinepanettone con Cobolli con titolo: i due matacchioni